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Cronaca

PALERMO, OPERAZIONE "TORRE DEI DIAVOLI": SEI ARRESTI

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Dalle indagini è emerso un elemento inedito che fino ad ora non era mai stato documentato, ovvero le elezioni del capofamiglia

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di A.B.
 
Palermo – Nella giornata di ieri sono stati emessi dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Palermo, sei provvedimenti di fermo eseguiti dai Carabinieri del R.O.S. e del Comando Provinciale di Palermo nei confronti di Giuseppe Greco, Natale Giuseppe Gambino, Gabriele Pedalino, Domenico Ilardi, Lorenzo Scarantino, Francesco Urso. I sei soggetti sono accusati a vario titolo di omicidio, tentato omicidio, associazione mafiosa e reati in materia di armi. L’operazione è stata denominata “Torre dei Diavoli”, che prende il nome dalla zone che oggi corrisponde al rione della Guadagna, e le indagini hanno accertato che la famiglia mafiosa di Santa Maria di Gesù, dell’omonimo mandamento, di cui è stato accertato un iter di riorganizzazione e soprattutto una capacità militare che ha portato al recente omicidio di Salvatore Sciacchitano e al ferimento di Antonino Arizzi. Le indagini hanno accertato che al vertice del mandamento c’era Giuseppe Greco, che era stato condannato nel corso dell’indagine denominata “Ghiaccio” e fratello di Carlo Greco, ergastolano ed elemento di spicco del clan negli anni 90 unitamente a Pietro Aglieri. Dalle indagini è emerso che il sottocapo era Natale Giuseppe Gambino, che in passato era legato a Pietro Aglieri e in Salvatore Profeta che era già stato coinvolto nel blitz di Villagrazia. Nell’ottobre del 2011 questi ultimi due soggetti furono scarcerati a seguito della revisione del processo per la Strage di Via d’Amelio e secondo le risultanze acquisite si sarebbero aggiunti Salvatore Profeta e Francesco Pedalino. In seguito all’omicidio di Giuseppe Calascibetta, avvenuto il 19/09/2011, ad impugnare le redini del clan sarebbe stato Giuseppe Greco che avrebbe richiesto anche la messa in pratica di rituali da parte degli altri uomini d’onore. 

Elezione capofamiglia. Dalle indagini è emerso un elemento inedito che fino ad ora non era mai stato documentato, ovvero le elezioni del capofamiglia. In merito al rituale si conoscevano aneddoti attraverso le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia come Tommaso “masino” Buscetta, Vincenzo Marsala, Salvatore Contorno, Francesco Marino Mannoia. L’elezione segue il modus operandi delle procedure di elezioni politiche attuali, quindi basato su un sistema di propaganda a favore dei candidati. In questo caso non ci sarebbe stata una figura antagonista a Giuseppe Greco che sin da subito ha ottenuto il consenso anche in funzione della carica di reggente già assunta. Dopo l’attività di propaganda si passa all’elezione dove tutti gli affiliati esprimono il proprio voto a scrutinio palese (ad alzata di mano), in passato però si utilizzavano le urne che venivano consegnate ai capidecina che si occupavano di raccogliere i voti tra i soldati (120 unità). Oggi l’elezione avviene soltanto per il capofamiglia e consigliere, a scegliere il sottocapo e il capo decina è lo stesso Capofamiglia. Dalle indagini è emerso un ricordo vivo per Stefano Bontade, denominato “il principe di Villagrazia e/o il Falco”, ucciso il 23/04/1981 dai Corleonesi in seguito al tradimento dei suoi più stretti collaboratori. Tra gli indagati viene ricordato Bontade con queste parole: “il generale non ne ha vinto mai guerra senza soldati”. 
 
In merito alla morte di Salvatore Sciacchitano, ucciso la sera del 3 ottobre tra via della Conciliazione e Via della Concordia, da un commando di tre killer a bordo di un automobile. In quella circostanza è stato ferito anche Antonino Arizzi. Le indagini hanno individuato come causa dell’uccisione di Sciacchitano la sua partecipazione, anche se soltanto per poche ore, ad ferimento di Luigi Cona. Legato ad esponenti della famiglia di Santa Maria di Gesù. Il delitto di Sciacchitano è stata ben organizzata dai killer poiché hanno provveduto a non portare apparecchi telefonici per non essere localizzati e lo hanno prima gambizzato per impedire la fuga e poi lo hanno ucciso con il colpo di grazia. Le attività investigative hanno portato all’individuazione dei sei soggetti ma hanno anche evidenziato come vi sia un legame alla tradizione e ai rituali di Cosa Nostra e un forte legame al passato.

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Cronaca

Covid-19, da Torino a Napoli folla per le strade, nei parchi e sul litorale. A Roma oltre un centinaio di segnalazioni

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Non si placa la calca nei centri storici, parchi e spiagge complice il bel tempo del weekend, l’ultimo in giallo per diverse regioni italiane. Dopo il ‘rave party’ improvvisato ieri ingressi contingentati e ‘senso unico’ in Darsena a Milano: è la prima conseguenza della folla che si è ritrovata ieri sera per una sorta di festa nell’ultimo sabato in zona gialla per evitare assembramenti anche semplicemente di famiglie a passeggio. Da stamattina sono state montate transenne e chiusi gli accessi laterali.

In Darsena si entra quindi da piazza 24 maggio e si esce da piazzale Cantone. Si stanno nel frattempo analizzando le immagini dei rave per identificare i partecipanti, che saranno sanzionati.


Oltre un centinaio di segnalazioni in questo fine settimana per assembramenti in diverse zone della Capitale
, dal Centro Storico al litorale, con controlli rafforzati da parte della Polizia Locale per il rispetto delle norme anti- Covid. Lo rende noto la polizia locale. Verifiche hanno riguardato anche Ostia, con gli agenti impegnati in varie località del lungomare capitolino. In diverse zone della movida come Monti, Trastevere, San Lorenzo e a piazza Bologna, le pattuglie sono state impegnate a contrastare assembramenti con chiusure temporanee. Oltre 40 le sanzioni per assembramenti, mancanza di mascherine.

Affollati i principali parchi della Capitale e il litorale nell’ultima domenica di febbraio dal clima primaverile. In molti hanno deciso di trascorrere la mattinata all’aria aperta nelle ville storiche della città o passeggiando vicino al mare. In atto anche questo fine settimana il piano anti-assembramenti. Controlli delle forze dell’ordine nelle principali vie dello shopping, nei parchi della Capitale, sul litorale e nelle zone dei laghi. Sorvegliati speciali via del Corso e tutta l’area del Tridente. Nel pomeriggio è prevista, inoltre, una manifestazione contro le discriminazioni a piazza del Popolo a cui sono attese circa 700 persone. I controlli, messi a punto nei giorni scorsi durante un tavolo tecnico presieduto dal questore Carmine Esposito, stanno interessando da venerdì il quartiere Trastevere con un rafforzamento dei servizi e la delimitazione della Scalea del Tamburino e della Fontana di santa Maria in Trastevere. I controlli nel quartiere, suddiviso in due aree, vengono effettuati da polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizia locale. Nei primi due giorni sono state identificate 190 persone, di cui una sanzionata perché non indossava la mascherina.

La Campania è in zona arancione, ieri il governatore De Luca ha invitato i cittadini a rimanere in casa il più possibile: ma la movida del sabato sera e il sole di stamane hanno creato ancora assembramenti, protagonisti soprattutto giovani e giovanissimi non di rado privi di mascherina. Gli episodi più significativi a Napoli e in provincia, dove – denuncia il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli di Europa Verde – spesso “la situazione è fuori controllo. Ritengo gravissimo che a Napoli, zona piazza del Gesù, e al corso Umberto di Torre Annunziata gli equipaggi delle forze dell’ordine siano stati pesantemente insultati dai giovani presenti. Dal centro storico partenopeo, via dei Carrozzieri, sempre nei pressi di piazza del Gesù, viene un altro video della vergogna con centinaia di giovanissimi assembrati e senza mascherina”. Borrelli pubblica su Facebook le immagini ricevute da cittadini esasperati per la movida senza freni: “E’ giunto il momento di adottare misure severe per coloro che non hanno rispetto per la propria salute e per quella degli altri”. Stamattina ancora folla sui lungomare, a Napoli come a Pozzuoli. Fitti i controlli delle forze dell’ordine anche se la quantità delle persone in strada rende impossibile fermare tutti coloro che passeggiano senza mascherina.

Intensificati i controlli anti-movida a Torino in questo weekend con interventi della polizia per far rispettare le norme anti Covid. Venerdì tre esercizi commerciali sono stati chiusi per 5 giorni in via Napione, via Rossini e largo Montebello per aver venduto alcolici da asporto oltre l’orario consentito. Chiuso sempre per 5 giorni un mini market dove non veniva rispettato il numero massimo di clienti al suo interno. Multa anche per il proprietario di un locale in via Catania a causa di assembramenti all’esterno del suo bar. Sei persone multate per assembramenti, tre per mancanza di utilizzo delle mascherine e altri tre per aver consumato cibo d’asporto in prossimità dei locali. Sabato multati due esercizi commerciali, in via Napione e Corso Regina Margherita e un minimarket in via San Massimo e tre persone multate per assembramenti.

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Milano, aggredisce violentemente anziana mentre preleva al bancomat: arrestato 23enne

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MILANO – Arrestato in flagranza per rapina aggravata un romeno 23enne, pregiudicato per reati vari contro il patrimonio e domiciliato presso il campo nomadi di via Novara a Milano.

Il malvivente ha avvicinato un’anziana 78enne che era intenta a prelevare denaro ad uno sportello bancomat in via Risorgimento aggredendola con violenza e, dopo averla colpita con un pugno ed averla spintonata facendola cadere a terra, ha ritirato 1000 euro dal conto della donna, dandosi poi alla fuga.

Il fatto è accaduto nel pomeriggio del 26 febbraio a San Giuliano Milanese dove sono intervenuti i Carabinieri della Tenenza di San Giuliano Milanese e della Sezione Radiomobile della Compagnia di San Donato Milanese. Il tempestivo intervento dei militari ha consentito di rintracciare il rapinatore, che nel frattempo si era rifugiato all’interno di una struttura abbandonata in via Emilia, quindi di arrestarlo e recuperando la refurtiva, che è stata restituita all’anziana vittima.

La donna è stata trasportata presso il pronto soccorso dell’ospedale di Vizzolo Predabissi dove è stata gli sono state riscontrate varie contusioni e giudicata guaribile in giorni 12 s.c..

Il 23enne, al termine delle formalità di rito, è stato portato presso la Casa Circondariale di Lodi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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Roma, bus Atac prende fuoco sul Raccordo Anulare: paura tra gli automobilisti

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Paura tra gli automobilisti in transito per un autobus che ha preso fuoco durante il servizio. Mentre viaggiava lungo il Raccordo, giunta all’altezza dello svincolo di Tor Bella Monaca, su una vettura fuori servizio si è sviluppato un incendio. Sono intervenuti i vigili del fuoco. Nessun problema per le persone. La vettura era in servizio da quasi 20 anni.

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