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Cronaca

Palermo: Orlando vara la nuova giunta

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Una nuova "squadra" di governo su cui Leoluca Orlando scommette il suo futuro politico

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di Paolino Canzoneri

 
PALERMO – Varata a Palazzo delle Aquile la nuova giunta del neo sindaco Leoluca Orlando eletto "a furor di popolo" nelle elezioni amministative della settimana scorsa. Un plebiscito che rincara la dose di speranza e fiducia di una Palermo in trasformazione che ha accolto sforzi e ideali per un futuro slegato dalle ataviche e brutte nomee e teso verso un panorama nuovo e sempre più vicino alle moderne concezioni delle città europee.

Una nuova "squadra" di governo con deleghe cambiate su cui Leoluca Orlando scommette il suo futuro politico. Per la delega relativa a Cittadinanza solidale, Diritto e dignità dell'abitare e Beni Comuni il ruolo è assegnato a Giuseppe Mattina esperto in diritti dei bambini con un baccellierato in Teologia. Per la delega  relativa a Manutenzioni, Riqualificazioni del patrimonio e impianti sportivi, Edilizia scolastica e privata, il ruolo è assegnato a Emilio Arcuri, medico e assessore nonchè presidente dell'AMG  (l'azienda che gestisce gli impianti di illuminazione e la rete metano della città di Palermo. Per la delega relativa a Mare e Coste, Igiene, Sanità e attività economiche il ruolo è assegnato a Sergio Marino, ingegnere ed ex dirigente dell'ARPA (Agenzia regionale per la protezione ambientale) e già assessore della precedente amministrazione che svolgerà il suo compito istituzionale come vice sindaco. Alle Politiche giovanili, Scuola e Salute il ruolo è stato assegnato a Giovanna Marino, ex dirigente sindacale CGIL, assessore alla precedente amministrazione. Per le Società partecipate, consorzi, innovazione e mobilità il ruolo è assegnato a Iolanda Riolo, amministratrice del gruppo di famiglia attivo nel commercio e laureata; per i Servizi demografici, impianti cimiteriali e Polizia municipale il ruolo è coperto da Gaspare Nicotri commissario straordinario in alcuni enti locali nonchè segretario generale in diversi Comuni. Per la delega relativa a Bilancio, Patrimonio, Beni confiscati e Fondi comunitari il ruolo è stato assegnato a Antonino Gentile ex dirigente delle Agenzie delle entrate di Palermo e revisore contabile. Alla Cultura, beni culturali e Toponomastica il ruolo lo coprirà Andrea Cusumano performer scenografo, docente al college universitario Goldsmith, pittore e regista. Il sindaco Leoluca Orlando, fiducioso di aver varato una squadra vincente ha commentato: "Ogni settimana è necessario mettere in sicurezza quanto faticosamente fatto ma non possiamo ignorare le criticità che ci sono state. Il vero cambio nella cultura di questa città sta nel fatto che le forze politiche hanno accettato un civismo politico fondato su un programma chiarissimo, in piena continuità con le scelte degli ultimi 5 anni, questa è una giunta politica, chi non è in giunta resta comunque nella squadra. A chi molto ha dato molto viene chiesto, a noi molto è stato dato in termini di consensi e ora molto deve essere chiesto in termini di azioni concrete". Nasce cosi una nuova giunta che sancirà e amministrerà il futuro di Palermo.
 

Cronaca

Bologna, dal Comune un aiuto concreto al mondo della cultura e della creatività

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Un aiuto concreto al mondo della cultura e della creatività. L’assessore Lepore “Le risorse del Capodanno per chi lavora nella cultura”

Un aiuto concreto ai lavoratori della cultura e della creatività arriverà dal Comune di Bologna che ha stanziato 230.000 euro ulteriori, rispetto alle cifre inserite nell’avviso destinato al sostegno delle nuove produzioni in ambito musicale (130.000 euro in più) e al bando INCREDIBOL! (100.000 euro in più). Fondi recuperati dalle minori spese sostenute per l’organizzazione del Capodanno e degli eventi natalizi non realizzabili nel rispetto delle misure di contenimento imposte dalla pandemia del Coronavirus.

“Investiremo quanto risparmiato sull’organizzazione del Capodanno per rafforzare il sostegno alle nuove produzioni musicali e all’industria creativa – afferma l’assessore alla Cultura Matteo Lepore – Un impegno importante per sostenere un settore che è stato duramente colpito dalla crisi. Inoltre, sempre per sostenere gli operatori bolognesi, che ricordo essere stati censiti nel 2018 in oltre 26.000 lavoratori (area metropolitana), è in partenza un’attività per aiutarli a orientarsi nelle misure e nelle richieste di ristoro legate all’emergenza Covid, in collaborazione con “DOC Servizi”, realtà di rilievo nazionale, con particolare attenzione ai settori dello spettacolo dal vivo. Vorrei ricordare che abbiamo investito nelle persone che lavorano nel settore culturale del Comune di Bologna. È in corso il concorso per assumere 23 assistenti culturali, e altri 21 verranno assunti nel corso del 2021. Inoltre, abbiamo promosso dieci specialisti a funzionari culturali, riconoscendone capacità professionali ed esperienza in ambito museale, bibliotecario e dello spettacolo, oltre una nuova responsabile della Biblioteca delle Donne, che proviene dall’università”.

Consapevole dell’importanza della filiera musicale per Bologna, città creativa della musica UNESCO, sia dal punto di vista culturale sia economico, e della grave crisi in cui versa il settore a causa delle misure introdotte per limitare la diffusione del coronavirus, il Comune di Bologna aveva pubblicato, nel mese di novembre, un avviso destinato al sostegno delle nuove produzioni in ambito musicale. Inizialmente a questa azione era stata destinata una cifra pari a 70.000 euro, ma la straordinaria quantità e qualità dei progetti pervenuti, ben 208, ha spinto l’Amministrazione ad ampliare la dotazione a 200.000 euro per ampliare la platea dei progetti sostenuti. Il bando è scaduto il 17 novembre scorso e intorno alla metà dicembre verrà pubblicato l’esito della selezione.
Novità anche per il bando INCREDIBOL! che ha visto nel 2020 un’edizione speciale dedicata ai progetti di innovazione delle industrie culturali e creative. Il progetto, sviluppato in partnership con la Regione Emilia-Romagna, vede Bologna coordinare un progetto regionale di grande successo, attivo da ormai 10 anni. Ai 400.000 euro destinati dalla Regione si sommano ora altri 100.000 euro appena stanziati dal Comune di Bologna per poter sostenere il maggior numero possibile di progetti: ben 193 quelli pervenuti, 119 dei quali arrivati dal territorio bolognese, anche in questo caso i risultati sono in arrivo a metà dicembre.

Fin dall’inizio del lockdown della primavera scorsa, il Dipartimento Cultura ha lavorato per venire incontro alle esigenze degli operatori culturali con attività di monitoraggio e percorsi di ascolto; sono stati prorogati i tempi di rendicontazione per attività che non hanno potuto avere luogo, ammettendo anche spese sostenute per progetti annullati o rimodulati a causa dell’emergenza, e offerte agevolazioni per lo svolgimento di attività all’aperto.

Solo a marzo scorso sembrava impossibile realizzare il cartellone “Bologna Estate 2020”, che è poi stato messo in campo dal 15 giugno al 30 settembre – il primo cartellone estivo italiano dopo il lockdown, gestito in piena sicurezza – contando 269 progetti e 3.351 eventi, di cui 2.498 realizzati in città. Tutto questo attraverso un investimento di 671.000 euro. Tra i tanti progetti ricordiamo il Cinema in Piazza Maggiore e il raddoppio delle attività della Cineteca con lo schermo al Centro sportivo Barca.
Per venire incontro alle esigenze del Teatro Comunale è stata trasferita l’attività al PalaDozza, fino a quando è stato possibile. Più in generale il Dipartimento Cultura ha investito sul sistema dei teatri nel 2020 ben 4.708.000 di euro. Un dato importante per capire la necessità di sostenere il teatro viene dai numeri del 2019, anno in cui sono state messe in scena, nei teatri in convenzione, 1.787 repliche di spettacoli, alle quali hanno partecipato 443.353 spettatori.

Nel corso del 2020, alle 39 convenzioni già attive in diversi ambiti (teatro, musica, arti visive, editoria, cinema) se ne sono poi aggiunte, attraverso una procedura ad evidenza pubblica, altre 13 per completare il quadro del sistema culturale cittadino riconoscendo il valore di altri ambiti produttivi (programmazione di musica dal vivo nei locali, produzione nell’ambito della danza, rigenerazione urbana a base culturale e creativa, cultura popolare).

Nel corso del 2020 il Comune di Bologna ha avviato la trasformazione delle biblioteche. Uno strumento come il MLOL – la biblioteca digitale di Bologna, è stata particolarmente apprezzato soprattutto durante i mesi del lockdown, portando i nuovi utenti iscritti (gennaio-giugno 2019-2020) da 7.835 a 25.526.
È notizia di qualche giorno fa l’attivazione del prestito a domicilio: i lettori possono contattare la biblioteca comunale più vicina e ricevere gratuitamente e direttamente a casa propria il libro desiderato. La consegna viene effettuata attraverso Consegne etiche, piattaforma realizzata dalle cooperative Dynamo e Idee in movimento, progetto coordinato da Fondazione Innovazione Urbana e Comune di Bologna. Prosegue anche l’attività del Patto per la Lettura, che dal febbraio 2019 ha visto 2.158 eventi e l’adesione di 175 soggetti.

Aumenta inoltre il patrimonio librario delle nostre biblioteche. Attraverso un bando il MiBACT ha assegnato, a tal fine, 130.000 all’Istituzione Biblioteche di Bologna, 10.000 euro a Biblioteca Italiana delle Donne e altrettanti alla Biblioteca dell’Istituto Parri, 42.150 euro alle Biblioteche dell’Istituzione Bologna Musei, 15.000 alle biblioteche afferenti all’Area Educazione, Istruzione e Nuove Generazioni e 10.000 alla Biblioteca Renzo Renzi della Fondazione Cineteca. Gli acquisti, che si sono svolti tra settembre e ottobre, sono stati indirizzati dalle diverse biblioteche del Comune di Bologna principalmente verso librerie di medie e piccole dimensioni e librerie specializzate così da incentivare la ripresa di queste importanti attività del territorio ma anche verso le librerie delle catene commerciali e della grande distribuzione, anche loro in difficoltà in questo periodo di crisi dovuta alla pandemia.
Da segnalare l’operazione “Nuovo Forno del Pane”. Nata in pieno lockdown, il progetto dell’Istituzione Bologna Musei firmato da Lorenzo Balbi e dallo staff di MAMbo ha ridefinito l’identità del Museo d’Arte Moderna di Bologna, trasformando parte degli spazi espositivi in un centro di produzione interdisciplinare dedicato al contemporaneo e ispirato all’idea del sindaco Francesco Zanardi che proprio nel grande edificio che oggi ospita il museo, inaugurò nel 1915 il “Forno del Pane”, un grande panificio pubblico per sostenere la città piegata dal primo conflitto mondiale. Attualmente il “Nuovo Forno del Pane” accoglie 12 tra artiste e artisti. L’Istituzione Bologna Musei, confermando il suo ruolo di attore protagonista del welfare educativo cittadino, ha accompagnato le diverse fasi dell’emergenza Covid con uno straordinario sforzo di adattamento che ha permesso di essere presenti nella quotidianità di bambini e famiglie con un’offerta diversificata anche on line, per il pubblico generico e per le scuole. Sono stati 193 i bambini ad avere preso parte alle settimane di campo estivo a Villa delle Rose e al MAMbo.

Durante il primo lockdown, con le scuole sono state svolte 174 attività. Mentre attraverso le professionalità museali impegnate quotidianamente nelle attività di promozione e divulgazione, ogni area museale dell’Istituzione ha potuto veicolare attraverso contenuti digitali, nuove modalità narrative per valorizzare le collezioni permanenti e i loro pezzi più preziosi e curiosi.

Nel corso del 2020, inoltre, l’Amministrazione comunale ha assegnato due immobili importanti per la città: Serre Grandi e Velostazione.

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La Regione Abruzzo prolunga il commissariamento dei Consorzi di Bonifica

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Francesco Vincenzi (Presidente Anbi): “Siamo preoccupati che si interrompa il virtuoso percorso verso l’autogoverno pregiudicando l’equilibrio economico degli Enti”

“E’ con rammarico che prendiamo atto di come la Regione Abruzzo, dopo mesi di fattiva concertazione, abbia deciso di procrastinare, fino a Marzo 2022, il regime commissariale dei locali Consorzi di bonifica, permettendo anche nuove assunzioni ed attività formative e motivando il tutto con la pandemia… che auspichiamo sinceramente e con tutta l’energia possibile sia terminata per marzo 2022.”

Ad evidenziarlo con preoccupata amarezza è Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e della Acque Irrigue (ANBI), che prosegue:

“Resta positivo, per altro, il giudizio, che diamo sull’operato fin qui svolto dai Commissari e che sarebbe proficuamente proseguito fino al ritorno degli enti consorziali all’ordinario funzionamento democratico, previsto entro il primo semestre del 2021. Ora non vorremmo, però, che la liberalizzazione delle assunzioni, forzata magari da una mal interpretata funzione della politica come già sperimentato in altre situazioni, pregiudicasse l’equilibrio economico dei Consorzi, ipotecandone il futuro a discapito degli interessi del territorio e soprattutto del mondo agricolo.”

“Per questo – prosegue il Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – chiediamo alla Regione di riattivare la concertazione fin qui frequentata e finalizzata a restituire gli enti consorziali a quell’autogoverno che, unitamente all’applicazione del principio di sussidiarietà, è condizione prima di efficienza nelle attività istitutive quali prevenzione del rischio idrogeologico, gestione delle acque ad uso irriguo e salvaguardia ambientale.” Conclude riconfermando la piena disponibilità di ANBI con Regione Abruzzo in un percorso virtuoso di collaborazione che nel tempo del Recovery Fund, del Green Deal, della nuova PAC 2023/2027 deve vedere il Paese unito e determinato su obiettivi veri e di alto profilo, in grado di trasformare la grande minaccia in opportunità, per una Italia migliore per le attuali e le future generazioni.

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Roma e Napoli, traffico illecito di rifiuti: arresti e sequestri tra Roma e Napoli

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I Carabinieri della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura di Roma e del Gruppo Carabinieri Forestale di Roma – NIPAAF, gli agenti della Polizia di Stato del Compartimento Polizia Ferroviaria di Roma, della Polizia Locale di Roma Capitale e della Polizia Locale della Città Metropolitana di Roma Capitale, stanno dando esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali e reali emessa dal Tribunale Ordinario di Roma su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia nei confronti di 23 persone – 8 agli arresti domiciliari, 11 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria e 4 misure interdittive del divieto di esercitare attività di impresa per mesi dodici – ritenute responsabili a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una serie indeterminata di reati contro l’ambiente, traffico illecito di rifiuti, autoriciclaggio, furto, ricettazione e sottrazione di cose sottoposte a sequestro.

L’operazione, scattata alle prime luci dell’alba e tuttora in corso, vede impegnati oltre 120 uomini su diversi obiettivi distribuiti nelle province di Roma e Napoli.

Le indagini, condotte dall’ottobre 2018 al giugno 2019 e coordinate dalla Procura di Roma, si erano originariamente sviluppate su tre distinti filoni e poi riunite. Hanno portato all’individuazione di un ingente traffico illecito di batterie al piombo esauste, al quale concorrevano diversi soggetti con differenti compiti. Sono stati innanzitutto identificati una serie di soggetti di etnia rom che sistematicamente, più volte al giorno, depredavano di batterie il Centro di Raccolta AMA di Cinecittà (sono stati documentati oltre cento furti in poco più di due mesi) oppure se ne approvvigionavano illegalmente attraverso una raccolta non autorizzata, in violazione della normativa di settore. Tale materiale veniva successivamente venduto ad un’organizzazione con base a Tor Sapienza, composta anch’essa da soggetti di etnia rom, che a sua volta o lo esportava verso l’estero (Romania), oppure lo immetteva sul circuito legale nazionale, ricorrendo alla complicità di alcuni commercianti del settore. Quest’ultimi infatti, attraverso la falsificazione della documentazione volta a certificare la provenienza lecita del rifiuto, ricevevano le batterie che reintroducevano nel circuito legale di smaltimento, conferendole ad un compiacente centro di raccolta autorizzato del napoletano.

Il volume d’affari stimato nell’arco di circa sei mesi, si aggira intorno ai 400.000 euro. Nel corso delle attività sono state sequestrate complessivamente circa 40 tonnellate di batterie esauste, delle quali la metà occultate a bordo di un TIR diretto in Romania, sequestrato ad aprile 2019 lungo l’autostrada Roma Firenze nei pressi di Fiano Romano, e sono state tratte in arresto tre persone.

Unitamente alle misure cautelati personali, il GIP del Tribunale di Roma ha altresì disposto il sequestro di undici automezzi impiegati nel traffico di rifiuti

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