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PANAMA PAPERS: PARADISI FISCALI CHE SCONVOLGONO I LEADER MONDIALI

Redazione
 
Londra – Panama Papers, è questo il nome che fa tremare i leader mondiali e i vip di ogni settore. Il tutto è partito da uno studio legale internazionale specializzato in paradisi fiscali, Mossack Fonseca, con sedi a Miami, Hong Kong e Zurigo e 35 altre località.  I documenti sono stati trasmessi al giornale tedesco Suddeutsche Zeitung, condivisi da un gruppo di reporter investigativi di media nazionali quali Guardian e Bbc e in Italia l’esclusiva l’ha avuta l’Espresso. Sono emersi scottanti documenti che hanno messo in discussione le figure e le fortune di Vladimir Putin e di Petro Poroshhenko. Ma non sono gli unici ad essere finiti nell’occhio del ciclone anche Xi Jinping, leader cinese, il re saudita, ma anche Luca Cordero di Montezemolo, Banche italiane, criminali, primi ministri e parenti a seguito, diversi personaggi dello spettacolo, dello sport, funzionari dello sporto e dello spettacolo. I milioni di documenti sono stati studiati per diversi mesi da circa 307 reporter dell'International Consortium of Investigative Journalists. Tra i nomi grossi, oltre a Montezemolo, emergerebbe il nome dell’imprenditore Giuseppe Donaldo Nicosia, coinvolto già in un’inchiesta per truffa con Marcello dell’Utri, ma anche l’ex pilota di Formula 1 Jarno Trulli, Mauricio Macri, 
 
 
L’inchiesta, come citato poc’anzi, coinvolge anche istituti di credito e tra quelli finiti nel girone ci sarebbero Ubi e Unicredit, come cita l’Espresso. Haaretz invece parla anche degli uomini più ricchi di Israele. I delicatissimi documenti riporterebbero anche 33 sigle che farebbero parte della lista nera degli Usa, poiché connessa con i signori della droga messicana, terroristi come Hezbollah, Iran e Corea del Nord. Dalla Russia c’è molta rabbia in merito a quanto viene detto e scritto e dal Cremlino riferiscono che in merito all’inchiesta “inventano ciò che scrivono”, parlano di una “putinofobia” e dicono anche che gli “Autori dello scoop sono agenti Usa”. Il primo paese ad avviare indagini è l’Australia e i casi sono circa 800, alcuni di essi saranno affidati a Task-force. La lista dei nomi coinvolti nello scandalo “Panama Papers” è lunga e si va dal presidente siriano Bashar Al Assad a Muammar Gheddafi e anche Hosni Mubarak, ex presidente egiziano. L’elenco cresce a macchia d’olio e sembra di essere ricatapultati in uno degli scandali anni 80/90.