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Cronaca

Parco di Bracciano – Martignano: confermata la presenza del lupo

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BRACCIANO (RM) – Al lupo sarà dedicata l’iniziativa dell’Accademia del Parco dal titolo “Il ritorno del Lupo” in programma sabato 26 maggio dalle ore 9.30 presso la sede del Parco in Via Saffi 4/a a Bracciano.Il ritorno del Lupo: confermata la presenza nel territorio del Parco.
E’ ormai certa la presenza di alcuni esemplari di Lupi nel Parco Naturale di Bracciano Martignano. Da tempo il personale dell’Ente sta monitorando la specie e gli avvistamenti si succedono con sempre maggior frequenza. Sono state realizzate anche alcune riprese video. Si tratta del Lupo grigio appenninico (Canis lupus italicus ), una specie sicuramente in espansione territoriale come confermano le segnalazioni nel Parco di Veio, nel Parco dei Castelli Romani, nella Riserva Statale del Litorale Romano, nel Parco della Maremma e in altre aree naturali dove la presenza del Lupo era ormai datata.
La specie è stata considerata nociva fino agli anni ’70 del secolo scorso, e decenni di sistematiche uccisioni la avevano portata vicina all’estinzione. Oggi il Lupo è una specie particolarmente protetta, per questo motivo il personale del Servizio Guardiaparco in collaborazione con il personale del servizio naturalistico svolge un monitoraggio costante sul territorio proprio per prevenire ogni possibile atto di bracconaggio. I primi dati di presenza a disposizione dell’Ente sono riferiti al 2007 anno in cui è stata recuperata una carcassa nei pressi della discarica di Cupinoro, a pochi chilometri da Bracciano. Gli individui presenti all’interno del territorio del Parco sono giunti spontaneamente dai territori limitrofi dei Monti della Tolfa area in cui la presenza è consolidata e accertata da tempo.

Il ritorno del lupo nei territori intorno al lago di Bracciano è un fatto di grande importanza non solo conservazionistica, ma anche ecologica, potrà infatti contribuire a ristabilire una catena alimentare completa. L’assenza di un super predatore ha nel tempo contribuito a far crescere la popolazione di cinghiale (Sus scrofa) e tale crescita esponenziale ha causato danni sia alle attività agricole che agli habitat naturali. La presenza del lupo, al contrario, contribuisce al controllo della popolazione di cinghiale, sia in senso quantitativo che qualitativo, predando per primi gli individui deboli o malati. Tale presenza potrebbe rappresentare quindi la “soluzione ecologica e naturale” al “problema” Cinghiale contribuendo al contenimento dei danni da esso causati, ma inevitabilmente potrebbe rappresentare una criticità per gli allevamenti del territorio. Come dimostrato dalle esperienze di gestione di queste specie nell’Appennino Centrale, condividendo e mettendo in campo le giuste contromisure di prevenzione, la convivenza è possibile.

Contestualmente però Il ritorno del predatore tuttavia potrebbe rappresentare una minaccia agli allevamenti di bestiame presenti nel nostro territorio. Però, come dimostrato dagli allevatori dell’Appennino centrale, che convivono con la presenza del lupo da sempre, esistono delle giuste contromisure per prevenire e contenere questo tipo di danni.

Il lupo è animale schivo e diffidente, che ha una paura atavica dell’uomo, pertanto non costituisce assolutamente un pericolo per escursionisti, ciclisti, cavalieri che frequentano il Parco anzi costituisce un fattore di incremento turistico, attirando la presenza di visitatori che sperano in un fugace, raro avvistamento.
Il personale del Parco è comunque a disposizione dei cittadini per qualsiasi chiarimento e per attivare le eventuali azioni di supporto allo scopo di affrontare al meglio la situazione determinata dalla nuova presenza. Al fine di fornire una corretta informazione sull’argomento, e contribuire a creare degli spazi di confronto, l’Ente Parco sta organizzando degli incontri pubblici: il primo si terrà il 26 maggio pv a Bracciano presso l’aula conferenze dell’Ente.

Cronaca

Operazione “Mare Sicuro 2021”: il bilancio della Guardia Costiera nel Lazio

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Si è appena conclusa l’operazione “Mare Sicuro 2021”, la consueta campagna di prevenzione e sicurezza condotta dalla Guardia costiera.

Coordinata nel Lazio dalla Direzione marittima di Civitavecchia, l’operazione ha visto incessantemente impegnati gli uomini e gli assetti del Corpo lungo gli oltre 370 Km di costa e gli 11.500 metri quadrati di mare affinché milioni di bagnanti e migliaia di diportisti possano fruirne in modo sereno e sicuro.

Avviata il 19 giugno, l’operazione ha visto operare per l’intera estate pattuglie e mezzi navali dei Compartimenti Marittimi di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta e dei 17 Uffici Marittimi dislocati sul territorio regionale in uno scenario atipico, caratterizzato, per le note limitazioni agli spostamenti internazionali connesse all’emergenza pandemica in corso, da un significativo incremento del turismo di prossimità.

A fronte di più di 13.000 controlli, anche grazie ad una mirata attività di prevenzione, sono state 426, ovvero un numero decisamente minore rispetto agli anni precedenti, le sanzioni amministrative che è stato necessario comminare per violazioni delle leggi marittime e 16 le informative di reato inoltrate alle competenti Autorità Giudiziarie.

In tale ambito, le 1.429 verifiche condotte lungo il litorale hanno permesso di restituire alla libera fruizione ben 20.000 metri quadri di aree demaniali marittime e specchi acquei caratterizzati dal deprecabile fenomeno del preposizionamento di attrezzature balneari da parte di soggetti privi di autorizzazione.

55 infine sono stati gli interventi finalizzati alla salvaguardia della vita umana in mare con 188 persone soccorse. Tra queste le 7 persone tratte in salvo nel corso dell’operazione coordinata dal centro regionale di soccorso marittimo della Capitaneria di Civitavecchia allorquando, lo scorso 25 agosto, a largo di Montalto di Castro, prendeva fuoco un’imbarcazione da diporto di 23 metri e solo il rapido intervento degli uomini e dei mezzi nautici della Guardia Costiera di Civitavecchia e del locale distaccamento dei Vigili del Fuoco permise il salvataggio dei naufraghi e lo spegnimento delle fiamme sviluppatesi a bordo. O, ancora, i 5 occupanti di un’imbarcazione a vela entrata in collisione con un’altra unità tratti in salvo a seguito di una complessa attività di soccorso notturna a circa 45 miglia ad ovest dell’isola di Ponza.

I dati riportati, al di là di ogni considerazione, danno la misura dell’impegno profuso e dell’efficacia dell’azione condotta nel Lazio dalla Guardia Costiera. Un’azione che, nel suo insieme, restituisce la concreta sintesi dei compiti, delle attribuzioni e delle responsabilità del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera, che, spaziando in tutti i settori che hanno a fattor comune gli usi civili e produttivi del mare, si sostanziano nella tutela dell’incolumità e della sicurezza di chi ama, lavora e vive sul mare, sulle coste e nei porti.

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Costume e Società

Viterbo: tra canti, giocolerie, fuoco e mirabolanti alchimie si chiude la XXI edizione di Ludika 1243

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L’appuntamento con il medioevo dalle 18 alle 21 in piazza San Lorenzo

VITERBO – Si chiude oggi a Viterbo la XXI edizione di Ludika 1243 il festival dedicato al periodo medievale, tornato quest’anno in presenza dopo l’edizione virtuale del 2020, che attraverso una serie di ricostruzioni storiche e iniziative ha animato il centro storico in quest’ultima settimana.

Alle 18 e alle 21 piazza San Lorenzo ospiterà lo spettacolo di giulleria medievale “C’era una volta il 1243” con protagonista Il Paggio Giullare, progenitore ed epigono dei CLerici Vagantes, in compagnia del fido Paggetto, in viaggio fin da allora per allietare i presenti con canti, giocolerie, fuoco e mirabolanti alchimie.

La manifestazione si chiuderà con “Luce” spettacolo di focoleria e mangiafuoco con le performer Elenifera per salutare questa edizione. Una performance ironica e sensuale: in una cornice musicale arabeggiante sarà la danza a svilupparsi con l’elemento del fuoco, alternando sulla scena bolas, ventagli e altri effetti pirotecnici.

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Cronaca

Covid, in calo contagi e decessi: negli ospedali i ricoverati quasi esclusivamente i non vaccinati

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Dai decessi per Covid ai contagi, la settimana 8-14 settembre, rispetto alla precedente, ha visto tutti i numeri in calo: scendono -14,7% i nuovi casi (33.712 rispetto a 39.511), del -6,7% i decessi (389 rispetto 417), dell’-8,8% le persone in isolamento domiciliare (117.621 rispetto a 128.917), del -3,3% i ricoveri con sintomi (4.165 rispetto a 4.307) e del -1,6% le terapie intensive (554 rispetto a 563). Lo rileva il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe, che sottolinea come in ospedale ci siano “quasi esclusivamente persone non vaccinate”.

“E’ inaccettabile la presa di posizione di personaggi pubblici, tra cui medici e politici, che, sovvertendo la metodologia della ricerca scientifica, alimentano la disinformazione mettendo a rischio la salute delle persone. Soprattutto di quelle indecise, che rifiutano vaccini efficaci e sicuri confidando in protocolli di terapia domiciliare non autorizzati o addirittura in farmaci dannosi e controindicati”. Così Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe nel nuovo report settimanale, interviene nel dibattito scatenato dal convegno promosso dalla Lega e ospitato pochi giorni fa in Senato, in cui si è parlato di terapie alternative contro il Covid, tra cui l’antiparassitario ivermectina e l’idrossiclorochina, entrambi sconsigliati dalle autorità sanitarie. Un comportamento per Cartabellotta tanto più rischioso considerando il particolare contesto in cui ci troviamo. “Il progressivo aumento delle coperture vaccinali e l’adesione ai comportamenti individuali – spiega – hanno permesso di contenere la quarta ondata e i nuovi casi e i ricoveri hanno finalmente iniziato a scendere. Tuttavia con l’autunno alle porte, la riapertura delle scuole e i 9,4 milioni di persone, oltre agli under 12, che non hanno ancora ricevuto nemmeno una dose di vaccino, si rischia una ripresa della circolazione del virus e un aumento delle ospedalizzazioni con conseguenti limitazioni nell’assistenza ai pazienti non Covid-19”.

“Non ci libereremo facilmente del coronavirus Sarscov2, ma in futuro dovremo essere pronti ad affrontare nuove pandemie dovute ad agenti patogeni sconosciuti. La prossima pandemia potrebbe essere dovuta ad un virus influenzale, ma anche ad un agente diverso”. A dirlo Gianni Rezza, direttore della Prevenzione del ministero della Salute, al Congresso Amit (Argomenti di Malattie Infettive e Tropicali) in corso a Milano. “Bisognerà essere pronti con piani pandemici sia contro i virus influenzali che altri a più ampio spettro, facendo tesoro di quanto appreso con la pandemia da Covid-19 .

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