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Parigi: il Batlacan torna a cantare con Sting

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L'artista ha osservato un minuto di silenzio con tutti i presenti visibilmente commossi

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Redazione

 

PARIGI – Abbiamo due compiti: onorare i morti e ricominciare a vivere. Non li dimenticheremo": alle 21 di sabato 12 novembre Sting è salito sale sul palco del Bataclan. Parlando in francese ha chiesto al pubblico di osservare un minuto di silenzio, straziante, a cui segue subito la musica. 'Fragile', 'Message in a Bottle', fino a 'Roxane' e tanti altri successi. Per circa un'ora e mezza carica di emozione, fino alle 22:40, l''Englishman in New York' ha scatenato Parigi. Dopo un anno di silenzio il Bataclan è tornato a cantare, anche se la direzione ha rifiutato di far entrare due dei componenti degli Eagles of Death Metal che volevano assistere al concerto di Sting. "Sono venuti ma li ho mandati via. Ci sono cose non si perdonano", ha detto il direttore della Sala concerti jules Frutos, citato dalla stampa francese. A inizio marzo, ancora segnato dal massacro, il frontman del gruppo aveva detto che a suo avviso l'attacco era stato preparato dall'interno della sala esprimendo sospetti nei confronti del servizio di sicurezza.

Tra i 1.500 spettatori in sala nella serata di riapertura, c'è anche Aurélien, un cuoco francese di 25 anni, che ha deciso di tornare nel luogo in cui ha perso il suo migliore amico. E nel quale lui si è salvato per miracolo nascondendosi dietro al bancone del bar. "Essere qui è un dovere", afferma lui, che per almeno venti minuti fece il morto, sdraiandosi a terra tra i fusti di birra. "Voi non potete immaginare che cosa sia stato". Nonostante la ristrutturazione ad Aurélien tutto "sembra identico. Vi giuro era proprio così non è cambiato nulla", insiste sfiorando quello stesso comptoir che gli ha salvato la vita prima di lanciarsi verso l'uscita di sicurezza. Ne uscirà illeso, ad altri è andata peggio. Sui 130 innocenti barbaramente uccisi tra i locali del centro di Parigi e lo Stadio di Saint-Denis qui ne vennero trucidati novanta. E tanti tra familiari e superstiti hanno voluto esserci 

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Terrore a Pearl Harbour: un militare uccide due persone e ne ferisce una

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Paura a Pearl Harbour, la storica base navale a 13 chilometri da Honolulu, nelle Hawaii, che ospita la flotta statunitense nel Pacifico. Nel primo pomeriggio un militare ha aperto improvvisamente il fuoco uccidendo due persone e ferendone una terza prima di togliersi la vita sparandosi alla testa.

Si sa ancora poco della dinamica e del movente dell'episodio, che cade tre giorni prima del 78/mo anniversario dell'attacco aereo giapponese alla base: quel 7 dicembre 1941 in cui morirono oltre 2.300 americani e che segnò l'ingresso degli Stati Uniti nella seconda guerra mondiale. Proprio in queste ore, come ogni anno, erano già in corso i preparativi per le celebrazioni che coinvolgono gran parte delle migliaia di militari e civili che operano e vivono nella base con le loro famiglie.

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A Tirana la terra continua a tremare

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TIRANA, 30 NOV – Una nuova forte scossa di assestamento di magnitudo 4.5 della scala Richter, è stata registrata pochi minuti fa in Albania. L’epicentro è stato individuato, secondo l’istituto sismologico albanese, pochi chilometri a nord di Durazzo. La scossa è stata avvertita anche a Tirana. Al momento non si hanno notizie di vittime o danni.
Intanto la presidente eletta della Commissione Ue, Ursula von der Leyen ha parlato con il primo ministro dell’Albania Edi Rama. “Ho grande rispetto del popolo albanese, che è rimasto calmo nonostante le circostanze – ha twittato -. Voglio che sappiano che l’Ue è al loro fianco con compassione e con azioni”. Mercoledì il commissario europeo per la gestione delle crisi, Janez Lenarcic, sarà in missione in Albania. “L’Ue è pronta a dare ulteriore assistenza”, ha twittato a sua volta il commissario.

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Malta, omicidio Caruana Galizia: è la resa dei conti

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LA VALLETTA, 30 NOV – E’ scattata l’ora della resa dei conti, a Malta. Mentre il premier Joseph Muscat dovrebbe lasciare al più tardi il 18 gennaio, per l’imprenditore Yorgen Fenech è arrivata l’incriminazione formale per l’omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia. Sono tre i principali capi di accusa che la polizia maltese ha contestato formalmente davanti al Tribunale della Valletta all’ imprenditore Yorgen Fenech per l’omicidio di Daphne Caruana Galizia: cospirazione per commettere un assassinio da lui organizzato e finanziato, complicità nell’omicidio materiale, complicità nell’acquisto degli esplosivi. L’udienza si è conclusa in appena 20 minuti.
L’imprenditore, arrivato sotto la scorta di otto poliziotti, è uscito dal retro a bordo di un camioncino della polizia, dopo essersi dichiarato non colpevole.

Fenech, tuttavia, vuole ottenere la grazia presidenziale in cambio di informazioni sul crimine. Avrebbe detto agli investigatori di avere informazioni incriminanti sull’ex capo di gabinetto del primo ministro, Keith Schembri agli arresti, e ha anche affermato che Schembri gli stava trasmettendo messaggi mentre era in custodia lo scorso fine settimana, attraverso un medico che conosce entrambi gli uomini. Anche il medico, Adrian Vella, è in arresto. Ieri oltre a Schembri si è dimesso il ministro del Turismo Konrad Mizzi, mentre il ministro dell’Economia Chris Cardona di è “sospeso” dalle funzioni.

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