Connect with us

Costume e Società

Passione gelato: gli italiani lo amano e ora se lo fanno consegnare anche a casa

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

Non è mai facile rinunciare ad un bel gelato, soprattutto in estate, quando fuori fa molto caldo. E gli italiani confermano che questa passione sta prendendo sempre più piede, grazie anche al digitale e alle nuove tecnologie, che permettono di ordinarlo online e di farselo consegnare direttamente a casa. D’altronde l’Italia può vantare una tradizione in termini di gelati importantissima, tanto che sono pochi i paesi che possono dirsi all’altezza dei prodotti artigianali made in Italy. Ecco perché conviene studiare tutti i dati del settore, insieme alle novità portate dal web.

I dati sul gelato in Italia

L’economia italiana si fonda anche sul turismo e sui prodotti enogastronomici, specialmente per via dei tantissimi ordini provenienti dall’estero, e quindi per le esportazioni. Da questo punto di vista, il gelato entra di diritto nella categoria delle punte di diamante tricolori. Si parla in tal caso del consumo “casalingo” e quindi legato ai milioni di turisti che ogni anno affollano le gelaterie italiane. Purtroppo la pandemia e il conseguente lockdown hanno causato un danno importante al comparto del gelato artigianale made in Italy, proprio per via del brusco calo di turisti stranieri (si stima un -20% circa). Ad ogni modo, come accaduto ad altri comparti, il lockdown ha avuto i suoi lati positivi, per così dire. È infatti cresciuto in modo esponenziale il food delivery, con un’impennata di ordini superiore al +130%. E non si parla soltanto delle gelaterie, ma anche degli ordini soddisfatti da altri esercizi, come le pasticcerie e i canonici bar. In sintesi, gli italiani hanno imparato che un buon gelato lo si può ordinare ovunque in Italia.

Il gelato a casa e l’impatto del web

I consumatori ordinano sempre più spesso il gelato, non solo chiamando i laboratori artigianali e i bar, ma navigando anche in rete. E non disdegnano i prodotti confezionati, dato che si parla di una più che valida alternativa a quelli artigianali, alcune volte difficili da reperire con la consegna a domicilio. Ecco perché oggi molti portali, come EasyCoop ad esempio, consentono di ordinare i gelati anche online. Basta una connessione Internet attiva, e un paio di click del mouse, per farseli recapitare a domicilio, con una spesa in termini di fatica pari a zero. Non solo gelati perché, come detto, il food delivery oramai è diventato un fenomeno che abbraccia ogni nicchia possibile. Si fa ad esempio riferimento alla pizza e ai cibi etnici, come nel caso di quello cinese o indiano. Eppure, anche qui, sono i gelati a distinguersi, con un incremento del +18% delle gelaterie che hanno scelto di affidarsi alle consegne a domicilio. Tanto che, nel primo semestre del 2020, gli ordini sono aumentati del 350%.

Continua a leggere
Commenta l'articolo

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Costume e Società

Caffè al bar: agli italiani piace l’espresso

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

Gli italiani sono amanti del caffè, riconosciuti in tutto il mondo per l’alta qualità delle miscele utilizzate per preparare il famoso espresso. Non siamo però nella top ten dei maggiori utilizzatori, che vede la Finlandia in prima posizione, con oltre 12 kg di caffè utilizzato pro capite ogni anno. L’Italia si posizione solo al 12° posto in questa classifica, superata da varie nazioni europee, soprattutto quelle poste più a nord del continente. Nonostante questo oltre il 95% della popolazione italiana, compresa tra i 16 e i 65 anni, consuma caffè quotidianamente.

Perché consumiamo meno caffè rispetto ad altri

La motivazione è presto svelata: agli italiani piace il caffè espresso, ristretto, in tazzine minuscole. All’estero invece tendono ancora a prediligere il caffè lungo; per prepararne una “tazza” serve molta più polvere rispetto ai pochi grammi usati per un classico espresso. Oltre a questo, anche se il 95% della popolazione italiana fa uso di caffè, ci fermiamo a “solo” 4 tazzine al giorno. In altri Paesi invece sono numerosi coloro che fanno un uso del caffè molto più intenso, per arrivare sino a 6-7 tazze di caffè lungo ogni giorno.

Quale caffè piace agli italiani

Come abbiamo detto l’italiano medio preferisce il classico caffè espresso. Se è vero che la tradizione di molte città prevede ricette di vario genere, dal macchiatone fino al caffè al ginseng, oltre il 90% dei caffè serviti ogni giorno nei bar della penisola sono classici ristretti, al massimo macchiati, raramente corretti, in estate shakerati o con ghiaccio. Per altro la metà dei caffè bevuti in media ogni giorno in Italia sono preparati a casa, in molti casi con la moka.

Quanto caffè

Considerando quindi circa 4 caffè al giorno, per un elevato numero di consumatori, ci fermiamo comunque al di sotto dei 6 kg di polvere di caffè utilizzata all’anno, per ogni singolo italiano. I finlandesi arrivano a 12 kg all’anno, i norvegesi quasi 10 kg, gli islandesi superano di poco i 9 kg. Stiamo parlando di quantità enormi, soprattutto se consideriamo che un caffè al bar in Norvegia può costare 3-4 volte quello che beviamo ogni giorno nel bar sotto casa.

Il caffè con la moka buono come al bar

Sappiamo tutti cosa ci attira di una tazzina di caffè del bar: il profumo e il gusto sono intensi, la consistenza è correttamente viscosa, la schiuma sulla superficie del giusto colore e ben consistente. Questi elementi sono difficili da ottenere con la moka, che solitamente permette di preparare un caffè meno corposo, con una schiuma che spesso stenta a farsi vedere. C’è però chi ci insegna a preparare un espresso come al bar anche a casa. Il segreto sta nel preparare in anticipo la cosiddetta “cremina”. Per farlo servono alcuni cucchiaini di zucchero, da porre in una piccola ciotola; aggiungiamo il primo caffè che sale nella moka, ne bastano alcuni cucchiai. Prepariamo un composto con zucchero e caffè e cerchiamo di montarlo con un cucchiaio. Otterremo una perfetta schiuma da aggiungere sul caffè appena versato nelle tazzine.

Fonte: pianetadonne

Continua a leggere

Costume e Società

Rai Gulp, prima visione: arriva la terza stagione di “Vita da giungla”

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

Arriva in prima visione su Rai Gulp la terza stagione di “Vita da giungla: alla riscossa!”. Da lunedì 21 settembre, alle ore 12.35, vanno in onda i nuovi episodi dell’amato cartone animato, che si basa sul film di animazione “Vita da giungla – Operazione tricheco”.

La serie segue le strambe avventure di Maurice, pinguino adottato da una tigre e convinto di essere un agguerrito e scattante felino, e del suo figlioletto adottivo Junior, un pesce tigre che sguazza fiducioso nella sua ampolla. Insieme al resto della Squadra della Giungla, padre e figlio si lanciano con coraggio nelle missioni più incredibili per preservare il difficile equilibrio tra le diverse tribù di animali e correre in soccorso a chiunque chieda loro aiuto. Il tempo libero è dedicato a spedizioni di caccia, ripittura quotidiana delle strisce di Maurice, lezioni di addestramento e insegnamenti alle giovani generazioni che rappresentano il futuro della giungla.

Le serie precedenti hanno vinto numerosi premi, tra cui il prestigioso Kids Emmy Award per la migliore animazione nel 2014, due Pulcinella Awards nel 2012 e 2014, e due Kidscreen Awards nel 2013 e 2014.

Continua a leggere

Costume e Società

Alessandro Incerto, da “Un posto al sole” a “I bastardi di Pizzofalcone”: una carriera brillante per uno dei migliori attori italiani. L’intervista

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

Bravura e presenza scenica indiscutibile per Alessandro Incerto che senza dubbio è uno degli attori più interessanti della scena italiana. Ha caratterizzato con la sua professionalità personaggi delle più popolari fiction italiane come “Un posto al sole”, all’indimenticabile “La squadra Bastardi di Pizzofalcone” di Maurizio De Giovanni che ha appena finito di girare.

Nato a Napoli, zona Vomero, che adora tantissimo, nella sua vita, prima di fare l’attore, è stato venditore di auto ed è anche istruttore di diverse discipline sportive nonché speaker radiofonico.

Alessandro Incerto

Ha rilasciato a noi de L’Osservatore D’Italia un’interessante intervista relativa il suo percorso professionale e la sua città.

A quanti anni hai capito che avresti intrapreso questa strada?

In verità me lo hanno fatto capire, da ragazzo avevo cominciato ed era una cosa che mi affascinava. Poi fui assunto nel settore automotive con il quale sono cresciuto, ma la vendita si sa è tanta recitazione. Per cui ho sperimentato la recitazione durante questi anni di formazione alle vendite prima come consulente e poi come responsabile di punti vendita ……. La vita è strana a volte sembra rimetterti sul percorso interrotto… staremo a vedere dove ci porterà….

Che rapporto hai con Napoli? Cosa non cambieresti mai che appartiene alla città e cosa cambieresti per migliorarla?

Napoli è Napoli, perché è cosi con le sue contraddizioni, è un vulcano di emozioni di vita, forse attingiamo energia dal magma che scorre sotto i nostri piedi, non riuscirei a immaginare un posto diverso per viverci, cosa cambierei? della città nulla! Cercherei di ottimizzare servizi per rendere Napoli più vivibile. Di Napoli purtroppo, come si sa, si amplifica ogni cosa che di negativo accade gonfiando e distorcendo la sua visione. È vero a Napoli ci sono dei problemi, ma come ci sono in egual misura in altre città… ma caso strano delle cose meravigliose di questa città, del suo popolo passionario non ne si fa menzione mai…. chissà forse non si vuole ammettere che abbiamo una marcia in più che viviamo la vita attivamente con grande generosità.

Se puoi dare qualche anticipazioni dei prossimi progetti

Sono in fase di elaborazione, valutazione delle proposte che mi sono state fatte…. spero a breve invece di mettere in produzione una collezione di poesie di noti autori contemporanei e non, interpretate da me con l’accompagnamento di musica dei grandi musicisti campani, purtroppo il progetto ha subito una battuta d’arresto per via del COVID-19

Ci sono sogni nel cassetto?

Sogno poco, scherzo…, spero di fare meglio, di avere sempre più  soddisfazioni da questo lavoro, soddisfazioni che non sono soltanto di carriera, ma anche di contributo sociale al fine di poter essere utile a giuste cause, sensibilizzare evidenziare…. credo debba essere un obbligo morale da parte di chi svolge questo mestiere in tal senso

Napoli ha qualche influenza sulla tua scelta lavorativa ?

Mah! sicuramente ha prodotto un impronta artistica per lo stile di vita a cui ti sottopone, non a caso è una delle città che ha prodotto il più  grosso numero di artisti.

Sei attore e regista 

Di fatto attore, ma credo che per forza di cose si diventa registi… ogni volta che prepari un personaggio lo vedi virtualmente, lo immagini, lo costruisci in un contesto in parte illustrato, ma che poi definisci con l’incontro con il regista, per cui in minima parte lo sei, poi per altri  aspetti meramente tecnici c’è la dovuta formazione .

Nel periodo del lockdown hai progettato qualcosa?

Ho completato il progetto di cui sopra che purtroppo come già detto l’emergenza  non mi ha permesso di metterlo in campo

La pandemia ha cambiato (dentro) quasi tutti e tolto qualcosa a quasi tutti, cosa ha cambiato di te? Se ti va di parlarne ovviamente

Io penso che la pandemia ha tirato fuori la vera natura delle persone, se eri una bella persona lo hai dimostrato, se eri una pessima persona lo stesso e ne stiamo avendo enormi prove ….

Hai indubbiamente una presenza scenica importante, e hai sempre avuto ruoli importanti, c’è qualche personaggio o ruolo che ti piacerebbe avere, ma diverso dai ruoli fino adesso?

Guardi per una grande formazione non dovremmo avere delle preferenze … ma ovviamente in alcune interpretazioni occorre un certo viso, per cui potresti essere più o meno credibile e questo lo stabilisce il regista 

Molti vorrebbero fare cinema, vorresti fare qualche raccomandazioni?

Questo è un lavoro molto complesso che non segue uno schema di evoluzione ben preciso, un lavoro che comporta tanti sacrifici soprattutto economici, è snervante, stressante… e non vi è garanzia di riuscita anche impegnandosi tanto. A mio umile parere bisogna avere delle capacità che… o ce l’hai  o non ce l’hai!

Continua a leggere

I più letti