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PAURE: SUPERARE LA FOBIA DI GUIDARE

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Se l’ansia quando sei al volante ti controlla e ti impedisce di guidare, è importante affrontare la tua fobia per riuscire a metterti al volante con una rinnovata sicurezza

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a cura della Dott.ssa Vanessa Tartaglia, Psicologa-Psicoterapeuta

La paura di guidare (amaxofobia) sono molto più diffusi di quanto si possa pensare: una compagnia assicuratrice ha rilevato che oltre la metà dei giovani sotto i 25 anni si sente ansioso quando si mettono al volante. Sintomi di malessere sono, tuttavia, diffusi in tutte le età con sintomi quali: mal di testa, mani sudate, tachicardia, nausea e sensazione di confusione (sintomi spesso presenti negli attacchi di panico).
Il momento di guidare può essere molto critico in particolar modo per le persone ansiose o che soffrono di attacchi di panico: la necessità di essere vigili e concentrati, di evitare i pericoli, di non andare a sbattere contro qualcuno o qualcosa provocando un incidente può far aumentare l’ansia di chi già sale in auto non sentendosi del tutto sicuro e convinto di potercela fare.
Se l’ansia quando sei al volante ti controlla e ti impedisce di guidare, è importante affrontare la tua fobia per riuscire a metterti al volante con una rinnovata sicurezza. Esistono tecniche attraverso cui puoi vincere la tua paura in modo graduale facendo un passo dopo l’altro, fino all’estinzione totale della tua paura.
Tecnica dell’esposizione graduale:
1. Prima di tutto valuta da 1 a 10 la tua paura quando sali in macchina o quando stai per salirci sopra, ad esempio se valuti la tua paura con un 8, vuol dire che è forte.
2. Il secondo passo consiste nel fare la cosa più piccola che riesci a mettere in pratica, per avvicinarti alla guida, senza andare in ansia. Ad es. puoi iniziare ad salire in auto e provare ad accendere il motore, a questo punto valuta nuovamente il grado di paura che stai vivendo: se è alta, spegni il motore ed aspetta un pò di tempo, poi ricomincia mettendo in moto, ripeti questo passaggio fino a quando non ti senti più tranquillo.
3. Ora, se la tua paura è diminuita, anche di poco, con la consapevolezza che puoi spegnere il motore in qualsiasi momento, prova a fare pochi metri, fermati e valuta di nuovo la tua paura, se è alta, fermati e dopo esserti calmato, ripeti questo passaggio, finché non ti senti più tranquillo, quando la paura diminuisce e sei pronto per fare un altro passo in avanti, accendi il motore e percorri una breve distanza, se l’ansia diminuisce percorri via via una distanza sempre maggiore, senza aver fretta, gradualmente. La consapevolezza di essere libero di fermarti quando vuoi può darti la forza di allontanarti sempre di più rispetto al tuo punto di partenza e, un passo alla volta, sarai in grado di gestire la situazione aumentando sempre di più i metri e poi i km che percorrerai.
4. Per superare la tua paura puoi aiutarti mettendoti in uno stato mentale di tranquillità e di sicurezza, per far questo pensa ad una tua esperienza passata in cui ti sei sentito sicuro di te, motivato ad agire e tranquillo e ricordati nei minimi particolari cosa hai fatto; visualizza mentalmente i tuoi movimenti, il tuo respiro, i tuoi pensieri, le tue parole, cosa hai sentito dentro di te, come ti sei rapportato agli altri e dopo essere entrato in questo stato mentale positivo, di coraggio e di tranquillità, prova nuovamente ad avvicinarti verso all'automobile, ad entrarci, ad accendere il motore ed ora valuta nuovamente la tua paura: è diminuita? Se la tua risposta è si prova a guidare facendo pochi metri in questo nuovo stato mentale positivo e cerca di focalizzarti su cosa è cambiato dentro di te. Sicuramente ti sentirai meglio e più sicuro di te.
5. Un’altra cosa che puoi fare per ridurre la tensione è quella di prendere le distanze dalla tua paura immaginando te stesso seduto a casa mentre ti osservi salire in macchina, mentre avvii il motore e poi mentre guidi. Se ti senti più tranquillo, adesso puoi riprovare ad avvicinarti alla tua auto e mentre l’accendi immagina di essere lontano, mentre guardi te stesso che metti in moto la macchina per partire, in questo modo è come se prendessi le distanze dall’azione che stai compiendo ed al contempo prendi le distanze dalle emozioni negative che associ alla guida. All’inizio potrà sembrarti difficile ma provando e riprovando imparerai a prendere la distanza mentali e quindi emozionale dall’azione di guidare riducendo così la tua paura.

Contatti:
Dott.ssa Vanessa Tartaglia
Psicologa-Psicoterapeuta
Cell.3388558488 email: dott.vanessatartaglia@cpcr.it
www.centropsicologiacastelliromani.it
p.zza Salvatore Fagiolo n. 9 00041 Albano laziale
 

Economia e Finanza

Mario Draghi all’assemblea di Confindustria: “Il Governo non ha intenzione di aumentare le tasse”

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“La crescita che abbiamo davanti è un rimbalzo, legato alla forte caduta del prodotto interno lordo registrata l’anno scorso. Nel 2020, l’economia italiana si è contratta dell’8,9%, una delle recessioni più profonde d’Europa. Era dunque inevitabile che alla riapertura si accompagnasse una forte accelerazione dell’attività. La sfida per il Governo – e per tutto il sistema produttivo e le parti sociali – è fare in modo che questa ripresa sia duratura e sostenibile.” Lo dice, all’assemblea di Confindustria, il premier auspicando un “patto economico, produttivo, sociale del Paese”. “Ci sono tantissime cose di cui discutiamo continuamente che possono essere materia di questo patto – ha rilevato -. La definisco una prospettiva economica condivisa. Bisogna mettersi seduti tutti insieme”

Il presidente del Consiglio ha anche tenuto a precisare che il governo non intende aumentare le tasse. “Voglio riaffermare, penso sia importante, -che il governo da parte sua non ha intenzione di aumentare le tasse. In questo momento i soldi si danno e non si prendono”.  

“Le previsioni del governo che presenteremo a giorni stimano una crescita intorno al 6% quest’anno, a fronte del 4,5% ipotizzato in primavera”, ha detto  Draghi. 

“Per assicurare la sostenibilità della ripresa dobbiamo prima di tutto impedire che ci siano altre significative ondate di contagio – ha aggiunto il premier – Il governo sta agendo con la massima determinazione per evitare nuove chiusure. Voglio quindi ringraziare ancora una volta gli italiani per la convinzione con cui hanno aderito alla campagna vaccinale, e le imprese per l’impegno dimostrato nel cooperare alla sua organizzazione”.

“Dobbiamo evitare i rischi congiunturali che si nascondono dietro questo momento positivo, preservare buone relazioni industriali, perché assicurino equità e pace sociale e accelerare con il nostro programma di riforme e investimenti, per migliorare il tasso di crescita di lungo periodo dell’economia italiana”, ha sottolineato Draghi  

“A oggi, oltre 41 milioni di italiani hanno completato il ciclo vaccinale, quasi il 77% della popolazione con più di 12 anni – ha detto ancora -. E siamo vicini a raggiungere e poi superare l’obiettivo che c’eravamo posti, ovvero immunizzare entro fine settembrel’80% della popolazione vaccinabile”.

 ll “green pass” – per il presidente del Consiglio, è uno strumento di libertà e sicurezza, per difendere i cittadini e i lavoratori e tenere aperte le scuole e le attività economiche. Voglio ringraziare Confindustria che ha da subito lavorato insieme al governo e ai sindacati per trovare un accordo sull’estensione del “green pass” ai luoghi di lavoro”

“Se riusciremo a tenere sotto controllo la curva del contagio, potremo allentare ulteriormente le restrizioni che sono ancora in vigore – ad esempio nei luoghi di lavoro, nei cinema, nei teatri, negli stadi e negli altri spazi di sport e cultura”

“Nel mese di ottobre – ha annunciato Draghi -, intendiamo approvare un provvedimento che dia impulso alla concorrenza. A voi imprese chiedo di appoggiarlo con convinzione. Il rafforzamento dell’economia passa attraverso l’apertura dei mercati e non la difesa delle rendite”.   

“Niente è più facile che nel momento in cui il quadro complessivo cambia ha sottolineato -, le relazioni industriali vadano particolarmente sotto pressione e invece bisogna essere capaci di tenerle. Le parole di Bonomi suggeriscono che si possa iniziare a pensare a un patto economico, produttivo, sociale del Paese. Ci sono tantissime cose di cui discutiamo continuamente che possono essere materia di questo patto. La definisco una prospettiva economica condivisa. Bisogna mettersi seduti tutti insieme”. 

“Le buone relazioni industriali sono il pilastro della unità produttiva – ha continuato -. Questa mia frase viene da apparente somiglianza tra oggi e il dopoguerra come ricordava Bonomi prima, c’è stata una catastrofe, come allora, c’è una forte ripresa, come allora, con tassi che abbiamo visto solo in quegli anni”, ha affermato Draghi.

“Mi è venuto spontaneamente di chiedermi come mai dopo gli anni ’60 si sono interrotti i tassi di crescita e, come mi disse un amico, il giocattolo si è rotto. Le mutazioni del quadro internazionale, Bretton Woods, il prezzo del petrolio, due guerre, la grande inflazione, hanno cambiato il quadro internazionale, ma anche in questo quadro così difficile alcuni Paesi hanno affrontato gli anni ’70 con successo e una caratteristica che separa gli altri Paesi dall’Italia è il sistema delle relazioni industriali che lì sono state buone, mentre da noi col finire degli anni ’60 si è assistito alla totale distruzione delle relazioni industriali. Perciò insisto su questo, perché niente è più facile che nel momento in cui il quadro cambia, le relazioni vadano particolarmente sotto pressione e invece bisogna essere capaci di tenerle”. 

Confindustria si augura che il premier Mario Draghi “continui a lungo nella sua attuale esperienza” e avverte: prosegua “senza che i partiti attentino alla coesione del Governo pensando alle prossime amministrative con veti e manovre in vista della scelta da fare per il Quirinale”. Il presidente Carlo Bonomi dedica ampio spazio della sua relazione all’assemblea annuale degli industriali alla figura di Draghi, uno degli “uomini della necessita”, diverso dagli “uomini della provvidenza” come chi ha dato vita a “un regime ventennale di oppressione” e dagli “uomini del possibile”, quelli del “calcio alla lattina”, del “rinvio eterno”. Le riforme bisogna farle adesso. Basta rinvii, basta giochetti, basta veti. Davvero basta”, avverte il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, esprimendo la “preoccupazione” per il cronoprogramma per le rforme legate al Pnrr che “rischia di slittare”. Per gli industriali “è una strada profondamente sbagliata quella del gioco a risiko delle bandierine del consenso effimero”. Confindustria “si opporrà a tutti coloro che vorranno intralciare il precesso delle riforme”; ” A chi flirta con i no vax invece di pensare alla sicurezza di cittadini e lavoratori, come a chi pensa che questo Governo è a tempo”.

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Esteri

Usa, ok di Fda a somministrazione 3 dose Pfizer da 65 anni in su

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La Food and Drug Administration (Fda), l’agenzia Usa preposta al controllo dei farmaci, ha autorizzato la terza dose del vaccino Pfizer per le persone dai 65 anni in su e per quelle fragili, ossia ad alto rischio di contrarre forme severe di Covid-19 o di gravi complicazioni.

L’agenzia ha seguito le raccomandazioni date nei giorni scosi dal suo comitato di esperti indipendenti. A breve dovrebbe esprimersi anche i Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), l’agenzia federale Usa per la prevenzione delle malattie.

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Primo piano

Covid, ancora in calo i casi insieme a ricoveri e terapie intensive

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Continuano a calare i casi di Covid-19, segnando un -14,9% in una settimana, così come calano ulteriormente ricoveri e terapie intensive.

Stabili i decessi di persone infettate dal Sars-Cov-2, pari a 394 in una settimana (di cui 33 riferiti a periodi precedenti). Lo evidenzia il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe relativo al periodo 15-21 settembre, che ribadisce però preoccupazioni per la ripresa del nuovo anno scolastico, considerato che “con la variante delta le attuali misure risultano insufficienti a limitare i contagi”.

A fronte di scorte che superano le 10 milioni di dosi, crollano i nuovi vaccinati, che in sole due settimane vedono una riduzione del 41% con solo poco più di 486.000 prime dosi effettuate dal 15 al 21 settembre. L’esitazione vaccinale persiste negli over 50 e frena la vaccinazione nella fascia 12-19 anni. Lo evidenzia il nuovo monitoraggio della Fondazione Gimbe. 

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