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Ambiente

Pavona di Albano Laziale, incendio a capannone industriale: chiesto il monitoraggio ambientale

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ALBANO LAZIALE (RM) – L’incendio che si è sviluppato nel primo pomeriggio di ieri all’interno di un capannone industriale di Via Ragusa a Pavona di Albano Laziale, è sotto controllo anche se il capannone stesso è a rischio crollo.  “Grazie al pronto intervento dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile, assistiti dalla Polizia Locale di Albano. – Ha dichiarato il consigliere comunale di Albano Laziale con delega ai rifiuti Luca Andreassi – Secondo le prime informazioni che giungono dai proprietari della struttura, il materiale che è bruciato pare non essere soggetto a particolari prescrizioni di pericolosità. Si tratterebbe, infatti, di materiale per giardinaggio e ferramenteria, mentre non sembra essere stata interessata dalle fiamme una zona di stoccaggio di lampade a led. Come amministrazione comunale abbiamo immediatamente richiesto per le vie ufficiali l’intervento di Arpa Lazio per un sollecito intervento di monitoraggio ambientale, sul posto è giunta la Asl RM6 per le verifiche del caso”.

Movimento Ecologista – Ecoitaliasolidale: “Chiediamo di comunicare con la massima trasparenza il grado di inquinamento prodotto dall’incendio”

“Ancora un incendio nell’area pometina, questa volta si è sviluppato nel primo pomeriggio di oggi – ieri Ndr. – a Pavona, nel Comune di Albano. – Così in una nota congiunta Piergiorgio Benvenuti e Fabio Ficosecco, rispettivamente Presidente Nazionale e Responsabile Romano del Movimento Ecologista – Ecoitaliasolidale. – Ad andare a fuoco è stato un capannone dell’azienda di ferramenta GB Trade Srl in via Ragusa, ma la colonna di fumo di intenso colore nero è nettamente visibile dalle abitazioni di Santa Palomba, nel Comune di Pomezia.

L’ultimo incendio si è sviluppato il 4 marzo scorso all’interno dell’impianto Irpp Pomezia Pneumatici di via Trieste, nella zona industriale, ed il fumo tossico emanato dai pneumatici in fiamme si è diffuso su un territorio estremamente vasto. Anche oggi immediati gli interventi dei Vigili del Fuoco e delle forze dell’Ordine , ma chiaramente ricordando gli effetti del devastante incendio che ha interessato lo stabilimento Eco X di Pomezia , per la lentezza dello smaltimento delle 8.413 tonnellate di rifiuti andati a fuoco e la bonifica dello stabilimento, chiediamo, oltre ad accertare le cause dell’evento che risulta l’ennesimo in un’area ristretta, si chiede di procedere alla dovuta bonifica del territorio interessato con la massima celerità senza incorrere nelle solite discussioni burocratiche su competenze fra Comune e Regione”.  “Anche per questo evento – conclude la nota -, senza alcun allarmismo, ma con determinazione chiediamo di comunicare con la massima trasparenza il grado di inquinamento prodotto dall’incendio, le zone interessate, e procedere con interventi immediati e risolutivi, al fine di garantire la salute dei cittadini, dell’ambiente e delle attività economiche della zona”.

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Ambiente

Giornata Mondiale dell’Ambiente, l’Ancri affronta il tema dell’inquinamento atmosferico: una grande minaccia per la nostra salute

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Grande successo per la celebrazione della Giornata Mondiale dell’Ambiente organizzata dall’ANCRI al Dipartimento della Protezione Civile.

Un momento molto importante in cui è stato affrontato anche il tema dell’inquinamento atmosferico che rappresenta una minaccia per la nostra salute.

L’ANCRI (Associazione Nazionale Insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana) celebra la giornata mondiale per l’Ambiente presso il Dipartimento di Protezione Civile in un appuntamento di grande spessore scientifico mettendo in relazione i cambiamenti climatici, le catastrofi riconducibili a fenomeni naturali e alle Policy in atto per il sostegno e la tutela dell’ambiente.

Foto di Ferdinando Mezzelani

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Ambiente

Anbi in prima linea nella prevenzione della risorsa idrica: a palazzo Rospigliosi premiati i vincitori del concorso fotografico “Obiettivo acqua”

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ROMA – Premiati i vincitori del concorso fotografico “Obiettivo Acqua” promosso da Coldiretti insieme all’ANBI l’Associazione Nazionale Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e Acque Irrigue e alla Fondazione Univerde.

Ad aggiudicarsi il primo premio di questa prima edizione del concorso fotografico, alla quale hanno partecipato oltre 400 opere, il bolognese Sergio Stignani.

Il video servizio trasmesso a Officina Stampa del 23/5/2019

La mostra delle opere che hanno concorso alla fase finale della kermesse, si è tenuta gli scorsi 16 e 17 maggio, presso le Sale della Marina del Centro Congressi di Palazzo Rospigliosi a Roma dove si è tenuta anche la premiazione dei vincitori. E nell’occasione si è tenuto l’importante confronto sulla situazione idrogeologica del Paese tra Tullio Berlenghi in rappresentanza del Ministero dell’Ambiente, Ettore Prandini presidente di Coldiretti Nazionale, Elena Lorenzini Vice Capo di Gabinetto al Ministero dello Sviluppo Economico, Vincenzo Gesmundo Segretario Nazionale Coldiretti, Francesco Vincenzi Presidente dell’ANBI, Alfonso Pecoraro Scanio presidente della Fondazione Univerde e il Direttore Generale dell’ANBI Massimo Gargano.

“Visto l’eccellente riscontro – ha commentato il direttore Generale ANBI Massimo Gargano – puntiamo a riproporre il concorso fotografico anche il prossimo anno. Abbiamo bisogno, infatti, di momenti, che trasmettano positività, ricollocando l’acqua nel ruolo di madre e non matrigna, risorsa di tutti e non mero bene economico.”

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Ambiente

Energia da fonti rinnovabili: dopo 12 anni cala per la prima volta la produzione

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Cala per la prima volta dopo 12 anni, in Italia, la produzione di energia da fonti rinnovabili – in particolare solare, eolico e bioenergie – e vanno lentissimi gli investimenti nel settore, sia perchè non ci sono più incentivi a sostenerlo, sia per le barriere autorizzative ai progetti nei territori. Lo rileva Legambiente nel rapporto ‘Comuni rinnovabili 2019’, sottolineando che “lo sviluppo delle rinnovabili in Italia è praticamente fermo”, mentre “molto di più dovremo fare per stare dentro l’Accordo di Parigi sul clima”, fra i cui obiettivi c’è la riduzione del 55% delle emissioni di gas serra al 2030. I benefici sarebbero pari a 5,5 miliardi di euro all’anno e alla creazione di 2,7 milioni di posti di lavoro (secondo una ricerca realizzata da Elemens per Legambiente).

Tuttavia, nella nostra Penisola sono circa un milione gli impianti tra elettrici e termici installati in tutti i comuni italiani. Grazie al mix fra fotovoltaico, solare termico, mini idroelettrico, eolico, bioenergie e geotermia distribuiti su tutto il territorio, sono 3.054 i comuni diventati autosufficienti per i fabbisogni elettrici e 50 per quelli termici, mentre sono 41 le realtà già rinnovabili al 100% per tutti i fabbisogni delle famiglie

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