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PESO FORMA: UNA BUONA COLAZIONE AL MATTINO PER RITROVARE LA LINEA

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Scopriamo perché è importante fare la prima colazione

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A cura della Dottoressa Monia D'Amico – Biologa, Nutrizionista

Una delle regole più importanti alla base di una buona educazione alimentare è la distribuzione dei pasti: l’introito giornaliero dovrebbe essere suddiviso in cinque pasti, tre principali e due spuntini. Tra i pasti principali insieme al pranzo e alla cena non deve mai mancare la prima colazione. Una prima colazione adeguata permette di iniziare bene la giornata senza arrivare stanchi e affamati al momento del pranzo e fornisce l’energia necessaria per affrontare la giornata.

La prima colazione è un’abitudine irrinunciabile per tante persone ma non è così per tutti infatti ci sono persone che comunemente non riescono a mangiare al mattino e spesso non assumono niente fino al pranzo.

Oltre l’inappetenza mattutina ci sono svariate motivazioni alla base dell’astenersi dalla prima colazione, fretta, consuetudine, regimi dietetici ecc.

Saltare la prima colazione è un abitudine comunemente diffusa anche tra bambini e adolescenti: numerosi bambini saltano la prima colazione anche per scelta dei genitori e tra le cause ci sono anche ragioni di controllo del peso.

In realtà è noto che saltare il pasto non diminuisce l’apporto calorico dell’intera giornata; Il bambino avrà più fame nell’arco della giornata e consumerà più di quello che è il suo fabbisogno. Il salto della prima colazione del bambino sembra contribuire ad un maggior rischio di sviluppare disturbi metabolici come sovrappeso infantile ed obesità. Molti studi hanno mostrato l’esistenza di un’associazione inaspettata tra l’abitudine al salto di un pasto e lo sviluppo del sovrappeso: il sovrappeso infantile è un fenomeno in preoccupante crescita, anche nel nostro paese, e sono le abitudini alimentari scorrette, piuttosto che i tipi di alimenti consumati, le principali cause.

Saltare la prima colazione significa influenzare negativamente il bilancio energetico quotidiano, e prima ancora, sconvolgere l’omeostasi del glucosio: si è visto che chi evita la prima colazione di solito compensa la mancata assunzione d’energia caricando di calorie il pranzo e la cena.

Saltare la prima colazione aumenta prevalentemente il valore della glicemia mentre influenza meno il dispendio energetico nelle 24 ore e l'ossidazione dei grassi.

L’abitudine alla colazione influenza il metabolismo quotidiano regolando positivamente l’assunzione calorica giornaliera totale.

E’ stata dimostrata un’associazione positiva tra consumo abituale della prima colazione e riduzione dei fattori di rischio cardiovascolari. In particolare, gli adolescenti che consumano regolarmente la prima colazione, sembrano avere una massa grassa inferiore rispetto ai consumatori occasionali.

 Un recente studio condotto dai ricercatori dell’Università di Hong Kong ha analizzato l’associazione tra il consumo della colazione e il valore dell’indice di massa corporea (BMI) nei bambini in età scolare.  Dalla ricerca è emerso che i bambini e le bambine che saltavano la colazione presentavano maggiore aumento del valore medio di Indice di Massa Corporea (IMC) rispetto ai coetanei che consumavano regolarmente il primo pasto del giorno. Questa associazione è risultata ancora più forte per coloro abituati a saltare anche il pranzo(1).

E’ molto importante nel seguire una corretta alimentazione e un sano stile di vita consumare regolarmente una prima colazione al mattino:  potrete rimanere in forma e mangiare regolarmente durante il giorno prevenendo disturbi metabolici e patologie  cardiovascolari.

 

Dedicare il giusto tempo alla prima colazione

Alla colazione andrebbe dato il gusto spazio anche se si va di fretta e magari non si ha troppo tempo da dedicarvi. Sarebbe bene scegliere, per fare del bene a se stessi, di alzarsi al mattino 15 minuti prima del solito per dedicarsi con tutta calma a preparare e a consumare una sana prima colazione.

E’ importante inoltre fare la prima colazione in famiglia coinvolgendo anche i bambini che in questo modo iniziano ad abituarsi a condividere questo tempo con i genitori e a consideralo un momento di importante convivialità come per il pranzo e la cena.

Fare colazione in famiglia è associato ad una migliore qualità della vita e una maggiore attenzione all’alimentazione ad esempio maggiore assunzione di frutta, cereali integrali e fibre e con un rischio inferiore di sviluppare sovrappeso e obesità (3). 

Se occasionalmente andate di fretta o siete in ritardo piuttosto che non fare colazione al mattino consumate qualcosa mentre andate al lavoro o a scuola.

 

Cosa è meglio mangiare a colazione

La colazione del mattino deve essere semplice ed energetica così da permettere al nostro metabolismo di tornare a funzionare a pieno ritmo dopo la pausa notturna.

La composizione della colazione è ovviamente importante e un pasto ideale dovrebbe contenere carboidrati complessi e cereali a basso contenuto in zuccheri, grassi e anche proteine.  Ad esempio una fetta di pane integrale bruscato o fette biscottate integrali con un velo di marmellata e un bicchiere di latte o uno yogurt naturale o alla frutta. Meglio pane e fette integrali perché più ricchi di fibre ma attenzione ai componenti delle fette guardate che contengano tra gli ingredienti olio extra vergine d’oliva e non oli e grassi vegetali altrimenti la qualità non sarà molto diversa da quella di una merendina o di un cornetto.

Inoltre zuccheri semplici e vitamine della frutta fresca non dovrebbero mancare. Ad esempio un frutto fresco o spremuta d’arancia fornisce vitamine, antiossidanti, fibre e non affatica l'apparato digerente stimolando il processo di detossificazione dell’organismo. Meglio una spremuta o un centrifugato di frutta che non contiene zuccheri aggiunti alla bevanda o coloranti rispetto ad un succo di frutta. Ogni tanto un po’ di frutta secca che contiene proteine e acidi grassi essenziali può far parte della nostra colazione.

In alternativa al latte e derivati si possono scegliere altre bevande che vanno bene anche per vegetariani e vegani come bevanda di soia, riso, avena, orzo ecc; sono gradevoli e quasi sempre sono prodotti derivati da agricoltura biologica molto validi.

In alternativa va bene anche una colazione salata con pane integrale bruscato con prosciutto o bresaola oppure in alternativa ricotta o formaggio fresco sempre insieme ad un frutto. Non è una classica colazione italiana ma fornisce tutti i nutrienti di cui abbiamo bisogno al mattino.

 

Bibliografia:

 

1. International Journal of Obesity (2011) Breakfast skipping and change in body mass index in young children 35, 899–906

 

2. Obes Res Clin Pract. 2014 May-Jun;8(3):e201-98 Effect of breakfast skipping on diurnal variation of energy metabolism and blood glucose. 

 

3. J Acad Nutr Diet. 2013 Dec;113(12):1601-9. doi: 10.1016/j.jand.2013.08.011. Epub 2013 Oct 15. Eating breakfast and dinner together as a family: associations with sociodemographic characteristics and implications for diet quality and weight status.

 

Dott.ssa Monia D’Amico Biologa Nutrizionista telefono: 3476003990

Centro Psicologia Castelli Romani – Albano Laziale

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Ambiente

Lazio Green, i consorzi di bonifica (Anbi Lazio) presentano in Regione 26 progetti di coefficientamento energetico

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“Come sistema Anbi Lazio abbiamo dimostrato sinergia, coesione e pragmatismo”. Questo il commento di Sonia Ricci, presidente di Anbi Lazio e commissario dei Consorzi della provincia di Latina – dopo la conferenza stampa di giovedì durante la quale, in Regione , sono stati presentati 26 progetti di coefficientamento energetico dei Consorzi di bonifica del Lazio , finanziati con oltre 5 milioni di euro del POR FESR (azione 4.1.1), nell’ambito del programma Lazio Green. “Per la prima volta i Consorzi di Bonifica possono accedere a queste risorse – ha aggiunto la Presidente di Anbi Lazio – si tratta di un importante risultato che potrà essere un punto di partenza per poter in futuro cogliere simili
opportunità.” Alla conferenza hanno preso parte, presentando le proprie attività, i
Presidenti e i Commissari dei Consorzi, Niccolò Sacchetti, Gianluca Pezzotti, Stefania
Ruffo
. Con loro l’assessore Agricoltura, Promozione della Filiera e della Cultura del Cibo,
Ambiente e Risorse Naturali della Regione Lazio, Enrica Onorati, con il proprio direttore
Mauro Lasagna, ed il presidente Anci Lazio, Riccardo Varone. Presenti anche tutti i
direttori delle strutture consortili con il direttore di Anbi Lazio, Andrea Renna che
commenta “Dobbiamo ringraziare la Regione Lazio, in particolare il Capo di Gabinetto
Albino Ruberti, per la sfida che ha voluto lanciare un anno fa su questo tema”. Fu infatti
proprio Ruberti – che convocò una apposita riunione per prospettare l’opportunità di
utilizzare i finanziamenti del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale per sostenere le attività
dei Consorzi di Bonifica. “Una sfida che grazie a tutti i colleghi ed i nostri ingegneri e
tecnici abbiamo dimostrato di saper vincere ha aggiunto Renna ringraziando Ruberti ma
anche la struttura dell’assessore Onorati e di Lazio Innova. Gli interventi sono a tutela
dell’ambiente: la riduzione dei consumi energetici, l’incremento della capacità di
autoproduzione di energia da fonte rinnovabile, l’installazione di impianti di cogenerazione
e trigenerazione ad alto rendimento, l’implementazione di sistemi di monitoraggio e di
gestione energetica, la realizzazione di reti di teleriscaldamento e teleraffrescamento per
la distribuzione di energia all’interno dei comprensori interessati. Cuore di ognuno dei
progetti, finanziati con i soldi messi a disposizione dall’Europa, sono i principi alla base
dell’efficientamento energetico, ovvero interventi che permettono di ridurre i livelli dei
consumi e di tagliare gli sprechi, ottimizzando l’uso delle fonti di approvvigionamento e
l’impiego dell’energia. Anbi Lazio ha ricevuto testimonianza di come sia cambiato il modo di
porsi e lavorare da Onorati, Varone e Lasagna. E’ cambiato il passo, la sinergia si è
tradotta in fatti e non parole. Noi dobbiamo essere una parte attiva con le Istituzioni in
primis con la Regione Lazio – hanno concluso Ricci e Renna – perché la salvaguardia
idrogeologica del territorio riguarda tutti noi così come la garanzia dell’irrigazione per le
produzioni agricole che permettono di salvaguardare imprese e reddito garantendo qualità
e rintracciabilità. Il clima è cambiato con questo anche il nostro modo di comunicare,
raccontare cosa facciamo, far comprendere che oggi più di prima occorre un Patto per il
Suolo non come slogan ma come esempio virtuoso di fare sistema per difendere territorio
ed ambiente.”

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Editoriali

Le 12 fatiche di Draghi

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A sfidare Ercole nelle sue sovrumane imprese, come riporta il Pseudo-Apollodoro, ci sono stati il leone di Nemea, la Cerva di Cerinea, il cinghiale di Erimanto, gli uccelli del lago Stinfalo, le cavalle di Diomede, i buoi di Gerione ed infine il cane a tre teste guardiano degli inferi. A tutti noi, comuni mortali, le imprese di Ercole stupiscono per la loro fantasiosa prodezza a meno che non gli si voglia attribuire diversi significati mistici.

Le fatiche del Super Draghi sono invece fatiche più che comprensibili, prevedibili, condivise ma, con profondo scetticismo si dubita che possano essere mai superate, giudicandole delle imprese titaniche.

Quella che per Ercole era stata la quinta fatica, per il presidente Draghi si presenta senza indugio come la prima in assoluto. Ercole fu costretto a pulire le stalle di Augia che dopo più di 30 anni di completo abbandono erano stracolme di letame. Draghi dovrebbe affrontare la fatica del “letame burocratico” che anch’esso, da trent’anni è rimasto abbandonato a se stesso mentre marciva, contagiando le istituzioni con la sua putrefazione penetrando nei gangli della politica e della pubblica amministrazione diventava sempre più ingovernabile, caotico e ingombrante. Non è letame qualsiasi bensì un inciampo a qualsiasi riforma. La burocrazia, binario su cui viaggia il treno delle riforme, ahinoi, necessita una profonda manutenzione da cima a fondo.

Non meno ardua è la seconda fatica di Draghi

L’ultima delle imprese sovrumane di Ercole vedeva il leggendario eroe lottare per portare a Micene i pomi dorati custoditi da un drago immortale con tre teste. Il presidente Draghi dovrebbe lottare contro un sistema mostro della malagiustizia. Questa sua sarà una improba impresa perché da notizie che filtrano dai secreti del palazzo giudiziario e dai vari porti della nebbia, ultima l’intervista Palamara e non solo, il drago di piazzale Clodio ne ha più di tre teste sparse nelle procure dell’isola.

Questi due cancri, da soli bastano e avanzano per scoraggiare qualsiasi investitore estero, deprimendo l’economia e ostacolando ogni e qualsiasi vera riforma. La situazione si presenta ancora più grave e le fatiche del neo presidente richiederebbero uno sforzo immane per superarle.

Ad attendere dietro l’angolo il presidente Draghi, anziché l’immortale Idra, oppure la Cerva di Cerinea oppure il cinghiale di Erimanto e le altre belve che ha dovuto affrontare Ercole, troverà l’ostruzionismo nascente dalle diversità della sua maggioranza raccogliticcia, i nascenti dissidi nell’ ex movimento pentastellato ora in disfacimento. Stanno sempre in agguato i guai della scuola mai risolti, la fibrillazione e lo scontento tra i 39 sottosegretari, vera brace dei partiti che cova sotto le ceneri di una finta calma. Ad aspettare al varco il governo Draghi c’è la spartizione “secondo il manuale Cencelli” dell’ipotizzabile Recovery Fund. Poi non andrebbero sottovalutati i rumori fuori scena delle Regioni e dell’associativismo.

Scogli da superare saranno le varianti del Covid-19 che strisciano minacciose lungo un’Italia a colori ed a vari lockdown. Ricade sul paese il fallimento del piano vaccinazione di Bruxelles che non decolla.
Le fatiche che dovrà affrontare il presidente Draghi sono sovrumane. La strada è accidentata e lastricata di imprevisti, rendendo più impervio il sentiero perché il presidente lungo il suo tragitto tortuoso dovrà portare su di se il macigno del debito pubblico.

Ciò nonostante la maggioranza del popolo italiano nutre piena fiducia nelle grandi capacità del neo presidente e nella sua piena disponibilità ad adoperarsi per fare uscire il Paese dalla crisi che lo sta attanagliando.

Al contrario, la gente avendo assistito allo spettacolo dato da tutti i partiti quando sbavando urlavano: “noi ci stiamo”, ora che la gente è ormai convinta che deputati e senatori tengono più al potere e alla poltrona che al bene comune, guardano, ascoltano ed aspettano rassegnati il giorno per poter esprimersi democraticamente.

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Primo piano

Covid, al vaglio chiusura scuole nelle zone rosse. La Sardegna diventa “bianca”

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Passano in area arancione Lombardia, Marche e Piemonte e in area rossa Basilicata e Molise

Da lunedì primo marzo passeranno in area arancione le Regioni Lombardia, Marche e Piemonte e in area rossa le Regioni Basilicata e Molise. La Sardegna passa in area bianca.

Lo prevedono le nuove ordinanze firmate dal ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia. È intanto in corso il tavolo di confronto tra Ministero della Salute, Iss e Regione Sardegna per definire le modalità attuative del passaggio.

La Regione Sardegna ha già preso visione dell’ordinanza firmata dal ministro della Salute con cui si certifica la zona bianca per l’isola. Lo apprende l’ANSA dall’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu. Adesso il presidente della Regione Christian Solinas dovrebbe adottare una sua ordinanza che prevederà riaperture graduali e controllate, e comunque concordate costantemente con il Ministero e il comitato tecnico scientifico.

E’ stata pubblicata l’ordinanza del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che stabilisce la chiusura delle scuole dal 1 marzo 2021 e fino al 14 marzo 2021. “E’ sospesa l’attività didattica in presenza dei servizi educativi per l’infanzia e dei servizi per l’infanzia (sistema integrato 0-6 anni) nonché delle scuole di ogni ordine e grado, nonché delle Università – si legge nel testo -restano comunque consentite in presenza le attività destinate agli alunni con bisogni educativi speciali e/o con disabilità, e in ogni caso garantendo il collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica a distanza”. Nell’ordinanza si raccomanda anche “alla popolazione di evitare tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile”. Si ribadisce anche “l’obbligo di rispetto delle misure raccomandate dalle autorità sanitarie, compresi i provvedimenti di quarantena dei contatti stretti dei casi accertati e di isolamento dei casi stessi” e si invitano “gli enti competenti a rafforzare il controllo del rispetto delle disposizioni del Dpcm 14 gennaio 2021 e delle disposizioni del presente provvedimento”.

Da lunedì prossimo, 1 marzo, quando la Basilicata diventerà zona rossa, la didattica a distanza sarà obbligatoria in tutte le scuole lucane. Lo si è appreso a Potenza al termine di una riunione dell’Unità di crisi regionale. Nelle prossime ore saranno resi noti i dettagli dell’ordinanza che sarà firmata dal presidente della Regione, Vito Bardi.

Intanto, secondo quanto emergerebbe da una riunione del Comitato Tecnico Scientifico, c’è un impatto dei nuovi contagi nelle scuole, ma differenziato. Per questo sarebbe auspicabile una modulazione delle misure a seconda delle zone, variabile in base a Comuni o Province e non soltanto su base regionale. Secondo il Cts, con la stabilità dei contagi in zona gialla per 3 settimane consecutive, le attuali disposizioni sulle lezioni in presenza non dovrebbero cambiare. Al verbale sarà allegato uno studio Iss, sul quadro contagi-scuole.

E, sempe secondo quanto emergerebbe dalla riunione, si pensa a lezioni a distanza in tutte le scuole nelle zone rosse regionali o in quelle locali, ma anche oltre il superamento di una determinata soglia di incidenza, a prescindere dal colore. Una delle quote in discussione sarebbe intorno ai 100 casi ogni 100mila abitanti. E’ quanto emergerebbe da una riunione del Comitato Tecnico Scientifico, che stilerà un verbale dal quale potrebbero arrivare indicazioni che saranno valutate dal Governo in vista del nuovo Dpcm.

C’è un legame diretto fra l’aumento dei ricoveri per Covid-19 nelle unità di terapia intensiva e la riapertura delle scuole: “l’analisi delle curve del numero dei ricoverati nei reparti di terapia intensiva in Italia indica che il ritorno all’attività didattica in presenza dopo le vacanze di Natale sta veicolando l’attuale aumento della diffusione dell’epidemia di SarsCov2 in Italia”, rileva il matematico Giovanni Sebastiani, dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo ‘Mauro Picone’ del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Iac). “Allo scopo di limitare la diffusione dell’epidemia nel nostro Paese, penso – rileva il matematico – che sia importante interrompere quanto prima l’attività didattica in presenza in tutte le scuole, indipendentemente dalla fascia d’età, e nelle università. L’analisi indica che “la curva delle terapie intensive a livello nazionale in Italia è in aumento da circa due settimane” e che “la situazione a livello regionale è eterogenea sia a livello qualitativo che quantitativo”, osserva Sebastiani.

La riapertura di cinema e teatri “è stata individuata in una giornata simbolica ma bisognerà vedere cosa succede in queste ore. Se l’indice di contagiosità resterà basso si potranno sicuramente riaprire con le restrizioni, posti limitati, prenotazioni, nome e numeri di telefono per essere rintracciati, mascherina, igienizzante. Se però l’indice contagiosità tenderà ad aumentare ovviamente non riapriranno”. Lo dice il presidente dell’Anci, Antonio Decaro, a Skytg24.”Sarebbe in controtendenza – dice – chiudere le scuole perché c’è maggiore diffusione di una variante e contemporaneamente riaprire cinema e teatri, sarebbe una nota stonata”

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