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PETROSINO, COMUNE VIRTUOSO: UN ESEMPIO DA SEGUIRE, UNA BELLEZZA TUTTA SICILIANA!

di Angelo Barraco, ha collaborato Nicol Paladino

 

Per far capire che tutto può cambiare e che anche il più piccolo dei Comuni, prima senza servizi, può diventare un fiore all'occhiello della penisola, noi de L'Osservatore d'Italia abbiamo voluto intervistare Gaspare Giacalone, Sindaco di Petrosino che ci ha parlato del progressivo sviluppo socio culturale avvenuto a Petrosino in questi anni.

 

Ci parli del suo legame con Petrosino

Petrosino è un piccolo Comune che rappresenta nel bene e nel male quello che è oggi tutta la Sicilia. Io sono nato e cresciuto a Petrosino, prima di diventare Sindaco ho vissuto tra Londra e New York e mi occupavo di finanza. Poi ho fatto una scelta, ovvero quella di candidarmi e ho vinto le elezioni. Chi vive a Petrosino è abituato a vedere le cose in un certo modo, mentre per me certe cose erano più evidenti. Ho avviato un laboratorio politico dove ho posto determinate condizioni. Quando mi sono candidato, sono di sinistra, ho posto un taglio rispetto al passato, le persone che erano affianco a me; consiglieri, assessori erano collegati alla vecchia amministrazione.

Ho posto un taglio e un’apertura verso la società civile. I fatti hanno dimostrato che il cambiamento in questo angolo di terra è assolutamente possibile, con spirito, con l’appoggio di molti giovani, delle associazioni e della società civile noi abbiamo vinto e abbiamo capito cosa c’era da fare. Io ho trovato un paese che era: in buona parte senza illuminazione pubblica perché avevano rubato i cavi elettrici, un paese con l’abitudine di buttare l’immondizia ovunque, un paese con problemi di acqua. Avevamo cinque pozzi sulla carta e in realtà ne funzionavano uno e un quarto.

Le scuole erano in uno stato pietoso, c’è stata una scuola in cui il primo giorno in cui sono entrato ho chiesto scusa a tutti i bambini per le condizioni fatiscenti e pericolanti, l’attività culturale in città era assente, ho trovato un’evasione fiscale altissima certificata anche dalla corte dei conti e in alcune situazioni anche dell’85%, con un comune che era stato sciolto per problemi finanziari e con un passo dal default, tutto ciò è stato accertato dalla corte dei conti.

Bisognava ripartire da zero, non c’erano progetti, alcuni erano stati avviati ma poi abbandonati, non so per quali meccanismi politici. Bisognava fare un risanamento economico e culturale e farlo capire anche alla gente.

 

Come ha avuto inizio lo sviluppo?

Lo sviluppo è in itinere ancora, c’è una tabella di marcia molto sostenuta e tutti tendiamo ad essere laboriosi. Abbiamo agito in questo modo: nei primi due anni abbiamo ripristinato le cose che non funzionavano. Da aggiungere che ho trovato un cimitero in pessime condizioni e senza loculi liberi quindi: cimitero da realizzare, stazione ferroviaria in pessime condizioni, sembrava un paese appena uscito dalla guerra. La priorità numero uno è stata quella di andare a sistemare l’aspetto finanziario e abbiamo cominciato a tagliare tutto quello che era superfluo con una tempistica formidabile, l’altro aspetto fondamentale era quello di recuperare tutto quello evaso.

La prima cosa da fare era quella di conquistare la fiducia della gente, questo lo abbiamo fatto dando degli esempi alla gente. Io ho rinunciato da subito a tante cose: avevo una macchina di rappresentanza e c’ho rinunciato, mi sono fatto dare in cambio un auto confiscata alla mafia, uno di quelli che erano stati coinvolti in vicende di mafia a Petrosino, uno che a Petrosino gestiva il mercato dell’ortofrutta. La mia macchina è a costo zero. Tutti i miei viaggi me li pago io come anche tutti gli assessori, ho rinunciato alla mia buonuscita di fine mandato che è prevista per legge. Dare questi segnali alla gente è importante per fare capire che stiamo svolgendo il nostro ruolo con senso di responsabilità, mettendoci del nostro, tutto questo ha permesso di recuperare molto di quello evaso. Abbiamo razionalizzato il lavoro dei nostri dipendenti dando loro degli obiettivi e misurato gli obiettivi da raggiungere abbiamo iniziato a ripristinare quei servizi che non c’erano come l’acqua. Abbiamo attivato gli altri pozzi, non è stato semplice perché avvenivano furti delle pompe per tirare l’acqua, poi rubavano pure i cavi, alla fine abbiamo messo le videocamere e il problema lo abbiamo risolto. Petrosino è uno dei pochi comuni autosufficienti in materia di idrica, abbiamo iniziato ad intervenire sulle scuole, abbiamo ricostruito una delle scuole più belle che ora abbiamo, è sicura e  stabile. Abbiamo dato ai bambini di Petrosino un parco giochi, pieno di colori, di significato ed è frequentatissimo.

Anche la pulizia del territorio non è indifferente, abbiamo iniziato a pulire con tempestività ogni angolo sapendo che un attimo doposi sarebbe sporcato, noi eravamo pronti lì per ripulire, per rieducare e per mandare un segnale ai cittadini, per far vedere quanto è bello vivere in un paese pulito. Ciò allo stesso tempo creava imbarazzo, ovvero: se un soggetto vede immondizia nemmeno ci pensa nel gettarla, se invece vede pulito non lo fa perché si rende conto di quello che sta facendo e allo stesso tempo viene visto e criticato. Abbiamo distribuito un po’ di videocamere nel territorio, per quelle poche risorse che avevamo, e anche questo ha portato a dei frutti. In questi due anni abbiamo trovato il risanamento finanziario e oggi finalmente siamo nelle condizioni di mandare in appalto tutte quelle opere che noi abbiamo programmato. Per molti lo sviluppo è mettere mano alla cassa, per me è mettere mano alla coscienza per un cambiamento anche culturale. Dal punto di vista culturale abbiamo capito che questo paese andava svegliato per cui bisognava coinvolgere i giovani, valorizzarli, incoraggiarli nelle loro attività, valorizzando sia quello che abbiamo trovato ma anche aggiungendo cose nuove. C’era un carnevale, io l’ho mantenuto ma trasformandolo anche come promozione del territorio e con questo ci siamo inventati una cosa incredibile; questa è la nostra vetrina per arrivare a milioni di persone in giro per l’europa. Abbiamo fatto la promozione con le compagnie aeree low cost Rayanair e Easyjet. Noi da due anni pubblicizziamo  il nostro carnevale sulle riviste aeree. Il carnevale come la copertina di un territorio. C’è un programma per l’estate, abbiamo fatto un albo delle associazioni, abbiamo introdotto il concetto di curriculum delle associazioni. Le associazioni sono libere di organizzarsi come vogliono possono fare qualunque cosa noi l’unica cosa che facciamo è dare una linea guida (ex: sviluppo del territorio ecc…), anni fa per esempio abbiamo dato come linea guida la valorizzazione dei siti storici; grazie a questa cosa loro hanno organizzato semplici apericena in siti che nessuno aveva visto sotto una determinata luce. Noi a fine anno diamo il nostro contributo in base al loro operato, e le associazioni con ciò sono motivate. Quest’anno abbiamo realizzato F.E.S.T.A, Festival dei talenti Siciliani. E’ una cosa che va oltre il locale e si apre alla Sicilia. E’ il nostro carattere, il nostro spirito.

Ci vuole parlare di F.E.S.T.A?

Siamo stati molto fortunati perché ci siamo messi in contatto con persone straordinarie come Fabio Genco e Paolo Tedesco, noi abbiamo lanciato l’idea e gli organizzatori l’hanno arricchita, elaborata e realizzata. Io su questo ci credo moltissimo e alla fine è entrata nel cuore e nell’anima dei cittadini. Il successo è stato notevole anche per la presenza di pubblico proveniente da ogni parte della Sicilia. Sono venuti i Marta Sui Tubi. Con Carmelo siamo molto amici, ma non ci siamo fatti fregare dall’ansia di fare qualcosa subito, abbiamo aspettato il momento giusto, quando noi avevamo qualche soldino in più e loro erano più libero e disponibili ciò è stato possibile. Per il prossimo anno le idee ce le abbiamo ma non posso anticiparvelo, sarà una sorpresa!

Ci stiamo impegnando e stiamo insistendo sul biologico e siamo, come Comune, il primo distretto biologico in Sicilia. In Toscana come in Piemonte ha rappresentato il motore di uno sviluppo del territorio. Loro hanno capito che una difesa e un rispetto del territorio e dei paesaggi è un bene e fa parte di attrazione turistica. Noi abbiamo dei campi che sono dei ricami, eppure ci abbiamo fatto l’abitudine. Le minacce sul nostro territorio ci sono, noi ci siamo imposti di tutelarlo seguendo una tabella di marcia. Per esempio saremo il primo Comune ad avviare una mensa scolastica totalmente biologica, abbiamo sfatato questo mito che il biologico costa di più. Abbiamo dimostrato che pagheremo persino la metà rispetto a quanto pagavamo prima. Per esempio utilizziamo anche dei diserbanti biologici, come acqua e sale e altri sistemi, stiamo quasi azzerando l’utilizzo di prodotti chimici. Imponiamo anche l’utilizzo di prodotti a km zero, utilizzando prodotti locali. Questa cosa l’abbiamo applicata nelle scuole, per far capire ai bambini che determinati prodotti vanno mangiati in un determinato periodo. Anche sul sociale siamo fortemente impegnati, qui c’è una volontà ben precisa da parte nostra con una nostra tecnica di relazionarci. Quando arrivava natale e pasqua, solitamente si vedeva sotto il palazzo comunale gente incatenata che minacciava di suicidarsi ecc…queste persone non lo facevano per reale motivazione, ma molto spesso per sceneggiata, per ottenere contributi economici. Qui la povertà veniva interpretata come soldi contanti dati nelle feste. Questi soldi spesi in questo modo generavano in effetto a catena. Noi abbiamo dovuto smontare questa situazione escludendo chi si infiltrava nel mezzo senza merito. E li abbiamo scoperto che alcuni che conducevano uno stile di vita accettabile si infiltravano nel mezzo e li abbiamo immediatamente bloccati tramite un controllo rigoroso. Abbiamo istituito l’assegno civile che è stata la grossa novità nel campo sociale. L’assegno civile consiste in questo: voi siete un nucleo familiare che ha una situazione di disagio economico, noi interveniamo sul nucleo familiare, non sulla persona, ovvero, se tu sei in una situazione di povertà, hai una malattia in famiglia, io ti chiedo se nella tua famiglia c’è qualcuno in grado di darci una mano d’aiuto per delle cose che noi dobbiamo fare, e quindi che succede: i soldi sono trasformati in un patto, ovvero, loro vengono a lavorare per noi qualche ora al giorno, ci aiutano a tenere pulito il paese, le strade, il comune e ricevono l’aiuto. Allo stesso tempo quella persona che viene a svolgere quel determinato lavoro impara un mestiere.

La mia più grande paura era che Petrosino, trovandosi tra due grossi centri, passasse inosservata. Il giorno della mia elezione è stata firmata l’autorizzazione e la concessione per la costruzione di novemila metricubi di cemento a Torrazza, zona a protezione speciale. Da li noi abbiamo scoperto che avevamo una spiaggia che era privata, con una costruzione incombente. Oggi è tutto sequestrato, si è scoperto che i terreni di Torrazza erano stati venduti da un mafioso che poco tempo fa ha avuto sequestrato quattrocentocinquanta milioni di euro. Determinati meccanismi, come potete vedere, rappresentano una minaccia per il territorio. Abbiamo trovato un progetto che covava, dal valore di cinquecento milioni di euro di un parco eolico off sure a due miglia dalla costa. Abbiamo scoperto che fu fatto uno studio falsato del territorio che diceva che Petrosino era disabitata ecc…questa è stata una battaglia che abbiamo portato avanti, così come la spiaggia sequestrata, noi vogliamo che la spiaggia sia pubblica e non privata. Noi non siamo contro l’eolico ma siamo contro quello che si è una fonte di affari per la mafia. La mafia oggi ingrassa, oltre al traffico di droga, armi ecc…sui rifiuti, sulla speculazione edilizia e sull’eolico. Petrosino è il primo comune della Sicilia ad aver approvato un regolamento che stabilisce che tipo di eolico vogliamo. Noi abbiamo stabilito che nel nostro regolamento che l’eolico lo vogliamo, ma non di tipo speculativo ma per un consumo domestico o aziendale. Quindi noi incentiviamo l’uso dell’eolico, ma per chi lo utilizza. Io oggi sto lavorando con sei mesi avanti, il lavoro che sto facendo oggi i miei cittadini lo vedranno tra sei mesi. Noi abbiamo la proiezione allo sviluppo. Stiamo prendendo anche contatti con investitori, e sta funzionando poiché abbiamo trovato persone disposte ad investire sul territorio nel settore turistico, del commercio e così via.
C’è anche l’idea di creare un distretto artistico culturale, abbiamo indetto un premio internazionale chiamato “Arts Oasi” a cui abbiamo fatto appello a tutti gli artisti del mondo, artisti emergenti, per creare un sentiero con delle istallazioni artistiche. Sarà la rivincita di un cambiamento di un meridione che non è abbandonato al suo destino. Nel mio discorso di introduzione dissi: “Non abbiate paura dei giganti, perché i giganti non esistono”. Ed è una cosa che io continuo a ripetere, il messaggio che io vorrei lasciare e lanciare con le installazioni artistiche è che in questo paese si può cambiare.

Che invito vuole rivolgere a coloro che non conoscono Petrosino?

L’invito è una sfida, Petrosino è quello che volevamo che fosse e oggi più che mai. Invitare a visitare Petrosino, a viverci, ad investire è veramente un invitare a quella sfida che noi già abbiamo iniziato. Visitare Petrosino significa ammirare un paesaggio che vuole difendersi e che vuole essere difeso e che esprime una bellezza che è tutta Siciliana. Venirci a vivere significa sostenere una comunità che vuole dei servizi che funzionano, che mette la legalità al primo posto, venirci ad investire la stessa cosa, significa metterci di proprio. L’appello che faccio a coloro che stanno fuori dai confini comunali e d’Italia è il seguente: Noi abbiamo dimostrato che riusciamo a farcela, chi vuole e chi crede in questi principi a Petrosino ha la possibilità di mettersi in gioco, ecco la sfida.