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Piano regionale rifiuti, linee guida: il video confronto tra Luca Andreassi (Pd) e Marco Cacciatore (M5s)

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Presentate lo scorso 31 gennaio le linee guida per il piano regionale rifiuti del Lazio 2019 – 2025: da un’economia lineare a un’economia circolare.

Sull’argomento si sono confrontati Luca Andreassi (segretario organizzativo provinciale Pd, consigliere comunale di Albano Laziale con delega ai Rifiuti e professore di ingegneria all’università di Tor Vergata) e Marco Cacciatore consigliere regionale M5s presidente X° Commissione (Urbanistica-Politiche Abitative-Rifiuti

Officina Stampa del 28/2/2019 il confronto tra Andreassi (Pd) e Cacciatore (M5s)
Cinque grandi azioni, dunque, con l’obiettivo di far entrare il Lazio in una dinamica virtuosa di economia circolare: Vediamo quali
  1. 70% di differenziata entro il 2025: la Regione sosterrà con 57 milioni nei prossimi tre anni isole ecologiche e impianti di compostaggio e con il passaggio alla Tarip (Tariffa puntuale) entro il 2020 per tutti i Comuni. “Chi produce meno rifiuti, meno paga”.
  2. Riduzione dei rifiuti Riduzione del 50% il fabbisogno di conferimento in discarica e inceneritori.
  3. Riconversione di Colleferro prevista la riconversione dell’impianto di termovalorizzazione di Colleferro, una delle aree a maggior tasso d’inquinamento del Lazio, puntando sulla realizzazione di un presidio industriale altamente tecnologico e senza impatto ambientale.
  4. Stop all’export dei rifiuti Ogni territorio – come avviene in tutta Italia e in tutta Europa e come prevedono la legge e le normative europee – dovrà chiudere il ciclo dei rifiuti all’interno del proprio territorio
  5. Infine lotta senza quartiere ai reati ambientali legati ai rifiuti.

L’approvazione in Consiglio regionale avverrà entro luglio 2019. Un atto importante che darà un forte impulso alla svolta sostenibile del Lazio, e si inserisce in un’iniziativa organica che il Lazio ha intrapreso con tante diverse azioni concrete: come quella della lotta all’inquinamento dell’aria, della guerra ai rifiuti plastici, al sostegno alle imprese green.

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Ambiente

Parco del Circeo: daini a rischio vita

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Adozioni difficili e cessioni a macelli e aziende faunistico venatorie facilitate

I Daini del Circeo sono a rischio vita. Infatti, sono recentemente stati pubblicati tre bandi che riguardano la cessione di questi animali, prevedendo però, oltre all’adozione da parte di enti e associazioni, anche la traslocazione in aziende alimentari o faunistico venatorie.

 “Anche se apprezziamo l’apertura del Parco Nazionale del Circeo per la teorica possibilità di adozione dei Daini” -commentano in una nota unitaria dalle associazioni AM.AN.T Odv  – Animal Aid italia – Arcamica – Earth – ENPA – Gaia – LNDC- “ravvisiamo che non vi è alcuna priorità o prelazione alle adozioni e a soluzioni non cruente”. “Inoltre, siamo fortemente preoccupati per i numerosi paletti imposti proprio a chi vuole salvare gli animali: paletti che non sono previsti per le aziende alimentari o faunistiche venatorie, dove i cacciatori potranno divertirsi a sparare a queste creature.”

Secondo le associazioni, tra le richieste per chi adotta vi è la creazione di un cordolo di cemento lungo chilometri per circondare l’area in cui dovrebbero stare i daini, e ovviabile semplicemente con una buona rete elettrosaldata. “Dubitiamo che aziende faunistico venatorie abbiano tali infrastrutture. D’altro canto non le ha neppure il Parco Nazionale del Circeo che, al contrario, ha recinzioni fatiscenti che consentono ai daini – ma non solo – di attraversare la strada e che necessiterebbero di essere riparate.

Altra preoccupazione è rappresentata dai tempi ristretti per partecipare al bando. “Siamo perfettamente consapevoli che i daini non sono “bambi” così come tutta la fauna selvatica non è quella rappresentata nei cartoni animati e favole, e siamo altresì consapevoli che la loro gestione non può essere improvvisata e deve garantire alcuni standard – ad esempio impedire la fuga e la riproduzione. Proprio per questo, occorre più tempo. Non vorremmo veramente che enti e associazioni che possono ospitare gli esemplari siano costretti a rinunciare, consentendo il via libera alle uccisioni degli animali.

Le associazioni lanciano un pubblico appello sia al Presidente del Parco, già dimostratosi sensibile al tema, sia al Ministero della transizione ecologica. “Mentre si stanno valutando anche azioni legali, chiediamo subito che sia data assoluta precedenza alla salvaguardia della vita degli animali, e chiediamo che sia presa in considerazione anche la possibilità che il Parco stesso, in una zona delimitata, possa tenere i daini sterilizzando le femmine in modo da impedire ogni riproduzione. “La responsabilità di una decennale mancata gestione di questi animali è dell’ente Parco: occorre collaborare, e non condannare a morte i daini facendo pagare loro il prezzo di inadempienze e errori umani”.

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Rally Valle del Tevere: Trevisani fermato da una rottura meccanica

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Inizio non dei più fortunati per Jacopo Trevisani e HP Sport RRT alla prima uscita stagionale su terra con la nuova Peugeot 208 Rally4 della GF Racing, con Andrea Marchesini alle note in occasione del Rally Valle del Tevere a Sansepolcro, in provincia di Arezzo. Colpa del semiasse sinistro che ha ceduto a circa un chilometro e mezzo dal fine prova di “Cerbaiolo” costringendo l’equipaggio ad arrancare fino a fine prova, con il conseguente ritiro.

Non è certo la prima volta che capita in una gara, ma è sempre un colpo duro da incassare. Sull’accaduto Trevisani ha detto: “Un vero peccato, perché si poteva far bene, visto che dopo lo shake down avevamo sensazioni positive, avendo trovato un buon feeling con la macchina e soluzioni di assetto ottimali. Non siamo nemmeno riusciti ad avere un riscontro cronometrico sincero rispetto agli avversari per giudicare il nostro passo. Tuttavia prendo per buono quello che siamo riusciti a fare d’intesa con il team, e che tornerà utile per i prossimi impegni”.

L’altro equipaggio, quello composto dai francesi Giraud-James (Peugeot 208 S2000) dopo aver disputato una gara che li ha visti occupare la 24.ma posizione, uscivano di scena dopo una divagazione nel campo nel corso della quinta speciale.

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Covid-19, il vaccino “Made in Italy” sarà prodotto nel Lazio. Michela Califano (PD): “Oggi facciamo un altro passo in avanti!”

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La UE ha approvato l’aiuto di Stato italiano di 40 milioni di euro per le attività di ricerca e sviluppo dell’impresa biotecnologica ReiThera, con sede nel Lazio.

Soddisfazione da parte della Consigliera regionale PD del Lazio Michela Califano

“Grazie a un lavoro di diplomazia – ha detto Califano – abbiamo ottenuto che la Commissione europea finanzi con 40 milioni di euro le attività di ricerca e sviluppo del vaccino italiano che verrà prodotto nel Lazio, insieme allo Spallanzani, dalla ReiThera. Una splendida notizia che ci riempie di orgoglio. Siamo stati i primi a credere in un vaccino made in Italy che ci rendesse autonomi. Oggi facciamo un altro passo in avanti!”

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