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Rieti

POGGIO MIRTETO: SEQUESTRA, PERCUOTE E COSTRINGE AD USCIRE DI CASA SVESTITA LA PROPRIA CONVIVENTE

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Tempo di lettura < 1 minuto La donna è stata ricoverata presso l'ospedale di Monterotondo con prognosi di 10 giorni

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Redazione

Poggio Mirteto (RI) – I carabinieri del N.O.R.M. della compagnia di Poggio Mirteto, a seguito di una richiesta di aiuto pervenuta al 112, nella giornata di ieri 8 marzo 2014 dedicata alla festa della donna, hanno arrestato  nella flagranza di reato, tale S.M.E.R. classe 1977, originario dell’Ecuador, per sequestro di persona, maltrattamenti in famiglia e lesioni personali ai danni della sua convivente.
L’uomo, a seguito di una violenta lite con la sua convivente, anche quest’ultima originaria dell’Ecuador, la rinchiudeva a chiave all’interno di una stanza, privandola della propria liberta’ personale. La donna, dopo essersi liberata, veniva ripetutamente percossa e costretta ad uscire di casa svestita e dolorante. soccorsa e visitata dai sanitari presso il pronto soccorso dell’ospedale civile di Monterotondo, veniva riscontrata affetta da cefalea, stato di agitazione, varie contusioni ed escoriazioni con prognosi di 10 giorni.
L’uomo e’ stato associato presso la casa circondariale di Rieti a disposizione della locale Procura della Repubblica.

 

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Cronaca

Truffe su TikTok: denunciate due pseudo maghe. Si cerca terzo complice

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RIETI – Due donne, residenti a Genova ed in provincia di Monza Brianza, sono state denunciate dal personale della Squadra Mobile della Questura di Rieti per i reati di estorsione in concorso tra loro e con una persona al momento rimasta ignota.

Durante i servizi finalizzati al contrasto della criminalità diffusa, gli Agenti della Polizia di Stato hanno ricevuto la denuncia di una donna reatina che ha raccontato di alcune perduranti minacce subite da parte di due donne e di un uomo, alle quali si era rivolta, sulla piattaforma TikTok, per avvicinarsi alla c.d. “magia bianca” che l’avrebbe potuta aiutare nella sua vita.

Gli investigatori della Polizia di Stato hanno intrapreso una attività di indagine volta al rintraccio ed alla identificazione dei responsabili, evidenziando come la vittima, una donna reatina di quasi 50 anni, dopo essere entrata in contatto con le due sedicenti “cartomanti”, era stata costretta ad effettuare numerose ricariche di carte PostePay, rivelatesi poi nella disponibilità delle due “maghe”, per importi variabili da 30 a 200 euro, dietro minacce perpetrate da un uomo che contattava la vittima telefonicamente, costringendola a pagare per evitare di subire accadimenti infausti.

Le due “fattucchiere” sono state, pertanto, denunciate in stato di libertà alla locale Autorità Giudiziaria per il reato di estorsione, in concorso tra di loro e con un uomo, al momento rimasto ignoto e le cui indagini, che proseguono da parte degli investigatori reatini, sono volte al suo rintraccio.

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Cronaca

Amatrice, commemorato il vice brigadiere dei Carabinieri Gerardo Catena, medaglia d’oro al valore civile alla memoria

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AMATRICE (RI) – Ieri, domenica 4 settembre 2022, alle ore 10.00 in Amatrice, frazione di Scai, si è svolta la cerimonia di commemorazione per il trentunesimo anniversario della morte del Vice Brigadiere Gerardo Catena, deceduto nel 1992 presso il lago di Massaciuccoli in provincia di Lucca, nell’eroico tentativo di salvare il proprio Ufficiale in procinto di annegare.



Alla cerimonia, oltre alla mamma Vittoria, i fratelli Fabrizio e Stefano, hanno presenziato anche alcuni cugini, cittadini comuni, il Sindaco di Amatrice Giorgio Cortellesi, il Consigliere Regionale Sergio Pirozzi, il Colonello Bruno Bellini Comandante Provinciale dei Carabinieri di Rieti, il Comandante della Stazione Carabinieri di Amatrice Maresciallo Capo Francesco Simeoni, rappresentanze del Gruppo Carabinieri Forestali di Rieti, dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Cittaducale e dell’Associazione Nazionale Forestali.

E’ stato reso omaggio al militare sepolto nella cappella di famiglia nel cimitero di Scai, località della quale il militare era originario, con la deposizione di una composizione floreale e la lettura della motivazione con la quale al militare è stata conferita la medaglia d’Oro al Valor Civile, successivamente è stata celebrata una messa in suffragio dal parroco Don Giuseppe Marrone.  

Nel salutare i parenti dell’Eroe il Colonello Bellini ha sottolineato come il sacrificio del Vice Brigadiere Catena sia oggi più che mai un simbolo dell’altissimo senso del dovere, di altruismo fino all’estremo sacrificio che è insito nel profilo di ogni militare dell’Arma. Anche il Sindaco Cortellesi ha espresso commosse parole di apprezzamento per l’eroico gesto.

Il Vice Brigadiere Gerardo Catena, nato a Roma il 27 febbraio 1967, il 4 settembre del 1991 era a diporto sul lago di Massaciuccoli in provincia di Lucca. Caduto in acqua per l’improvviso capovolgimento del natante sul quale si trovava con altre persone, guadagnava a nuoto la riva ma, avvedutosi che il proprio Ufficiale era in procinto di annegare, non esitava a tornare in acqua per raggiungerlo a nuoto. Stremato, veniva travolto dalle onde, perdendo la vita assieme all’Ufficiale e ad un altro soccorritore.

Per l’eroico gesto, in data 19 maggio 1992, con Decreto del Presidente della Repubblica, è stato insignito di Medaglia d’Oro al Valore Civile alla Memoria.  

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Cronaca

Amatrice, area complesso “Don Minozzi”: con Casa Futuro i segni della rinascita si fanno evidenti

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Il progetto di ricostruzione del complesso si sviluppa attorno a quattro corti – ciascuna destinata ad una funzione specifica

AMATRICE (RI) – A sei anni dal terremoto che alle ore 3:36 del 24 agosto 2016 ha tragicamente colpito il centro Italia, i segni della rinascita iniziano ad essere evidenti. Ad Amatrice, il comune che ha registrato il maggior numero di vittime, un esempio di questa volontà di rigenerazione si trova in Casa Futuro, il progetto realizzato dallo Studio Boeri Architetti che la Diocesi di Rieti e l’Opera Nazionale per il Mezzogiorno d’Italia stanno realizzando nell’area del complesso “Don Minozzi”.

Dalla posa della prima pietra, avvenuta il 15 ottobre 2021, il cantiere del più grande intervento di ricostruzione privata è tra quelli che procedono più speditamente. Dallo scorso autunno a oggi, tutte le opere di demolizione sono state completate. Era subito partito anche il lavoro di consolidamento e ristrutturazione dell’ex fattoria, oggi quasi completato.

Il progetto di ricostruzione del complesso si sviluppa attorno a quattro corti – ciascuna destinata ad una funzione specifica.

In ordine di realizzazione avremo quindi la Corte dell’Accoglienza, la Corte del Silenzio, la Corte Civica e la Corte delle Arti e dei Mestieri. Sulla prima si sta lavorando anche in elevazione e si comincia a intuire la sagoma dell’edificio che abbraccerà la chiesa di Santa Maria. La parte più avanzata è quella più vicina e parallela alla strada, dove sarà ospitato il teatro. Procedono spediti anche i lavori per le fondazioni delle altre strutture e a breve verrà presentato il progetto per il recupero della chiesa, unico edificio per il quale è stata scelta la conservazione e il restauro.

Orientata secondo i principi della Laudato si’, l’architettura di Casa Futuro prevede un uso virtuoso delle macerie e delle terre di scavo e tiene conto della sostenibilità energetica e ambientale dei fabbricati, ad esempio attraverso un ampio uso di pannelli fotovoltaici e di una particolare attenzione al recupero e riciclo delle acque meteoriche.

L’esecuzione dei lavori è finanziata dall’Ufficio speciale per la ricostruzione (Usr) del Lazio con 48 milioni di euro. Alla realizzazione del progetto contribuiscono sia specifiche donazioni alla Diocesi di Rieti, sia realtà diverse come Banca Mediolanum e le Comunità Laudato si’, che attendono un centro di studi ambientali all’interno del complesso

Questa vocazione alla ricerca, e dunque ai giovani, sarà uno dei fili conduttori di Casa Futuro. Sono già avviati contatti con il Gran Sasso Science Institute per ospitare nella Corte dell’Accoglienza stage formativi per studenti di ogni parte d’Italia, che potranno approfondire il rapporto tra scienza, tecnologia e natura immersi nel suggestivo paesaggio dei Monti della Laga.

Anche per la Corte delle Arti e dei Mestieri si lavora alla costruzione di un percorso universitario: l’idea è di coinvolgere l’Università degli Studi di Teramo per il suo Corso di laurea in Viticoltura ed Enologia e, insieme a Slow Food, ragionare sul tema della filiera agroalimentare e rafforzare la vocazione produttiva dei paesi del sisma.

L’attenzione ai giovani richiede anche dialogo tra le generazioni: oltre ad ospitare i Discepoli di Don Minozzi e le Ancelle del Signore, la Corte del Silenzio vedrà la presenza di una casa di riposo, anche in segno di continuità con l’ultima fase dell’esperienza dell’area prima del terremoto.

La Corte Civica, infine, sarà una vera e propria area dei beni comuni: oltre ad ospitare gli uffici amministrativi sarà dedicata alla memoria di Amatrice, alla sua arte e alla sua storia.

Con la sua particolare vocazione di servizio alla collettività, il progetto di Casa Futuro è un esempio virtuoso di sinergia tra la forza dello Stato e l’iniziativa privata ed esprime il potenziale attrattivo delle aree interne dell’Appennino centrale.

«La condivisione, fin dall’inizio, da parte di tutti gli attori e gli enti preposti, di un progetto ambizioso e bellissimo come quello della rigenerazione del Don Minozzi è stata l’energia positiva di questo cantiere. Non solo i lavori procedono con regolarità e nel pieno rispetto dei tempi previsti, ma il cantiere comincia a funzionare come un laboratorio a cielo aperto in cui, per esempio, le macerie vengono per quanto possibile riutilizzate per la costruzione delle superfici carrabili e calpestabili della Casa Futuro. Credo che la costruzione di Casa Futuro ad Amatrice, grazie al suo formidabile valore sociale e rigenerativo di un’economia e di un percorso formativo, potrà essere assunta come modello di ripartenza anche per l’intero Paese», dichiara l’architetto Stefano Boeri.

«Il cantiere di Casa Futuro è partito speditamente: ora va accompagnato e sostenuto e vanno realizzate le intese con i diversi soggetti culturali, economici e sociali che consentiranno di riempire di contenuti questi spazi», spiega il vescovo di Rieti, mons Domenico Pompili. «Ispirato alla Laudato si’ e pensato secondo una prospettiva unitaria, il progetto intende essere una forma concreta per tradurre la ricostruzione in rigenerazione, grazie all’attenzione ai giovani, agli anziani, all’economia e la cultura».

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