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Cronaca

Polfer, il bilancio del I trimestre 2020: 18 kg di sostanze stupefacenti sequestrate, 218 arrestati, circa 4.000 indagati e oltre 515.000 identificati

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218 arrestati, 3.963 indagati e 515.480 identificati: è questo il bilancio dei controlli nei primi tre mesi dell’anno della Polizia Ferroviaria. 49.867 le pattuglie impegnate in stazione e 10.029 a bordo treno, per un totale di 21.049 treni scortati. 3.242 servizi antiborseggio e 2.134 le sanzioni elevate. 551 gli stranieri rintracciati in posizione irregolare; 187 i minori non accompagnati rintracciati dal personale della Specialità e restituiti alle famiglie o collocati in comunità. Circa 18 kg di sostanze stupefacenti sequestrate, tra cocaina eroina e hashish.

In particolare, un cittadino della Libia di 26 anni è stato arrestato a Milano per tentato furto in concorso con un altro soggetto rimasto ignoto. Lo straniero è stato sorpreso da un viaggiatore mentre frugava nel suo zaino. Immediatamente bloccato dalla vittima, è stato poi tratto in arresto dagli Operatori della Polfer, mentre il suo complice si è dato alla fuga.

Sempre nella stazione del capoluogo lombardo è stato arrestato un italiano di 41 anni per spaccio di sostanze psicotrope. L’uomo aveva venduto a un 23enne 30 pastiglie di un potente farmaco ansiolitico e antiepilettico, considerato come la nuova droga da strada o eroina dei poveri, dietro un compenso di 20 euro.

Tre stranieri sono stati arrestati a Bologna per detenzione di sostanze stupefacenti. Gli agenti, insospettiti dal loro nervosismo all’atto del controllo, hanno deciso di approfondire gli accertamenti. Sottoposti ad esami radiografici, ognuno di loro occultava nell’intestino circa cento ovuli di sostanza stupefacente per un totale di 3 chili e 600 grammi di cocaina ed eroina.

Un uomo nigeriano appena maggiorenne, in possesso di regolare permesso di soggiorno e con richiesta di asilo politico, è stato arrestato a Perugia per detenzione di sostanza stupefacente. Lo straniero controllato dalla pattuglia in servizio di scorta a bordo del treno regionale Perugia- Terontola è stato trovato in possesso di 26 ovuli di eroina per un peso complessivo di oltre 300 grammi e un vasetto contenente quasi 30grammi di metanfetamine. Sottoposto ad esami medici, nel suo intestino occultava altri 2 ovuli contenenti circa 30 grammi di eroina.

Un corriere della droga di 31 anni, originario dell’Afghanistan, è stato arrestato a Verona, perché trovato in possesso di circa 1 kg di sostanza stupefacente, divisa in 9 panetti, occultati nel suo zaino.

A Venezia è stato arrestato un cinquantenne pluripregiudicato catanese dedito a perpetrare furti a danno dei passeggeri dei treni notturni a lunga percorrenza.

A Reggio Emilia un cittadino marocchino di 29 anni è stato arrestato poiché responsabile del furto di un bagaglio e dello smartphone di un viaggiatore a bordo di un treno ad alta velocità.

Nella stazione ferroviaria di Roma Termini gli Agenti della Squadra di Polizia Giudiziaria del Compartimento Polfer hanno arrestato un rumeno di 23 anni per una rapina all’interno della farmacia presente nello scalo ferroviario.

Un cittadino somalo è stato arrestato nella stazione di Palermo per resistenza e lesioni. L’uomo, sorpreso dagli Operatori a mendicare e infastidire i viaggiatori nelle prossimità delle emettitrici elettroniche della stazione, alla richiesta di fornire le proprie generalità si è scagliato contro gli Agenti procurando ad uno di essi la frattura dell’avambraccio destro.

In relazione alle disposizioni governative per l’emergenza sanitaria, la Polizia Ferroviaria ha ulteriormente intensificato l’attività di monitoraggio nei principali scali ferroviari, controllando, dal 9 al 31 marzo, oltre 282.000 viaggiatori, di cui 160.000 in partenza e 122.000 in arrivo. Circa 2.500 quelli sorpresi in viaggio senza un giustificato motivo.

Tra le storie “a lieto fine” registrate nel trimestre: quella di una bimba di 9 anni che, rimasta da sola a bordo del treno su cui viaggiava con il padre, sceso un attimo durante una fermata, ha potuto riabbracciarlo grazie al tempestivo intervento degli agenti e quella di un anziano passeggero rintracciato e messo in salvo a Venezia, mentre camminava sul sentiero di servizio presente tra i binari per raggiungere la stazione. Una donna, invece, ha trovato negli Uffici della Polizia Ferroviaria un posto sicuro dove far mangiare il proprio bimbo, stante la chiusura di tutti gli esercizi commerciali nella stazione di Roma Termini.

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Cronaca

Como, bimba di 18 mesi picchiata e violentata: arrestato il compagno della madre

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Non sarebbe stato un incidente a causare la morte, lo scorso 11 gennaio, di una bambina di 18 mesi di Cabiate (Como). In base agli accertamenti medico legali, la piccola è stata “ripetutamente picchiata” e “violentata”.

In carcere, per questo motivo, è finito il compagno della madre: solo in casa, quando la bimba era stata trovata agonizzante dalla nonna materna, aveva sostenuto che si era tirata addosso una stufa mentre giocava.

Questo l’agghiacciante quadro che emerge dagli ultimi sviluppi dell’indagine relativi al decesso della piccola S. B., morta lo scorso 11 gennaio all’età di soli  diciotto mesi presso l’ Ospedale Papa Giovanni XXIII” di Bergamo dove era stata trasportata  d’urgenza per le gravi lesioni riportate nel pomeriggio dello stesso giorno presso l’ abitazione di Cabiate, mentre si trovava in compagnia del compagno della madre.

In base alle informazioni inizialmente fornite da quest’ultimo alla nonna ed alla madre della bambina (entrambe assenti al momento del verificarsi delle lesioni), la piccola sarebbe stata colpita  da una stufa,  (rinvenuta danneggiata sul pavimento in sede di sopralluogo  nwella abitazione da parte dei Carabinieri della Tenenza di Mariano Comense) che lei stessa  aveva (asseritamente) fatto accidentalmente cadere da una scarpiera ed inizialmente non avrebbe mostrato alcun sintomo di malessere (tanto da continuare a giocare).

La nonna materna, intervenuta nell’appartamento dopo circa due ore dall’asserito incidente domestico, aveva trovato la nipote priva di sensi, con la maglietta recante tracce di vomito e  pertanto sollecitava il compagno della figlia a chiamare il 118. Prima del ricovero in ospedale,  nel corso di interlocuzioni telefoniche con il compagno, la madre della bambina riscontrava delle lesioni al labbro della piccola che  il compagno  cercava di confusamente di giustificare attribuendole ad una caduta o ad un urto.

Successivamente al decesso della vittima venivano disposti accertamenti autoptici.

Le relazioni preliminari del medico legale hanno smentito le dinamiche inizialmente riferite dall’unica persona che si trovava in compagnia della bambina prima che sopraggiungesse la nonna materna :

il decesso della piccola è sttao infatti ricondotto a “traumatismo cranico contusivo produttivo di frattura cranica occipitale sinistra, dei focali sanguinamenti intracranici ed un edema cerebrale massivo.

Sul corpo della piccola sono state inoltre  rinvenute molte lesioni, quali escoriazioni al vertice del capo, ecchimosi in regione frontale e in regioni zigomatiche, escoriazioni al naso e al labbro superiore, una lacerazione del frenulo labiale superiore, ecchimosi sotto il mento,  escoriazioni al dorso  in corrispondenza della colonna vertebrale, ecchimosi in corrispondenza della cresta iliaca destra e di quella di sinistra di diverse cromie, plurime ecchimosi, distribuite al tronco e ai quattro arti di diverse cromie (non compatibili con cadute accidentali e risalenti ad epoca anteriore e non prossima al decesso), lacerazioni dell’orifizio anale, una minuscola escoriazione alla commessura labiale posteriore della vulva, una soffusione ecchimotica fronto-parieto-temporale destra, coinvolgente anche il padiglione auricolare, con una minuscola ferita alla sua radice.

Gli accertamenti del medico legale hanno quindi consentito di ritenere che:

1) le lesioni del capo, per la loro pluralità e la loro localizzazione (vertice, volto, lato destro, regione posteriore, regione sotto il mento) non possono ricondursi a mera accidentalità;

–  non permettono di ipotizzare che la bambina con un trauma cranico di tale entità sia stata in grado di riprendere a giocare;

– comportano dolore,  irritazione meningea da sanguinamento intracranico e compromissione neurologica.

2) le lesioni in sede anale non sono accidentali ma attribuibili a penetrazioni e probabilmente ad unglie e quindi ad una violenza sessuale ai sensi dell’art. 609 bis del c.p..

Quanto pertanto riferito dal compagno della madre della piccola (che inqualche altra circostanza si  è trovato da solo nella abitazione insieme alla bambina, mentre la madre era impegnata al lavoro) a giustificazione dell’infortunio è quindi risultato menzognero.

Gli esiti preliminari della consulenza medico legale unitamente agli accertamenti scrupolosaamente svolti dal Tenenza dei Carabinieri di Mariano Comense (che ha altresì ininterrottamente controllato  il compagno della madre della vittima sin dal momento in cui sono emerse le prime incongruenze nel suo racconto,  per le quali ha assunto la qualità di persona sottoposta ad indagini)  inducono pertanto a ritenere che la piccola sia stata  ripetutamente picchiata   (verosimilmente non solo in occasione del pomeriggio di lunedì 11 gennaio, allorquando si trovava da sola con l’indagato, ma anche in precedenti circostanze), nonché violentata in una epoca prossima al tragico pomeriggio di lunedì 11 gennaio 2021.

Per questa ragione la Procura della Repubblica ha avanzato in data 22.1.2021 una richiesta di applicazione di misure coercitive nei confronti del compagno della madre della piccola vittima, ravvisando la sussistenza di gravi indizi per contestare allo stato (salvo modifica delle imputazioni che possa scaturire dagli ulteriori sviluppi delle indagini ancora in corso) i reati di

  •  maltrattamenti da cui è derivata la morte della vittima (punibile sino ad un massimo di 24 anni)
  • violenza sessuale ai danni di persona minore di anni dieci (punita sino ad un massimo di venti anni).

Il Giudice delle indagini preliminari presso il Tribunale di Como ha accolto la richiesta del pubblico ministero disponendo in data 23.2.2021 per l’indagato (che nelle ultime ore aveva lasciato l’abitazione della convivente per trasferirsi in altra località) la custodia cautelare in carcere.

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Roma, la Polizia interviene per evitare l’occupazione del liceo Kant. Andrieri: “Operato nel pieno rispetto della legge”

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ROMA – “Mediare, dialogare, intervenire usando la forza mai la violenza. A tutto questo è addestrato il personale della Polizia di Stato che viene impiegato in particolari situazioni di criticità e di pericolosità sociale. E in questo modo hanno agito gli operatori di pubblica sicurezza che nella mattinata di sabato 23 gennaio, ha prestato il proprio servizio al liceo classico e linguistico Immanuel Kant in piazza Francesco Zambeccari, a Torpignattara”. È quanto sostiene il segretario generale del sindacato Libertà e Sicurezza, Luca Andrieri a seguito delle notizie di cronaca riportate dopo l’occupazione del liceo romano.

“Non c’è stato nessun intervento violento, sono stati garantiti tutti i diritti prescritti dalla legge, il compito degli operatori di polizia era di evitare che lo stabile venisse occupato in modo indiscriminato.” prosegue Andrieri “I colleghi non hanno tenuto alcun comportamento violento.” L’esponente di LeS condivide il disagio che la popolazione a più livelli sta vivendo in questi difficili mesi di pandemia. “Le manifestazioni degli studenti sono legittime! Il sistema della didattica a distanza è alienante non soltanto dal punto di vista accademico ma soprattutto umano. Ci sono delle prescrizioni dettate dalle regole per il contenimento della pandemia che però dobbiamo rispettare. Tra queste ci sono i nuovi modi di manifestare, tentare a tutti i costi lo scontro con le forze dell’ordine e mettere a repentaglio ed in pericolo la salute di tutti non è un atteggiamento condivisibile. Chiediamo alle istituzioni che operano a tutti i livelli, di mantenere alta l’attenzione su quello che potrà accadere nelle altre scuole della città nelle prossime settimane perché l’annuncio di nuove mobilitazioni non può essere sottovalutato, sarebbe come ignorare un allarme che viene lanciato con consistente preavviso.”

Conclude Andrieri: “Come sindacato tuteleremo sempre l’operato di tutti gli appartenenti al corpo della Polizia di Stato, lo faremo nelle sedi opportune oltre che nel sensibilizzare l’intera opinione pubblica. I poliziotti, non circondano e picchiano nessun giovane come invece è stato riportato nelle cronache odierne. Operiamo consapevoli della difficoltà del lavoro che siamo chiamati ad effettuare, mettendo al servizio di tutti la nostra professionalità e la nostra esperienza. Siamo l’istituzione più amata in Italia e questo perché non ci rifugiamo nella violenza, ma nel dialogo costruttivo”.                           

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Grosseto, morta bimba di 8 anni dopo essere caduta in una piascina

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GROSSETO – Una bambina di 8 anni è morta dopo esser caduta in una piscina nel comune di Capalbio, in località La Vallerana, nel Grossetano. L’incidente è avvenuto nella tarda mattinata: da quanto emerso sembra che la piccola era in bicicletta quando è caduta nella piscina: nell’invaso c’era acqua ed è probabile che sia morta affogata.

L’incidente è avvenuto all’interno del podere dove la bambina viveva con i genitori, di origine romena, in una casa in affitto. Il padre lavora in un’azienda agricola. Sul posto insieme ai sanitari intervenuti i carabinieri. 

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