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POLIO: C'È UN VACCINO RESPONSABILE

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Dopo Ucraina, in Mali scoperti altri casi, ma si continua la profilassi con il vaccino imputato responsabile


di Cinzia Marchegiani

Mali (Africa) – L’Osservatore d’Italia lo scorso 29 luglio aveva dato notizia di uno studio importante pubblicato sulla rivista scientifica PLoS Biology sui vaccini imperfetti, dove per la prima volta veniva confermata la teoria, molto controversa, secondo la quale alcuni tipi di vaccini consentono l'evoluzione e la sopravvivenza di versioni sempre più virulente del microbo vaccinale, mettendo gli individui non vaccinati più a rischio per una malattia grave. Questa ricerca ha segnato implicazioni importanti per l'economia e la sicurezza delle catene alimentari, così come per altre malattie che colpiscono l'uomo e gli animali da allevamento. I ricercatori e autori di questo studio, mettevano in guardia gli studiosi in merito ai vaccini che si stanno studiano sull’Ebola, ed in tempi non sospetti hanno anticipato l’allarme che i casi di Polio avvenuti prima in Ucraina e ora in Mali hanno sollevato.

Lo studio inedito di cui l’Osservatore d’Italia ne ha dato prontamente notizia, informava le autorità sanitarie mondiali ed il mondo scientifico dell’esistenza di un rischio connesso con l’utilizzo di questi vaccini imperfetti che da un lato immunizzano il vaccinato, e dall’altro consentono al microbo attenuato, presente nel vaccino somministrato, di modificarsi e diffondersi nell’ambiente circostante per contagiare i non vaccinati nei quali poi si produce una malattia altamente virulenta e spesso fatale. In buona sostanza, l'uso di questi vaccini fallimentari od imperfetti possono influenzare l'evoluzione della virulenza di un virus. Questo importante lavoro è stato portato avanti da un gruppo internazionale di studiosi guidato dal Prof. Andrew Read che si è avvalso della collaborazione di Evan Pugh (Professore di Biologia ed Entomologia), di Eberly (Professore di Biotecnologie presso la Penn State University, USA) e del Prof. Venugopal Nair (capo del programma di aviaria e Malattie virali dell'Istituto Pirbright, Regno Unito).

I vaccini Imperfetti, o fallimentari, sono conosciuti come tali perché impediscono ai soggetti vaccinati di ammalarsi, ma non impediscono la trasmissione del virus agli altri, in tal modo il virus è in grado di sopravvivere e diffondersi in tutta una popolazione. Lo hanno dimostrato con dei test condotti sui polli, utilizzando il virus della malattia di Marek. I polli non vaccinati sono morti, mentre quelli che sono stati vaccinati sono sopravvissuti al virus studiato ed hanno trasmesso il virus ad altri uccelli lasciati in contatto con loro.

Il caso Ucraina, colpa del vaccino orale. Agli inizi di settembre il mondo è stato allertato dalla notizia di due casi di poliomielite paralitica causati dalla circolazione del poliovirus tipo 1 derivato dal vaccino, casi che sono stati confermati in Ucraina il 28 agosto 2015. La somiglianza genetica tra i virus isolati nei due casi, indica la trasmissione attiva del poliovirus. Entrambi i casi sono stati registrati nella regione di Zakarpatskaya nel sud-ovest dell’Ucraina, al confine con la Romania, l'Ungheria, la Slovacchia e la Polonia. Quindi i casi accertati di poliomelite paralitica sono stati causati dall’azione del vaccino somministrato (virus vivo ed attenuato) che poi è mutato, ha contagiato parte della popolazione ed ha prodotto in due bambini non vaccinati la malattia paralitica. Quindi, non si tratta del virus selvaggio, ma di quello vaccinale che è stato capace di produrre la malattia in due soggetti non vaccinati poiché quel tipo di vaccino consente la moltiplicazione del virus nel tratto intestinale del vaccinato, che è quindi libero di contagiare altre persone poiché eliminato con le feci. Se nel corso di questa moltiplicazione riacquista la sua neuro-virulenza può ora essere pericoloso per il soggetto vaccinato e per il resto della popolazione. In questi casi i danni sono a carico dei due soggetti spettatori ignari ed innocenti. A favorire il tutto esistono due fattori fondamentali: la bassa copertura vaccinale della popolazione e le condizioni igieniche-sanitari, che in un Paese martoriato dalla guerra civile non possono essere brillanti.

Caso Polio in Mali a Luglio 2015. La stessa OMS, dopo i due casi di poliomielite paralitica in Ucraina, comunicati al mondo il 4 settembre 2015, riporta dopo tre giorni, un nuovo caso avvenuto in Mali nel luglio 2015 e precisamente a Bamako: “Un caso di poliomielite paralitica provocata da un virus vaccinale, derivato dal poliovirus di tipo 2 (cVDPV2), è stato confermato a Bamako, la capitale e la città più grande del Mali”. Il Paese ha registrato l'ultimo caso di polio da “virus selvaggio” (WPV) nel giugno del giugno 2011, a Goundam, nella regione Timbuktu. Il bambino affetto da poliomielite paralitica ha 19 mesi di età ed è di nazionalità guineana.

L’apparente contraddizione del caso. Giustamente, le persone che apprendono queste notizie si pongono il legittimo quesito: se il vaccino orale è in grado di produrre la poliomielite paralitica, perché lo continuano ad usare? Essendo ormai abituali ai difetti della comunicazione, abbiamo subito capito che una cattiva divulgazione non rende un buon servizio alla popolazione. Da una parte si legge che i casi sono provocati dalla bassa copertura vaccinale, ma questa è una bugia perché i casi sono provocati dai ceppi vaccinali mutati e neuro-virulenti che hanno avuto facile gioco in una popolazione scarsamente vaccinata. Allora ad arte questi scrittori quotidiani confondo la causa con la concausa. Ma la causa è il ceppo vaccinale mutato e la concausa è la scarsa copertura vaccinale che consente al virus di infettare molti soggetti nei quali può esercitare il suo potere lesivo. 

Qui emergono alcuni difetti del programma mondiale di eradicazione della poliomielite. Ne Mali questo ceppo vaccinale mutato è apparentemente arrivato adesso, ma nelle aree circostanti circola liberamente da anni. Infatti, il virus attuale è geneticamente legato ad un poliovirus rilevato nel mese di agosto 2014 nel distretto di Siguiri nella regione Kankan della Guinea e sta circolando attraverso i confini internazionali da circa 2 anni. Per questo virus vaccinale mutato, il rischio di diffusione è alto e la pericolosità elevata, poiché è in grado di provocare la malattia paralitica negli esseri umani e può uccidere i soggetti infettati. Ora è bene dirselo immediatamente: il vaccino ucciso di Salk (puntura) costa di più rispetto al Sabin (gocce) ed è più difficile da somministrare. Se la comunità internazionale vuole eradicare la poliomielite deve spendere ingenti somme di denaro e condurre campagne vaccinali che spesso difettano in una delle componenti fondamentali sulle quali si basa un efficiente programma di eradicazione globale. Restiamo in attesa di conoscere le misure che verranno adottate. Pare di capire che si continuerà a vaccinare con le gocce (vaccino di Sabin od OPV) accettando i rischi che tale pratica vaccinale veicola. 

FOCUS Poliomielite. Cerchiamo di spiegare meglio cosa è questa malattia, quali tipi di vaccini esistono e quali coperture immunitarie riescono a produrre. La Poliomelite è causata dai poliovirus, classificati in tipo 1, 2 e 3. Gli esseri umani sono l'unico serbatoio d’infezione ed il poliovirus si moltiplica nell'intestino degli individui infetti. I virus selvaggi della poliomielite provocano una malattia altamente contagiosa e le persone infette rilasciano i virus nelle feci, prima e dopo l’esordio della malattia. La modalità di trasmissione segue la via oro-fecale.
Quando il virus viene ingerito, entra nell'intestino dove si moltiplica. Le manifestazioni cliniche dell'infezione da poliovirus selvaggio variano notevolmente. L’epidemiologia dice che il 90-95% delle persone infettate sviluppano una malattia inapparente che conferisce comunque immunità. La malattia clinicamente evidente si manifesta solo nel 5% delle persone infettate laddove la forma paralitica si verifica in circa 1 caso/1000 infezioni nei bambini piccoli ed in circa 1/100 se colpisce gli adolescenti. Complessivamente solo lo 0,1% delle persone infettate contrae la poliomielite paralitica. Dopo un periodo medio di 8-12 giorni d’incubazione, il virus selvaggio può imboccare una delle strade prima indicate dall’epidemiologia. Per gli approfondimenti della clinica vi rinviamo ai testi di medicina.

Vaccini. Nessuna terapia specifica è disponibile contro il virus. Tuttavia, i vaccini efficaci contro la polio sono disponibili, rendendo la vaccinazione essenziale per prevenire la malattia. Ci sono due tipi di vaccini antipolio. Il vaccino antipolio orale (OPV) ed il vaccino inattivato (IPV) che contiene il virus ucciso. Entrambi i vaccini contengono combinazioni dei tre tipi di poliovirus dal momento che tutti sono necessari per fornire protezione contro i tre tipi di poliovirus selvaggi.
I programmi di immunizzazione dell’infanzia con OPV o IPV sono state efficaci nel bloccare la trasmissione dei poliovirus selvaggi e nell'eliminare dei virus da molte zone del mondo. Nella UE/SEE, tutti gli Stati membri dispongono di un programma di vaccinazione dei bambini contro la polio utilizzando il vaccino inattivato IPV somministrato per via intramuscolare, vaccino di scelta nelle zone libere da poliovirus o con livelli molto bassi di circolazione.
L'ultimo caso di polio paralitica endemica nella regione europea (cioè con la fonte del contagio originario della regione) è stato riportato in Turchia nel novembre 1998. Nel giugno 2002, la regione europea è stata ufficialmente dichiarata libera dalla polio dall’OMS. Restano sacche di diffusione del virus che consento la possibile importazione di casi nelle regioni libere da polio come è successo nel 2005 in Tagikistan e nel 2013-2014 in Israele. È bene che chi si reca nelle zone dove il virus è ancora circolante sia correttamente immunizzato e segua delle norme elementari di igiene, tipo lavarsi sempre prima di mangiare ed utilizzare solo acqua potabile pulita. Ciò significa che l’eradicazione si avvale anche della corretta igiene personale e delle condizioni igieniche generali delle popolazioni.

Problemi economici alla base della diverse vaccinazioni mondiali. Come detto prima, il vaccino orale è meno costoso e più facile da somministrare. Nei Paesi del terzo mondo quindi si continua a vaccinare con questo vaccino che ha i suoi effetti collaterali. Gli Stati Uniti, come le altre Nazioni non utilizzano più il vaccino vivo antipolio per via orale per le loro campagne vaccinali. Qui si utilizza il vaccino più costoso di Salk (costa circa 5 volte di più).

L'intervista. L’Osservatore d’Italia, in merito a questa nuovo caso di polio da vaccino orale accertato lo scorso luglio in Mali, ha chiesto al dr Giannotta delle spiegazioni, poiché molti genitori si stanno allarmando. Accertato che l’Italia e l’Europa è Polio Free, lo stesso dr Giannotta ci aveva spiegato come questo caso di polio era la conseguenza della trasmissione attiva del virus vaccinale mutato, spalancando uno scenario inedito o quasi. I ceppi di virus polio del vaccino orale possono ritornare rapidamente al fenotipo neuro-virulento – ci spiegava il dr Giannotta in una precedente intervista – che si replica negli esseri umani dopo la vaccinazione: “I ceppi modificati si possono trasmettere da persona a persona e produrre un’epidemia in presenza di concause favorevoli (bassa copertura vaccinale e condizioni igieniche sfavorevoli). Inoltre, i virus della poliomielite si possono replicare per un lungo periodo di tempo nei soggetti con deficit immunitari sottoposti a vaccinazione con virus vivi ed attenuati, possono modificarsi radicalmente, possono provocare la paralisi od infezioni croniche e non esiste alcuna possibilità di arrestare questa diffusione virale da parte di questi soggetti, fino alla loro morte”.

Dr Giannotta, questi casi di polio fanno destare tensione, sono casi che, ripercorrendo il quadro storico, sono però sempre stati presenti, ma forse poco evidenziati dalla scienza.
Quando si producono vaccini con virus vivi bisogna sempre tenere in debita considerazione il fatto che essi si comportano quasi come il ceppo selvaggio, ripercorrendo le medesime tappe sia nell’organismo che nell’ambiente nel quale il soggetto vive. Il virus vivo ed attenuato ha sempre la capacità di replicarsi nel suo ospite e possiede anche il potenziale per produrre danni in determinate condizioni.

Lei ha sollevato il caso dei soggetti con deficit immunitari che hanno disseminato virus per molti anni.
Noi siamo erroneamente indotti a pensare che tutti gli organismi sottoposti a vaccinazione con germi vivi ed attenuati siano in grado di eliminare il microbo iniettato. Non abbiamo mai considerato, come doveva essere considerata, la diffusione del virus che parte dal soggetto vaccinato, da quale vaccinato parte e cosa questa diffusione ambientale può determinare sul resto della popolazione. In una visione idilliaca, l’eliminazione del virus vaccinale porterebbe a diffondere agli altri lo stesso virus attenuato immunizzandoli a loro insaputa. Ma nel vaccinare in massa qualcuno ha voluto colpevolmente ignorare i soggetti con deficit immunitari che convivono con i soggetti sani nel contesto della popolazione generale.

Lo studio del gruppo internazionale guidato dal Prof. Andrew Read, che si è avvalso della collaborazione di Evan Pugh (Professore di Biologia ed Entomologia), di Eberly (Professore di Biotecnologie presso la Penn State University, USA) e del Prof. Venugopal Nair (capo del programma di aviaria e Malattie virali dell'Istituto Pirbright, Regno Unito), ha sollevato la questione dei vaccini imperfetti e lo scenario precedentemente illustrato sembra quasi profetico al cospetto degli odierni eventi.
Si può fare quindi molto di più per la sicurezza mondiale?
Il nostro giornale si era occupato dello studio sui vaccini imperfetti incentrando l’attenzione sul vaccino contro la malattia di Marek nei polli che consente ai polli stessi di produrre varianti estremamente virulente che non uccidono i polli vaccinati ma uccidono quelli non vaccinati colpiti dal virus vaccinale eliminato dai polli vaccinati. Ora, noi abbiamo un quadro equivalente nella specie umana dove i polli vaccinati sono sostituiti dai soggetti immunodeficienti vaccinati con virus vivi ed attenuati ed i polli non vaccinati sono rimpiazzati dai soggetti umani non vaccinati con quel virus, ma colpiti dal virus modificato nel corpo del soggetto vaccinato che ora è divenuto altamente pericoloso per i non vaccinati. Mentre nel caso di MIBE che vi avevo descritto a proposito del virus del Morbillo il danno è appannaggio del soggetto vaccinato; nel caso dei virus polio il danno si trasferisce spesso al soggetto non vaccinato.

Il vaccino di cui parla è il Sabin, di cui l’Italia non ne fa più uso.
Questo vaccino non si usa più dal 2002 in Italia ed ora è presente sotto forma di vaccino inattivato nel vaccino esavalente. In un testo di pediatria del 1999, che ho sempre per mano, è riportato che il vaccino in gocce negli adulti e nei pazienti con immunodeficienza comporta un incremento del rischio di malattia paralitica. A quel tempo negli USA esisteva una schedula vaccinale sequenziale che contemplava le prime due dosi di vaccino ucciso (Salk) e le due successive di vaccino vivo ed attenuato (Sabin). Si sapeva anche che ogni 800.000 prime dosi di vaccino Sabin si incorreva in un caso di poliomielite paralitica da vaccino nel soggetto vaccinato o nelle persone che venivano in contatto con questo soggetto. Nel 1988 il WHO si era prefissato lo scopo di eradicare la poliomielite nel 2000 e per far ciò erano necessari 4 strumenti: 1) alta copertura vaccinale, 2) sorveglianza efficace, 3) somministrazione di dosi supplementari a tutti i bambini nella giornata nazionale dell’immunizzazione, 4) vaccinazione a tappeto nelle aree ad alto rischio.

Il Sabin quindi è il responsabile di questi casi di polio nel mondo, è sempre un problema rapporto costi/benefici?
Il problema sta nel fatto che il virus vaccinale può riacquistare la sua neuro-virulenza mentre si replica nel tratto intestinale del soggetto vaccinato con le gocce, divenendo capace di provocare poliomielite paralitica nello stesso soggetto o nei suoi contatti. La diffusione dei ceppi vaccinali neurovirulenti è facilitata dalla bassa copertura vaccinale e dalla sua replicazione continua nelle persone con deficit immunitari. Quindi, se la vaccinazione Sabin ha bloccato la diffusione del virus selvaggio, purtroppo adesso è protagonista della diffusione dei ceppi vaccinali mutati nelle condizioni prima riferite. Purtroppo, nei Paesi dove la diffusione del virus selvaggio è endemica e/o dove non hanno i fondi per acquistare il Salk, si continua ad usare il Sabin incappando nelle situazioni odierne.

Ucraina e Mali hanno confermato due casi da ceppi di virus orali però diversi. Quindi conferma ancora una volta il ruolo attivo svolto dal vaccino in caso di poliomelite. Cosa ci dobbiamo attendere?
I
l WHO (Organizazione Mondiale della Sanità), il 7 settembre 2015 comunica che nel Mali si è verificato un caso di cVDPV2 (vaccine-derived poliovirus type 2) che è un caso provocato dal ceppo vaccinale mutato di tipo 2, mentre nei casi ucraini è il tipo 1. La paralisi si è verificata il 20 luglio 2015 in un bambino di 19 mesi. Il virus in causa circolava in quel distretto da 2 anni. Il rischio di diffusione di questo virus è ritenuto elevato ed ha la capacità di causare la malattia paralitica negli esseri umani o di uccidere. Il WHO dice che nella Guinea il basso ritmo di copertura vaccinale ha favorito la diffusione di questo virus mutato. C’è da aspettarsi altri casi senza possibilità di prevedere tempi e luoghi, soprattutto alla luce del fatto che i quattro elementi della strategia vaccinale per l’eradicazione mondiale hanno ancora troppi punti di criticità non risolti.

L’analisi del dr Giannotta sembra tracciare importanti aspetti scientifici e indicare strategie sanitarie ormai necessarie. Non sempre gridare all’epidemia servirà a sconfiggere il virus, e neanche sensibilizzare l’attenzione con campagne vaccinali se poi, in questo caso specifico, il pianeta affronta la poliomelite con vaccini diversi, di cui uno ormai ha dimostrato la sua fallacità. E la natura riesce a superare muri e il controllo umano, ma è altrettanto capace di lanciare importanti indizi che ora… non possono più essere sottovalutati.

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Xbox & Bethesda Games Showcase, svelati 30 nuovi titoli

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In occasione dell’attesissimo Xbox & Bethesda Games Showcase, Xbox ha offerto un nuovo sguardo al futuro del gaming, mostrando 30 titoli, 27 dei quali arriveranno su Xbox Game Pass. Le novità svelate fanno parte dell’impegno dell’azienda – già espresso qualche giorno fa – nel costruire la lineup di videogiochi più importante, più variegata e della migliore qualità al mondo. Qui sotto potete trovare l’intero video della conferenza.

Di seguito un recap dei principali annunci:

I contenuti sono stati i principali protagonisti dell’Xbox & Bethesda Games Showcase, durante il quale sono stati mostrati nuovissimi titoli: dai giochi blockbuster tripla A fino ad arrivare ai capolavori indie. Sono stati mostrati 30 titoli, 27 dei quali in arrivo su Xbox Game Pass. Ogni singolo titolo per console mostrato durante l’evento è stato ottimizzato per Xbox Series X e Series S, al fine di offrire performance, velocità e feature next-gen. Xbox ha inoltre annunciato che, a partire da adesso fino alla fine dell’anno, verranno rilasciati nuovi giochi ogni mese, disponibili su Xbox Game Pass a partire dal Day One, tra cui cinque nuovi titoli degli Xbox Games Studios:

– Halo Infinite, in arrivo entro la fine dell’anno, includerà per la prima volta nella sua leggendaria storia il multiplayer free-to-play, con l’opportunità di creare la più grande community di Halo mai esistita.

– Forza Horizon 5, disponibile dal 9 novembre, è uno spettacolo next-gen vivace e presenta l’open world più ampio e variegato di sempre nella storia del franchise Forza Horizon, grazie alla potenza di Xbox Series X.

– Age of Empires IV, il prossimo sequel dell’amata serie di strategia per PC, arriverà il 28 ottobre.

– Psychonauts 2, il seguito della classica commedia videoludica di culto del 2005, sviluppata dal premiato team di Double Fine Productions, sarà disponibile dal 25 agosto.

– Sea of Thieves: A Pirate’s Life, un’avventura epica originale che porta i Pirati dei Caraibi all’interno di Sea of Thieves come aggiornamento gratuito, sarà giocabile a partire dal 22 giugno.

È stato inoltre annunciato che sia Starfield sia Redfall saranno esclusive per le console Xbox. Starfield, l’attesissimo RPG di Bethesda Game Studios sarà lanciato l’11 novembre 2022, mentre Redfall, uno sparatutto cooperativo nato dalle menti creative di Arkane Austin, è previsto per la prossima estate. Entrambi i titoli saranno esclusive Xbox Series X|S e PC. Infine, Xbox ha svelato una gamma di attesissimi e amati giochi che verranno inclusi all’interno di Xbox Game Pass, tra cui: Back 4 Blood, Hades, Among Us, Yakuza Like a Dragon (l’intera saga principale è ora disponibile su Xbox Game Pass) e S.T.A.L.K.E.R. 2 (su PC).

Francesco Pellegrino Lise

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Voilà, i selfie diventano personaggi Disney con un’app

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Grande successo per Voilà, una nuova applicazione per iOS e Android dedicata agli amanti delle foto e dell’universo Disney. Sfruttando l’intelligenza artificiale applicata alle foto, il software trasforma ogni tipologia di selfie in un cartoon in stile Disney. Meglio conosciuta come “Voilà AI Artist Cartoon Photo”, l’app è stata realizzato dalla società Wemagine.AI, con la volontà di permettere a tutti di calarsi nei panni di un personaggio Disney Pixar, in maniera gratuita. Una volta ottenuta l’immagine, questa può essere postata sui social o utilizzata come avatar su tante piattaforme. Ci sono dei limiti: l’app non consente più volti per rendering, come la foto di una coppia, e non riconosce le foto di animali. A pochi giorni dalla pubblicazione, sono oltre 30.000 le recensioni su Google Play e Voilà è balzata nella Top 20 nella sezione “Foto e video” su App Store. Ma come accaduto già per app simili, come FaceApp che trasforma i volti delle persone tramite IA, anche nel caso di Voilà si è palesato qualche dubbio sulla privacy. L’app richiede agli utenti di caricare un selfie o un ritratto, in modo che il viso venga rilevato dall’algoritmo e trasformato in una selezione di quattro diversi rendering animati. Secondo un’analisi dei termini di utilizzo, effettuata dalla società di sicurezza Kaspersky, una clausola afferma che le foto utilizzate nell’app diventano di proprietà dell’azienda, che potrebbe utilizzarle anche per altri scopi. La stessa Kaspersky ha però affermato che, ad oggi, Voilà risulta affidabile perché non mostra comportamenti sospetti nell’invio di informazioni verso server di terze parti.

F.P.L.

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Capcom Arcade Stadium, la sala giochi rivive su Pc e console

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Capcom Arcade Stadium è ora disponibile per il download gratis anche su PlayStation, PC (via Steam) e Xbox, dopo aver debuttato lo scorso inverno in anteprima su Nintendo Switch. Questa raccolta include giochi Capcom degli anni ’80 e ’90 come Super Street Fighter 2 Turbo, Strider, Commando, Section Z, Mega Twins, Warriors of Fate, Final Fight, Forgotten Worlds o Bionic Commando, in vendita in tre diversi pacchetti da dieci giochi ciascuno o tutti insieme in un mega bundle che include 32 giochi, tra cui 1943 e Ghost n Goblins, non inclusi nei tre pacchetti scaricabili. Ogni gioco incluso in Capcom Arcade Stadium comprende una varietà di opzioni aggiuntive come velocità, livello di difficoltà, impostazioni di visualizzazioni e funzione rewind per riavvolgere il tempo, oltre a filtri e cornici per una grande varietà di cabinati arcade visualizzati in 3D.La casa di Osaka ha annunciato inoltre che Capcom Arcade Stadium si espanderà in futuro con ulteriori classici arcade che hanno fatto la storia della compagnia. La caratteristica portante di Capcom Arcade Stadium è la sua presentazione grafica, che intende emulare una vera sala giochi. I titoli della raccolta sono organizzati in cabinati 3D tra cui scegliere tramite menu, e per iniziare una partita è stato mantenuto il gesto dell’inserire il gettone; un orpello puramente formale, ma d’atmosfera. Una volta selezionato il gioco è persino possibile giocarci mantenendo una visuale “esterna” allo schermo, ovvero guardando effettivamente il cabinato virtuale con lo schermo inclinato che riproduce il gioco, mentre ai lati è possibile scorgere gli altri cabinati. Una possibilità visiva d’effetto, anche se la dimensione ovviamente ridotta dello schermo molto probabilmente vi farà optare per la visualizzazione a schermo intero. Sempre in virtù dell’emulazione nostalgica, è possibile applicare una serie di filtri grafici come la curvatura dello schermo e le linee orizzontali tipiche del tubo catodico, o lo smussamento dei pixel. Sono presenti anche diversi contorni per la visualizzazione a 4:3, skin per il cabinato e persino la possibilità di cambiare l’orientamento dello schermo.

Come vi abbiamo già accennato, scaricare il software base di Capcom Arcade Stadium è gratuito per chiunque e include lo shooter a scorrimento verticale “1943“. Senza essere costretti a scaricare l’intera collection, i giocatori possono aggiungere a piacimento tre pacchetti da 10 giochi dal costo di 14,99 € euro ciascuno, o scegliere di acquistarli in blocco a 39,99 euro. Questi sono i titoli di ciascun pacchetto: L’alba degli Arcade (’84-’88): Vulgus, Pirate Ship Higemaru, 1942, Commando, Section Z, Tatakai no Banka, Legendary Wings, Bionic, Commando, Forgotten Worlds, Ghouls ‘n Ghosts. La rivoluzione degli Arcade (’89-’92): Strider, Dynasty Wars, Final Fight, 1941: Counter Attack, Senjo no Okami II, Mega Twins, Carrier Air Wing, Street Fighter II: The World Warrior, Captain Commando, Varth: Operation Thunderstorm. L’evoluzione degli Arcade (’92-’01): Warriors of Fate, Street Fighter II: Hyper Fighting, Super Street Fighter II Turbo, Powered Gear: Strategic Variant Armor Equipment, Cyberbots: Fullmetal Madness, 19XX: The War Against Destiny, Battle Circuit, Giga Wing, 1944 The Loop Master, Progear. Aggiungendo Ghosts ‘n Goblins, venduto separatamente, si arriva a 32 titoli. Molte assenze importanti sono dovute a motivi di copyright, ad esempio i Dungeons & Dragons, Marvel Vs Capcom, The Punisher, Cadillacs and Dinosaurs, Alien Vs Predator ecc. A parte questi, spiace notare la mancanza di diversi altri giochi che avrebbero fatto un figurone in questa raccolta, come Darkstalkers, The King of Dragons, Super Puzzle Fighter II Turbo, Red Earth… Questo a fronte di ben tre versioni di Street Fighter II e al fatto che in questa selezione ci sono ben cinque titoli dei sette già presenti in Capcom Beat ‘Em Up Bundle. Il che non avrebbe costituito un problema se ci fosse stata la possibilità di acquistare i giochi singolarmente, anche se la formula a pacchetti è comunque un passo avanti rispetto al passato. In generale c’è da dire che la qualità e la varietà dei titoli presenti è sicuramente apprezzabile, così come l’inclusione di perle meno conosciute come Cyberbots: Full Metal Madness e Powered Gear (Armored Warriors). L’effettiva presa dei giochi dipenderà ovviamente dai gusti di ciascun giocatore.

I retro game sono notoriamente molto più difficili degli attuali videogames. In particolare quelli da sala giochi erano calibrati in modo tale da non essere impossibili, ma abbastanza difficili da far spendere più monete possibili. Ciò ormai lo sanno tutti e lo sa anche Capcom, che ha inserito un’enorme quantità di opzioni a seconda di che tipo di giocatori si è e in che modo ci si vuole divertire. C’è spazio veramente per tutti. Se si vuole semplicemente godersi un gioco in modo rilassato, magari perché lo si sta provando per la prima volta, si può (oltre ovviamente ad avere un numero illimitato di “Continue“) abbassare la difficoltà e usare una feature di Riavvolgimento, che permette di “tornare indietro nel tempo” per correggere un errore di percorso. E’ inoltre possibile salvare la partita in qualsiasi momento. Se invece si è un giocatore navigato che desidera mettersi alla prova, non solo ci si può imbarcare nelle modalità A Tempo e A Punti mettendosi in competizione con altri giocatori nelle classifiche mondiali, ma Capcom ha pianificato un calendario di sfide con parametri e limiti particolari, che reclameranno ogni fibra della propria abilità. Completano il pacchetto degli utili manuali di gioco che spiegano nel dettaglio gli elementi e le dinamiche di ciascun titolo, le prevedibili ma sempre divertentissime modalità multiplayer (competitive o cooperative, a seconda del titolo) e un sistema di punti globali chiamati CASPO (Capcom Arcade Stadium Points) che permettono di sbloccare alcuni elementi per la personalizzazione grafica. Anche se il focus di Capcom Arcade Stadium è chiaramente rivolto a rievocare le atmosfere e il senso di competitività delle sale giochi, ci spiace non aver trovato al suo interno dei contenuti extra che avrebbero sicuramente fatto la gioia dei fan. Artwork, colonne sonore, interviste, curiosità ecc… ci sarebbe stato molto da poter inserire per arricchire questa raccolta di un valore enciclopedico aggiunto. In ogni caso, a nostro avviso, questo titolo, vista anche la promessa da parte di Capcom riguardo a future espansioni, rimane una vera e propria chicca per tutti quei giocatori che hanno amato le sale giochi durante il loro periodo d’oro, ma rappresenta anche un’ottima occasione per far avvicinare le nuove generazioni a quel mondo che è servito da trampolino di lancio per gli attuali videogames. Il nostro consiglio: acquistatelo nella forma completa e godetevelo gioco dopo gioco in tutta la sua bellezza.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 8

Sonoro: 8,5

Gameplay: 8,5

Longevità: 9

VOTO FINALE: 8,5

Francesco Pellegrino Lise

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