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Polisportiva Borghesiana (calcio, I cat.), Barretta fa tris a Labico: “Dobbiamo lottare per vincere”

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Roma – Un inizio di campionato col botto e ricco di gol per la Polisportiva Borghesiana. La formazione del presidente-allenatore Enrico Gagliarducci ha messo insieme due vittorie nelle prime due gare del campionato di Prima categoria, mettendo a segno la bellezza di undici reti. Un fragoroso inizio contrassegnato (anche) dalla vena realizzativa del giovane attaccante classe 2001 Andrea Barretta: la punta ha segnato nel match d’esordio col Velletri (finito con un tennistico 6-4), poi ha addirittura “esagerato” nel match di domenica a Labico dove ha realizzato una memorabile tripletta. “E’ stato il mio primo tris personale coi grandi – dice la punta che anche nelle giovanili ha calcato i campi della Polisportiva Borghesiana prima di fare altre esperienze – Una bella soddisfazione per me, ma sono felice soprattutto per l’ottimo inizio della squadra”. A Labico i padroni di casa hanno provato a spaventare i capitolini: “Siamo andati sotto inizialmente, ma la squadra ha tenuto botta e ha pareggiato quasi subito grazie ad un’autorete. Poi i padroni di casa sono rimasti in dieci e lì abbiamo dilagato, segnando altre quattro volte (una con Luca Caprasecca e le altre proprio con Barretta, ndr) prima dell’intervallo. Nella ripresa abbiamo solo dovuto gestire il vantaggio conservando energie preziose”. Particolarità: la punta ha segnato i suoi tre gol col piede mancino, nonostante lui sia un destro naturale. “Ma uso anche il piede “debole” senza paura – rimarca Barretta – Il più bello dei tre gol è stato il primo: su un lancio di Di Romano, ho stoppato il pallone col destro e poi ho tirato in diagonale con il sinistro. Il secondo è stato un tocco su una punizione di Sbraglia, mentre il terzo l’ho fatto dopo un assist di De Santis con un tiro che ha toccato la traversa prima di finire oltre la linea”. Barretta ha una concorrenza agguerrita davanti, ma vive la situazione con serenità: “Giocare con gente del calibro di Barile, Federici e Tafuri è una fortuna per me, cercherò di dare il mio contributo quando mi verrà chiesto. E poi il mister mi conosce dai tempi di Tor Bella Monaca e quindi so di avere la sua fiducia”. Nel prossimo turno la Polisportiva Borghesiana è attesa da un’altra delicata sfida con l’Atletico Monteporzio: “Una squadra tosta, sempre difficile da affrontare. Ma noi ci dobbiamo ripetere perché vogliamo lottare per il vertice della classifica” conclude l’attaccante.

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Lutto nel mondo del calcio: morto Diego Armando Maradona

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È morto Diego Armando Maradona, aveva 60 anni.

Il decesso sarebbe stato causato da una crisi cardiorespiratoria avvenuta mentre il campione si trovava in casa. All’inizio di novembre era stato operato per la rimozione di un ematoma subdurale al cervello. L’intervento, secondo le informazioni diffuse dai medici, era stato eseguito senza complicazioni.

Soprannominato El Pibe de Oro (“il ragazzo d’oro”), è considerato uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi, se non il migliore in assoluto.

In una carriera da professionista più che ventennale ha militato nell’Argentinos Juniors, nel Boca Juniors, nel Barcellona, nel Napoli, nel Siviglia e nel Newell’s Old Boys. Con la nazionale argentina ha partecipato a ben quattro Mondiali (1982, 1986, 1990 e 1994), vincendo da protagonista il torneo del 1986; i 91 incontri disputati e le 34 reti realizzate in nazionale costituirono due record, successivamente battuti. Contro l’Inghilterra ai quarti di finale di Messico 1986 segnò una rete considerata il gol del secolo, tre minuti dopo aver segnato un gol con la mano (noto come mano de Dios), altro episodio per cui è spesso ricordato.

Non è mai potuto entrare nelle graduatorie del Pallone d’oro perché fino al 1994 il premio era riservato ai giocatori europei: per questo motivo nel 1995 vinse il Pallone d’oro alla carriera. Ha comunque ricevuto altri numerosi riconoscimenti individuali: condivide con Pelé il premio ufficiale FIFA come Miglior giocatore del XX secolo, e nel 1993 è stato insignito del titolo di miglior calciatore argentino di sempre, tributatogli dalla federazione calcistica dell’Argentina.

Nel 2002 è stato inserito nella FIFA World Cup Dream Team, selezione formata dai migliori undici giocatori della storia dei Mondiali, ottenendo, tra gli undici della squadra ideale, il maggior numero di voti. Nel 2004 è stato inserito da Pelé nel FIFA 100, la lista dei 125 migliori calciatori viventi, stilata in occasione del centenario della federazione. Nel 2012 viene premiato come Miglior Calciatore del Secolo ai Globe Soccer Awards e nel 2014 entra a far parte della Hall of Fame del calcio italiano tra i giocatori stranieri.

Tra le figure più controverse della storia del calcio per la sua personalità eccentrica dentro e fuori il campo, fu sospeso due volte dal calcio giocato per differenti motivi: una volta per uso di cocaina nel 1991 e un’altra volta per positività ai test antidoping, al mondiale degli Stati Uniti 1994 (per uso di efedrina, sostanza non legale spesso usata per perdere peso).

CT dell’Argentina per un breve periodo alla fine degli anni duemila, dopo il suo ritiro ufficiale dal calcio nel 1997, Maradona ha subito un aumento eccessivo di peso (risolto con l’aiuto di un bypass gastrico) e le conseguenze della dipendenza dalla cocaina, dalla quale si è liberato dopo lunghi soggiorni in centri di disintossicazione.

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Palestrina (calcio, Eccellenza), Mattia Marini: “Legatissimo alla famiglia Cristofari e a questo club”

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Palestrina (Rm) – Il Palestrina (come molti altri club d’Eccellenza e non solo) è ancora ai box, in attesa di capire come si svilupperà la stagione 2020-21. “E’ estremamente complicato prendere decisioni in questo particolare momento storico – dice il difensore classe 1986 Mattia Marini – Però speriamo di sapere presto qualcosa.

Ora si va incontro ad un ulteriore abbassamento delle temperature che, unito all’attuale divieto di poter anche fare la doccia e gli allenamenti di gruppo, rende difficile una ripresa a stretto giro di posta. Speriamo da gennaio di poter tornare ad allenarci e poi di riprendere con le gare ufficiali, anche se poi bisognerà capire le modalità con cui si vorranno finire i campionati. Ad esempio, credo che giocare il solo girone d’andata non avrebbe senso.

E’ pur vero che comprimere il campionato in pochi mesi e magari fissare diversi turni infrasettimanali potrebbe portare problemi organizzativi, visto che siamo sempre dilettanti, ma anche fisici con un maggio rischio di infortuni. Insomma trovare una soluzione è difficile, ma la prima cosa da fare sarebbe quella di adeguare i protocolli altrimenti è impossibile terminare questa stagione”. Marini è al suo quarto anno di Palestrina ed è diventato uno dei punti di riferimento all’interno dello spogliatoio arancioverde: “Il mio primo anno qui fu quello della vittoria del campionato di Eccellenza, ormai dieci anni fa. Poi sono tornato in occasione dell’anno di Promozione in cui subentrò anche l’attuale tecnico Cristiano Di Loreto, un top allenatore per queste categorie.

Mi trovo benissimo in questo club e sono legatissimo alla famiglia Cristofari: con capitan Giovanni è nato un forte rapporto di amicizia che va anche oltre quello sportivo”. Marini conclude con una valutazione tecnica sull’organico del Palestrina che era stato formato prima dello stop: “Una squadra dai valori molto importanti che ha aggiunto gente come Laghigna o Abbondanza a un’ossatura di valore ed altri nuovi arrivati estivi come Binaco. Ma è chiaro che l’incertezza di questa stagione non può farci sbilanciare: speriamo solo di poter tornare a dimostrare al più presto sul campo il nostro valore”.



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Cynthialbalonga (calcio, serie D), Cardella: “A Giulianova una vittoria importante, avanti così”

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Genzano (Rm) – Un mese di stop forzato da gare ufficiali non ha fatto male alla Cynthialbalonga. La squadra di mister Mauro Venturi si è imposta per 2-0 sul campo del Real Giulianova, sfida che si sarebbe dovuta giocare da calendario il 25 ottobre e che era slittata anche lo scorso 8 novembre, prima data scelta per il recupero.

A decidere il match sono state le reti di Federico Cardella (su rigore) e del giovane Alessandro Barbarossa che nel giro di due minuti (tra il 30’ e il 32’ della prima frazione) hanno definito il risultato conclusivo. Gli azzurri, inoltre, sono rimasti prima in dieci (espulso Rosania a inizio ripresa) e poi addirittura in nove (doppia ammonizione a Di Cairano a metà secondo tempo), ma hanno limitato i rischi al massimo e portato a casa tre punti molto pesanti.

“Una vittoria fondamentale – dice Cardella – Dopo un mese di stop da gare ufficiali la squadra ha dimostrato di stare bene anche dal punto di vista fisico, ma questo è un gruppo che si allena con la massima serietà e poi abbiamo un preparatore come Mauro Taraborelli che è il numero uno in questa categoria. A Giulianova non abbiamo cominciato benissimo, ma dopo un pericolo corso abbiamo iniziato a prendere campo e creato occasioni per passare in vantaggio.

L’uno-due messo a segno dopo la mezz’ora è stato micidiale per gli abruzzesi, poi nella ripresa abbiamo sempre avuto il pallino del gioco in mano e non abbiamo rischiato nulla nemmeno giocando in doppia inferiorità numerica”. Per l’attaccante classe 1994 è il secondo sigillo stagionale: “Ma il mio stile di gioco è quello di mettermi a disposizione della squadra, dello staff tecnico e della società – rimarca Cardella – Le soddisfazioni personali passano in secondo piano”. La Cynthialbalonga tornerà in campo domenica per il big match interno contro il Città di Campobasso: “Affronteremo una delle favorite per la vittoria finale, sarà una gara affascinante e di grande stimolo. Ci mancheranno Rosania e Di Cairano, ma speriamo di riavere Spano e Carruolo (assenti in Abruzzo, ndr). In ogni caso tutte le partite sono importanti e noi cercheremo di dare continuità al risultato di ieri” conclude Cardella.



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