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Polizia di Stato, Tagliente. “Complimenti a Roberto Massucci promosso Questore della Repubblica”

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ROMA – Complimenti e buon lavoro a Roberto Massucci promosso Questore della Repubblica: “Una nomina importante. Un evento speciale e, ritengo –scrive il prefetto Francesco Tagliente sulla pagina FB – per tutta l’Amministrazione della pubblica sicurezza che si arricchisce di una risorsa straordinaria in un momento particolarmente delicato per la sicurezza pubblica e soprattutto per la gestione delle manifestazioni di piazza”.
Il Consiglio di Amministrazione per il personale della Polizia di Stato, a seguito di scrutinio per merito comparativo dei dirigenti di Polizia, ha nominato 32 nuovi Questori tra cui il Capo di Gabinetto del Questore di Roma, Roberto Massucci.
“Al neo Questore Massucci – prosegue Tagliente – rivolgo i miei Complimenti per l’importante tappa raggiunta e gli auguri di buon lavoro per le nuove sfide che lo attendono. E’ una delle più autorevoli figure della nostra grande famiglia della Polizia di Stato. E’ sempre stato e continua ad essere un punto di riferimento per tantissimi colleghi anche per riflettere sulla gestione di eventi critici. Con lui, per circa 20 anni, ho condiviso momenti problematici molto importanti sia dalla Questura di Roma che dall’Ufficio Ordine Pubblico del Ministero. Il suo contributo è stato decisivo nella gestione di tantissimi eventi complessi”.
Per parlare della storia professionale di Roberto Massucci servirebbero pagine intere. Ecco come la riassume il prefetto Tagliente.
“In tema di ordine e sicurezza pubblica, ha gestito con successo le misure organizzative di tutti i grandi eventi anche di rilievo internazionale ospitati dal nostro Paese negli ultimi anni, dal Grande Giubileo del 2000 al Giubileo della Misericordia del 2017, dalle Olimpiadi invernali di Torino 2006 ai vertici dei capi di stato. In tema di gestione dei grandi eventi è stato anche coordinatore del progetto “Coordinating National Research Programmes on Security During Major Events in Europe (EU – SEC)”, sviluppato dall’UNICRI sotto l’egida dell’Unione Europea
Il neo Questore Massucci è molto conosciuto anche a livello internazionale come massimo esperto nella pianificazione e gestione della sicurezza negli stadi. E’ stato dirigente del Centro Nazionale di Informazione sulle Manifestazioni Sportive, vice presidente operativo e portavoce dell’Osservatorio Nazionale Sulle Manifestazioni Sportive e segretario del Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive. Peraltro è stato anche responsabile Operativo della Sicurezza della Nazionale Italiana di calcio; Profondo conoscitore della cooperazione internale di polizia è stato rappresentante del Ministero dell’Interno e Punto di Contatto nazionale per le problematiche dell’ordine pubblico e la violenza nello sport presso il “Gruppo di Cooperazione di Polizia” dell’Unione Europea e presso il Comitato Permanente della “Convenzione Europea sulla violenza degli spettatori in occasione di eventi sportivi del Consiglio d’Europa;
Particolarmente interessante anche il suo impegno per promuovere il partenariato con il mondo accademico. Tra le tante attività per favorire la collaborazione tra le istituzioni governative e il mondo accademico, risulta significativa la realizzazione di un accordo con alcune prestigiose Università degli Studi di Roma e la Questura di Roma, al fine di favorire la ricerca e promuovere lo studio sistematico dei fenomeni sociali sia ai fini dell’adeguamento della strategia di competenza governativa nel settore della sicurezza, sia dello sviluppo dei valori etici, culturali e sociali.
Durante il suo percorso professionale non sono mancate esperienze nel settore della Polizia Giudiziaria e investigativa sia alla Squadra Mobile e alle Volanti della Questura di Verona che al vertice dei Commissariati Primavalle e San Paolo della Questura di Roma”

Castelli Romani

Rocca di Papa: sfiduciata la sindaca Veronica Cimino

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I consiglieri di maggioranza e opposizione hanno fatto cadere la sindaca Veronica Cimino. Le dimissioni di massa arrivano a pochi giorni da un blitz per dismettere le antenne abusive a Rocca di Papa. Ecco cosa scrive Andrea Croce sul suo profilo Facebook: «Abbiamo appena protocollato al Comune le dimissioni da Consiglieri comunali. Siamo in totale 10, 6 di minoranza e 4 di maggioranza.Il Consiglio comunale sarà sciolto e Veronica Cimino non sarà più la nostra sindaca.Una sindaca che il sottoscritto non ha mai sostenuto, nemmeno al ballottaggio. E lo rivendico con orgoglio!Finalmente si mette fine ad una delle esperienze amministrative più tristi e brutte degli ultimi decenni che lascia Rocca di Papa nell’insicurezza e nel degrado.Siamo felici che alcuni Consiglieri di maggioranza siano alla fine venuti sulle stesse posizioni del Partito Democratico che, con la mia attività di capogruppo, quella della Consigliera Gloria Silvestrini, insieme al rinnovato Direttivo, non ha mai smesso di criticare e picconare Cimino, chiedendo di cambiare rotta o di dimettersi.Non appena sarà nominato il Commissario prefettizio, prenderò subito un appuntamento per chiedergli di non trascurare alcune importanti situazioni che Cimino ha tralasciato e che invece vanno urgentemente risolte.Poi sarà tempo di guardare avanti: dovremo dare a Rocca di Papa un’amministrazione capace, umile, laboriosa, unita. Noi ci saremo e faremo di tutto per dare a Rocca di Papa tutto il nostro meglio».

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Cronaca

Frana a Casamicciola, si cercano ancora i dispersi. Oltre 200 gli sfollati

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Spalare il fango, non smettere di lavorare con mezzi escavatori e a mano, a seconda delle situazioni: in queste ore la priorità a Casamicciola è fare presto.Presto per mantenere accesa la speranza di poter salvare i 5 dispersi che ancora mancano all’appello dopo il ritrovamento di 7 vittime dell’alluvione. Seconda notte di dolore sull’isola ma anche di lavoro di soccorritori e volontari impegnati nelle ricerche ma per cercare di liberare case, alberghi, negozi, dalla muraglia di fango.

Tempi brevi li chiedono anche i 230 sfollati, temono di non poter rientrare nelle loro abitazioni.Il lavoro dei soccorritori si concentra, tra l’altro, su di un solaio. Le verifiche mirano ad accertare se vi possano essere persone dentro. Per accedervi bisogna completare la pulizia della strada d’accesso dal fango, uno degli ostacoli più difficili da rimuovere nelle varie zone colpite dalla frana.

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Ambiente

Anbi chiede osservatorio nazionale risorse idriche e revisione direttiva quadro acque

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“Istituire un osservatorio permanente sulle risorse idriche, attorno al quale far sedere tutti i soggetti interessati, superando l’attuale frazionamento decisionale che, pur essendo chiaro nell’individuazione dei compiti, manca di una regia nazionale, delegando le scelte ad ogni singola regione.”
 
A chiederlo è l’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) attraverso le parole del Direttore Generale, Massimo Gargano, intervenuto ad un convegno a Milano e che prosegue: “Un simile strumento già esiste in Spagna, Paese con problematiche idriche simili alle nostre e dove, però, già si trattiene in invasi oltre il 35% dell’acqua piovana, mentre noi siamo fermi all’11%. Qualche pioggia non può fare dimenticare l’inadeguatezza del nostro sistema idraulico di fronte ai cambiamenti climatici.”
 
“In merito alla realizzazione di nuovi bacini – incalza il Presidente di ANBI, Francesco Vincenzi – è necessario superare la sindrome del Vajont per infrastrutturare il Paese di fronte ad un’evidente crisi climatica, che ci sta facendo vivere la settima siccità in 19 anni, arrecando solo nel 2022, oltre 6 miliardi di danni all’agricoltura, che produce cibo. Il Piano Laghetti multifunzionali, proposto da ANBI e Coldiretti nel segno della sostenibilità, risponde a questa esigenza, dimostrando l’efficienza progettuale dei Consorzi di bonifica ed irrigazione, la cui capacità operativa è anche testimoniata dai cantieri aperti in tutta Italia per circa 4 miliardi di fondi pregressi. Tutto questo deve essere inquadrato in una più incisiva presenza italiana in sede comunitaria, dove bisogna puntare ad una revisione della Direttiva Quadro Acque che, varata nel 2000 nel sostanziale disinteresse dei rappresentanti italiani, risulta oggi inapplicabile nel nostro Paese senza pesanti conseguenze sull’assetto territoriale ed ambientale.”
 
“Alla politica chiediamo di superare l’incoerenza fra sensibilità dichiarate ed azioni conseguenti, ad iniziare dalla necessità di approvare la legge contro l’indiscriminato consumo di suolo – conclude il DG di ANBI – Serve una visione, che abbia il territorio al centro, perché 1 euro speso in prevenzione, ne fa risparmiare 5 nella conta dei danni oltre all’ingiustificabile tributo in vite umane. In Italia come in Europa serve una nuova cultura dell’acqua per evitare di essere travolti dalle conseguenze della crisi climatica. La dimostrata efficienza del sistema irriguo Irriframe e la prossima certificazione di sostenibilità idrica, denominata  Goccia Verde, sono un contributo di ANBI in questa direzione.”
 
 
 
 



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