Connect with us

Primo piano

Polizia di Stato: nuove nomine e movimenti di Prefetti

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

Nuove nomine e movimenti di Prefetti nella Polizia di Stato. Di seguito i nomi e le cariche

NOMINE E MOVIMENTI DI PREFETTI Nicolò D’Angelo – da prefetto di Viterbo, a Vice Direttore generale, Direttore centrale della polizia criminale presso il Dipartimento della pubblica sicurezza Giovanni Bruno – nuovo prefetto di Viterbo, da Direttore centrale per le risorse umane presso il Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile Saverio Ordine – nuovo Direttore centrale per le risorse umane presso il Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile Isabella Alberti – da prefetto di Gorizia a disposizione ai sensi della legge n. 410/91 con incarico di Coordinatore del Comitato di coordinamento per l’alta sorveglianza delle infrastrutture e degli insediamenti prioritari Massimo Marchesiello – nominato prefetto, è destinato a svolgere le funzioni di prefetto di Gorizia Luigi Pizzi – da prefetto di Pesaro e Urbino, è collocato a disposizione con incarico ai sensi della legge n. 410/91 Carla Cincarilli – da prefetto di Mantova a prefetto di Pesaro e Urbino Sandro Lombardi, nominato prefetto è destinato a svolgere le funzioni di Prefetto di Mantova Francesco Provolo, da prefetto di Pescara a Direttore dell’Ufficio centrale ispettivo presso il Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile Gerardina Basilicata – nuovo prefetto di Pescara da Direttore centrale per gli Affari Generali presso il Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile Pierluigi Faloni – da prefetto di Latina a Direttore centrale per gli affari generali presso il Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile Maria Rosa Trio – da prefetto di Vercelli a prefetto di Latina Michele Tortora – da prefetto di Ferrara a prefetto di Vercelli Michele Campanaro – nominato prefetto, è destinato a svolgere le funzioni di prefetto di Ferrara Clara Minerva – da prefetto di Barletta-Andria-Trani, è collocata a disposizione con incarico ai sensi della legge n. 410/91 Maria Antonietta Cerniglia – nominata prefetto, è destinata a svolgere le funzioni di prefetto di Barletta-Andria-Trani Mara Di Lullo – da prefetto di Fermo, a Direttore centrale per gli affari generali e per la gestione delle risorse finanziarie e strumentali presso il Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione Maria Luisa D’Alessandro – nuovo prefetto di Fermo, cessando dalla disposizione con incarico ai sensi della legge n. 410/91 Rita Piermatti – è collocata a disposizione ai sensi dell’articolo 237 del d.P.R. n. 3 del 1957, con l’incarico di assicurare lo svolgimento delle funzioni già facenti capo alla soppressa Agenzia Autonoma per la gestione dell’Albo dei segretari comunali e provinciali e delle attività gestionali della soppressa Scuola superiore per la formazione e la specializzazione dei dirigenti della pubblica amministrazione locale, cessando dalla disposizione con incarico ai sensi della legge n. 410/91 Rosanna Rabuano – è destinata a svolgere le funzioni di Direttore centrale per i diritti civili, la cittadinanza e le minoranze presso il Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione, cessando dalla disposizione con incarico ai sensi della legge n. 410/91 Franca Guessarian – nominata prefetto, è collocata fuori ruolo presso l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata Carmelo Franco Maria Gugliotta – è nominato prefetto, permanendo nelle funzioni di Direttore dell’Ufficio centrale ispettivo presso il Dipartimento della pubblica sicurezza Leonardo La Vigna, nominato prefetto, è destinato a svolgere le funzioni di Ispettore generale di amministrazione Antonio Apruzzese , nominato prefetto, è destinato a svolgere le funzioni di Ispettore generale di amministrazione.

DIRIGENTI GENERALI DI PUBBLICA SICUREZZA Amalia Di Ruocco, questore reggente di Catanzaro, è nominato dirigente generale di pubblica sicurezza, permanendo nelle funzioni Pierluigi D’Angelo, questore reggente di Cagliari è nominato dirigente generale di pubblica sicurezza, permanendo nelle funzioni Giuseppe Cucchiara, direttore centrale reggente per i servizi antidroga del Dipartimento della pubblica sicurezza è nominato dirigente generale di pubblica sicurezza, permanendo nelle funzioni Enzo Giuseppe Mangini, questore di Verona è nominato dirigente generale di pubblica sicurezza Francesco Iannielli, direttore dell’Ufficio analisi, programmi e documentazione della Segreteria del Dipartimento della pubblica sicurezza è nominato dirigente generale di pubblica sicurezza. Contestualmente è collocato in posizione di disponibilità per le esigenze della Segreteria del Dipartimento della pubblica sicurezza Antonino Bella, consigliere ministeriale aggiunto presso l’Ufficio per l’amministrazione generale del Dipartimento della pubblica sicurezza è nominato dirigente generale di pubblica sicurezza e contestualmente collocato in posizione di disponibilità per le esigenze della “Struttura di missione per l’attuazione del riordino” Francesco Messina, questore reggente di Perugia è nominato dirigente generale di pubblica sicurezza, permanendo nelle funzioni Michele Rocchegiani, dirigente generale di pubblica sicurezza e consigliere ministeriale per le esigenze della Segreteria del Dipartimento della pubblica sicurezza. È collocato in posizione di fuori ruolo per assumere le funzioni di Dirigente dell’Ispettorato di P.S. «Palazzo Chigi» Maria Luisa Pellizzari, dirigente generale di pubblica sicurezza e dirigente dell’Ispettorato di P.S. «Senato della Repubblica». Rientra dalla posizione di fuori ruolo per assumere le funzioni di Direttore centrale per gli istituti di istruzione Armando Forgione, nuovo dirigente dell’Ispettorato di P.S. «Senato della Repubblica». Dirigente generale di pubblica sicurezza, rientra dalla posizione di disponibilità per le esigenze della Segreteria del Dipartimento della pubblica sicurezza. Sandro Menichelli, in posizione di fuori ruolo quale esperto presso la Rappresentanza permanente d’Italia a Bruxelles è nominato dirigente generale di pubblica sicurezza, permanendo in posizione di fuori ruolo

MOVIMENTI QUESTORI E PRIMI DIRIGENTI DI PS Rosaria Amato – nuovo questore di Frosinone da Ispettore Generale presso Ufficio Centrale Ispettivo Corpo Ispettivo Lucio Aprile – nuovo questore di Belluno da Dirigente Compartimento Polizia Stradale Genova Gianfranco Bernabei – da questore di Padova a Reggente Ispettorato PS presso il Viminale Paolo Fassari – da questore di Modena a questore di Padova Isabella Fusiello – da questore di Reggio Emilia a questore reggente di Trieste Antonio Lauriola – da questore di Pesaro e Urbino a Consigliere ministeriale aggiunto presso Direzione centrale per le risorse Adriano Lauro – da dirigente Compartimento polizia ferroviaria di Napoli a questore di Pesaro e Urbino Michele Morelli – da questore di Belluno a questore di Alessandria Giancarlo Pallini – da questore di Macerata a questore di Ferrara Ivana Petricca – da questore di Pavia a questore di Verona Filippo Santarelli – da questore di Frosinone a questore di Modena Antonio Sbordone – da questore Ferrara a questore Reggio Emilia Andrea Valentino – da questore Alessandria a questore Pavia Vincenzo Vuono – da consigliere ministeriale presso Direzione centrale per gli affari generali della Polizia di stato a questore di Macerata Carlotta Gallo – da dirigente Sezione Polizia stradale di Milano a Reggente Compartimento Polizia stradale di Genova

Politica

Renzi lancia “il sindaco d’Italia” e sulla situazione economica chiede abolizione del reddito di cittadinanza

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

Matteo Renzi parla a Porta a porta. Hanno provato a cacciarmi dalla maggioranza, dice il leader di Italia Viva. “Non ce l’hanno fatta ma ci hanno provato: hanno cercato di raccogliere i senatori responsabili che vorrebbero prendere il nostro posto. Ma se vogliono farlo non c’è niente di male. Se il presidente del Consiglio o qualche suo collaboratore vogliono sostituirci non c’è nulla di male, ma la prossima volta farebbero meglio a riuscirci”. “Io non voglio morire grillino. Sono colpito dal modo in cui il Pd ha inseguito i grillini. Non diventeremo la sesta stella’. Il casus belli resta la giustizia con la prescrizione. Se non viene ritirata la proposta Bonafede e se non ci sarà accordo, Renzi conferma la possibilità di presentare una mozione di sfiducia.”Penso proprio che sarà così. Spero che ci sia buonsenso e si arrivi all’accordo”. Ma la vera sfida è la proposta del leader di Italia Viva sull’elezione diretta del premier. “Siccome non si può andare avanti così con le scene che abbiamo visto, fermi tutti: faccio un appello a tutte le forze politiche, a Zingaretti, Di Maio, Crimi, Conte, Leu, Salvini, Berlusconi, Meloni. Dico: portiamo il sistema del sindaco d’Italia a livello nazionale. Si vota una persona che sta lì cinque anni ed è responsabile. Per me la soluzione è l’elezione diretta del presidente del Consiglio”. E a supporto della sua proposta: “Lancerò una raccolta di firme, insieme al lavoro preparatorio che faremo” con gli altri partiti, “perché si arrivi al sindaco d’Italia”. “Ci sono due modi diversi” per fare la riforma del premierato: “Il primo è il modello del patto del Nazareno che non toccava la forma di governo, per cui Berlusconi non votava le mie leggi ma c’era un patto istituzionale per cambiare le regole. L’altra ipotesi è l’esempio del governo Maccanico che non vide la luce nel 1996, è il governo stesso a essere istituzionale o costituzionale”. Lo dice il leader di Italia viva Matteo Renzi a Porta a porta. Che rilancia: “E’ secondario il tema di chi fa il presidente del Consiglio se c’è il grande obiettivo della grande riforma” del premierato. “Se portiamo a scegliere per una persona che per cinque anni governa, l’Italia diventa competitiva. Evitiamo l’indecorosa pagliacciata dello scontro quotidiano”. “Non butto la palla in tribuna perché quand’anche cadesse il governo non si può votare fino all’autunno, quando mai nella storia si è votato. E’ presumibile pensare che almeno fino al 2021 non si vota. Siccome non si può votare per un impedimento tecnico, dico che è il momento di guardarsi negli occhi e pensare prima agli italiani e poi ai partiti” dice il leader di Italia viva Matteo Renzi a Porta a porta lanciando la proposta di riforma per l’elezione diretta del premier.

Poi Renzi risponde direttamente a Conte sulla situazione economica. “Conte vuole fare una cura da cavallo? Abolisca il reddito di cittadinanza. E’ un fallimento, se hai messo soldi per 2,3 milioni di persone e l’1,7% ha trovato lavoro e oggi Gaetano Scotto, mafioso, è stato interrogato e ha detto che ha il reddito di cittadinanza e metta i soldi per il taglio delle tasse alle aziende”. “Occhio che arriva una recessione e allora i posti di lavoro saltano. Allora in un clima normale forse Pd e Cinque stelle respingerebbero la proposta dei commissari per far ripartire le opere ma in questo clima straordinario dobbiamo finalmente sbloccare opere pubbliche per cui i soldi ci sono già. Sono già finanziate e se partono creano ricchezza e posti di lavoro”. 

L’apertura di Renzi al tavolo delle riforme scatena il dibattito politica. Mentre Fraccaro (M5s) difende Bonafede, Dario Franceschini, vicesegretario del Pd commenta: “…mentre stavano per morire la rana chiese all’insano ospite il perché del suo folle gesto. ‘Perché sono uno scorpione..’. rispose. ‘E’ la mia natura!'”. Così Dario Franceschini commenta, senza citarlo, le parole di Matteo Renzi a Porta a porta. Il riferimento è alla fiaba di Esopo in cui lo scorpione uccide la rana che lo sta portando in salvo. “Prendiamo atto delle affermazioni di Renzi sull’elezione diretta del premier. Dopo anni, viene sulle nostre posizioni storiche. È ovvio che Italia Viva, per essere credibile su questi temi, deve sciogliere il nodo in merito al sostegno al governo Conte bis. Renzi per essere coerente e concreto deve far cadere questo esecutivo. Provvedimenti scandalosi come lo stop alla prescrizione o il decreto intercettazioni non possono e non devono andare avanti”. Lo afferma Mariastella Gelmini, capogruppo Fi. Il leader di Iv raccoglie anche il no della Lega.”Avessimo un governo che fa delle cose che non condivido, sarebbe un fatto. Ma avere un governo che non fa nulla perchè litiga su tutto, è un dramma. Quindi spero che si voti il prima possibile e non esistono governini, governicchi, accordi segreti, trucchetti di Palazzo. Prima si vota, meglio è”. Tace invece il premier Conte che si trincera dietro un ‘no comment’ e fa sapere che deciderà nei prossimi giorni 

Il decreto intercettazioni approda in Aula al Senato senza il voto finale della Commissione giustizia. Non è stato infatti trovata una intesa su un emendamento della Lega (prima firma di Simone Pillon) la cui approvazione era condizione del centrodestra per consentire di concludere regolarmente i lavori della Commissione con il mandato al relatore. Ai fini pratici ciò non muta le intenzioni del Governo che ha posto la questione di fiducia in Senato che sarà espresso domani alle 12. Ad annunciarlo in Aula è stato il ministro per i rapporti con il Parlamento Federico D’Incà che ha posto la fiducia sul testo del decreto integrato dagli emendamenti approvati dalla Commissione Giustizia. La presidente Maria Elisabetta Casellati ha convocato la Conferenza dei capigruppo per decidere il prosieguo dei lavori.

“Mi prenderò qualche giorno per poi lanciare una cura da cavallo per il sistema Italia – ha detto il premier Giuseppe Conte -. Siamo in emergenza, e dobbiamo tutti lavorare, ciascuno chiaramente per le responsabilità che si assume in base al ruolo che ha. Dobbiamo ragionare come fossimo in emergenza, quando ragioniamo di emergenza riusciamo a coordinarci al meglio. Non possiamo essere fanalino di coda ci sono delle situazioni anche congiunturali. C’è l’emergenza coronavirus, ci sono le tensioni commerciali internazionali…”. 

Una verifica in parlamento? “Noi siamo concentrati” sull’azione di governo, “i titoli dei giornali non mi appassionano. In questo momento siamo concentrati su una priorità che è far crescere l’Italia”, ha aggiunto Conte, conversando con l’ANSA, prima di lasciare il Senato, commentando l’ipotesi che si possa stabilire un patto di legislatura sulle riforme.

LA PRECISAZIONE DEL PREMIER: “‘Questo Renzi?’ Non si dice ‘questo Renzi’, è il senatore Matteo Renzi, leader di un partito di maggioranza, Italia Viva”, ha detto Conte, ‘bacchettando’ benevolmente un cronista che gli chiede se “questo Renzi” lo tenga “sulle spine”.

Intanto l’aula del Senato ha approvato la risoluzione della maggioranza sulle comunicazioni del premier Conte sul bilancio comunitario. Il documento ha avuto 150 voti favorevoli, 101 contrari e 13 astensioni. La mozione impegna il governo a lavorare per “un bilancio europeo all’altezza delle sfide future”, chiarendo che “la proposta del presidente Michel sul bilancio, nonostante qualche leggero passo avanti rispetto al quadro negoziale della presidenza finlandese, non appare ancora adeguata rispetto alle ambizioni dell’Europa”.

LE COMUNICAZIONI DI CONTE A PALAZZO MADAMA IN VISTA DEL CONSIGLIO UE – “Il Parlamento non esiterebbe a bocciare un bilancio Ue inadeguato sulla svolta verde e sugli altri temi all’ordine del giorno”, ha detto Conte, intervenendo al Senato alla vigilia del Consiglio europeo. “L’Italia è perfettamente consapevole di essere parte della casa comune europea ma non siamo disposti ad accettare in nome di una rapida conclusione del negoziato un bilancio insufficiente per le esigenze dei nostri cittadini. Sarebbe una sconfitta non tanto contabile, ma politica”. 

“Rispetto all’ambizione rilevata nel programma della commissione europea” guidata da Ursula von der Leyen, nella proposta Michel sul quadro finanziario pluriennale “resta poca traccia”.

“Quello di domani si presenta come un vertice complesso e complicato per il fatto che la proposta non rispetta le aspettative di dotare il bilancio Ue di strumenti innovativi”, dice Conte. “La proposta che il presidente Michel ha fatto circolare il 15 febbraio apporta alcuni, lievi, avanzamenti rispetto alla proposta fatta durante la presidenza finlandese” ma “resta comunque inadeguata” rispetto agli obiettivi dell’Unione, dice il premier.

“Alla luce della difficoltà della politica nazionale, sui temi della politica continentale non è possibile alcuna divisione, sarebbe un atto sbagliato”, ha detto il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, intervenendo al Senato dopo le comunicazioni del premier Giuseppe Conte in vista del Consiglio europeo straordinario.

“Lei al Consiglio europeo ci rappresenta appieno”, ha aggiunto. “Il bilancio 2021-27 è un fatto decisivo, ci giochiamo il futuro dell’Europa. Ci aspettano mesi economicamente molto delicati. Ci sono potenze fuori dall’Europa che giocano una partita che io definisco profondamente sbagliata, mi riferisco alla Turchia. La Turchia non è un problema italiano, è un problema europeo.” 

Continua a leggere

Editoriali

Governo Conte bis… che pende che pende e mai non vien giù

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

Nella celeberrima piazza del Duomo di Pisa, domina il campanile della cattedrale di Santa Maria Assunta universalmente conosciuta come la Torre di Pisa. Questo famoso monumento, fu costruito nell’arco di due secoli, tra il XII ed il XIV secolo. E già nelle prime fasi della costruzione, a causa di un cedimento del terreno sottostante, si verificò un’inclinazione dell’edificio in misura 3,9° rispetto all’asse verticale. E da lì il detto la Torre di Pisa che pende che pende e mai non vien giù.

Con il trascorrere degli anni l’inclinazione si è allargata tanto che negli ultimi anni del XX secolo ci fu un concreto pericolo di crollo a causa dell’inclinazione, allora valutata in circa 4,5°. Fu subito posto rimedio con lavori di ingegneria avanzata iniziati nel 1990 e finiti nel 2001.
Fu così rispettata la saga della Torre di Pisa alla quale il governo Conte bis sembrerebbe essersi ispirato.

Nello storico palazzo di Montecitorio, che si affaccia su piazza del Parlamento, sede della Camera dei deputati della Repubblica, il 1 giugno 2018 si è insediato il governo Conte 1. Una coalizione rachitica strutturalmente ed asfittica progettualmente, formata dal M5S e dalla Lega. Già dai primi giorni dalla sua nascita dava segni di cedimento, incrinature e sfaldamenti. Coalizione nata per volontà di Palazzo dopo il risultato fallimentare del 4 marzo 2018. Questo primo governo Conte ha resistito in carica per 461 giorni e per un colpo di testa di Salvini, il 5 settembre 2019 ha dovuto buttare giù la spugna.

Invertendo l’ordine dei fattori, il prodotto non cambia

Il presidente Conte non mollava l’osso, non demordeva. Morto un papa se ne fa un altro. A Montecitorio, seduti imbronciati sui banchi dell’opposizione aspettando di vedere passare il cadavere politico dell’avversario c’erano tanti che bussando alla porta del presidente Conte offrivano i loro servizi, mossi animosamente, “sempre e solamente per il bene della Patria” e così è nato il Governo Conte II.

E’ proprio vero che al peggio non c’è mai fine

All’abbuffata si sono iscritti: come capo tavola il M5S, con accanto il Pd e Leu e Renzi si era riservato l’onore di scegliere il menù. Chi si pensava di assistere al “risorgimento” dell’economia, della finanza, l’inversione della disoccupazione, la riscossa dei consumi, la ricostruzione strutturale del paese e non solo, chi ci credeva in tutto questo e magari in una riforma della giustizia, è rimasto più che deluso. L’auto eletto avvocato del popolo si è dato da fare per tagliare un suo spazio a Bruxelles, sapendo inchinarsi, baciare le mani alla Merkel e ad Ursola von der Leyen ma in casa propria si è distinta solamente la sua politica “vade retro Matteo” e così facendo ha generato l’ennesimo “governo in bilico”.

Renzi a Bonafede… che Conte ascolta: “Fermati finché sei in tempo”

Il pomo della discordia, questa volta è il lodo Prescrizione. Dall’assemblea di Italia Viva, a Roma, Renzi ha lanciato il suo ultimatum, logoro e demodé, senza averne uno migliore: “Il 27 parte la campagna sulla giustizia giusta e lanceremo questa battaglia con un impegno molto chiaro che assumo: se qualcuno pensa che in nome del mantenimento dello status quo del governo, noi domani mattina veniamo meno ai principi di civiltà giuridica, si sbaglia clamorosamente”.

Tra liti e malumori il travaglio del lodo Conte

I ministri di Italia Viva disertano il Cdm e Conte se la cava con l’accordo tra Pd e 5s. Non si è fatta aspettare la dichiarazione di Renzi: “Sfiducia per Bonafede”. Conte trema ed il governo è in forse.

Nessuno cuce una toppa di panno grezzo su un vestito vecchio

Allo stato attuale delle cose tutto è possibile e non si può escludere nulla. Una cosa è certa però che in previsione ci sono le 431 cariche da nominare, nomine che fanno gola a tutti e ai quali, si può stare certi, nessun Renzi, Pd o M5s saranno pronti a rinunciare. Poi all’orizzonte c’è sempre la nomina del futuro Presidente della Repubblica, che, sempre per il “bene del paese”, tutti vogliono partecipare attivamente. La conclusione non può essere che una, cioè la restaurazione del vecchio e questo sarebbe come cadere dalla padella alla brace perché come c’è scritto in Marco 2:21-28 : “ il rattoppo nuovo squarcia il vecchio e si forma uno strappo peggiore.”

Ma i signori politici riusciranno a capirlo?

Continua a leggere

Politica

Sicurezza e immigrazione, i decreti Salvini saranno modificati

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

“I decreti verranno modificati, si interverrà sui temi della sicurezza e dell’immigrazione. Il nostro obiettivo è offrire una politica più efficiente”. Lo ha detto il viceministro dell’Interno, Matteo Mauri, al termine del vertice a Palazzo Chigi. “Diamo un giudizio positivo dell’incontro – ha detto – abbiamo fatto passi avanti e abbiamo condiviso alcuni obiettivi, valutando le questioni negative dei decreti e decidendo di intervenire”.

Secondo quanto spiegato da diversi partecipanti al tavolo, sulle modifiche ai decreti Salvini ci saranno “due filoni, uno riguardante la sicurezza e uno l’immigrazione”.

Alla riunione, presieduta dal premier Giuseppe Conte, presenti i ministri dell’Interno e della Difesa, Luciana Lamorgese e Lorenzo Guerini, i viceministri dell’Interno Vito Crimi e Matteo Mauri, il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano. Presente anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro. Per le delegazioni della maggioranza sono presenti la senatrice M5S Alessandra Riccardi, la senatrice Roberta Pinotti (Pd), i parlamentari Gennaro Migliore e Laura Garavini (Iv), la senatrice Loredana De Petris e il deputato Nicola Fratoianni (Leu).

“I dl sicurezza sono stati concepiti sulla scorta di una esigenza reale, per affrontare criticità a tutti evidenti e rispetto a cui il nostro Paese aveva bisogno di compiere passi in avanti e trovare soluzioni. Tornare indietro vanificherebbe i positivi risultati ottenuti. Per questa ragione ritengo che si debba affrontare questo grande tema senza assumere posizioni preconcette, ma lavorando oggi in vista del prossimo futuro”. Lo dice il capo politico M5S Vito Crimi che aggiunge: “Ciò che può essere migliorato, perfezionato, incontrerà il nostro pieno appoggio”.

Il presidente della commissione Affari costituzionali della Camera chiede nell’Aula di Montecitorio un ulteriore rinvio, fino alle 10, della ripresa dell’esame del Dl Millreproroghe. “Il lavoro in commissione sta continuando”, ha spiegando Brescia chiedendo ed ottenendo un nuovo slittamento. Sul testo il governo porrà la fiducia.

Continua a leggere

Traduci/Translate/Traducir

Il calendario delle notizie

Febbraio: 2020
L M M G V S D
« Gen    
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
242526272829  

L’Osservatore su Facebook

I tweet de L’Osservatore

Le più lette di oggi

Copyright © 2017 L'Osservatore d'Italia Aut. Tribunale di Velletri (RM) 2/2012 del 16/01/2012 / Iscrizione Registro ROC 24189 DEL 07/02/2014 Editore: L'osservatore d'Italia Srls - Tel. 345-7934445 oppure 340-6878120 - PEC osservatoreitalia@pec.it Direttore responsabile: Chiara Rai - Cell. 345-7934445 (email: direzione@osservatoreitalia.it