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Polizia di Stato: nuove nomine e movimenti di Prefetti

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Nuove nomine e movimenti di Prefetti nella Polizia di Stato. Di seguito i nomi e le cariche

NOMINE E MOVIMENTI DI PREFETTI Nicolò D’Angelo – da prefetto di Viterbo, a Vice Direttore generale, Direttore centrale della polizia criminale presso il Dipartimento della pubblica sicurezza Giovanni Bruno – nuovo prefetto di Viterbo, da Direttore centrale per le risorse umane presso il Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile Saverio Ordine – nuovo Direttore centrale per le risorse umane presso il Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile Isabella Alberti – da prefetto di Gorizia a disposizione ai sensi della legge n. 410/91 con incarico di Coordinatore del Comitato di coordinamento per l’alta sorveglianza delle infrastrutture e degli insediamenti prioritari Massimo Marchesiello – nominato prefetto, è destinato a svolgere le funzioni di prefetto di Gorizia Luigi Pizzi – da prefetto di Pesaro e Urbino, è collocato a disposizione con incarico ai sensi della legge n. 410/91 Carla Cincarilli – da prefetto di Mantova a prefetto di Pesaro e Urbino Sandro Lombardi, nominato prefetto è destinato a svolgere le funzioni di Prefetto di Mantova Francesco Provolo, da prefetto di Pescara a Direttore dell’Ufficio centrale ispettivo presso il Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile Gerardina Basilicata – nuovo prefetto di Pescara da Direttore centrale per gli Affari Generali presso il Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile Pierluigi Faloni – da prefetto di Latina a Direttore centrale per gli affari generali presso il Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile Maria Rosa Trio – da prefetto di Vercelli a prefetto di Latina Michele Tortora – da prefetto di Ferrara a prefetto di Vercelli Michele Campanaro – nominato prefetto, è destinato a svolgere le funzioni di prefetto di Ferrara Clara Minerva – da prefetto di Barletta-Andria-Trani, è collocata a disposizione con incarico ai sensi della legge n. 410/91 Maria Antonietta Cerniglia – nominata prefetto, è destinata a svolgere le funzioni di prefetto di Barletta-Andria-Trani Mara Di Lullo – da prefetto di Fermo, a Direttore centrale per gli affari generali e per la gestione delle risorse finanziarie e strumentali presso il Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione Maria Luisa D’Alessandro – nuovo prefetto di Fermo, cessando dalla disposizione con incarico ai sensi della legge n. 410/91 Rita Piermatti – è collocata a disposizione ai sensi dell’articolo 237 del d.P.R. n. 3 del 1957, con l’incarico di assicurare lo svolgimento delle funzioni già facenti capo alla soppressa Agenzia Autonoma per la gestione dell’Albo dei segretari comunali e provinciali e delle attività gestionali della soppressa Scuola superiore per la formazione e la specializzazione dei dirigenti della pubblica amministrazione locale, cessando dalla disposizione con incarico ai sensi della legge n. 410/91 Rosanna Rabuano – è destinata a svolgere le funzioni di Direttore centrale per i diritti civili, la cittadinanza e le minoranze presso il Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione, cessando dalla disposizione con incarico ai sensi della legge n. 410/91 Franca Guessarian – nominata prefetto, è collocata fuori ruolo presso l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata Carmelo Franco Maria Gugliotta – è nominato prefetto, permanendo nelle funzioni di Direttore dell’Ufficio centrale ispettivo presso il Dipartimento della pubblica sicurezza Leonardo La Vigna, nominato prefetto, è destinato a svolgere le funzioni di Ispettore generale di amministrazione Antonio Apruzzese , nominato prefetto, è destinato a svolgere le funzioni di Ispettore generale di amministrazione.

DIRIGENTI GENERALI DI PUBBLICA SICUREZZA Amalia Di Ruocco, questore reggente di Catanzaro, è nominato dirigente generale di pubblica sicurezza, permanendo nelle funzioni Pierluigi D’Angelo, questore reggente di Cagliari è nominato dirigente generale di pubblica sicurezza, permanendo nelle funzioni Giuseppe Cucchiara, direttore centrale reggente per i servizi antidroga del Dipartimento della pubblica sicurezza è nominato dirigente generale di pubblica sicurezza, permanendo nelle funzioni Enzo Giuseppe Mangini, questore di Verona è nominato dirigente generale di pubblica sicurezza Francesco Iannielli, direttore dell’Ufficio analisi, programmi e documentazione della Segreteria del Dipartimento della pubblica sicurezza è nominato dirigente generale di pubblica sicurezza. Contestualmente è collocato in posizione di disponibilità per le esigenze della Segreteria del Dipartimento della pubblica sicurezza Antonino Bella, consigliere ministeriale aggiunto presso l’Ufficio per l’amministrazione generale del Dipartimento della pubblica sicurezza è nominato dirigente generale di pubblica sicurezza e contestualmente collocato in posizione di disponibilità per le esigenze della “Struttura di missione per l’attuazione del riordino” Francesco Messina, questore reggente di Perugia è nominato dirigente generale di pubblica sicurezza, permanendo nelle funzioni Michele Rocchegiani, dirigente generale di pubblica sicurezza e consigliere ministeriale per le esigenze della Segreteria del Dipartimento della pubblica sicurezza. È collocato in posizione di fuori ruolo per assumere le funzioni di Dirigente dell’Ispettorato di P.S. «Palazzo Chigi» Maria Luisa Pellizzari, dirigente generale di pubblica sicurezza e dirigente dell’Ispettorato di P.S. «Senato della Repubblica». Rientra dalla posizione di fuori ruolo per assumere le funzioni di Direttore centrale per gli istituti di istruzione Armando Forgione, nuovo dirigente dell’Ispettorato di P.S. «Senato della Repubblica». Dirigente generale di pubblica sicurezza, rientra dalla posizione di disponibilità per le esigenze della Segreteria del Dipartimento della pubblica sicurezza. Sandro Menichelli, in posizione di fuori ruolo quale esperto presso la Rappresentanza permanente d’Italia a Bruxelles è nominato dirigente generale di pubblica sicurezza, permanendo in posizione di fuori ruolo

MOVIMENTI QUESTORI E PRIMI DIRIGENTI DI PS Rosaria Amato – nuovo questore di Frosinone da Ispettore Generale presso Ufficio Centrale Ispettivo Corpo Ispettivo Lucio Aprile – nuovo questore di Belluno da Dirigente Compartimento Polizia Stradale Genova Gianfranco Bernabei – da questore di Padova a Reggente Ispettorato PS presso il Viminale Paolo Fassari – da questore di Modena a questore di Padova Isabella Fusiello – da questore di Reggio Emilia a questore reggente di Trieste Antonio Lauriola – da questore di Pesaro e Urbino a Consigliere ministeriale aggiunto presso Direzione centrale per le risorse Adriano Lauro – da dirigente Compartimento polizia ferroviaria di Napoli a questore di Pesaro e Urbino Michele Morelli – da questore di Belluno a questore di Alessandria Giancarlo Pallini – da questore di Macerata a questore di Ferrara Ivana Petricca – da questore di Pavia a questore di Verona Filippo Santarelli – da questore di Frosinone a questore di Modena Antonio Sbordone – da questore Ferrara a questore Reggio Emilia Andrea Valentino – da questore Alessandria a questore Pavia Vincenzo Vuono – da consigliere ministeriale presso Direzione centrale per gli affari generali della Polizia di stato a questore di Macerata Carlotta Gallo – da dirigente Sezione Polizia stradale di Milano a Reggente Compartimento Polizia stradale di Genova

Ambiente

Viterbo, resoconto del convegno “Il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi e la Tuscia: una scelta impossibile”

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VITERBO – Una sede istituzionale, la sala consiliare della Provincia di Viterbo, e tanti partecipanti tra amministratori, associazioni ed enti: la Tuscia si unisce per dimostrare che il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi è una scelta impossibile.

“Co-invitata di pietra” la Sogin, a cui sarà giunto un forte messaggio dal territorio, che sarà ribadito dal seminario nazionale del 9 novembre, dedicato alle controdeduzioni ufficiali, l’unica tappa in cui è possibile opporsi come privati ed associazioni. 

E’ la politica a dover dare le parole più ferme, e inizia il presidente Nocchi, padrone di casa: “Siamo tutti uniti per la tutela della nostra casa comune, il nostro territorio, che va tutelato”, seguito dai rappresentanti regionali, come l’assessore Lombardi, che parla anche a nome del collega Valeriani: “Ci siamo opposti sin da subito, noi ci siamo per dire che il Lazio non è un’area idonea”, e ancora il consigliere Panunzi: “Sono molto soddisfatto della risposta del territorio, unito per opporsi a questa possibile scelta”. Dal Parlamento, l’onorevole Rotelli: “Stiamo lavorando per dare la massima immagine alla Tuscia dal punto di vista turistico, e spesso il Mibact ha combattuto con noi contro il fotovoltaico Mi chiedo come lo Stato che si è opposto prima sia lo stesso Stato che propone un deposito della durata di centinaia di anni”, e il senatore Fusco: “Non è pensabile che tutto si debba concentrare in questo territorio. La Tuscia non ha bisogno di rifiuti, né tossici né normali, Abbiamo già dato”.

L’incontro, a cui purtroppo è mancata la presenza del sottosegretario al Ministero alle politiche agricole, sen. Francesco Battistoni, nonostante la precedente conferma, ha dimostrato che sono necessarie misure serie e concrete, altrimenti comincerà una vera battaglia, che potrebbe portare alla richiesta di ridisegnare interamente la Cnapi (Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee) anziché commentarla.

Tante le voci di allarme, coordinate dal professor Angelo Di Giorgio (Comitato Montalto Futura) che avviando i lavori ha precisato: “La nostra posizione è chiara ed è di opposizione, non è pregiudiziale, viene da uno studio di tecnici di grande valore, che si sono confrontati e hanno fornito tutte le nozioni che hanno corroborato quanto pensavamo, ma con radici tecniche e scientifiche. Faremo presente al seminario nazionale le nostre motivazioni, e saremo accusatori della Sogin, che purtroppo sarà anche giudice di stesso. Per questo siamo qui, per combattere l’arroganza”.

Una ferma opposizione confermata dall’avv. Francesco Rosi (Comitato Maremma Viva), che facendo un excursus giuridico ha descritto tutte le falle che hanno portato all’unificazione dei rifiuti di bassa, media, ed alta intensità, portando le ultime due, inizialmente destinate ad un deposito geologico, ad essere stoccate in uno di superficie, con tutti i rischi del caso, senza sapere nulla del destino dei sistemi di protezione e di possibili deterioramento. Dal punto di vista legale anche per l’avvocato Xavier Santiapichi manca completamente nel processo decisionale la Vas, Valutazione ambientale strategica mentre Daniele Maras, funzionario archeologo della Soprintendenza ha ricordato le tutele previste dal Piano Territoriale Paesaggistico Regionale e il Codice dei beni culturali, sottolineando uno studio in corso che, se dovesse presentare criticità, diventerebbe la base per un fermo no da parte del Mibact.
Tanti gli argomenti sollevanti, come la salute, fulcro di un secondo intervento del professor Di Giorgio, che ricorda gli unici tumori per cui la provincia di Viterbo è sopra la media nazionale, e i rischi per due tipi di contaminazioni, una per eventi acuti, come terremoti, inondazioni, attentati e incidenti, l’altra per dispersione cronica, legata a deterioramento delle strutture e i trasporti.

Il terremoto del 1971 che colpì Tuscania, 5.0 scala Ricther, diventa una discriminante per tutto il territorio etrusco, come per l’area interna, ‘Alta Tuscia antica città di Castro’, sostenuta dall’avvocato Angelo Annibali, dove insieme alla Regione sta nascendo una Via dei sentieri e dei briganti e un Geoparco degli Etruschi, tanto da chiedersi: “Non si comprende perché da un lato abbiamo lo Stato che finanzia, dall’altro lo stesso Stato pensa di mettere un deposito nucleare”. Sempre dal territorio è giunta la voce di Famiano Crucianelli (Biodistretto della Via Amerina e delle Forre) che sottolinea la pericolosità di un deposito “provvisorio”, non solo per l’eternità che il termine è solita assumere in Italia, ma anche per la pericolosità nel breve termine: “In caso di incidente, qualsiasi influenza sulle falde acquifere porterebbe l’inquinamento radioattivo direttamente a Roma”.

Un’analisi specifica sul mondo agricolo, specie under 35 è stata proposta da Giorgio Grani (Giovani Confagricoltura), pronto a lottare per difendere un settore in crescita, con percentuali di biologico altissime e decine di prodotti Dop e Igp, tra cui olio e nocciola romana, supportato da Remo Parenti (Confagricoltura Viterbo e Rieti), che ha ricordato: “La Tuscia è sempre stata tagliata fuori da scelte di crescita, recuperate da tanto sacrificio e investimenti per avere un’agricoltura sempre migliore, che produce qualità. Sogin ha eliminato interamente l’aspetto umano, parlando di criteri oggettivi, ma solo a Tuscania è presente una faglia non rassicurante, e non si capisce come non se ne sia tenuto conto. E’ assurdo non aver considerato fattori socio-antropologici, la scienza deve tenere conto del fattore umano, deve essere al suo servizio”. Agricultura che viaggia insieme al turismo, merito di una terra incontaminata, come spiega Luca Balletti (Federalberghi), precisando la fatica fatta per rialzarsi dopo le chiususe, uno sforzo che potrebbe rivelarsi vano con una decisione che di fatto sarebbe la condanna della Tuscia.

Tra gli amministratori la voce di Sgarbi (sindaco Sutri), pronto a condannare una scelta completamente senza senso; Marco Rossi (Gallese) che, pur riconoscendo la mancanza del fattore antropico, chiede di fare attenzione sulla procedura, in questo momento legata ad una visione per aree vaste; Fabio Menicacci (Soriano nel Cimino) che ricorda la vicinanza con la Faggeta vetusta, patrimonio Unesco, il Tevere e le coltivazioni di noccioleti e sollecita la Provincia a stilare un documento che sottolinei quanto sia sciocco fare un deposito del genere in aree culturali e turistiche, di cui molte protette. segnando la morte del territorio; Ridolfo Ridolfi (Corchiano) che torna alla politica: “Chiedo a Regione e Provincia di presentare osservazioni autorevoli, che seguano l’esempio di altri territori”, poi appoggiato da Mauro Pacifici (pres. Coldiretti Viterbo): “È la politica che deve intervenire, va portata avanti l’attenzione sul sito di scorie, ma soprattutto sollecitare le nostre autorità politiche a diventare ancora più forti, lasciando a parte la poetica e chiedendo di prendere concretezza” e da Raimondo Chiricozzi (Ass. Aics e Confesercenti): “La politica a dire no con atti concreti, specie la Regione Lazio che deve impegnarsi maggiormente”.


Di Giorgio conclude raccogliendo le proposte: “Torniamo con i piedi per terra, questo incontro serviva per informare. Ho letto le relazioni delle altre regioni, Piemonte, Sardegna, Puglia e rispetto a quelle del Lazio il paragone è impietoso, i comitati hanno sottolineato che le osservazioni della nostra Regione sono terribilmente deboli. Siamo soli, ci stiamo aiutando da soli, al momento la politica ha detto ‘siamo contrari’ e dove sono i fatti? Non ci resta che partecipare alla conferenza nazionale per dare le nostre motivazioni, rispettando i parametri previsti per legge e che la stessa Sogin indica. Sono certo che non avremo soddisfazione, la Sogin procederà per la sua strada e non ci resterà che quella giudiziaria. Attendo le azioni pratiche della politica, sia a livello regionale che governativo, che devono rimarcare gli errori fatti”.

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Ambiente

Lazio, Consorzio di Bonifica Litorale Nord: superato il 70% del programma dei lavori di manutenzione ordinaria dei fossi, canali e corsi d’acqua

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Sacchetti: “La scelta dell’amministrazione diretta ha garantito un risparmio economico non indifferente per le casse consortili”

Continuano i lavori in amministrazione diretta del Consorzio di Bonifica Litorale Nord che, con oltre 30 mezzi escavatori e altrettanti operai, porta avanti il completamento dei lavori sui tre ex comprensori di Pratica di Mare, Tevere Agro Romano e Maremma Etrusca.

È stato superato il 70% del programma dei lavori di manutenzione ordinaria dei fossi, canali e corsi d’acqua

Si sta rispettando pienamente il crono programma. “Gli importanti risultati che stiamo ottenendo, grazie ai lavori in amministrazione diretta – ha dichiarato il Presidente del Consorzio Litorale Nord, Niccolò Sacchetti – sono la conferma che è possibile e doveroso intraprendere strade alternative a quelle utilizzate in passato. La scelta dell’amministrazione diretta ha garantito un risparmio economico non indifferente per le casse consortili, permettendo al tempo stesso di impiegare nuova forza lavoro, punto da sottolineare in un periodo storico di forte incertezza lavorativa”.

In questa prima settimana di ottobre inizieranno i lavori sui fossi Sanguinara e Vaccina siti in Ladispoli a completamento del Servizio Pubblico di Manutenzione Tirreno (S.P.M., art. 35 legge regionale 53/98); sempre ad inizio ottobre inizieranno i lavori del fosso Turbino, tra Furbara e Cervara, a completamento del programma di manutenzione “Posso confermare quanto dichiarato ad agosto grazie allo stato attuale dei lavori vicino al completamento: la scelta dei lavori in amministrazione diretta era l’unica possibile per il futuro del consorzio – Ha aggiunto il Direttore Generale del Consorzio Litorale Nord, Andrea Renna – effettuare con le sole nostre risorse l’intero programma dei lavori di manutenzione ordinaria e finanziata, deve rappresentare un obiettivo da perseguire dando valore ai servizi che garantiamo grazie ai nostri operai che ringrazio per quanto realizzato sino ad ora e per quanto sono certo faranno in futuro. Un cambio di passo e di approccio e mentalità che rappresenta un punto di partenza e non certo di arrivo per le nostre attività”.

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Premio Culturale Internazionale Cartagine a Chiara Rai, giornalista impegnata nel sociale

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Premio Cartagine conferito a Chiara Rai, giornalista professionista che da oltre 15 anni sostiene temi ambientali e d’inchiesta per un bisogno di servizio alla collettività.
Il Premio Cartagine è stato assegnato a Chiara Rai con la seguente motivazione:

In virtù dei meriti acquisiti nello svolgere la sua attività giornalistica dando costante ascolto alle persone e attenzione ai lettori rispettando i criteri deontologici della professione. È alto il senso delle istituzioni e il rispetto della ricerca della verità sostanziale dei fatti nella stesura delle varie inchieste giornalistiche che hanno anche operato benefici per la collettività. Si spende continuamente per contrastare la violenza di genere con particolare riguardo alla violenza contro le donne. Da anni ormai scrive a favore della tutela dell’ambiente e della promozione del territorio italiano, profondendo un grandissimo e preziosissimo impegno nel processo di rafforzamento della democrazia, della cultura, della liberta, della sicurezza e della pace tra i popoli”.

Chiara Rai è giornalista professionista, iscritta all’ordine dei giornalisti dal 2010, dopo aver collaborato con diverse testate locali della provincia di Roma, ha scritto per la Cronaca di Roma de Il Tempo dal 2007 al 2016. Dal 2016 è giornalista del quotidiano IL MESSAGGERO per la cronaca di Roma e area Metropolitana. Da gennaio 2012 è Direttore Responsabile del quotidiano indipendente d’informazione L’OSSERVATORE D’ITALIA. Dal 2017 conduce la trasmissione di approfondimento giornalistico sulla web tv OFFICINA STAMPA.
Premiato anche Paolo Crisafi (Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica, Presidente Remind Filiera Immobiliare & di NewsRemind, oltre ad essere Presidente dell’Osservatorio per la Cura della Casa Comune) ha ricevuto la notifica dall’ Accademia Culturale Internazionale del “Premio Internazionale Cartagine 2.0 – 2021 per l’Imprenditoria e l’Economia Sostenibile”.


Il Premio Cartagine ha visto tra i premiati nelle edizioni precedenti altri nomi eccellenti tra i quali Corrado Calabrò, Giulio Andreotti, Gianni Letta, Bruno Vespa e ad altri uomini di alto profilo politico, imprenditoriale e istituzionale.

Il Premio Culturale Internazionale Cartagine, rappresenta un prestigioso riconoscimento destinato a coloro che hanno contribuito, in Italia ed all’Estero, allo sviluppo ed alla diffusione della cultura e del sapere nei diversi settori, nell’interesse supremo dell’elevazione e della promozione del progresso dei popoli, della ricerca della verità, della libertà, della giustizia e della pace e, quindi, della fratellanza universale.

Esso idealmente rappresenta un “Ponte di Cultura” tra i popoli che si affacciano
sul “Mediterraneo”, che, vorremmo evidenziare, rappresentava, all’epoca della
civiltà Cartaginese e Romana, il solo “mondo noto e conosciuto”.

La particolarità, di ricevere il Premio Cartagine equivale ad essere insigniti del titolo di personaggi “Noti nel Mondo del Mediterraneo”, personaggi meritevoli di essere conosciuti a livello “universale”, non solo per i meriti professionali o artistici acquisiti, ma anche per l’attività svolta a sostegno della cultura della pace e della solidarietà.

Peculiarità unica ed originale del “Premio Culturale Cartagine” è riconoscere quali personaggi illustri, non solo coloro che hanno già alle spalle un background importante e ben noto alla collettività ma soprattutto quelle personalità ancora poco note che lavorano, seppur non ancora alla ribalta, per costruire un percorso virtuoso e determinante in vari settori: dall’impegno sociale alla ricerca medica, dalla divulgazione della cultura all’imprenditoria di qualità, dalla difesa dei diritti umani alla politica etica e solidale.

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