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Roma

POMEZIA: ARRESTATO DIRETTORE AMMINISTRATIVO DI UN ISTITUTO COMPRENSIVO

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Tempo di lettura 2 minuti E' ritenuto responsabile della sottrazione di oltre 330.000 euro in 4 anni. Sequestrati due appartamenti e conti correnti bancari.

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Redattore

Pomezia (RM) – I Carabinieri della Compagnia di Pomezia hanno eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti del Direttore Amministrativo di un Istituto Comprensivo di Pomezia ritenuto colpevole dei reati di falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, truffa aggravata e occultamento di atti.

L’uomo è accusato di aver distratto, tra il 2010 e il 2014, una somma superiore a 330.000 euro destinata al pagamento dei fornitori di plessi didattici per cui prestava servizio.

Il G.I.P. del Tribunale di Velletri ha, inoltre, disposto il sequestro preventivo di beni immobili, mobili registrati e conti correnti bancari sino al raggiungimento della somma costituente il profitto acquisito illecitamente, accogliendo la richiesta del Procuratore della Repubblica, Francesco Prete.
Gli accertamenti patrimoniali eseguiti sul conto dell’indagato hanno permesso di individuare due immobili di sua proprietà ubicati nel comune di Roma – in località Ostia e nella zona della Magliana – e un conto corrente bancario.

L’attività di indagine condotta dai Carabinieri della Stazione di Pomezia nei confronti dell’indagato è scaturita dalla denuncia sporta da un dirigente scolastico che aveva riscontrato delle anomalie contabili, evidenziate dallo stesso dopo che una delle ditte fornitrici aveva vantato un credito nonostante agli atti non si riscontrassero mancati pagamenti.

I militari, grazie ad una scrupolosa attività investigativa, sono riusciti a ricostruire non solo il modus operandi dell’indagato – che in più occasioni e in modo continuativo, almeno dal 2010, avrebbe falsificato i mandati di pagamento già posti alla firma dei dirigenti scolastici alterando i beneficiari che venivano di volta in volta indicati come il Direttore Amministrativo stesso o suoi conoscenti e anche suoi creditori – ma anche tutte le operazioni di pagamento illecite, per un ammontare di oltre 330.000 euro.
E’ stato, quindi, accertato che l’indagato aveva creato dei “doppioni” dei mandati di pagamento con identico numero di protocollo, ma con diverso contenuto, affinché presso la scuola fossero conservati i mandati di pagamento intestati ai reali creditori, mentre quelli inviati realmente all’incasso erano tutti intestati a terze persone prive di alcun titolo, recanti la firma apocrifa del dirigente scolastico.

Le indagini hanno, inoltre, permesso di rilevare che i mandati di pagamento conservati presso l’istituto scolastico presentavano anche timbri attestanti una falsa quietanza per sviare eventuali controlli. I timbri non conformi e altro materiale probatorio sono stati rinvenuti nel domicilio dell’indagato durante le perquisizioni eseguite nelle fasi investigative.

A seguito dei provvedimenti emessi dal G.I.P. del Tribunale di Velletri, l’indagato è stato posto agli arresti domiciliari nella propria abitazione.
 

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Metropoli

Canale Monterano, salvo il fico del Marchese del Grillo

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La pianta secolare dopo essere parzialmente crollata era rimasta gravemente danneggiata

CANALE MONTERANO (RM) – Salvo il fico centenario, rimasto danneggiato per cause naturali la scorsa settimana, meglio conosciuto come fico “di Don Bastiano”, presso il Convento di San Bonaventura a Monterano. Una vera e propria “icona” monteranese celebre, anche, grazie al film ‘Il marchese del Grillo’.

La pianta, situata all’interno del convento di San Bonaventura a Monterano nei giorni scorsi è crollata. Il grosso fico durante la notte tra il 25 e il 26 giugno ha subito il distaccamento di parte del tronco e dei rami ad esso collegati.

L’amministrazione comunale di Canale Monterano insieme alla Riserva si sono attivati immediatamente facendo rimuovere le parti schiantate o spezzate e facendo operare una potatura specifica delle parti sopravvissute. Così, grazie alle cure operate secondo le indicazioni prescritte dal tecnico forestale della Riserva Naturale, Dott. Fabio Scarfò, la pianta è stata salvata e ora gode nuovamente di un aspetto sano e bello.

“Vogliamo ringraziare la competente Soprintendenza per il supporto fornito dall’Assistente di zona Sig. Luigi Vittorini – commenta il Direttore della Riserva Naturale Regionale Monterano, Fernando Cappelli – e l’Azienda Agricola Camilletti Cesare, affidataria del servizio, per l’attenzione e la cura nei dettagli dimostrata nell’attuazione dell’intervento.”

“Incrociamo le dita – aggiungono il Sindaco di Canale Monterano, Alessandro Bettarelli e il Consigliere delegato alla Riserva Giovanni D’Aiuto – ma sembra che il peggio sia passato. L’augurio è di vedere il fico di San Bonaventura presidiare con la sua maestosa vecchiaia la navata di San Bonaventura per almeno altri cent’anni”.

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Metropoli

Anguillara, si ribalta betoniera: un ferito

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Traffico in tilt sulla Braccianese all’altezza di Anguillara Sabazia a causa di autobetoniera che si è rivaltata al km 12. Sul posto è intervenuta la squadra VVF di Bracciamo con l’ausilio dell’ autogru. Nessun altro mezzo è stato coinvolto, le cause dell’accaduto al momento restano imprecisate; è stato necessario l’intervento dei soccorritori VVf affinchè la persona venisse estratta viva ed ancora cosciente dalla cabine del mezzo industriale .La stessa è stata affidato al personale del 118 e trasportata al pronto soccorso.

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Roma

Roma, piazza Venezia: non si fermano all’alt dei Carabinieri e vanno a sbattere

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ROMA – Due ragazzi 19enni romani, a bordo di una moto, non si sono fermati all’alt di una pattuglia dei Carabinieri della Stazione di Roma San Lorenzo in Lucina, questa notte, in piazza Venezia e si sono dati alla fuga, fino a raggiungere il Lungotevere Tor di Nona, dove hanno perso il controllo scivolando a terra, per fortuna senza farsi male.

Il conducente del veicolo è stato sottoposto a test con etilometro dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma, poiché in evidente stato di ubriachezza, risultando positivo all’esame, con tasso superiore al limite di legge per cui la patente gli è stata ritirata. Entrambi dovranno rispondere anche dell’accusa di resistenza a pubblico ufficiale.

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