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Litorale

Pomezia, riordino del mercato del sabato. Il Sindaco Zuccalà in visita agli operatori: “La nuova collocazione è una vittoria per tutti”

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POMEZIA (RM) – Il Sindaco di Pomezia Adriano Zuccalà e la vice Sindaco Simona Morcellini hanno fatto visita questa mattina agli operatori del mercato di Pomezia. Dallo scorso 6 febbraio i banchi del mercato hanno lasciato via Orazio per spostarsi tra piazza San Benedetto da Norcia, via Varrone, largo Columella e via Salvo d’Acquisto.

La ricollocazione, che è stata anche l’occasione per ridisegnare la mappatura delle concessioni, mira a valorizzare l’identità storica, commerciale e culturale del mercato di Pomezia restituendo al traffico veicolare via Orazio, in modo da aumentare la sicurezza stradale e recuperare parcheggi.

“La nuova collocazione è stata condivisa con gli operatori e i rappresentanti del settore – spiega la vice Sindaco Simona Morcellini – Un risultato importante che ci consente da una parte di valorizzare le diverse categorie merceologiche presenti e dall’altra di garantire una viabilità più snella e sicura. Il mercato pometino del sabato, oltre ad essere uno dei più grandi del Lazio, è uno spazio fisico e simbolico importante per i cittadini che lo attraversano da anni: il nostro obiettivo è stato riservargli la giusta attenzione per coniugare le esigenze degli operatori con la sicurezza della Città”.


“Per anni i residenti del centro di Pomezia hanno chiesto soluzioni alternative al mercato del sabato – aggiunge il Sindaco Adriano Zuccalà – Oggi finalmente possiamo dire di aver trovato il giusto equilibrio tra le esigenze della cittadinanza e quelle degli operatori commerciali, anche delle attività che si affacciano sul mercato. Un risultato storico di cui ringrazio gli uffici comunali e gli operatori stessi, per la grande collaborazione dimostrata. La nuova collocazione dei banchi, che libera di fatto via Orazio, recupera quasi 100 parcheggi ed elimina l’attraversamento delle auto nell’area del mercato, è una vittoria per tutti”.

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Litorale

Pomezia, Covid al liceo Brodolini: il sindaco lo chiude fino al 13 marzo

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POMEZIA – Il Sindaco di Pomezia Adriano Zuccalà ha appena firmato un’ordinanza che dispone la sospensione di ogni attività all’interno dell’Istituto d’Istruzione Superiore Statale “LARGO BRODOLINI” da oggi 27 febbraio e fino al 13 marzo 2021 compreso. La decisione arriva su richiesta della Asl di competenza, a seguito dei numerosi casi d’infezione da Covid-19 registrati negli ultimi giorni in diverse classi della scuola. “Una misura precauzionale – spiega il Primo Cittadino – visto il numero di classi poste in quarantena per i casi di positività registrati, a tutela della salute e della sicurezza di studenti, docenti e personale scolastico. Per le prossime due settimane tutte le attività scolastiche saranno svolte a distanza”.

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Castelli Romani

Asl Roma 6: istituita la “Procedura operativa aziendale per la gestione delle visite ai pazienti Covid e l’accompagnamento al fine vita”

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La Asl Roma 6, da sempre attenta a porre al centro l’etica e l’umanizzazione delle cure, come già testimoniato con il “Manifesto Interreligioso dei Diritti nei Percorsi di Fine Vita” sottoscritto dall’azienda il 19 dicembre 2019 e dopo l’avvio presso l’Ospedale dei Castelli della Tenda degli Abbracci che consente ai familiari e ai pazienti Covid di abbracciarsi in tutta sicurezza, istituisce la “Procedura operativa aziendale per la gestione delle visite ai pazienti Covid e l’accompagnamento al fine vita”.

“A causa della pandemia da Sars CoV2 e della relativa patologia COVID-19 – afferma il Direttore Generale Narciso Mostarda – gli ospedali si sono trovati, dal marzo 2020, a dover limitare o proibire la presenza fisica di visitatori ai pazienti ricoverati, impedendo di riservare ai nostri cari l’amore, la dedizione e la cura negli ultimi giorni della loro vita, negando quel saluto che seppur triste, concede serenità. La morte di una persona amata è considerato l’evento più stressante tra quelli che compongono l’esperienza umana normale sulla salute mentale e fisica. In caso di decesso di un parente ricoverato, le conseguenze fisiche, mentali e sociali dell’isolamento legato al distanziamento fisico possono incrementare il rischio di un lutto complicato per i congiunti. D’altro canto, per i pazienti che si trovano in condizioni cliniche particolarmente complesse e cariche di ansia, la presenza di persone significative della loro vita può alleggerire il percorso di cura della patologia.”

 Il Comitato Nazionale di Bioetica ha riconosciuto l’alto valore delle cure durante il fine vita, che si manifesta non nella pretesa di poter strappare un paziente alla morte, ma nella ferma intenzione di non lasciarlo solo. L’attenzione non è più alla malattia, ma al centro c’è la persona sofferente, la sua famiglia e accanto ci sono gli operatori sanitari.

Permettere una visita in presenza al familiare/caregiver/persona di fiducia è discrezione del medico che ha in cura il paziente e che può meglio valutarne il beneficio.

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Litorale

Civitavecchia, truffa alla Cassa di Risparmio: sequestrati beni per un milione di euro a due persone

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CIVITAVECCHIA – Immobili, autovetture e rapporti finanziari, per un valore di circa un milione di euro, sono stati sequestrati dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma, su disposizione del Giudice delle Indagini Preliminari di Civitavecchia, nei confronti dei due persone corresponsabili di una truffa ordita ai danni della Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia.

Il provvedimento scaturisce da un’indagine delle Fiamme Gialle della Compagnia di Civitavecchia, dirette dalla locale Procura della Repubblica e coordinate dal Gruppo, che ha preso le mosse dalla denuncia presentata dai vertici della fondazione.

La vicenda ha avuto inizio nel 2015 allorquando la Fondazione cedette a Banca Intesa le quote detenute nella Cassa di Risparmio dell’importo di 19 milioni di euro, il cui provento fu reinvestito nella sottoscrizione di polizze assicurative emesse da una società di Vaduz, nel Liechtenstein, riconducibili a un broker italiano residente in Svizzera, già indagato dall’autorità giudiziaria elvetica e arrestato per truffa.

Dalle investigazioni era emersa anche la responsabilità di due cittadini italiani, un professionista di Tolfa e un civitavecchiese intermediario della transazione, che erano stati denunciati alla Procura della Repubblica di Civitavecchia per i reati di corruzione tra privati, truffa aggravata e di presentazione di infedele dichiarazione dei redditi.

Il primo, membro del comitato investimenti della Fondazione, deputato a valutare la bontà degli impieghi, avrebbe omesso, in cambio di una “tangente” pari a 600 mila euro versatadal broker, i dovuti controlli sui bilanci della società elvetica e sull’effettiva stipula di una polizza assicurativa a garanzia dell’investimento, mentre il secondo, intermediario della transazione, avrebbe beneficiato di una “mazzetta” di 400.000 euro.

Tali proventi illeciti sono stati proposti all’Agenzia delle Entrate per il recupero a tassazione.

A conclusione dell’operazione – che ha riguardato anche le province di Mantova, Milano e Nuoro – sono stati posti sotto sequestro un’autovettura di lusso, conti correnti bancari, rapporti finanziari e quote di proprietà di immobili in Sardegna e a Civitavecchia, oltre a orologi e penne di pregio detenuti in una cassetta di sicurezza.   

L’operazione testimonia l’impegno del Corpo a contrasto da comportamenti fraudolenti che inquinano l’economia legale e carpiscono la buona fede degli investitori.

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