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Cronaca

Poste Italiane: aperto a Roma il primo sportello sperimentale per persone con disabilità uditiva

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E’ operativo da oggi, presso l’ufficio postale Roma 70 in via Collatina 73/77, il primo sportello sperimentale dedicato alle persone con disabilità uditiva operativo sul territorio della Capitale.
La sperimentazione del progetto prevede l’utilizzo di personale in grado di esprimersi nella lingua italiana dei segni sia per tutte le attività di sportello, come il pagamento dei bollettini e l’invio di corrispondenza e pacchi, sia per quelle della sala di consulenza.

Lo sportellista a disposizione della clientela con disabilità uditiva presso l’ufficio di via Collatina è Luigi Musacchio: 28 anni, laureato in Scienze Motorie allo IUSM, assunto a 25 anni in Poste Italiane come operatore di sportello. Luigi Musacchio è molto attivo e protagonista anche nella sua vita privata: attualmente è un atleta della Nazionale italiana Federazione Sport Sordi di beach volley e ha partecipato a eventi sportivi importanti come le Deaflympics (Olimpiadi dei Sordi). Prima di entrare in Poste Italiane è stato per cinque anni anche allenatore di squadre giovanili di pallavolo.

“Sono sordo dalla nascita ma avendo seguito l’approccio “oralista” – precisa Luigi – ho imparato a parlare e riesco a comprendere le persone attraverso la loro espressione verbale e dalla lettura delle labbra. Per questo motivo, in questi tre anni di servizio a sportello non ho mai avuto nessuna difficoltà a relazionarmi e a svolgere normalmente il mio lavoro. L’unica piccola richiesta, che in questo particolare periodo di emergenza Covid è quello di segnalare ai clienti che non mi conoscono, è di abbassare la mascherina per consentirmi di leggere il labiale. Le protezioni in plexiglass che l’Azienda ha installato in tutti gli uffici, consentono di praticare tale soluzione in sicurezza, limitandola al solo tempo necessario per comprendere le richieste del cliente. Possiedo comunque anche una buona conoscenza della Lingua dei Segni che mi è molto utile per comunicare con la clientela che utilizza questo tipo di comunicazione visivo-gestuale.”

Oltre a questo primo sperimentale sportello dedicato agli audiolesi, Poste Italiane ha dimostrato con una molteplicità di iniziative di essere sensibile ai temi e alle persone con disabilità, come la progettazione e la realizzazione degli uffici postali di nuova generazione dove non solo si è operato per eliminare le barriere architettoniche ma si è fatto ricorso a tecnologie e sistemi capaci di offrire pari opportunità di accesso anche alle diverse abilità.

“Sono veramente soddisfatto di essere stato scelto per questa iniziativa – ha aggiunto Luigi – e ho dato già notizia a molti miei amici e soprattutto a chi è nella condizione di aver bisogno di un interlocutore che comprenda e parli la Lingua dei Segni. Nella mia esperienza triennale in questo ufficio, ho servito molti clienti con problemi di udito i quali mi hanno raccontato in diverse occasioni le loro difficoltà: hanno bisogno di qualcuno che dia loro le informazioni con i giusti mezzi per poterle comprendere pienamente. La comunità degli audiolesi è veramente vasta e sicuramente questo tipo di risposte sono dei segnali importanti che vengono accolti sempre in modo positivo.”

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Castelli Romani

Monte Compatri: incidente ad un mezzo di lavoro della società Tekneko, coinvolto un lavoratore

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Per l’ennesima volta la società Tekneko finisce agli onori della cronaca locale.
Dopo il licenziamento dell’operaio del cantiere di Monte Compatri che alla fine di aprile aveva rischiato di morire; dopo il sequestro del cantiere di Via Fontana delle Cannetacce da parte dell’Ispettorato del Lavoro; dopo la morte di un operaio del cantiere di Frascati la serie di situazioni negative all’ordine dell’azienda abruzzese si allunga ancora.
Stavolta, stante la nota diffusa dal sindacato Cobas del Lavoro Privato, si apprende la notizia che ieri, in via Acqua Felice, sempre a Monte Compatri, un mezzo da lavoro della società Tekneko con un operatore alla guida, per cause ancora da accertare, è finito fuori strada.
Durissima la nota del sindacato che si appresta a conoscere con migliore dovizia di particolari le cause che hanno portato all’incidente ma con la ferma convinzione, come dichiarato nella nota stessa, di essere “… estremamente convinti che questi siano gli effetti collaterali della “insicurezza” che, ormai, da troppo tempo, si vive nei cantieri Tekneko di Monte Compatri e che da alcuni mesi come Organizzazione Sindacale denunciamo …”.
Una situazione che preoccupa estremamente il sindacato che, nel proseguo della nota, auspica che “… il nostro collega di Monte Compatri non abbia riportato serie conseguenze in questo sinistro …” augurandogli “… una pronta guarigione …”.
E l’attacco prosegue all’indirizzo dell’amministrazione comunale monticiana guidata da Francesco Ferri con l’ennesimo invito, dapprima, a “vigilare sul rispetto delle norme su salute e sicurezza del lavoro nei servizi oggetto d’appalto” e successivamente ricordandogli di “non può permettersi di rimanere indifferente o, peggio ancora, solidarizzare con l’azienda come ha fatto successivamente all’infortunio dell’operatore ecologico colto da malore in servizio il 24 aprile e poi licenziato il 10 giugno scorso”.
Una battaglia a colpi di comunicati alla quale risponde, ormai da troppo tempo, il silenzio sia dell’azienda Tekneko che dell’amministrazione monticiana.

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Cronaca

Incendio nel Materano, morti due vigili del fuoco, “Volevano salvare una famiglia”

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 “Volevano salvare una famiglia, la cui abitazione era messa in pericolo dalle fiamme.

Ma sono caduti in un dirupo e sono stati avvolti dalle fiamme”.

Sono le parole del sindaco di Nova Siri (Matera), Antonello Mele, riferendosi alla morte di due vigili del fuoco in contrada Cozzuolo.

Secondo quanto si è appreso, entrambi avevano 45 anni ed erano in Matera.

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Castelli Romani

Ciampino, episodio di bullismo: la denuncia di una madre su Facebook scatena polemiche

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Un episodio di bullismo avvenuto a Ciampino ha suscitato forti reazioni e polemiche dopo che una madre ha condiviso la sua drammatica testimonianza su Facebook. La signora, madre di un ragazzo di 13 anni, ha raccontato l’incubo vissuto da suo figlio, vittima di un gruppo di coetanei.

Il post, che ha rapidamente raccolto molte reazioni e condivisioni, ha portato alla luce una realtà inquietante e ha acceso un acceso dibattito tra i residenti.

Secondo quanto riportato dalla madre del ragazzo, l’episodio è avvenuto nel parco comunale di Ciampino, dove suo figlio Alessandro stava giocando con alcuni amici. Improvvisamente, un gruppo di ragazzi più grandi si è avvicinato e ha iniziato a insultarlo e a deriderlo. La situazione è degenerata quando uno dei bulli ha spinto Alessandro a terra, facendogli perdere l’equilibrio e ferendolo al ginocchio. Il ragazzo, visibilmente scosso, è tornato a casa in lacrime e con un grande spavento.

Nel suo post, la madre ha scritto: “Mio figlio è tornato a casa oggi con il cuore spezzato e il corpo ferito. Non posso tollerare che i bambini debbano subire tali atrocità. Questo bullismo deve finire!”. Il suo appello ha ricevuto immediato sostegno da parte di molti residenti, che hanno espresso la loro solidarietà nei commenti.

Giovanna, una residente di Ciampino, ha commentato: “È inaccettabile che i nostri ragazzi non possano sentirsi al sicuro nemmeno nei parchi pubblici. Le autorità devono intervenire e prendere provvedimenti immediati”. Un altro commento, di Marco De Santis, aggiunge: “Questi atti di violenza sono vergognosi. I bulli devono essere identificati e puniti, e le scuole devono fare di più per educare i ragazzi al rispetto reciproco”.

Tuttavia, il post ha anche suscitato polemiche e divisioni. Alcuni hanno criticato i genitori dei ragazzi coinvolti, accusandoli di non educare adeguatamente i propri figli. “Dove sono i genitori di questi bulli? Perché non insegnano loro il rispetto e la compassione?”, ha scritto Francesca.

Le autorità locali non hanno tardato a intervenire condannando il gesto.

L’episodio, sebbene doloroso, ha anche sollevato un’importante consapevolezza sulla necessità di promuovere la cultura del rispetto e della solidarietà tra i giovani.

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