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Cronaca

POTENZA, HOSPICE: ADELAIDE MASELLA NELLO SPLENDIDO RICORDO DI MAMMA CHICO

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Tempo di lettura 4 minuti La commemorazione durante la VII giornata della memoria organizzata dagli "amici dell'hospice"

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di Domenico Leccese
Potenza – Splendida testimonianza, ieri, di Chico De Fino, suocera di Gianluca Lasorella, e mamma di Adelaide Masella, morta lo scorso 5 ottobre 2015, che nella VII giornata della memoria organizzata dagli "amici dell'hospice", ha letto davanti ad un gremito pubblico, con grande coraggio ed una forza strepitosa: "Quando il dott. Ricciuti mi ha chiesto di testimoniare, raccontando come mia figlia Adelaide ha accettato ed affrontato la gravissima malattia che l’ha colpita a soli 38 anni, mi sono chiesta: cosa dire? Quali episodi raccontare? Ci sarebbe tanto da dire …. Dovrei raccontare ogni giorno di questi ultimi tre anni, poiché, nonostante la piena consapevolezza del suo male, Adelaide ha cercato di vivere intensamente e serenamente, come se nulla fosse cambiato.

Prima di tutto devo dire che mia figlia era una persona molto autonoma e indipendente, con una vita piena di amici e di interessi. Era il moto perpetuo. Si era diplomata all’ISEF, faceva l’istruttrice in palestra, teneva corsi di acqua-gym e di mini basket. Non è facile per nessuno accettare il tradimento del proprio corpo. Immaginiamo cosa può aver significato per chi, come lei, aveva un corpo giovane, sano, allenato. Eppure, fin dall’inizio, Adelaide non ha avuto paura della malattia, non si è chiusa in se stessa ed ha continuato a portare avanti tutti i suoi impegni, soprattutto durante il primo anno e, comunque, fino a che, fisicamente, ha potuto. Ricordo che durante una delle prime visite mediche ha chiesto al suo oncologo, strabiliandolo: dottore, potrò continuare a sciare anche se ho le metastasi alle ossa? Poi, invece, il tumore è avanzato, insieme ai dolori. La malattia e le medicine l’hanno fisicamente trasformata, ma lei non si è mai curata nemmeno di questo stravolgimento, anzi, ha portato in giro con fierezza il suo aspetto e ha cercato di fare tutto quello che faceva prima.

Voleva continuare a vivere con pienezza e non trascinarsi per sopravvivere. E lo ha fatto! Finanche quando non è più riuscita a camminare, non si è demoralizzata per niente. Diceva che essere costretta sulla sedia a rotelle non era un grave handicap e, addirittura, trovava anche in questo il lato positivo: non devo fare le file, ho priorità per entrare al cinema, alle partite, ai concerti, ai musei. Ho il posto riservato nei parcheggi! Seduta sulla sedia a rotelle, prendeva sulle ginocchia i figli delle amiche dicendo: dai, andiamo a passeggio sulla brum brum di zia Ade. Amava viaggiare e fotografare quello che catturava il suo sguardo ed ha cercato di continuare a farlo anche durante la malattia. Durante un viaggio ad Amsterdam, quando già camminava con le stampelle, mi ha telefonato e mi ha detto: ho girato per la città in bicicletta, ho avuto qualche difficoltà a pedalare, ho un po’ di dolore in più, ma ne è valsa la pena! Anche quest’estate, alla fine di agosto, ha chiesto al dott. Glisci dell’ANT – che ringrazio dal profondo del cuore insieme alla dottoressa Martorano e alle infermiere per il supporto fondamentale che ci hanno dato – : Per piacere, Saverio, aumenta il flusso della trasfusione, devo sbrigarmi, ho un aereo da Napoli per Milano, vado a visitare l’EXPO. Lei era così … era capace di fare la chemio al mattino e di andare la sera a cena fuori. Per oltre un anno, ogni settimana è andata a Milano, per sottoporsi ad una cura sperimentale.

Nonostante il viaggio, l’ospedale, i trattamenti, i farmaci, le analisi, la sera in cui pernottava cercava sempre di fare qualcosa di piacevole, di andare a teatro o al cinema, di assistere ad un evento sportivo, di cenare in posti carini, o anche solo di fare una passeggiata per vedere le bellezze della città. Naturalmente tutto questo è stato possibile anche grazie al marito Gianluca, che le è stato sempre vicino, supportandola sempre con immenso amore ed infinita pazienza, sino all’ultimo istante. Riusciva a trasformare anche le cose più spiacevoli in occasioni positive. Più volte ha fatto le trasfusioni di sangue seduta sul divano del salotto di casa, circondata dagli amici ai quali aveva preparato l’aperitivo. Amava stare con gli amici e la famiglia, soprattutto a tavola. Lo scorso Natale, sapendo di dover andare a Bologna per sottoporsi ad un intervento chirurgico e che sarebbe tornata solo nel tardo pomeriggio del 24 dicembre, prima di partire ha apparecchiato con cura la tavola per il cenone della vigilia, per accogliere tutti noi parenti a casa sua, come tanto le piaceva. Lei che amava tanto mangiare, tormentata dalla nausea, da mesi non aveva più appetito ma la voglia di stare insieme a persone care, di continuare a fare le solite cose, era più forte di tutto. Finanche quando è stata ricovera all’Hospice, con il consenso dei medici e la pazienza degli infermieri, ha trasformato la stanza in un salotto dove si ricevevano i parenti e gli amici per il the, si giocava a carte, si cenava tutti assieme.

Essere ricoverati all’Hospice spaventa, anche Adelaide è arrivata timorosa ma, l’atmosfera familiare che ha trovato, ha fatto sì che si sentisse subito a suo agio. Ecco perché non ho parole per esprimere il mio riconoscimento e la mia stima al dottor Ricciuti ed alla sua equipe per la professionalità e l’umanità con cui mia figlia è stata accolta ed accudita. Un ringraziamento va anche ai volontari “Gli amici dell’Hospice”. Per concludere, voglio raccontarvi un’ultima cosa. Solo tre giorni prima di morire è andata ad una cena, con il catetere nascosto nella borsa, solo per fare gli auguri alla festeggiata e svagarsi un po’ di tempo fuori casa con gli amici. Questa era Adelaide. Paradossalmente è stata proprio lei a dare la forza a noi tutti di affrontare la sua malattia. E’ stata coraggiosa, forte, fiera ed ha lottato fino alla fine come un leone perché lei, che era la gioia di vivere, voleva vivere. Il suo coraggio e la sua tenacia sono stati e rimarranno un esempio per tutti di come dovremmo apprezzare la vita, sempre e comunque. Ed è così che la dobbiamo ricordare e soprattutto la dobbiamo raccontare anche a chi non l’ha conosciuta!"
 

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Catanzaro, arrestato ginecologo: è accusato di omicidio colposo

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La Polizia di Stato di Catanzaro ha dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa ex art 291 comma 2 c.p.p, nell’ambito del procedimento nr 89/22 rgnr, dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Procura della Repubblica di Catanzaro, per il reato di omicidio colposo nei confronti di un medico ginecologo, già destinatario di un provvedimento non definitivo di radiazione da parte dell’Ordine dei Medici di Teramo.L’indagine dei poliziotti della Digos ha preso avvio dall’attività intercettiva svolta sull’utenza del sanitario, nell’ambito di altro procedimento instaurato a suo carico presso la Procura di Catanzaro.L’ipotesi è che il ginecologo non abbia effettuato una corretta diagnosi e non abbia apprestato il necessario trattamento terapeutico su un paziente con gravissime e molteplici patologie pregresse (cardiopatia con acuzie di infarto nel 2007, ipertensione, ipercolerestolemia, diabete, problemi di prostata), poi deceduto per un infarto del miocardio, e lo abbia ‘curato’ con pratiche non riconosciute dalla scienza medica, procrastinando il ricovero ospedaliero ed impedendo l’attivazione di idonee terapie salvavita.Le esigenze cautelari poste alla base del provvedimento coercitivo sono state desunte dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Catanzaro dalla non occasionalità della condotta del sanitario, che ha sollecitato cure alternative alla medicina ‘ordinaria’, prive di validità scientifica, anche in relazione ad una paziente affetta da covid-19, dando esecuzione ai numerosi proclami antiscientifici diffusi sul suo profilo facebook, con ampio seguito.Il procedimento è attualmente nella fase delle indagini preliminari. 

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Covid, cala il tasso di positività. Brusaferro: “Primi segnali di stabilità”

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Sono 179.106 i nuovi contagi da Covid nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 188.797. Le vittime sono invece 373, mentre ieri erano state 385.

Sono 1.117.553 i tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore in Italia, secondo i dati del ministero della Salute.

Ieri erano stati 1.110.266.

Il tasso di positività è al 16%, in lieve calo rispetto al 17% di ieri. Sono 1.707 i pazienti in terapia intensiva, 9 in più nel saldo tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri sono 148. I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 19.485, ovvero 174 in meno rispetto a ieri. 

“Cresce ancora anche se meno velocemente il tasso di incidenza di casi di Covid nel nostro paese che raggiunge ormai quota 2.011 casi per 100 mila abitanti. Per l’Rt siamo in leggere flessione a 1,3. Soprattutto per quello che riguarda l’area medica siamo al di sopra della soglia critica con diverse regioni oltre soglia anche per la terapia intensiva”. Lo spiega il direttore della prevenzione del ministero della salute nel video che accompagna il monitoraggio settimanale sui casi Covid in Italia.

“Dopo 12 settimane di crescita continua dell’epidemia di Covid-19 si osservano questa settimana dei segnali di stabilizzazione dell’incidenza, della trasmissibilità dei casi e dell’occupazione dei posti letto in terapia intensiva. L’utilizzo dei servizi ospedalieri resta però importante ed è necessario non incrementare ulteriormente questo impegno”. Così il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Silvio Brusaferro, commentando il monitoraggio settimanale Iss-ministero Salute. “Sapendo che Omicron è largamente dominante, è fondamentale il rispetto rigoroso delle misure comportamentali e garantire la copertura vaccinale”.

“Negli ultimi 7 giorni vediamo che comincia una decrescita dei casi più marcata nella fascia 20-29 anni ma i casi rimangono in crescita nella fascia di età 0-9 anni. L’incidenza dei ricoveri in tale fascia è contenuta nei numeri ma i ricoveri ci sono e questo ci ricorda l’importanza della vaccinazione anche per i bambini”. Così il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Silvio Brusaferro, in un video di commento al monitoraggio settimanale Iss-ministero Salute.

“Data l’estrema diffusione e soprattutto la grande contagiosita’ della variante omicron che e’ ormai largamente dominante nel nostro paese e’ bene continuare ad avere dei comportamenti ispirati alla prudenza e soprattutto completare il ciclo vaccinale con una dose di richiamo anche per evitare la congestione delle strutture ospedaliere”. Lo ha detto il direttore della prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza nel video che accompagna il monitoraggio settimanale sui casi Covid.

Continuano a crescere velocemente, trainati dalla variante Omicron, i casi di Covid-19 tra medici, infermieri e altri lavoratori della sanità. Negli ultimi 30 giorni sono stati 47.607 a fronte di 3.412.930 casi complessivi di infezione da Sars-Cov-2 in Italia. E’ quanto emerge dai Dati della Sorveglianza integrata Covid-19 in Italia, a cura dell’Istituto Superiore di Sanità, aggiornati al 20 gennaio. I dati di una settimana fa, aggiornati al 13 gennaio, riportavano 2.432.925 casi totali nella popolazione registrati nei 30 giorni precedenti e, di questi, 34.446 tra gli operatori sanitari.

L’incidenza settimanale nazionale si è stabilizzata mentre cala l’indice di trasmissibilità Rt. L’incidenza è pari a 2011 ogni 100.000 abitanti (14/01/2022 -20/01/2022) rispetto a 1988 ogni 100.000 abitanti (07/01/2022 -13/01/2022) della scorsa settimana. Nel periodo 22 dicembre 2021 – 4 gennaio 2022, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,31 (range 1,00 – 1,83), in calo rispetto alla settimana precedente, quando era pari a 1,56. Varie Regioni hanno però avuto problemi nell’invio dei dati e potrebbe esserci una sottostima. Lo evidenzia il monitoraggio Iss-ministero della Salute.

Resta stabile il tasso di occupazione in terapia intensiva: è al 17,3% (rilevazione giornaliera del Ministero della Salute al 20 gennaio) rispetto al 17,5% della rilevazione al 13 gennaio. Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale sale al 31,6% (rilevazione giornaliera del Ministero della Salute al 13 gennaio) contro il 27,1% del 13 gennaio.

Rimane stabile il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (658.168 vs 649.489 della settimana precedente). La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è in leggero aumento (15% vs 13% la scorsa settimana). È in diminuzione la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (41% vs 48%) mentre aumenta la percentuale di casi diagnosticati attraverso attività di screening (44% vs 39%).

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Firmato DPCM anti covid: niente ritiro della pensione senza Green pass

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Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha firmato il Dpcm che indica le attività commerciali in cui dal primo febbraio sarà possibile continuare ad accedere senza Green pass. Non sarà possibile andare in un ufficio postale nemmeno per ritirare la pensione se non si ha il certificato verde. E’ saltata dunque la norma inserita nella bozza con la quale erano considerate “esigenze essenziali e primarie” quelle “indifferibili e urgenti connesse alla riscossione, presso gli sportelli di Poste italiane Spa e degli istituti di credito abilitati, di pensioni o emolumenti comunque denominati non soggetti ad obbligo di accredito”. 

Alimentari e salute, la faq del governo – Il decreto stabilisce, quindi, che non è richiesto il possesso della certificazione verde per “esigenze alimentari e di prima necessità”.Chi entra senza Green pass nei supermercati può acquistare tutti i prodotti li’ venduti, non solo beni di prima necessità, precisa una Faq del governo rispetto al dpcm Covid. “Coloro che accedono agli esercizi commerciali esenti dal cd. Green pass previsti
dall’allegato del decreto del presidente del Consiglio dei ministri 21 gennaio 2022 possono acquistare ogni tipo di merce in essi venduta”.

Niente obbligo anche per “esigenze di salute, per le quali è sempre consentito l’accesso per l’approvvigionamento di farmaci e dispositivi medici e, comunque, alle strutture sanitarie e sociosanitarie”, comprese “quelle veterinarie, per ogni finalità di prevenzione, diagnosi e cura, anche per gli accompagnatori (questi ultimi, però, per rimanere all’interno delle strutture residenziali, socio assistenziali, sociosanitarie e hospice dovranno aver fatto il booster oppure avere l’esito di un tampone negativo effettuato non oltre le 48 ore precedenti se hanno solo due dosi di vaccino o sono guariti dal virus), e “per l’accesso dei visitatori a strutture residenziali, socio-assistenziali, sociosanitarie e hospice”.

Sicurezza – E’ consentito l’accesso agli uffici aperti al pubblico delle forze di polizia e delle polizie locali, allo scopo di assicurare lo svolgimento delle attività istituzionali indifferibili, nonché quelle di prevenzione e repressione degli illeciti.

Giustizia – Inoltre è consentito l’accesso senza certificazione agli uffici giudiziari e agli uffici dei servizi sociosanitari esclusivamente per la presentazione indifferibile e urgente di denunce da parte di soggetti vittime di reati o di richieste d’interventi giudiziari a tutela di persone minori di età o incapaci, nonché per consentire lo svolgimento di attività d’indagine o giurisdizionale per cui è necessaria la presenza della persona convocata.

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