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Premio Castel Gandolfo, convegno: Paolo Giusti cita un caso emblematico di disperazione risolto brillantemente grazie allo sportello di ascolto

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CASTEL GANDOLFO (RM) – Si è appena concluso con gli interventi dei relatori il convegno organizzato nella Sala Consiliare del Comune di Castel Gandolfo sul tema “La persona umana come valore fondante del nostro ordinamento Costituzionale”.

Dopo i saluti del Sindaco Milvia Monachesi e dagli organizzatori del “Premio Castel Gandolfo 2019” Chiara Rai e Maria Grazia Piccirillo, è intervenuto il prefetto Francesco Tagliente nella veste di Chairman e moderatore del incontro- dibattito.

Alla presentazione dei relatori ha fatto seguito una riflessione sul valore della Persona nel nostro ordinamento costituzionale e sulla importanza di rivolgere ascolto e sostegno a quelle persone che non hanno più risorse ed energie per farsi assistere da un legale, commercialista o psicologo.

Sono poi intervenuti nella veste di relatori lo psichiatra neuroscienziato Pietro Pietrini ora direttore della Scuola IMT alti studi di Lucca, socio fondatore della Società Italiana di Neuroetica; l’avvocato Giuseppe Mazzotta Presidente Unione Giuristi Cattolici di Pisa; Paolo Giusti responsabile sportello di ascolto della Fondazione Toscana per la Prevenzione dell’Usura; Antonio Cerrai, presidente del Comitato provinciale CRI di Pisa; Romano Pucci, presidente Confartigianato Pisa, tutti già componenti del Servizio di ascolto e sostegno per prevenire tragedie familiari.

Il dott. Paolo Giusti responsabile sportello di ascolto della Fondazione Toscana per la Prevenzione dell’Usura ha parlato di un caso emblematico di disperazione risolto brillantemente evidenziando come e da dove è nato il percorso seguito.

Giusti ha premesso che per contribuire a far comprendere meglio l’importanza del tema del Convegno, degli Sportelli territoriali e del Servizio di ascolto e sostegno, ha pensato di raccontare la vicenda di una famiglia presa in carico dalla sua struttura e il percorso per farla uscire dal tunnel.

“Anni fa – ha esordito il dott. Giusti – pervenne una richiesta di aiuto urgente da una famiglia abitante nella Valdera, indirizzata a noi dal maresciallo della locale stazione dei Carabinieri. L’ascolto della signora presentò una situazione di reale difficoltà per sovraindebitamento incolpevole aggravata dalla presenza in casa del figlio con disabilità 100% oltre che da disoccupazione del coniuge per chiusura fabbrica. La situazione debitoria derivava dalla precedente attività commerciale del padre defunto e la situazione economico-finanziaria familiare si era ulteriormente degradata per consigli /consulenze “inadeguati” di direttori di banca e professionisti.

La veridicità del racconto fu confermato dal Maresciallo dei carabinieri della locale stazione che l’aveva indirizzata a noi con ammirevole sensibilità per evitarle la “vergogna” di esporre le sue difficoltà nel centro di ascolto attivo della sua città. Inoltre il Maresciallo aveva raccolto la confidenza del coniuge preoccupato per lo stato fortemente depressivo della moglie e le sue intenzioni di “farla finita” una volta per tutte. In quelle settimane la cronaca riportava già 2 drammatici suicidi per problemi legati alla perdita di lavoro, sovraindebitamento, pignoramento della casa ecc.”
“L‘analisi del nostro gruppo di ascolto – ha proseguito Paolo Giusti – portò alla conclusione che la concreta ristrutturazione del debito non poteva prescindere da un preventivo accordo per il debito principale verso un importante Istituto di Credito i cui funzionari, fra l’altro, non avevano consigliato al meglio la signora, anche da un punto di vista professionale oltre che etico. La nostra offerta per eventuale accordo si sarebbe basato su presupposti concreti, ed era sicuramente possibile in base ad altre esperienze della specie da noi fatte in altri casi analoghi. Con questo accordo tutte le altre “pendenze” a nostro parere potevano trovare gradualmente soluzione. Facemmo ripetuti tentativi di contatto con l‘istituto bancario, ma risultarono tutti infruttuosi. E si avvicinava il giorno dell‘avvio della procedura di espropriazione”.


“Da qualche tempo – ha proseguito ancora il dott. Giusti – il Prefetto di Pisa, Francesco Tagliente, aveva messo a punto un innovativo Servizio, chiamato di “ascolto e sostegno “che operava mettendo in rete, meglio, a “sistema” – ecco una sostanziale novità operativa – istituzioni, enti, ordini professionali, volontariato per aiutare a risolvere criticità di famiglie ed aziende in forte disagio economico-finanziario, sociale. Veramente in difficoltà portammo all’attenzione del Servizio questo caso trovando immediata accoglienza e comprensione. Con nostra grande soddisfazione il Servizio, presieduto dal Prefetto, mise a disposizione delegati dell‘ordine degli avvocati e dei commercialisti.

Il Prefetto Tagliente, direttamente, si interessò al caso mostrando una grande sensibilità istituzionale oltre che personale. Si rese rapidamente conto delle irragionevoli resistenze dell‘istituto bancario anche solo a rispondere alle domande di chiarimento. Non era obbligato ad accogliere le nostre proposte, le poteva anche respingere, ma almeno rispondesse. Con una azione che ci rincuorò vedemmo finalmente un Rappresentante dello Stato che interveniva concretamente e rapidamente, mettendo sul tavolo il “peso” della Istituzione. Parlò col Direttore Generale ed ottenne una adeguata attenzione al caso. Riuscimmo finalmente ad avere contatti con la banca, ad avere risposte coerenti individuando un concreto interlocutore. Fu nella sede prefettizia che ci fu offerto il contributo dell’Avvocato Giuseppe Mazzotta il quale si rese disponibile ad intervenire con un intervento negoziale” risultato risolutivo”
“L’avvocato Giuseppe Mazzotta – ha aggiunto ancora Paolo Giusti – con competenza, professionalità e squisita sensibilità riuscì a negoziare una soluzione compatibile con le possibilità della famiglia assistita. Superò resistenze continue, talvolta inconcepibili ma, individuando un percorso fruttuoso anche presso il giudice delle esecuzioni, riuscì a concludere positivamente la vicenda legale e consentirci di chiudere con soddisfazione il caso.

Mostrò grande attenzione alle difficoltà della famiglia, comprensione per le particolari esigenze anche di disponibilità di tempo ed orario, aiutò anche a risolvere successive difficoltà. Il tutto con assoluta disponibilità e gratuità”.
“Questa famiglia – ha concluso Giusti – attualmente, continua a vivere in una casa non più a rischio di esproprio, riesce a pagare con regolarità i propri debiti adeguatamente ristrutturati, assicura una atmosfera familiare serena al figlio. Anche recentemente è stato possibile superare una ultima criticità con un Istituto di credito perché “pratici” delle modalità operative delle banche e capaci di parlare lo stesso “linguaggio”.

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Castel Gandolfo, nasce “El Perro Academy & Fitness”: sport e amici a 4 zampe per socializzare sulle rive del lago

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CASTEL GANDOLFO (RM) – Un nuovo progetto dedicato agli amici a 4 zampe prende il via nella Città Vaticano II dove l’associazione sportiva Castel Gandolfo Outdoor, già sede degli allenamenti delle Unità Cinofile di Salvataggio in Acqua , ha presentato “El Perro Academy & Fitness” a Castel Gandolfo.

Si tratta di un Centro di Formazione Tecnica per le attività cinofile sportive ed operative, un progetto definito “ambizioso” dagli organizzatori che, sotto l’ègida degli Enti di Promozione Sportiva riconosciuti dal C.O.N.I., e l’ausilio di formatori tecnici altamente qualificati, veterinari ed osteopati animali, mira ad ampliare la cultura cinofila in generale, dalle attività sportivo-ricreative svolte dai binomi, sino alla formazione ed agli allenamenti delle più specialistiche unità cinofile operative.


“L’intento – spiega Paola Romanelli – Responsabile del Settore Cinofilo dell’associazione – è quello di spingere una vasta platea, dai piccoli ai meno giovani, ad approfittare della presenza di un cane in famiglia per approcciarsi ad uno stile di vita che metta l’attività motoria in primo piano, attività accompagnata da momenti di relax nei gruppi de “gli amanti dei cani”, ma anche nozioni che possano formare proprietari responsabili per la gestione del proprio cane a 360°. Ringraziamo gli Enti preposti per aver sostenuto la nostra iniziativa autorizzando l’accesso dei cani in area demaniale ed in acqua, sarà nostra cura rispettare l’ambiente del nostro territorio. Avanti con lo sport dunque, ma anche via al recupero della socializzazione all’aria aperta che nell’ultimo anno molti di noi hanno perso; grande spazio anche a progetti ambiziosi che coinvolgeranno altre Associazioni no profit, le Scuole del territorio per lavori specifici con I.A.A. (Interventi Assistiti con gli Animali)”

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Nemi, gestione rifiuti vicino un pozzo di acqua: il Comitato scrive all’On. Valerio Novelli presidente della Commissione Ambiente

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Dopo l’interrogazione regionale presentata dal Presidente della Commissione Rifiuti On. Marco Cacciatore, il Comitato attende di essere convocato per essere ascoltato in Commissione Ambiente presieduta dall’Onorevole Valerio Novelli

NEMI (RM) – Il Comitato “I Corsi” – via della Radiosa, Nemi ha chiesto di essere ascoltato in audizione presso la Commissione Agricoltura e Ambiente del Consiglio Regionale del Lazio, presieduta dall’On. Valerio Novelli, per poter esporre e informare delle intenzioni dell’Amministrazione comunale di Nemi riguardo la realizzazione di un Centro comunale di raccolta rifiuti differenziati – isola ecologica in via della Radiosa nelle immediate vicinanze – circa 40 metri – di un pozzo di acqua potabile gestito da Acea che serve la popolazione di Nemi e all’occorrenza può servire anche altri comuni.

La richiesta di audizione è stata inviata lo scorso 7 maggio dove è stata riassunta la vicenda che appare in netto contrasto con quanto stabilito dalla Legge 152/2006 che vieta categoricamente, senza sorta di interpretazioni, la “gestione rifiuti” entro un’area di 200 metri – fascia di rispetto – dal pozzo di acqua.

“Il Comune di Nemi, – scrivono dal Comitato -dopo aver visto bocciato il suo precedente progetto da parte di ACEA ATO2, ha continuato a lavorare durante tutto il periodo tra il 2016 e oggi in ambito di Conferenza di Servizi, in chiaro contrasto con il d.lgs. 30 giugno 2016, n. 127 che stabilisce tempi certi per la chiusura delle Conferenze di Servizi” è evidente che cerca di “interpretare” l’Art. 94 della L. 152/2006 e ottenere l’autorizzazione alla realizzazione del centro raccolta – isola ecologica.

Acea Ato 2 ha detto per due volte no ma il Comune insiste e si rivolge alla dirigente Flaminia Tosini arrestata con l’accusa di corruzione, concussione, turbata libertà di procedimento di scelta del contraente.

Il Comitato ha chiesto e ricevuto da ACEA ATO2 alcuni documenti da cui si evince che su ulteriore sollecitazione del Comune di Nemi ACEA ATO2 ha fornito nel Luglio 2018 un ulteriore parere negativo. Il Comune di Nemi ha, a quel punto, fatto richiesta di ulteriore parere alla Regione Lazio – Direzione Politiche Ambientali Ciclo dei Rifiuti – Area Rifiuti e Bonifiche e questo, con prot. n. U0145826 del 22/02/2019 dopo aver asserito che “le attività che sono svolte all’interno del centro di raccolta non costituiscono alcun tipo di lavorazione, recupero, smaltimento sui rifiuti e pertanto potrebbero non costituire “centro di pericolo”, ha richiesto ad ACEA la redazione di uno studio sulla vulnerabilità della falda.

In data 15/3/2019 il comune di Nemi con Prot. 2950 alla luce del parere della Regione Lazio sollecitava nuovamente ACEA ATO2 a emettere un nuovo parere, invitando l’Ente Gestore delle acque a rivedere quello espresso in precedenza e di fornire lo studio di Vulnerabilità della falda come richiesto dalla Direzione Politiche Ambientali Ciclo dei Rifiuti – Area Rifiuti della Regione. In data 4/9/2020 ACEA ATO2 con lettera Prot. 0448288 al Comune di Nemi si limitava a trasmettere al Comune di Nemi lo studio richiesto ma non forniva alcun ulteriore parere”.

Un parere, quello della Regione Lazio, che porta la firma di Flaminia Tosini arrestata a marzo con l’accusa di corruzione, concussione, turbata libertà di procedimento di scelta del contraente.
Flaminia Tosini tenta in maniera più che opinabile e arrangiata una sorta di interpretazione della famosa legge 152/2006 art 94 facendo leva sui famosi casi di straordinarietà che prevedono la gestione di rifiuti in prossimità di un pozzo.

Peccato che non vi rientri assolutamente la fattispecie di via della Radiosa e non è possibile alcuna deroga di tale legge se non principalmente in caso di mareggiate (non c’è mare in quella strada ne ad esempio alghe che possano ostruire il pozzo a tal punto da prevedere la rimozione dei rifiuti e quindi una sorta di “gestione” finalizzata alla sola pulizia dello stesso).

Su questa vicenda che vede tanti cittadini battersi per cercare di far rispettare una Legge che non ammette nessun tipo di deroga – D.lg 152/2006 Art. 94 – dopo l’interrogazione regionale presentata dal Presidente della Commissione Rifiuti On. Marco Cacciatore, il Comitato attende di essere convocato per essere ascoltato in Commissione Ambiente presieduta dall’Onorevole Valerio Novelli.

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Castel Gandolfo: il lago è balneabile. Al via la stagione con tuffi sicuri

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CASTEL GANDOLFO (RM) – Lago di nuovo balneabile a Castel Gandolfo dove l’ARPA Lazio ha comunicato che i valori dell’acqua sono conformi. Può dunque partire in tutta tranquillità la stagione balneare lungo gli arenili della Città Vaticano II.

La Sindaca Milvia Monachesi ha infatti ritirato l’ordinanza dello scorso 30 aprile con la quale veniva vietata la balneazione a seguito dei prelievi del 22 aprile effettuati dall’ARPA Lazio che evidenziavano dei valori non conformi, solo in uno dei tre punti, per il superamento dei limiti ammessi per gli enterococchi.

L’ARPA Lazio ha quindi ripetuto le analisi dell’acqua del lago lo scorso lunedì 10 maggio dove è stato evidenziato il rientro nella normalità dei valori stabiliti per legge.

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