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Preso il pericoloso latitante moldavo Ion Babaianu: ricercato per violenza sessuale su minore

MANTOVA – Pericoloso latitante moldavo scovato ed arrestato ieri in una operazione congiunta condotta dalla Divisione Interpol del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (SCIP), articolazione operativa della Direzione Centrale della Polizia Criminale guidata dal Prefetto Vittorio Rizzi e dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Mantova comandato dal Col. Antonino Minutoli che sottolinea ancora una volta la stretta collaborazione operativa esistente con gli uffici investigativi territoriali.

In particolare, nel pomeriggio di ieri i Carabinieri della Compagnia di Gonzaga (MN) hanno proceduto all’arresto di tale Babaianu Ion, moldavo, classe 94, latitante, ricercato a livello internazionale ai fini estradizionali verso la Moldavia, poiché colpito da un ordine di cattura emesso dal Tribunale di Cahul (Moldavia) per il reato violenza sessuale su minori per una pena massima comminabile anni 12 di reclusione. Nella notte del 1° ottobre 2018 nella città di Rosu (Distretto di Cahul), il ricercato dopo aver attirato nella propria abitazione la vittima, una minore di anni 15, l’ha costretta con l’uso della forza fisica e psicologica ad avere rapporti sessuali con lui.

Lo stesso per evitare di dover scontare la pena a cui era stato condannato, aveva lasciato la Moldavia rifugiandosi in Italia fino a ieri.

Il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia organismo interforze che funge da unico punto di contatto italiano per la cooperazione internazionale di Polizia, che garantisce un costante interscambio info-operativo globale e può contare su una rete di Esperti per la Sicurezza dislocata in oltre sessanta Paesi del mondo, dopo aver seguito le tracce della presenza del latitante prima in Emilia Romagna e successivamente in Lombardia, una volta accertata la localizzazione geografica, segnalava l’emergenza operativa al predetto Comando dei Carabinieri di Mantova che procedeva all’immediato rintraccio ed arresto del medesimo. Lo stesso alloggiava con altri connazionali e con essi era impiegato nei raccolti agricoli stagionali, da cui evidentemente traeva il sostentamento per vivere.

L’uomo all’apparizione dei militari non ha opposto resistenza ovvero tentato la fuga. La successiva attività d’indagine dell’Arma dei Carabinieri si concentrerà sul capire se e chi ne abbia potuto favorire la latitanza e sugli accertamenti in merito alla veridicità dei documenti rumeni in suo possesso.