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PRIMARIE PD NELLA BUFERA A NAPOLI: BASSOLINO E VALENTE PRESENTANO RICORSO

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Valeria Valente: “Abbiamo presentato un ricorso per verificare se iscritti del Pd abbiano tenuto comportamenti lesivi dell'onorabilità del partito e degli stessi candidati, dur

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di Angelo Barraco

Napoli – Sono passati appena che cinque giorni dalle primarie a Napoli e le acque sono già torbide e nere. Antonio Bassolino e la vincitrice Valeria Valente presentano ricorso. Bassolino, giunto alle 13 alla sede del Pd di Napoli, ha riferito ai presenti: “Fatemi presentare il ricorso contro la proclamazione dei risultati elettorali perché sono viziati da varie e serie irregolarità che comportano l'annullamento della proclamazione. Penso e spero che sarà accolto" precisando “Dentro il ricorso si contesta anche da parte mia la presenza alla riunione del comitato di garanzia del segretario del Pd napoletano che non aveva alcun titolo per partecipare alla riunione creando una grave commistione tra organi di garanzia e organi politici. Fra l'altro i miei rappresentanti poco prima avevano chiesto di rendere tutto pubblico in diretta streaming” inoltre “si era risposto comprensibilmente che la riunione non era pubblica. Ma con la partecipazione del segretario è diventata simil-pubblica, diciamo. Già questo comporta delle gravi irregolarià' e quindi l'annullamento”. Molti hanno chiesto se presenterà ricorso alla commissione nazionale, lui ha risposto “Come io sono abituato a fare ora secondo le regole posso presentare il ricorso in sede locale e lo faccio. Presentare fin da ora in sede nazionale, vorrebbe dire che è già scontato che questo ricorso non venga accolto. Spero nella saggezza delle persone e che ci sia un doveroso accoglimento di un ricorso che è fatto nell'interesse del Pd e della città di Napoli”. 
 
Valeria Valente invece ha riferito: “Abbiamo presentato un ricorso per verificare se iscritti del Pd abbiano tenuto comportamenti lesivi dell'onorabilità del partito e degli stessi candidati, durante le primarie. Ciò che si chiede è di avviare gli accertamenti del caso per verificare “se vi siano stati, nella giornata di domenica 6 marzo, comportamenti contrari alle norme previste dallo Statuto del partito”. Nella nota lanciata dal comitato di Valente si legge: “I fatti sono tutti quelli rilevabili dal video prodotto e pubblicato da 'Fanpage.it, idoneo a dare certezza di illeciti comportamenti ancorché inopportuni dal punto di vista politico”. Auspicano che la commissione possa visionare l’intero video in modo tale che ogni violazione possa essere sanzionata. In merito alla scelta di Valeria Valente, Bassolino ha dichiarato: “Mi fa piacere e mi auguro che i suoi rappresentanti nel comitato che deve esaminare il mio ricorso dicano che bisogna farlo con serietà, con il tempo necessario, quindi l'opposto di quello che è stato detto la volta scorsa e mi auguro che approvino la richiesta che io faccio; per quello che riguarda il suo, è la conferma che e' evidente che diverse cose non sono andate e per quanto riguarda me si vada avanti senza guardare in faccia a nessuno”. 
 
Torna in campo anche Massimo D’Alema e attacca Renzi: “Bisogna compiere un lavoro di ricostruzione del centrosinistra, non di creazione di un partitino alla sinistra del PD. È una battaglia politica e culturale che passa sia all'interno che all'esterno del PD, perché molti hanno deciso di andarsene. Ci sono diverse personalità intorno a cui si può ricreare il centrosinistra in alternativa a Renzi. Quando si arriverà al congresso del PD questo risulterà alla luce del sole”, le parole di D’Alema a SkyTg24, e aggiunge “In quasi tutte le città in cui si va al voto stanno venendo fuori candidature e liste, nell'ambito del centrosinistra, fuori o in polemica con il Pd, questo è un fatto. Questo fatto testimonia che l'unità del centrosinistra non c'è più, è in crisi. Una parte dei parlamentari che formavano la coalizione elettorale del Pd sono all'opposizione, viceversa una parte significativa dei parlamentari del centrodestra sono al governo. Qualcosa è successo”. 

Ambiente

Lago di Vico, il ministro Patuanelli pronto a organizzare un tavolo con tutti gli attori per salvare l’area

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Tra i problemi dell’area la mancata bonifica di un ex stabilimento militare che aveva sede sulle sponde del lago

Il Ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli ha dato la sua piena disponibilità ad organizzare un tavolo di lavoro, nel più breve tempo possibile, sull’inquinamento del lago di Vico in provincia di Viterbo. A farlo sapere è la senatrice del M5s Vilma Moronese che lo scorso mese di maggio ha presentato una interrogazione al senato e che ieri ha incontrato Patuanelli al Ministero dell’Agricoltura con il quale ha discusso di tutte le problematiche legate al bacino lacustre prospettando anche possibili soluzioni che necessitano del coinvolgimento di tutte le parti in causa.

L’area è divenuta riserva naturale regionale, SIC (sito di interesse comunitario) e ZPS (zona a protezione speciale) e quindi non sono a rischio solo la tutela ambientale e la salute dei cittadini, ma anche l’attività economica legata al lago di Vico essendo una meta turistica molto apprezzata e dove viene prodotta la Nocciola Romana DOP che rappresenta un’eccellenza agroalimentare della produzione italiana.

Il lago presenta 3 gravi problematiche:

  1. Problema della presenza di Arsenico oltre i limiti consentiti per legge nelle acque dei comuni di Viterbo e pertanto anche i problemi relativi alla gestione del servizio idrico in capo alla Talete s.p.a.;
  2. L’inquinamento del Lago di Vico dovuto soprattutto alla presenza di un batterio che danneggia le acque e di conseguenza tutto l’ecosistema legato al lago;
  3. La mancata bonifica bellica e ambientale della Chemical City, un ex Stabilimento Militare dei Materiali di Difesa N.B.C. (Nucleare, Biologica e Chimica) che aveva sede proprio lì sulle sponde del lago.

Per quanto riguarda la bonifica della Chemical City, la senatrice ha fatto sapere che sta “seguendo un altro percorso in quanto attiene alle autorità Militari” e che a breve potrà dare aggiornamenti in merito.

La riserva naturale del lago di Vico attende dunque il tavolo di confronto che sarà coordinato dal Ministero dove si incontreranno tutti gli attori essenziali, dunque la Regione Lazio, i Comuni, gli enti, le associazioni e i cittadini, gli agricoltori, ed anche l’Università che ha condotto degli studi, per poter iniziare a trovare soluzioni comuni per tutelare la salute, l’economia locale, l’ambiente e tutto l’ecosistema.

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Salute

Covid Italia, 26 percento dei casi è variante Delta

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Con il 26% dei casi, l’Italia è al quinto posto nel mondo fra i Paesi in cui è maggiore la circolazione della variante Delta. E’ la stima pubblicata dal Financial Times sulla base delle sequenze genetiche del virus depositate nella banca internazionale di dati genetici Gisaid e dei dati provenienti dall’istituto di ricerca belga Sciensano. Le stime indicano inoltre che la variante Delta è dominante in Gran Bretagna e Portogallo, dove la concentrazione è rispettivamente del 98% e il 96%. Seguono gli Stati Uniti con il 31%, quindi Italia (26%), Belgio (16%), Germania (15%), Francia (6,9%).

L’analisi del Financial Times indica inoltre che in Gran Bretagna, Portogallo e Russia all’aumento della diffusione della variante Delta corrisponde un progressivo calo nella circolazione della variante Alfa. Questa tendenza non è invece ancora presente negli Stati Uniti, in Italia, in Belgio e in Germania, dove la variante Alfa sembra essere ancora quella decisamente dominante.

Ottenere il maggior numero di sequenze genetiche del virus è fondamentale per riuscire a seguire la diffusione della variante Delta, che secondo alcuni esperti sentiti dal Financial Times è probabilmente destinata a soppiantare ovunque la variante Alfa per la maggiore facilità con cui si trasmette. Il quotidiano osserva che, a fronte delle 500.000 sequenze del virus SarsCoV2 ottenute dalla Gran Bretagna, la Germania ne ha ottenute 130.000, la Francia 47.000 e la Spagna 34.000.

Per l’Italia non è riportato alcun dato. Il sequenziamento “è costoso, richiede tempo ed è stato trascurato”, rileva sul Financial Times il direttore dell’Institute of Global Health a Ginevra, Antoine Flahault. Resta da chiarire il motivo del ritmo diverso con il quale la variante Delta si sta diffondendo in Europa, ma il punto sul quale in molti sono d’accordo è che una delle principali contro misure sia accelerare con le campagne di vaccinazione anti Covid-19 in modo da rallentare la circolazione del virus il più possibile. “C’è un messaggio che tutti dobbiamo avere molto chiaro: non è finita”, osserva sul quotidiano il virologo Bruno Lina, dell’Università ‘Claude Bernard’ di Lione.

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Politica

Roma, primarie Pd: è Gualtieri il candidato. A Castel Romano l’impegno dei volontari di Sant’Egidio

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Roberto Gualtieri ha raccolto 28561 voti, pari al 60,64% dei voti totali. Alle spalle Giovanni Caudo con 7388 preferenze e il 15.68%. Quindi Paolo Ciani di Demos, con 3372 voti. E ancora Imma Battaglia di Liberare Roma con 2897 voti per il 6,34%. Stefano Fassina quinto con 2625 preferenze e il 5,57%. Quindi Tobia Zevi (1663 3,53%) e Cristina Grancio (497 1,05%).

Ai gazebo si sono recati in 48624, una quota superiore alle attese, 40.000 il numero fissato dalla segreteria dem, e sopra anche alle prime stime fornite da Andrea Casu che aveva indicato in 45.000 la proieizione dei votanti ad urne chiuse. Un dato superiore, rispetto alla sfida del 2016.

A Castel Romano i volontari di Sant’Egidio, qualcuno anche dipendente del Comune di Roma, hanno accompagnato i nomadi di Castel Romano ai gazebo per le primarie. Oltre sette i viaggi effettuati con le vetture.

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