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PROCIDA, BUFERA SULLA POLIZIA LOCALE: ARRESTATO IL COMANDANTE ANTONIO TROTTA

Angelo Barraco

Procida – Sull'isola di Procida c'è maretta. I militari del Comando Provinciale di Napoli e della Compagnia dei Carabinieri di Ischia hanno eseguito tre misure cautelati nei confronti di Giuseppe Antonio Trotta, Comandante della Polizia Municipale dell’isola; Maria Grazia Costagliola di Polidoto, impiegata; Ciro Coppola, amministratore della “Paco Beach Srl”. Sono state condotte indagini molto tecniche, secondo metodi che vanno dall’intercettazione telefonica ed ambientale agli appostamenti, dall’acquisizione di documentazione alla raccolta di testimonianze che hanno portato a tale epilogo. Sono state coordinate dalla Procura di Napoli. Il Colonnello Trotta e l’impiegata Costagliola di Polidoro sono accusati si plurimi episodi di falso in atto pubblico, calunnia, peculato, corruzione. I reati che vengono contestati a Coppola, amministratore del “Paco Beach SRL”, sono invece corruzione e falso in atto pubblico. Emerge inoltre che il Comando della Polizia Municipale era diventato: “una sorta di feudo del comandante”. Che avrebbe posto in essere “una serie di condotte illecite nella sua gestione personalistica” e il Comandante della Polizia Municipale “avrebbe consentito agli autori degli illeciti edilizi di conservare la disponibilità dei manufatti abusivamente realizzati, salvo poi tentare di scaricare le responsabilità sul sindaco di Procida, mediante la creazione di documentazione artatamente costruita a tavolino, e dunque falsa, dalla quale si sarebbe dovuto ricavare l'inerzia di questi nel curare le pratiche di demolizione”, si sarebbe attivato inoltre, insieme alla Costagliola di Polidono per favorire l’attività edilizia “Paco Beach” con la consapevole omissione di controlli sui lavori in fase di esecuzione “l'adozione di una pluralità di provvedimenti di favore e la predisposizione di falsa documentazione sullo stato dei luoghi”. Emerge inoltre che questi atti di favore sarebbero stati concessi per lavori stradali, per realizzare un parco giochi in una zona destinata al verde pubblico e tutelata. In cambio di tutto ciò ci sarebbero state assunzioni di parenti e/o persone vicine. Emerge inoltre che ci sarebbe l’appropriazione di oltre 30mila euro, destinati al Consorzio di gestione dell’area marina protetta Regno di Nettuno. Ma non è tutto, il Trotta avrebbe fatto favoritismi nell’affidare lavori pubblici per 50mila euro che è definita “amica, priva dei necessari requisiti e peraltro cancellata dal registro delle imprese”. La Procura reputa il comportamento adottato dal colonnello tale che “avrebbe determinato una netta spaccatura tra il gruppo dei fedelissimi denominato la squadra (gratificati da posizioni di privilegio, quali autorizzazione alla prestazione di lavoro straordinario e riconoscimento di indennità di missione) ed il gruppo dei dissenzienti, emarginati all'interno del Comando e destinatari di vere e proprie attività di dossieraggio, anche con la creazione di falsi verbali”. Il Gip ha disposto gli arresti domiciliari per Trotta e della Costagliola di Polidono, per Coppola invece ha disposto il divieto di dimora.