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PROFESSORI E STUDENTI DI TUTTA ITALIA IN PIAZZA CONTRO LA "BUONA SCUOLA"

Redazione
 
In piazza contro la Buona scuola e contro la legge di stabilità nelle maggiori città d'Italia. Non sono mancati scontri, fumogeni e proteste accese soprattutto a Napoli e Torino. "Siamo qui oggi a manifestare contro la buona scuola di Renzi che è una pessima riforma" dicono i Cobas, "perché insiste sulla divisione fra docenti con criteri di falsa meritocrazia. In una situazione economica che vede i lavoratori della scuola con un contratto oramai bloccato da anni, si cerca di ovviare con delle mance come i 500 euro per l'aggiornamento oppure – continuano i Cobas – il bonus per i cosiddetti 'meritevoli'. Questo è un ulteriore passo verso la privatizzazione della scuola pubblica che provoca anche una perdita di qualità dell'insegnamento".
 
Cori e fumogeni a Roma Il corteo di studenti partito da piazzale Ostiense ha raggiunto il ministero dell'Istruzione dove da questa mattina è in corso un presidio dei Cobas della scuola. Le due manifestazioni si sono così unite ed ora un unico grande corteo di circa 3 mila persone si sta muovendo verso Montecitorio. Al loro passaggio su viale Trastevere gli studenti hanno acceso alcuni fumogeni ed intonato cori contro il prefetto Gabrielli cui è dedicato anche un grande striscione con scritto 'Gabrielli Roma non ti vuole'
 
 
A Napoli scontri e petardi Cori, striscioni, slogan e anche petardi. Questo il corteo degli studenti medi a Napoli, circa un migliaio, che hanno sfilato da piazza del Gesù. C'è stato anche un contatto tra polizia e manifestanti a piazza Trieste e Trento, dopo che l'esplosione di petardi si era fatta più fitta. E sarebbero due gli studenti fermati per essere identificati, mentre un altro riferisce di essere stato preso a manganellate
 
 
A Torino bruciano bandiera Pd Alcuni manifestanti scesi in piazza a Torino contro la Buona Scuola del governo Renzi, hanno bruciato una bandiera del Partito democratico dinanzi la prefettura. Il corteo, che sta attraversando la città è composto da centinaia di giovani studenti e appartenenti ai centri sociali.