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PSICOFARMACI AI BAMBINI: LO STUDIO SHOCK DIMOSTRA I RISCHI SIGNIFICATIVI DI DIABETE

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In questo mese di aprile, i ricercatori dell'Ospedale dei Bambini di Philadelphia (CHOP) PolicyLab hanno pubblicato il più grande studio in JAMA Pediatria che documenta i rischi significativi per la salute dei bambini associati con antipsicotici di prescrizione, una potente una classe di farmaci utilizzati per il trattamento di disturbi di salute mentale e comportamentale: “l'avvio di antipsicotici tra i giovani della nostra nazione potrebbe elevare il rischio non solo di un significativo aumento di peso, ma anche per il diabete di tipo II di quasi il 50%. Inoltre, tra coloro che sono stati trattati anche con antidepressivi, il rischio può raddoppiare

 

LEGGI ANCHE: PSICOFARMACI AI BAMBINI: “GIU’ LE MANI DAI BAMBINI” APRE UN VASO DI PANDORA INQUIETANTE!

 

di Cinzia Marchegiani

Philadelphia (USA)
– Gli antipsicotici come Risperdal, Abilify, e Seroquel sono la seconda classe di farmaci più prescritti per problemi comportamentali nei bambini e negli adolescenti, secondo solo a stimolanti come Concerta o Adderall, che sono comunemente prescritti per l'ADHD. Negli ultimi anni, questi farmaci sono diventati l'approccio in voga per la gestione di gravi comportamenti distruttivi e aggressivi nei bambini a causa delle loro proprietà immediate e potenti sedativi e stabilizzatori dell'umore. Sono frequentemente prescritti anche per il trattamento dei bambini con diagnosi di depressione o ADHD. I ricercatori dell’ospedale pediatrico di Philadelphia confermano:”Per alcuni dei nostri bambini più a rischio, come i giovani in affido, che spesso presentano un comportamento distruttivo e opposizione come una manifestazione del loro trauma, la dipendenza antipsicotici per controllare il loro comportamento è diventata un'epidemia.”

IL FATTO
Negli Stati Uniti ad oltre undici milioni di bambini vengono somministrati quotidianamente anfetamine o psicofarmaci allo scopo di tentare di risolverne i disagi. A spiegarci meglio di cosa parliamo è il Comitato GIU LE MANI DAI BAMBINI che allarmato da questa tendenza ha fatto una vera campagna informativa poiché anche nelle scuole italiane, sono stati recentemente avviati programmi di screening di massa per individuare i bambini sofferenti di problemi di carattere psicologico: “La tendenza a sottoporre i bambini a terapie prolungate a base di psicofarmaci – al fine di risolvere problemi che andrebbero invece probabilmente affrontati con metodologie pedagogiche ed educative – è ormai sempre più diffusa, e riguarda ormai molti milioni di bambini in età scolare e pre-scolare in tutto il mondo occidentale.”

LO STUDIO SHOCK AVVERTE: USO ANTIPSICOTICI PUÒ AUMENTARE IL RISCHIO PER IL DIABETE IN ALCUNI BAMBINI
Negli ultimi dieci anni, il gruppo di ricerca interdisciplinare in PolicyLab ha esaminato il crescente uso di antipsicotici tra i bambini e gli adolescenti in programma Medicaid della nazione con l'intento di proiezione di un riflettore sulla portata di tali usi e le prassi e le implicazioni politiche che ne derivano. Questo mese di aprile 2015, i ricercatori dell'Ospedale dei Bambini di Philadelphia (CHOP) PolicyLab hanno pubblicato il più grande studio in JAMA Pediatria che documenta i rischi significativi per la salute dei bambini associati con antipsicotici di prescrizione, una potente una classe di farmaci utilizzati per il trattamento di disturbi di salute mentale e comportamentale:”La nostra ricerca suggerisce che l'avvio di antipsicotici tra i giovani della nostra nazione potrebbe elevare il rischio non solo di un significativo aumento di peso, ma anche per il diabete di tipo II di quasi il 50%. Inoltre, tra coloro che sono stati trattati anche con antidepressivi, il rischio può raddoppiare. Questi nuovi risultati ci devono far riflettere. Con tali gran numero di bambini esposti a questi farmaci, le implicazioni per potenziali danni di lunga durata possono essere stonata. L'inclinazione potrebbe essere di colpa dei medici o aziende farmaceutiche e di imporre severe restrizioni sull'uso di questi farmaci. Tuttavia, come un pediatra che ha attraversato questo problema clinico con i bambini e le famiglie a CHOP e viste da una prospettiva di salute della popolazione, sono favorevole a un approccio più equilibrato."

Gli stessi ricercatori affermano che riconoscono che esiste purtroppo l'elevato livello di utilizzo di questi farmaci che riflette una domanda crescente per affrontare comportamenti molto difficili nei bambini: "Questi comportamenti sono spesso non ben affrontati all'interno dei sistemi pubblici che mancano i servizi o manodopera necessarie per scambiare consulenza di supporto e basata su prove come alternativa. Anche in un contesto di servizi di consulenza facilmente disponibili – così ci auguriamo – ci saranno sempre i bambini e gli adolescenti che hanno bisogno di accesso a questi tipi di farmaci, anche se solo per un breve periodo di tempo. "

Lo studio appena pubblicato mette sulla bilancia importanti riflessioni degli stessi autori:”La mia sensazione crescente è che abbiamo bisogno di integrare queste nuove rivelazioni per il rischio del diabete e le sue complicanze potenzialmente di lunga durata attraverso una considerazione più riflessiva dei veri rischi e benefici nel prescrivere un antipsicotico ad un bambino. L'aggiunta di un antipsicotico ad un regime farmacologico di un singolo bambino che sta già ricevendo un antidepressivo può raddoppiare il rischio del bambino per il diabete, a livello di popolazione: “Tra i bambini 11-18 anni di età, il rischio di fondo per il diabete per coloro che non stavano usando antipsicotici nel nostro studio è stato di 1 a 400, in aumento di 1 a 260 tra coloro che hanno avviato antipsicotici, e 1 in 200 tra coloro che hanno avviato, mentre anche ricevere un antidepressivo. Per alcuni bambini in crisi immediata, il beneficio del antipsicotico per la gestione acuta può ancora superare questo rischio” conclude un ricercatore.

STUDIO E PSICOFARMACI: I RISCHI DEVONO ESSERE VALUTATI
Questo studio dimostra come spesso i bambini vengano trattati con farmaci che poco o nulla hanno alle spalle una vera sperimentazione clinica, anzi sono i piccoli pazienti a dare le prove documentali sulle evidenze cliniche, e quindi occorrerebbe capire che tipo di medicazione si è fatta finora sulla pelle di questi bambini. A testimoniare questo passaggio sono sempre i ricercatori dell’ospedale pediatrico PolicyLab che affermano: ”Allo stesso tempo, la nostra ricerca dimostra che il rischio non è zero, e può infine essere maggiore se avessimo seguito bambini per lunghi periodi di tempo. Per questo motivo, dobbiamo assolutamente cercare di ridurre il numero di bambini e adolescenti esposti a questi potenti farmaci. Se possibile, questi farmaci non dovrebbero nemmeno essere considerati fino a servizi di consulenza più appropriate e basate su prove, come la terapia cognitivo-trauma concentrato, sono impiegati per affrontare il trauma emotivo di fondo, che è spesso la causa principale di questi comportamenti. I medici e le famiglie che stanno prendendo decisioni per il trattamento deve costantemente rivedere la strategia con la quale si rivolgono i comportamenti difficili. Se hanno intenzione di prescrivere antipsicotici per un bambino, dovrebbero cominciare con cautela con la dose più bassa possibile, e strettamente monitorare per la prova iniziale dei relativi aumento di peso o prove di laboratorio anomali che spesso prevedono poi l'insorgenza del diabete. Una volta che un bambino è sul farmaco antipsicotico, il piano dovrebbe essere concordato e periodicamente rivisitata per garantire che altre strategie terapeutiche vengano massimizzati. Quella stessa revisione periodica dovrebbe anche cercare di passare il bambino fuori dalla antipsicotico più presto possibile una volta che questi problemi sono più adeguatamente affrontate attraverso la consulenza.”

LO STUDIO SCARDINA LA TERAPIA DEI PSICOFARMACI
Lo studio pubblicato mette al muro una scelta terapeutica finora sostenuta e forzata sui bambini con difficoltà comportamentali. Infatti si indica un’altra strada, quella di offrire una guida più regolare e di educazione per i loro fornitori in merito alle aspettative di qualità nella loro fornitura di servizi sanitari comportamentali per i bambini a rischio:” Essi potrebbero anche offrire risorse di supporto quali psichiatri consultivi e manager di crisi.”

Ricordiamo la gaffe dell’ISS che in data 17 luglio 2014 invia la risposta al comitato “Giù le mani dai Bambini” dove in merito ai report derivanti dal registro italiano ADHD rispondeva: “l'intento e la finalità del Registro non è stata quella di valutazione dell'efficacia dei farmaci che in generate viene effettuata a monte in fase di registrazione, ma del monitoraggio dell'accuratezza diagnostica e dell'appropriatezza della terapia farmacologica”. Un paese e una nazione che non ha cura dei suoi figli e delle future generazioni deve far preoccupare non solo i medici onesti, ma anche i genitori dei ragazzi sottoposti a terapie ancora poco conosciute, anzi che ad oggi si scoprono pericolose e forse inutili, come ricordava lo stesso Gianluca Poma: ”non esistono a tutt’oggi dati certi sull’efficacia di questi farmaci, le uniche certezze sono i potenziali gravi effetti collaterali. Si trattano bambini per anni con psicofarmaci, ma non uno è stato mai ‘curato’, perché interrompendo la somministrazione tornano tutti i disturbi che il bimbo aveva prima della terapia: perché si continuano a correre rischi e a spendere soldi pubblici per cure senza prove di reale efficacia?”

Interessante domanda di Gianluca Poma alla quale ancora nessuno è in grado di rispondere. Speriamo che alla luce delle nuove evidenze post-marketing effettuate sulla pelle di innocenti…. qualcuno favelli. 

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Monster Energy Supercross 4, fango e salti in salsa next-gen

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Monster Energy Supercross 4, il videogame ufficiale del Campionato Monster Energy AMA Supercross, è tornato in un’edizione tutta nuova che poggia sulle solide basi viste nei precedenti capitoli della serie e introduce diverse novità che faranno la gioia dei fan del brand. Monster Energy Supercross 4, titolo di Milestone dedicato alla massima competizione statunitense, ha visto la luce su console (PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One e Xbox Series X/S) e PC l’11 marzo 2021, portando il celebre show motociclistico d’oltreoceano nelle case di tutti gli appassionati di videogames. Come sempre nel franchise, la software house italiana ha messo a disposizione dei fan della categoria tanta carne al fuoco. Oltre alla possibilità di personalizzare il proprio personaggio in-game con tantissimi contenuti, grazie agli oltre 110 brand ufficiali per la customizzazione estetica e di performance per pilota e moto, sono disponibili anche 11 arene e 17 tracciati provenienti direttamente dalla stagione ufficiale 2020 della massima competizione statunitense. Insomma, Monster Energy Supercross 4 è una produzione ricca di contenuti e densa di attività. Ma veniamo al gameplay vero e proprio. Una volta avviato il gioco, il titolo consente fin da subito di ricreare in-game il proprio alter ego virtuale, avendo la possibilità di decidere il nome, la nazionalità, l’aspetto fisico e il numero di numero da gara. Ultimata la personalizzazione del proprio avatar, si può scegliere a quale team unirsi (KTM, Yamaha, Kawasaki, Honda, Suzuki e Husqvarna) per iniziare la modalità Carriera. Quest’ultima vedrà i giocatori scendere in pista, confrontandosi contro NPC abbastanza aggressivi al fine non solo di scalare la vetta del Monster Energy AMA Supercross, ma anche quello di guadagnare crediti e punti abilità per migliorare le caratteristiche del proprio pilota. Sebbene il nuovo skill tree sia stato rinnovato completamente, influenzando le performance del pilota durante tutta la gara, a nostro avviso introduce un livello di difficoltà fin troppo eccessivo, che alla lunga potrebbe anche creare frustrazione nei giocatori, soprattutto in coloro che si cimentano per la prima volta in questo sport. L’elevato tasso di sfida offerto da Monster Energy Supercross 4 non è dovuto esclusivamente da un’IA particolarmente aggressiva, ma anche da meccaniche di gioco abbastanza articolate. Infatti, oltre a dover gestire sapientemente il freno e l’acceleratore, per poter governare la moto occorre avere piena consapevolezza del proprio mezzo e valutare il corretto posizionamento del corpo durante le acrobazie. Carriera però non è l’unica modalità di gioco disponibile in Monster Energy Supercross 4, visto che il team di sviluppo ha pensato bene di alleviare la frustrazione dei giocatori introducendo anche una componente online multiplayer lag free, grazie ai Server Dedicati, gli eventi, un track editor avanzato e la modalità Compound. Proprio quest’ultima consente ai giocatori di invitare fino ad un massimo di tre amici mentre vagano liberamente nella nuova area ispirata ai bellissimi paesaggi delle isole del Maine. Sebbene l’area in questione non sia particolarmente grande da esplorare, si tratta di un’esperienza di gioco assolutamente piacevole, offrendo ai giocatori la possibilità di godersi il paesaggio e dilettarsi in salti acrobatici lungo le scogliere rocciose della spiaggia o attraverso le finestre di edifici abbandonati. Ma non è tutto, visto che il nuovo Compound oltre ad introdurre cinque tracciati, sfide totalmente rinnovate e corse da soli o in co-op, permette ai giocatori di collezionare oggetti utili per sbloccare nuove componenti. Insomma, il compound presente in Monster Energy Supercross 4 è a nostro avviso una vera e propria fucina di divertimento.

Monster Energy Supercross 4 oltre ad un gameplay difficile da assimilare, riesce ad innovare poco rispetto ai precedenti capitoli della serie. Come tanti videogames dedicati a sport con cadenza annuale, l’ultima fatica di Milestone sembra più che altro essere un corposo aggiornamento di Supercross 3, con nuove livree disponibili, supporto ai 60 fps e un comparto grafico leggermente migliorato. Le moto sono riprodotte in maniera molto fedele e con un’estrema cura nei dettagli mentre l’atmosfera in pista appare immersiva e appagante, riuscendo a coinvolgere il giocatore pienamente nella competizione d’oltre oceano. Il tutto viene ulteriormente amplificato da un ottimo comparto sonoro e da animazioni più credibili, malgrado alcune di esse risultino rigide e fin troppo veloci. Se da una parte abbiamo una riproposizione molto accurata dei motocross e degli stadi, non possiamo dire lo stesso delle interazioni tra le moto e i segni che queste andranno progressivamente a tracciare sul terreno dopo ogni passaggio. Purtroppo si tratta di elementi puramente estetici, che non andranno ad influenzare in alcun modo traiettorie, stabilità e performance della moto di chi gioca. A livello grafico, nonostante Monster Energy Supercross 4 presenti un dettaglio grafico soddisfacente, seppur sottotono rispetto ad altre produzioni di Milestone, uno dei principali vantaggi della versione next-gen del gioco sono i caricamenti fulminei, che permettono al giocatore di salire immediatamente in sella e cimentarsi nelle rispettive gare. Il nuovo racing game della software house italiana beneficia della maggior potenza di calcolo di Xbox Series X/S e PlayStation 5, ma su quest’ultima riesce ad avere una marcia in più grazie al supporto del feedback aptico e dei trigger adattivi del nuovo controller DualSense. Il gameplay di Monster Energy Supercross 4 trova così un’arma in più nelle inedite funzionalità del controller di PS5, riuscendo letteralmente a stravolgere e rivoluzionare l’esperienza in-game, rendendola ancor più coinvolgente e accattivante. I grilletti adattivi sono i veri protagonisti delle competizioni, dato che oppongono una resistenza variabile, sia quando si frena, sia quando si accelera, a seconda delle condizioni e dello stile di guida. Purtroppo, rispetto ad altri titoli del team italiano, il feedback aptico è presente, ma in maniera meno incisiva. Dunque il senso di coinvolgimento nelle gare viene meno ed è assolutamente meno appagante. Tirando le somme: Monster Energy Supercross 4 pur confermandosi un ottimo gioco, solido e divertente, non riesce a stupire al 100 per cento. I passi in avanti compiuti dalla serie in questa quarta incarnazione ci sono sembrati limitati e non troppo incisivi. Ad alcuni lievi miglioramenti grafici si sono accompagnate piccole rifiniture del modello fisico, soprattutto nell’ambito degli spostamenti di peso e della libertà di movimento in aria, ma questo potrebbe non bastare a fare la gioia degli appassionati di vecchia data, coloro che seguono da anni l’evoluzione della serie e che, magari, si aspettavano un cambio di marcia più evidente e significativo. In ogni caso, l’ultima fatica di Milestone rappresenta un ottimo titolo per chi ama il mondo del motocross e per chi cerca una sfida complessa su fango e sterrato a cavallo di una potente due ruote.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 8

Sonoro: 8

Gameplay: 7,5

Longevità: 8

VOTO FINALE: 8

Francesco Pellegrino Lise

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Costume e Società

Instagram under 13, Facebook prepara il social per giovanissimi

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Facebook è al lavoro per lanciare una versione di Instagram dedicata agli utenti “under 13”, quindi più adatta in termini di sicurezza per i più piccoli. L’indiscrezione è stata diffusa dal sito americano Buzzfeed News che è venuto in possesso di una nota interna della società. L’attuale policy di Instagram – come molti social network – vieta ai minori di 13 anni di utilizzare il servizio. Secondo le indiscrezioni, il progetto sarebbe supervisionato da Adam Mosseri, capo di Instagram, e guidato da Pavni Diwanji, assunto da Facebook a dicembre che in precedenza ha lavorato per Google al progetto YouTube Kids. “Sono entusiasta di annunciare che per il futuro prossimo abbiamo individuato nei giovanissimi una priorità per Instagram”, ha scritto Vishal Shah, vicepresidente del prodotto di Instagram su una bacheca destinata alle comunicazioni tra i dipendenti. Proprio pochi giorni fa la piattaforma ha messo in campo una stretta per gli under 13, con tecnologie di Intelligenza artificiale e avvisi di sicurezza per far capire ai giovani di essere più cauti nelle conversazioni con gli adulti. Ricordiamo che nel 2017, Facebook aveva rilasciato una versione speciale di Messenger per bambini, controllata dai genitori. Due anni dopo l’azienda ha dovuto correggere un bug che consentiva ai più piccoli di chattare con contatti adulti, anche non approvati. A febbraio di quest’anno, a seguito di un intervento del Garante della protezione dei dati personali italiano dopo fatti di cronaca, TikTok ha deciso di richiedere agli utenti la loro età, con la promessa di mettere in campo anche sistemi di intelligenza artificiale per scovare eventuali false ammissioni, così da cancellare i profili degli iscritti con meno di 13 anni. La questione è delicata anche sotto il profilo legale: a settembre 2019, la Federal Trade Commission americana ha inflitto a Google una multa di 170 milioni di dollari per aver raccolto dati dei minori su YouTube, senza il consenso dei genitori, per mostrare loro annunci rilevanti.

F.P.L.

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Scienza e Tecnologia

Call of Duty Black Ops Cold War, la stagione 2 è carica di novità

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La Stagione 2 di Call of Duty Black Ops Cold War (qui la nostra recensione) e Warzone ha fatto il proprio debutto su tutte le piattaforme e ha introdotto un buon numero di contenuti che non solo rinnova armi, roster di operatori e mappe, ma dà un’importante svecchiata alla modalità Zombies grazie ad un evento a tempo che porta i non morti anche a Verdansk. Esattamente come visto nella prima stagione (qui la nostra recensione), anche questa volta gli sviluppatori hanno voluto giustificare l’arrivo dei nuovi contenuti dal punto di vista narrativo e hanno accompagnato il lancio dell’aggiornamento con una serie di trailer in computer grafica che ci aiutano a comprendere cosa sta succedendo. La scorsa stagione Call of Duty Cold War ha visto l’arrivo di Stitch, fantasma del passato di Russell Adler, che è riuscito a rapirlo e a nasconderlo in un luogo sicuro. Ed è proprio per questo che Frank Woods e una squadra di nuovi operatori si è recata nel Laos, dove Stitch si sta servendo dell’aiuto di Kapano “Naga” Vang, altro losco figuro che sguazza nel traffico e nella vendita di armi di distruzione di massa. Questo personaggio ricopre il ruolo di personaggio principale del nuovo Pass Stagionale, visto che chiunque deciderà di acquistarne la versione premium potrà immediatamente ottenere la skin “standard” e sbloccarne una versione differente al livello 100. Nel corso della Stagione 2 di Black Ops Cold War e Warzone arriveranno anche gli operatori Maxis (già conosciuta in Zombies e già disponibile all’acquisto per 2400 CoD points), Wolf e Rivas, ovvero il team di “buoni” visto nel trailer e che potrà essere acquistato nel corso della stagione tramite una serie di bundle.

 Oltre agli operatori, ai progetti e ai soliti contenuti estetici, il Pass Stagionale non manca di introdurre anche delle nuove e fortissime armi. Per quello che concerne l’ampliamento dell’arsenale, infatti, sembra che Treyarch voglia seguire uno schema pressoché identico a quello della Stagione 1, durante la quale avevamo visto costantemente arrivare nuove armi gratuite e sbloccabili dai giocatori previo il completamento di semplici sfide in game. Grazie al pass si possono ottenere gratuitamente il fucile d’assalto FARA 83 e la mitraglietta LC10, ma sin dal day one della Stagione 2 è già possibile completare una speciale sfida nel multiplayer di Cold War che dà in ricompensa un letale Machete. Senza voler fare troppo il misterioso, il team di sviluppo ha inoltre confermato che nelle prossime settimane arriveranno altre armi gratis da sbloccare sempre con delle sfide: la Pala da trincea (altra arma da mischia), la balestra Cacciatore di Ombre R1 e infine il fucile di precisione ZRG 20MM. Sebbene le armi siano tutte gratuite, buona parte degli oggetti cosmetici rientra tra le ricompense premium del pass, il cui costo è come al solito di 1.000 Punti COD per la versione base e di 2.400 Punti COD per quella che permette di partire subito fin dal livello 20.

Come già detto alcune righe sopra, d’aver ricevuto il maggior numero di attenzioni in questa stagione è sicuramente la modalità Zombies di Call of Duty Black Ops Cold War, che si è espansa grazie all’arrivo di Outbreak, la nuova opzione di gioco che nell’edizione italiana è chiamata Epidemia. Quando nei teaser si citava una nuova esperienza Zombies non si scherzava: Epidemia è la prima, vera rivoluzione dell’amata modalità presente in tutti i capitoli targati Treyarch. Si tratta infatti di un’attività completamente diversa rispetto a quanto visto in Die Maschine e Firebase Z e che, paradossalmente, potrebbe piacere a chi non ha mai apprezzato questa componente della serie: per quanto il core del gameplay resti lo stesso infatti, i giocatori devono spostarsi in giro per una delle tre mappe incredibilmente vaste (e con uno stile che in alcuni frangenti ricorda molto quello di Blackout, la battle royale di COD Black Ops 4) con lo scopo di completare dei mini-obiettivi al loro interno. Il Pack-A-Punch, i boss e i perk sono sempre lì, ma la progressione è scandita dal passaggio tra una mappa e l’altra al completamento dei vari obiettivi, dal momento che i giocatori possono scegliere ogni volta se procedere con l’estrazione o passare all’arena successiva decretando anche l’aumento della potenza dei nemici. Quest’ultimo è segnalato da un piccolo numero nell’angolo dello schermo, il quale va a rimpiazzare il classico contatore dei round. Come se non bastasse, Treyarch ha ampliato la sezione dei potenziamenti non solo con l’abilità Guardia Frenetica e la mod proiettili Scoppio Dirompente, ma anche con i livelli 4 e 5 di ogni singola voce dei menu che può essere migliorata tramite l’esborso di Cristalli di Aetherium. Anche multiplayer però ha ricevuto la sua buona dose di aggiunte, infatti se si è fan del PvP si può sin da subito gettarsi nella mischia in Apocalypse, la mappa ambientata nella giungla del Laos. Attualmente si tratta dell’unica area aggiuntiva del multigiocatore, alla quale seguiranno Golova (multi-squadra), Villa (scontro) e Miami Strike nelle prossime settimane. A compensare la carenza di nuove arene arrivano però due nuove modalità, una delle quali è molto apprezzata da tutti i giocatori di Call of Duty: il Gioco delle Armi, in cui ad ogni uccisione si cambia arma fino ad utilizzare un coltello, con il quale un’uccisione equivale alla vittoria. L’altra nuova modalità, in arrivo a breve, è Accumulo, ovvero un mix tra Uccisione confermata e Postazione in cui le piastrine vengono accumulate dai giocatori e possono essere depositate, sempre che qualcuno non riesca a rubarle eliminando il loro portatore.

Anche Call of Duty Warzone è stato aggiornato, sebbene in questo caso si tratti di una serie di novità più contenuta e riguardante principalmente il debutto dei non morti anche nella battle royale. Le uniche aggiunte consistono infatti nella modalità Rebirth Ritorno Estrema, ovvero la riproposizione di quanto già visto con la Stagione 1 ma con più giocatori, ed Estrazione ancora non disponibile tra le playlist. Come accennato poco sopra, il focus principale della stagione di Warzone è sull’enorme vascello, la Vodianoy: quella vista nei teaser, infatti, non era una nave da carico come tutte le altre e si tratta proprio della causa della comparsa di zombi in giro per Verdansk. Un filmato in CG che viene riprodotto all’avvio di COD Warzone Stagione 2 mostra proprio il mezzo navale che, nel lontano 1984, è stato vittima di un evento che l’ha “trasformato” e per qualche ragione l’ha fatto vagare senza meta fino ad oggi. L’approdo della nave sulle coste della mappa non ha solo creato un nuovo punto d’interesse nella zona sud est della mappa, Shipwreck, ma ha anche introdotto uno speciale evento attraverso il quale richiamare i nemici controllati dall’IA, i quali inizieranno a spuntare da ogni angolo dell’imbarcazione. Ma perché rischiare in una zona tanto affollata da giocatori e non morti? La risposta è molto semplice: la nave è piena zeppa di bottino, senza contare che l’eliminazione delle creature permette di sbloccare le esclusive ricompense dell’Evento Epidemia. La fine dell’evento coincide inoltre con l’11 marzo 2021, data in cui i rumor vogliono che un’esplosione nucleare spazzi via la Verdansk di Call of Duty Warzone. Dal momento che la battle royale non ha ricevuto molte attenzioni al debutto di questa stagione, è evidente che il team di sviluppo stia aspettando il tanto chiacchierato evento in game per tirare fuori il proprio asso nella manica e apportare delle importanti modifiche alla modalità free to play. Dopotutto un enorme missile nucleare è apparso in giro per la mappa ed è improbabile che sia stato posizionato lì per puro caso. A questo punto non resta che attendere i prossimi giorni per scoprire se le insistenti voci di corridoio su una rivoluzione del battle royale siano affidabili o meno. Nel frattempo, di carne a cuocere ce n’è davvero moltissima e il divertimento come sempre si moltiplica.

GIUDIZIO GLOBALE: 9,5

Francesco Pellegrino Lise

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