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QUANDO IL LAVORO RENDE

di Silvio Rossi

 

In Italia, molto spesso, il merito non viene adeguatamente riconosciuto. Troppe volte il genio e il mediocre sono seduti uno a fianco a l’altro, e solo pochi addetti ai lavori riescono a riconoscere la differenza che esiste tra questi due personaggi.
Anzi, spesso chi lavora sodo, nel tentativo di rendere lustro al nostro paese, viene tacciato di essere solo un “chiacchierone”, di non fare le cose sul serio, di saper solo fare delle inutili capriole in aria. Ma la persona che ha voglia di dimostrare le sue capacità non si preoccupa delle chiacchiere inutili, continua imperterrita sulla sua strada, nonostante i gufi cerchino di denigrare tutto ciò che fa.
In effetti, l’arte di criticare chi fa le cose meglio di noi, ci caratterizza. Siamo il paese in cui ognuno è più bravo del Primo Ministro, del primario dell’ospedale, dell’insegnante dei propri figli, del commissario tecnico della Nazionale. Siamo un popolo che sa fare pochino, ma che ha la presunzione di poter giudicare tutti.
Invece qualcuno, a testa bassa, contro tutti coloro che, spesso distorcendo la realtà, l’accusa di non saper portare in porto nessun risultato, si mette a lavorare, corregge gli errori, cerca di raggiungere la perfezione.
Ed ecce che, quando ormai si era forse all’ultima seria possibilità, perché le nuove leve spingono per emergere e scalzare chi l’ha preceduti, che il risultato di tanto lavoro si è materializzato tutto insieme. E lo ha fatto a Kazan, una città russa sul Volga, dimostrando a tutto il mondo di meritare la medaglia d’oro.
Se tutti gli italiani imparassero a essere meno bravi nelle critiche, e iniziassero a lavorare sodo, come ha fatto Tania Cagnotto in tutti questi anni, il nostro paese avrebbe molto da ringraziare.