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Costume e Società

Quando la musica fa rinascere un popolo….

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Gli elementi distintivi che caratterizzano una popolazione sono, a parte quello principale linguistico, quelli storico, culturale e sociale. Talvolta anche l’elemento della localizzazione in un determinato territorio, anche se non sempre questo è rigidamente riferibile entro confini definibili ‘nazionali’ o ‘statali’.

Possiamo ricordare che l’Italia, come definita tale, era un’ “espressione geografica” secondo il principe di Metternich, anche se la vera frase a lui riferibile fu che “l’Italia è un nome geografico”, il che era vero, poiché la penisola era composta da una varietà di Stati sovrani. Alcuni popoli, anche ai giorni nostri, pur condividendo una omogeneità culturale e linguistica, non hanno però realizzato una identità territoriale autonoma: esistono come popoli, ma non come Stati.

In Europa, esiste una sola popolazione che possa definirsi unica ed indigena ma priva di un suo Stato nazionale con confini e tutti gli apparati tipici di uno realtà statale ed è quella lappone, generalmente definita, ovvero Sámi, come più correttamente denominata. Ha una certa omogeneità linguistica, anche se la sua lingua è articolata in almeno quattro rami principali più altri dialetti una tipicità culturale e sociale, ed anche economica che la caratterizza come popolo con comunità di radici e di localizzazione.

Il popolo  Sámi è originario delle regioni settentrionali dell’area fennoscandinava, ha una tradizione millenaria e ancora oggi vive sparso tra Svezia, Norvegia, Finlandia e penisola di Kola in Russia. Questa dispersione territoriale e il tipo di economia nomade legato all’allevamento delle renne ha rischiato di mettere in pericolo la sua stessa fisionomia di popolo: infatti, i governi delle quattro nazioni, nel corso dei secoli e fino a qualche decennio fa, hanno sempre attuato politiche di assimilazione tese, con le buone o le cattive, ad una integrazione con la popolazione residente in quei territori, molto più numerosa e variegata nelle sue attività economiche. Se queste politiche hanno aumentato la stanzialità dei Sámi, non sono fortunatamente riuscite ad eliminare i tratti caratteristici di questo popolo sparso, che, negli ultimi 30-40 anni, con alterne fortune, è riuscito a valorizzare ed a far rianimare le proprie tradizioni culturali, storiche ed ambientali, utilizzando anche strumenti di diffusione linguistica ed educativa.

Ciò si è verificato con minore o maggiore rapidità in Svezia, Finlandia e Norvegia, ma quasi per nulla in Russia, ove la comunità Sámi è ormai ridotta a poche migliaia di persone, a causa della forte emigrazione verso la Finlandia verificatasi nel dopoguerra. Il diritto ad avere contenuti di istruzione nella propria cultura e nella proporla lingua, ha prodotto una forte riviviscenza della consapevolezza di una propria identità che può coabitare negli Stati ove essi sono residenti con le popolazioni locali, nel reciproco rispetto di diritti e doveri.

La lingua diventa musica e suono

Nei paesi ove i Sámi  risiedono e che hanno testimoniato e testimoniano una certa rinascita della cultura e della consapevolezza di ospitare un popolo con proprie tradizioni e caratteristiche aborigene e specifiche, lo strumento che più aiuta nella realizzazione e nella diffusione di questa consapevolezza è indubbiamente la lingua. E la lingua costituisce la rochezza culturale che si espande anche mediante la letteratura e la creazione artistica e musicale.

Il primitivo elemento musicale comune al popolo Sámi è costituito dallo yoik o joik: composizione in genere ispirata a persone o luoghi, la cui essenza l’esecutore cerca di trasferire nel canto o nel suono. Il testo può essere minimo od anche assente del tutto, mentre l’andamento musicale ricorda molto quello delle popolazioni native americane. L’improvvisazione è frequente, viene eseguito tradizionalmente senza accompagnamento musicale o con percussioni di tamburi tradizionali. La tonalità è spesso pentatonica, ma l’esecutore è libero di usare le tonalità che preferisce.

Giuseppe Acerbi, un esploratore italiano che viaggiò nella Scandinavia settentrionale alla fine del XVIII secolo, fornì una delle prime interpretazioni scritte non Sámi dello joik; i suoi commenti erano tutt’altro che favorevoli:

“Tentai più volte, sia con il potere del denaro che del brandy, di far pronunciare a pastori lapponi le proprie note, in modo da formarmi … un’idea della loro musica: ma il massimo che potei realizzare fu estorcere da loro qualche orribile grida, durante la cui esecuzione ero talvolta obbligato a chiudermi le orecchie con le dita. È poco credibile, anche se è assolutamente vero, che i Lapponi non abbiano la minima idea di qualsiasi cosa connessa con l’armonia … [la musica] artificiale sembra essere completamente bandita da questi distretti remoti e solitari”. (Acerbi, 66).

Questa valutazione pungente dimostra la grande differenza nelle concezioni culturali dell’estetica musicale. I commenti di Acerbi evidenziano la non familiarità con le orecchie occidentali delle vocalizzazioni utilizzate nel joik.

Lo joik puramente popolare ha perso in popolarità nel corso del 20° secolo, a causa dell’influenza della radio; una raccolta di incisioni è apparsa per la prima volta in Svezia e in Scandinavia nel suo insieme con l’uscita del 1959 di “I’m a Lapp” di Sven-Gosta Jonsson, che presentava il cantante che cantava camminando verso pietre rituali pagane. Registrazioni di joik furono eseguite in Finlandia dal celebrato ed eclettico artista  Sámi  Nils-Aslak Valkeapää nel 1968.

Nils-Aslak Valkeapää, noto in Sámi come Áillohaš o Áilluhas (Enontekiö, 23 marzo 1943 –Espoo26 novembre 2001), è una figura altamente rappresentativa della cultura Sámi  nelle sue varie espressioni: letteratura, musica e pittura. Nato nella Lapponia finlandese, vinse il Nordic Council’s Literature Prize nel 1991. Dopo aver passato gran parte della sua vita nel nord della Finlandia vicino al confine svedese, dove da secoli la sua famiglia allevava renne, si trasferì nel villaggio norvegese di Skibotn, ove la sua residenza ospita una fondazione a lui dedicata.

Attivo musicalmente soprattutto negli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso, acquisì una notorietà internazionale quale autore della colonna sonora del film “ L’arciere di ghiaccio”(1987), nominato per l’Oscar. La sua musica pioneristica ha ricevuto riconoscimenti internazionali e la cosiddetta “Sinfonia di uccelli”, Goase dušše, ricevette il premio speciale della giuria nel concorso radiofonico europeo Prix Italia nel 1993. È una sinfonia in quattro parti che consiste per la maggior parte dei suoni della natura lappone, raccolti insieme come un viaggio dalla primavera all’autunno, dagli altipiani al mare. Nel settembre del 1990, Valkeapää partecipò a Roma ad un festival Nordico, probabilmente presentando in Italia per la prima volta un esempio della musica e cultura lapponi.

L’etnomusicologo Thomas Hilder ha svolto ampie ricerche sulle interrelazioni della musica Sámi  con le caratteristiche culturali del suo popolo e come strumento di approfondimento tra la definizione identitaria e sociale e le aspirazioni di autodeterminazione e di esigenza di ripristino di diritti violati nel corso dei secoli.

La rinascita culturale e musicale dei Sámi, circa 80.000, ha avuto fasi alterne e tappe diversificate nei paesi ove essi maggiormente risiedono e denominato globalmente Sápmi, diviso dalle frontiere di quattro stati: Norvegia (40.000), Svezia (20.000), Finlandia (7.000) e Russia (2.000).Ognuno di questi ha il suo più rappresentativo esponente come, per la Norvegia, è Mari Boine, nota anche a livello internazionale, o, più recentemente, il gruppo rapper norvegese dei Keiino  formato nel 2018 dal rapper di etnia Sámi Fred Buljo e da Alexandra Rotan e Tom Hugo, che han cantato una canzone con inclusione di ritmi joik, raggiungendo il sesto posto nella gara del festival Eurovision del 2019.

Limitandoci però alla Finlandia, un personaggio distintivo della musica Sámi è Wimme Saari (noto anche come solo Wimme (nato nel 1959, Kelottijärvi, Enontekiö) uno dei più noti esecutori di joik in Finlandia . Wimme Saari fonde il tradizionale canto Sámi con sue improvvisazioni, di solito con un accompagnamento tecnico-ambient dei membri del gruppo finlandese di musica elettronica RinneRadio. Wimme è apparso anche negli album di altre gruppi e musicisti, ha realizzato un’ampia discografia, e ha suonato anche in Italia.

La musica Sámi non si fossilizza

Pur mantenendo una sua linea folklorica e tradizionale, con interpreti definibili ‘classici’, dall’inizio del 21° secolo i filoni di questo tipo di musica in Finlandia hanno intrapreso ed intraprendono vari percorsi, dal filone rock pop fino a quello rap, così attraendo anche le giovani generazioni che, tramite l’ascolto e l’esecuzione musicale, con formazione di gruppi o solisti, alimentano le conoscenze linguistiche e la diffusione dei propri caratteri etnici e culturali. Parallelamente, si sono diffusi ed hanno luogo nei vari Paesi base dei Sámi festival musicali utili per un ascolto collettivo e per la diffusione di nuove tendenze e ricerche musicali. In Finlandia, il festival leader della musica Sámi è quello che si svolge in agosto ad Inari, Lapponia finlandese, sulle rive del grande lago omonimo. Si tratta del Festival multiculturale “Ijahis Idja”; che, nella lingua Sámi del Nord, vuol dire ‘notte senza notte’. Il festival non si limita alla sola musica in varie sue forme, ma si estende ad una molteplicità di eventi culturali, come dibattiti, seminari, attività per ragazzi e bambini. La prossima edizione è prevista per il 14 e 15 agosto 2020.

Questo festival, iniziato nei primi anni Duemila, ha ospitato ed ospita gruppi e solisti che nel corso del tempo hanno acquisito spazio e notorietà non solo in Finlandia.

L’organizzazione che promuove l’industria musicale finlandese, Music Finland, ha indicato un certo numero di artisti musicali Sámi del nostro tempo, di rilievo e di valore. Ne citiamo alcuni.

Niillas Holmberg

è un uomo versatile e dai molti talenti: come musicista si divide con i gruppi di musica folk artica che si esibiscono a livello internazionale Niillas Holmberg & Roope Mäenpää e Niillas Holmberg Kvarteahtta, il settetto di musica mondiale Nordic Namgar e la misteriosa band elettronica YLVA. Inoltre Holmberg è attore e attivista, nonché poeta i cui cinque libri sono stati tradotti in oltre 10 lingue.

http://niillas.com/

Vincitore del “Premio Ostana Scritture in Lingua Madre” edizione 2015 per le poesie  Muorra – Brutus – Juos mun nuorra – Guorosvuohta – Girjehildu

http://www.chambradoc.it/NovasN145Mai2015/Premio-Giovani-Niillas-Holmberg.page

Ensemble Ánnámáret

Le cui sonorità sono una combinazione di vecchio e nuovo: la tradizione del canto Sámi e la musica folk acustica si mescolano perfettamente con il pop melodico e la delicata programmazione elettronica, nonché le influenze tratte dalla musica classica. L’ensemble è composto da musicisti folk finlandesi di fama internazionale Anna Näkkäläjärvi-Länsman (voce e clarinetto), Johanna Juhola (fisarmonica), Janne Lappalainen (bouzouki, chitarra, sassofono soprano), Sami Kurppa (tastiera) e Ilkka Heinonen (basso). Il loro secondo album Gollehelmmot (trad. “Golden Pearls”) è stato pubblicato nell’agosto 2016.

Ulla Pirttijärvi e Ulda

Ulla Pirttijärvi è stata una delle cantanti del gruppo acclamato a livello internazionale Angelit. Dal’inizio degli anni ’90 ha continuato la sua carriera da solista, che ha portato a quattro album fino ad oggi. Ha collaborato con Rinneradio, Mari Boine e Wimme Saari e, insieme ad Angelit, Pirttijärvi è stata una cantante ospite nella colonna sonora del leggendario videogioco Final Fantasy V negli anni ’90. Il suo gruppo attuale è Ulda, un quartetto fondato da Pirttijärvi, la cui musica si basa sul tradizionale Sámi joik. Dal 2009 Ulda ha pubblicato due album e fatto tournée ed esibizioni in Paesi Nordici, Stati Uniti, Grecia, Germania, Francia e Russia.

Ma Ulla ha formato anche il gruppo Solju con la figlia Hildá Länsman

https://it-it.facebook.com/soljuofficial/

Niko Valkeapää

Dal suo album di debutto nel 2003, il finlandese Niko Valkeapää è diventato uno dei più importanti musicisti Sámi della sua generazione. Considerato un modernizzatore della cultura e della musica dei Sámi, i suoi album sono stati premiati con i premi Spellemannpriset e Folkelarm. Valkeapää crea musica per cantautori elettroacustici con un pizzico di malinconica americana e blues, e i suoi collaboratori includono Mari Boine e Georg Buljo.

https://www.facebook.com/Niko-Valkeap%C3%A4%C3%A4-133363471527/

Ailu Valle

Originario del minuscolo villaggio settentrionale di Kaamasmukka, Ailu Valle è un artista hip hop che scrive testi in lingua Nord Sámi. Per Dušši dušše duššat, album di debutto di Valle nel 2012, è stato riconosciuto per i suoi testi espliciti, che hanno criticato il sistema economico prevalente e il modo in cui influenza la natura e le persone che vivono da esso. Il suo secondo album, 7, è stato pubblicato nel 2015. Da allora Valle ha collaborato con artisti come Paleface, il gruppo elettro Sámi YLVA e il thrash metal finlandese Mokoma, e si è esibito in Norvegia e Germania con la sua band dal vivo Trio Boogiemen. Ailu ha partecipato al doppiaggio in lingua Nord Sámi di Frozen 2, il  recente film della Disney.

https://www.thejakartapost.com/life/2020/04/09/rap-frozen-2-help-revive-laplands-endangered-languages.html

Wimme Saari

Già citato, è uno dei maestri della tradizione vocale Sámi, il “joik”. Wimme combina la colorata vivacità del joik con paesaggi sonori ambientali e ritmi techno. Il suo album Mún (2009), realizzato con Tapani Rinne (clarinetto) e Juuso Hannukainen (percussioni) di RinneRadio e Matti Wallenius (strumenti a corde acustiche), è stato acclamato in tutta Europa.

Angelit

(originariamente noto come Angelin tytöt) è un gruppo di musica folk formato dalle sorelle Ursula e Tuuni Länsman nel 1989. Il gruppo è rapidamente diventato famoso con i loro album Dolla, Giitu e Skeaikit. Nel 1994 gli Angelit fecero la loro prima collaborazione con la band progressive metal Waltari, e alla fine i due gruppi pubblicarono un album insieme nel 2000. Alla fine del decennio Samuli Kosminen, Mamba Assefa e Kimmo Kajasto si unirono alla band che portò al disco sperimentale di musica dance Mannu. Sebbene Angelit non abbia pubblicato un nuovo album dal 2003, il gruppo suona ancora in spettacoli occasionalmente fino ad oggi.

Somby

Gruppo rock, composto da cinque elementi, fondato nel 2004 a Vuotso.

https://myspace.com/sombyfinland

Approfondimenti:

   Per un’idea della struttura linguistica            https://it.wikipedia.org/wiki/Lingue_sami

Nils-Aslak Valkeapää

https://www.lassagammi.no/     Lásságámmi  (il fabbro)

Mari Boine:

https://it.wikipedia.org/wiki/Mari_Boine

Keiino:

Thomas Hilder:

https://www.uni-hildesheim.de/center-for-world-music/das-cwm/team-kontakt/mitarbeiter-innen/thomas-hilder/

https://rowman.com/ISBN/9780810888951/S%C3%A1mi-Musical-Performance-and-the-Politics-of-Indigeneity-in-Northern-Europe

Sulla musica Sámi e lo joik:

https://www.economist.com/prospero/2018/02/09/bringing-back-the-strange-sound-of-the-sami

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5912196/

https://www.laits.utexas.edu/sami/diehtu/giella/music/yoiksunna.htm

Sul festival della musica Sámi:

http://www.ijahisidja.fi/en/updates.php

Giuseppe Acerbi:

https://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Acerbi

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Costume e Società

L’inesorabile ascesa dei casinò online

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La rivoluzione digitale che ha caratterizzato l’ultimo decennio ha rotto gli equilibri esistenti da tempo in diversi settori economici e tra questi rientra sicuramente anche quello del gioco d’azzardo. Sono diversi anni che i cosiddetti casinò terrestri, o tradizionali che dir si voglia, fanno registrare dei numeri impietosi in termini di fatturato e parte della responsabilità di questi dati negativi è riconducibile all’avvento dei casinò online, sempre più diffusi e amati dagli utenti.

I casinò terrestri sono in difficoltà

Il primo casinò italiano a chiudere i battenti a causa dell’eccessiva esposizione debitoria è stato il Casinò di Campione d’Italia, seguito poi a ruota da quello di Saint-Vincent, in Valle d’Aosta. Nel corso di soli dieci anni, entrambi hanno ridotto i propri incassi di quasi l’80% e ciò ha reso insostenibili le spese di gestione delle società titolari dei locali da gioco. Mentre il Casinò di Venezia e quello di Sanremo, anche grazie al loro intrinseco fascino “storico”, sono riusciti a tenere botta al calo del fatturato, quello di Campione d’Italia e quello di Saint-Vincent non sono riusciti a trovare le giuste contromisure. Ma a cosa è dovuto questo notevole calo di entrate? Di chi è la responsabilità? Tutti gli esperti del settore e gli addetti ai lavori sono concordi nel ritenere che i principali responsabili, se non gli unici, della crisi dei casinò tradizionali siano i casinò online, ovvero quelle piattaforme interattive che offrono agli utenti tutti i giochi tradizionalmente disponibili nei casinò terrestri, con la comodità di giocare e divertirsi quando e come si preferisce: sul divano di casa, in viaggio sul treno o in pausa pranzo al lavoro. Il mondo del casinò italiano, tuttavia, non è stato l’unico a soccombere sotto i colpi dei casinò online, ma tale tendenza viene registrata in tutto il mondo, anche a Las Vegas che da sempre è la patria del gioco d’azzardo.

Le possibili soluzioni per ovviare al calo di entrate

Quali soluzioni potrebbero adottare i casinò fisici per ovviare alle enormi difficoltà? La risposta non è univoca. Se, come detto, il Casinò di Venezia riesce a sopperire alla crisi del settore grazie alla sua particolare ambientazione che rende la casa di gioco della Serenissima un luogo unico al mondo, non tutti i casinò possono giocarsi una carta simile. E così sempre più casinò decidono di ampliare la propria offerta di intrattenimento puntando sui cosiddetti Casinò Resort, locali in cui oltre all’esperienza di gioco gli utenti possono godere di decine di altri servizi esclusivi pensati per fidelizzare la clientela e coccolarla a 360° gradi. C’è poi chi sta decidendo di mettere in piedi il proprio casinò online, sperando di poter integrare gli incassi dei casinò fisici con quelli derivanti dal web.

La situazione per i casinò tradizionali è tutt’altro che rosea, ma i segnali che ci giungono da altri paesi sono incoraggianti. Il casinò fisico, o tradizionale, continua a mantenere intatto il proprio fascino e i locali di gioco terrestri dovranno essere bravi ad adattare la propria offerta alle nuove esigenze della clientela.

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Rai Gulp e RaiPlay, Sara E Marti #LaNostraStoria (terza stagione): In prima tv free lunedì 30 novembre alle ore 19.55

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Arriva su Rai Gulp Ia terza stagione di Sara e Marti #LaNostraStoria. La serie TV tutta italiana interamente girata nel borgo medievale di Bevagna nel cuore dell’Umbria, prenderà il via dal 30 novembre, dal lunedì al venerdì, alle ore 19.55, e sarà disponibile anche su RaiPlay.

Nuove storie per le due sorelle adolescenti, Sara e Marti, trasferitesi da Londra a Bevagna, piccolo paesino umbro, per seguire il padre. Qui inizia per loro una nuova vita ricca di incontri, scontri, vittorie e delusioni, risate e lacrime, sentimenti contrastanti e complicati, come l’amore.

In questa terza stagione, la prova più difficile che dovranno affrontare i nostri protagonisti sarà quella di crescere. Sara, sempre alle prese con i suoi dilemmi sentimentali, è determinata nel prendersi un po’ di tempo per sé e dedicarsi completamente alla sua passione: la ritmica. Ma anche se non vuole, l’amore riuscirà a trovarla.

Anche Marti sta crescendo e forse Bevagna e lo studio iniziano a starle un po’ stretti. La sua vera e unica passione è la musica, ma come può da quel piccolo borgo dell’Umbria inseguire il suo sogno? Ma troverà presto un rinnovato slancio nell’amicizia con tre bambini di prima media: Melania, cugina di Benedetta, appassionata di ecologia e amante degli animali; Daniele, migliore amico di Melania e fan dei pranks di Nicola; e Lola, appassionata di moda e con il sogno di diventare una cantante famosa. Insieme a loro, su iniziativa della Preside De Blasi, Marti formerà una band per partecipare a un contest musicale e per seguire la sua strada anche da Bevagna. L’amore, il diventare grandi, le incomprensioni, i malumori, in poche parole: l’adolescenza. Il gruppo di amici di Sara e Marti è diventato ormai grande, con loro ci sono anche i bambini più piccoli. Loro non hanno ancora le idee chiare come i loro amici “grandi” su ciò che vogliono dal futuro, ma con il loro esempio, sarà bello vederli crescere.

In questa terza stagione i protagonisti si trovano ad affrontare un importante momento di crescita. Sara è più confusa del solito, ma anche determinata a crescere e porre fine ai suoi drammi sentimentali: basta gelosie, basta incomprensioni, basta malumori. È arrivato il momento di diventare grandi! Se prima la frase “papà sei un egoista” era il credo assoluto della sorella Sara, quest’anno sarà Marti a scontrarsi col padre. Sì perché la più piccola delle sorelle Monanni ha ormai raggiunto sicurezza e vuole a tutti i costi inseguire il sogno di diventare una grande cantante, anche lontano da Bevagna. Invece Invogliato da Gloria Nicola prova con tutto sé stesso a crescere e maturare, ma: il lupo perde il pelo, ma non il vizio. Un problema di salute e l’amicizia con un ragazzino di prima media riaccendono in lui la vecchia passione per prank e challenge, ma la sua nuova fidanzata non sembra essere tanto d’accordo. Peperina e un po’ pettegola, Serena è una vera forza della natura. Un tornado con gli occhiali che travolge tutto e tutti. È la migliore amica di Sara e Marti fin dall’infanzia e resta sempre al loro fianco, dimostrando di essere disposta a tutto in nome dell’amicizia. Anche Benedetta ha un cuore e non è fatto di pietra, come credevano tutti. Certo, non riuscirà mai ad ammettere che al mondo ci sia qualcuno migliore di lei, ma riuscirà ad addolcirsi e a far fronte comune con Sara contro la perfida rossa, Virginia. In amore è un’inguaribile romantica e agli occhi di tutti riuscirà addirittura a sembrare simpatica.

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RAI Yoyo, da lunedì torna “Diario di casa”: l’edizione autunnale del programma condotto da Armando Traverso

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Da lunedì 23 novembre nuova edizione su Rai YoYo per “Diario di casa”. La trasmissione, che ha accompagnato bambini e famiglie, attraverso i difficili mesi del lockdown, rispondendo con l’aiuto di esperti a dubbi e interrogativi, torna in un’edizione autunnale condotta da Armando Traverso. La trasmissione sarà proposta dal lunedì al venerdì, alle ore 18.35, e sarà disponibile su RaiPlay e l’app RaiPlay Yoyo.

Mantenendo alta l’attenzione alle indispensabili, precauzioni contro il virus, nella nuova edizione il programma si occuperà del benessere e la salute dei bambini e delle loro famiglie in senso più ampio, avvalendosi sempre di esperti -psicologi, pediatri, psicoterapeuti dell’età evolutiva, psicomotricisti, veterinari, pedagogisti, filosofi, linguisti e molti altri-, ma proponendo anche tutorial per imparare a comporre una canzone, disegnare un fumetto o costruire strumenti musicali con materiali di riciclo.

Saranno ancora trasmessi i video che i bambini invieranno da casa attraverso il numero whatsapp 3351357660, e ovviamente non mancheranno le strampalate incursioni dei simpatici Lallo, Lella, Dj e Krud.

Numerosi gli ospiti che si alterneranno giorno per giorno. Lunedì 23 novembre ci sarà Alberto Villani, pediatra e Primario dell’Ospedale Bambino Gesù, che spiegherà come trovare un equilibrio e affrontare le cose nel migliore dei modi insieme ai bambini.

Martedì 24 novembre il veterinario Renato Assim spiegherà come gli animali domestici possono contribuire al nostro buon umore. Mercoledì 25 novembre lo piscomotricista Antonio Mazzoni insegnerà esercizi utili e divertenti che si possono fare anche in casa. Giovedì 26 novembre lo psicoterapeuta Alberto Pellai, con l’aiuto di un semplice puzzle, aiuterà i bambini a capire come, con il contributo di ognuno di loro, si comporrà un grande quadro di solidarietà collettiva. Il musicista Lorenzo Tozzi, invece, insegnerà quali sono gli “ingredienti” per comporre una canzone

Venerdì 27 novembre la maestra Cristiana Uselli affronterà alcune difficoltà che si possono incontrare a scuola. Con gli Instruments Attack si scopriremo gli strumenti musicali che si possono realizzare con i materiali di riciclo.

“Diario di Casa” è un programma della direzione Rai Ragazzi, scritto da Armando Traverso con Martina Forti, e diretto da Marco Lorenzo Maiello.

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