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Cronaca

QUARTO, LACREME PENTASTELLATE: SINDACO COMMOSSO DURANTE SEDUTA CONSIGLIO

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Rosa Capuozzo: "Si devono vergognare tutti i partiti ed i politici che stanno strumentalizzando questa vicenda."

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di Angelo Barraco – Gerardo Mieli

Quarto (NA) – È scontro politico tra il Pd e i pentastellati al comune di Quarto in merito alle presunte pressioni da parte del consigliere pentastellato Giovanni De Robbio, indagato per estorsione aggravata ai danni del sindaco del suo partito, Rosa Capuozzo, e di voto di scambio sul sindaco.

I Giovani  democratici di Napoli hanno organizzato un presidio davanti al Comune di Quarto per chiedere le dimissioni dell’esponente del Movimento Cinque Stelle nonché Sindaco di Quarto Rosa Capuozzo. Il presidio in questione è stato organizzato in seguito alla pubblicazione di intercettazioni dove emergerebbe un elemento molto grave, ovvero il sostegno di un clan camorristico locale al Movimento Cinque Stelle nel corso delle ultime elezioni. A questa ipotesi ha risposto Beppe Grillo, scagliandosi contro tale accusa. Intanto Ernesto Carbone, componente della segreteria del PD afferma: “Grillo ha dovuto ammettere che a Quarto i 5 stelle sono stati eletti anche con i voti della Camorra. Sulla spinta delle indagini della magistratura, dei media e grazie all'azione politica del Pd, dopo aver cercato di spostare l'attenzione e autoassolversi, alla fine i 5 stelle lo hanno ammesso: i voti della Camorra sono arrivati, con la vergognosa aggiunta che non sarebbero stati determinanti” aggiungendo inoltre “Toppa che apre una voragine. E in questa voragine – 'cadè il sindaco con i suoi atti amministrativi e le commesse ad imprese sotto la lente dell'Anticorruzione.

Un quadro nebuloso in cui si muovono personaggi come l'impresario di pompe funebri che a Quarto indicava di votare in massa i 5 stelle e a Roma organizzava il funerale dei Casamonica. In un simile contesto il sindaco dovrebbe dimettersi. Tutto ciò porta ad un altra domanda: quanto avvenuto è circoscritto a Quarto o si estende anche all'elezione di parlamentari nazionali? Temi da approfondire in Commissione antimafia”. Ma cosa è successo? Ripercorriamo la vicenda passo dopo passo. Sul finire di ottobre il consigliere comunale di Quarto, Giovanni De Robbio (Movimento Cinque Stelle), si sarebbe rivolto con toni discutibili con il Sindaco Rosa Capuozzo, Movimento Cinque Stelle. Da qui parte l’inchiesta. Il consigliere avrebbe mostrato al Sindaco una foto aerea della sua casa dal cellulare, il consigliere De Robbio avrebbe alluso a presunte irregolarità nell’abitazione, il Sindaco aggiunge inoltre “disse che dovevo stare tranquilla perché dovevo essere meno aggressiva, non dovevo scalciare, dovevo essere più tranquilla con il territorio”.

L’inchiesta è coordinata dal pm Henry John Woodcock e condotta dai Carabinieri di Pozzuoli. Dopo questo incontro il consigliere avrebbe avvicinato il Sindaco altre due volte, quest’ultima in compagnia di un geometra e lo avrebbe indicato come una persona capace che avrebbe potuto dare una consulenza in ambito edilizio. Il primo cittadino ha spiegato agli inquirenti: “Mi dissero che aveva la mia foto in cassaforte”. Il terzo episodio in cui De Robbio evvicinò il Sindaco ha avuto luogo in consiglio comunale e gli disse che avrebbe fatto si che il sopralluogo che ha portato all’irregolarità risultasse falso. De Robbio è indagato per tentata estorsione, per voto di scambio aggravato in concorso con Alfonso Cesarano, che è il titolare di una ditta di pompe funebri e secondo gli inquirenti è un esponente vicino al clan camorristico Poverino. Dalle intercettazioni fatte al figlio di Cesarano emergono le seguenti affermazioni: “Adesso si deve portare a votare chiunque esso sia, anche le vecchie di ottant'anni si devono portare là sopra e devono mettere la X sul Movimento Cinque Stelle che è la cosa fondamentale”, ma anche “Questo De Robbio, noi abbiamo fatto l'accordo con lui… ci siamo seduti al tavolo… hanno parlato, hanno chiacchierato, hanno concordato diciamo delle cose loro, hanno parlato di tutte le cose e noi abbiamo detto che gli avremmo dato una mano”, più esplicitamente si dice nell’intercettazione: “Questo assessore che gli diamo noi, lui ci deve dare quello che abbiamo detto che ci deve dare, così come lo abbiamo fatto salire, così lo facciamo cadere”.
 
Oltre a De Robbio sono indagati il geometra Giulio Intemerato, per estorsione ai danni del primo cittadino, Mario Ferro. Intanto Alessandro Di Battista scrive su facebook: “Proprio oggi, mentre il PD fa partire l'ennesima macchina del fango contro il M5S, viene condannato Ozzimo (ex-assessore PD a Roma) per Mafia Capitale.Che pena, hanno favorito la crescita di fenomeni mafiosi nella Capitale, candidano condannati ovunque, hanno salvato dall'arresto il senatore NCD Azzollini, fanno leggi anti-corruzione che di "anti" hanno solo il nome e ancora parlano.Provano a confondere le acque. Infangano perché sono abituati ad avere fango addosso. Spaventano perché sono terribilmente spaventati. E sarà sempre peggio. Da qui alle amministrative i loro attacchi si intensificheranno.Rispondiamo colpo su colpo ma parliamo di temi. Di reddito di cittadinanza. Di sovranità monetaria. Di trasparenza sulle banche. Di legge anti-corruzione. Sono le nostre soluzioni. La strada è lunga. Ma è quella giusta. A riveder le stelle!”. In risposta ad Orfini che scrisse su Twitter: “Quando segnalai che a Ostia i clan inneggiavano al m5s,Di Maio disse che mi dovevano ricoverare. Lo disse da Quarto,dove la camorra vota m5s”.

Beppe Grillo è intervenuto nella diatriba politica in prima persona sul suo blog: "I voti della camorra non sono stati determinanti" per la vittoria dei pentastellati. "Il M5S ha vinto con il 70.79% dei voti pari a 9.744 preferenze contro i 4.020 degli avversari – ha precisato l'ex comico –  L'ormai ex consigliere Giovanni De Robbio, indagato dalla Direzione distrettuale antimafia ed espulso dal Movimento Cinque Stelle prima di ricevere l'avviso di garanzia,  ha raccolto 840 voti".

Anche Di Battista è sceso in campo dichiarando su Facebook:
  "Proprio oggi, mentre il Pd fa partire l'ennesima macchina del fango contro il M5s, viene condannato Ozzimo (ex-assessore Pd a roma) per Mafia capitale. Che pena – ha inoltre scritto – hanno favorito la crescita di fenomeni mafiosi nella capitale, candidano condannati ovunque, hanno salvato dall'arresto il senatore Ncd Azzollini, fanno leggi anti-corruzione che di 'anti' hanno solo il nome e ancora parlano. Provano a confondere le acque. Infangano perché sono abituati ad avere fango addosso. Spaventano perché sono terribilmente spaventati. E sarà sempre peggio. Da qui alle amministrative i loro attacchi si intensificheranno".

"Si devono vergognare tutti i partiti ed i politici che stanno strumentalizzando questa vicenda. Si strumentalizza per fare opposizione, senza altro obiettivo. La lotta alla camorra è di tutti e va fatta insieme. Bisogna fare fronte comune per vincere". Questo quanto dichiarato dal sindaco di Quarto Rosa Capuozzo alla fine della seduta di Consiglio. Una Capuozzo visibilmente commossa e al centro delle polemiche politiche a causa dell'inchiesta della magistratura che ha coinvolto la giunta del M5s per tentata estorsione al sindaco e voto di scambio da parte del consigliere de Robbio.

La seduta di Consiglio comunale ha poi visto momenti di tensione: ''La lotta alla camorra è di tutti e tutti dobbiamo combatterla. Se invece si lotta per altre questioni è strumentalizzazione, Questo deve essere chiaro ai cittadini di Quarto'', ha inoltre dichiarato il sindaco di Quarto.

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Cronaca

Milano, sgominata banda di criminali: in manette 6 persone responsabili di rapine, furti ed estorsioni

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MILANO – Questa mattina a Lodi, Sant’Angelo Lodigiano e in provincia di Torino, i Carabinieri della Compagnia di San Donato Milanese e personale della Squadra Mobile di Lodi, con il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lodi, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Lodi, su richiesta della stessa Procura, nei confronti di 6 persone (3 italiani e 3 stranieri di età compresa tra i 20 ed i 26 anni) responsabili della commissione di 17 rapine, furti ed estorsioni perpetrate, tra giugno e dicembre 2020, prevalentemente ai danni di giovani viaggiatori individuati a bordo di  mezzi di trasporto o nei pressi di stazioni ferroviarie nel lodigiano e sud Milano.

Il provvedimento scaturisce dagli esiti delle convergenti indagini, poi confluite in un unico procedimento, che hanno consentito, mediante la raccolta di immagini delle telecamere di videosorveglianza ed i conseguenti riconoscimenti, di ricostruire una serie di episodi nei quali gli arrestati, dopo aver avvicinato le vittime, che si trovavano spesso isolate, a bordo dei mezzi di trasporto, forti della superiorità numerica e delle minacce si facevano consegnare denaro, gioielli e telefoni cellulari.

Per evitare poi che le vittime avvisassero le Forze dell’Ordine, spesso le seguivano per un breve tratto di strada o rimanevano a bordo del mezzo fino alla fermata successiva, continuando a minacciarle ed arrivando in alcuni casi a provocare lesioni, anche gravi, alle giovani vittime.

Gli odierni arrestati sono: T.D.A., un romeno classe 1999, già ristretto presso la Casa Circondariale di Lodi a seguito di Fermo di P.G. per una rapina commessa nel mese di Dicembre 2020 ai danni di  un ragazzo all’interno della Stazione Ferroviaria di Lodi; O. M., nigeriano classe 2000; B. D. E., italiano classe 2000; O. F. A.,  cubano classe 1995; R. L. R. e P.G. entrambi italiani classe 2000.

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Passo Corese: donna si sente sola, chiama i Carabinieri per un po’ di compagnia e loro la raggiungono a casa

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PASSO CORESE (RI) – Nel tardo pomeriggio di ieri, la Sig.ra Ivana, domiciliata a Passo Corese, 72enne, ha chiamato i Carabinieri perché si sentiva sola.

Il centralinista di turno, percepito lo stato particolarmente triste nel quale si trovava la Signora, ha avvisato il Ten. Carmelo Ceraolo, Comandante del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia, il quale, unitamente al Comandante della Stazione CC di Passo Corese Luogotenente Rosario Caliendo e al Maresciallo Giuseppe Farinelli, Addetto alla Stazione di Fara Sabina, si è recato immediatamente presso il domicilio della Signora Ivana, donandole il calendario storico del 2021.

La donna, commossa dal gesto, ha ringraziato i militari e ha espresso loro il cordoglio per l’uccisione del Carabiniere Iacovacci in Congo.

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Milano, arrestati i 10 componenti della banda criminale dei bancomat

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Tra febbraio 2017 e aprile 2019 sono 73 gli assalti portati a compimento dal sodalizio in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Lazio, con un bottino che supera i 3, 5 milioni di euro

MILANO – Alle prime ore di questa mattina i Carabinieri del Comando Provinciale di Milano, a conclusione di una lunga attività di indagine, hanno arrestato i dieci componenti della banda criminale responsabile di aver assaltato diversi sportelli bancomat in tutta Italia.

In manette 10 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di un numero indeterminato di furti di denaro contante presso gli sportelli ATM di istituti di credito su tutto il territorio nazionale mediante assalto con miscela esplosiva, riciclaggio ed altro.

Le indagini, condotte dal Nucleo Investigativo e dirette dalla Procura della Repubblica di Milano, hanno consentito di disarticolare un sodalizio, i cui capi ed organizzatori abitano e sono cresciuti nel quartiere “Pilastro” di Bologna, specializzato nella realizzazione di assalti notturni in danno di sportelli bancomat.

Le violente esplosioni causate per scardinare gli sportelli bancomat hanno spesso provocato ingenti danni alle strutture e in alcuni casi con conseguenze di inagibilità ad interi edifici.

Tra febbraio 2017 e aprile 2019 sono 73 gli assalti portati a compimento dal sodalizio in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Lazio, con un bottino che supera i 3, 5 milioni di euro.

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