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QUEL FRATE MISERICORDIOSO E GRANDE

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Tempo di lettura 2 minuti Chiara si voltò e si diresse verso l’uscita della chiesa ma all’improvviso le venne in mente di parlare ancora con il frate

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di Chiara Rai

Era una giornata particolare, di quelle che non ci si aspetta nulla e si vive al momento. Faceva freddo, era inverno, il cielo lievemente coperto. A Roma, in fondo sulla Cassia due adolescenti si fermarono in una sorta di borgo, bello davvero. Lì, c’era una piccola e umile chiesetta. Una delle due giovani era non priva di nubi, forse troppe per una ragazza che anziché pensare a divertirsi si sentiva stanca e sofferente perché la salute dei genitori era pessima e lei era completamente coinvolta in questioni “troppo grandi”. Entrò nella piccola cappella e cercò qualcuno per confessarsi. Davanti a lei trovò un frate dalla bellezza invisibile e dallo sguardo molto profondo. Aveva la barba bianca, gli occhi scuri, stempiato e portava i sandali. Egli, s’interessò subito allo stato d’animo di Chiara. La ragazza non gli guardò le mani perché era totalmente presa dalla volontà di parlare con il frate e raccontargli quanto si sentisse male e impreparata rispetto agli eventi della sua vita. Il frate la ascoltò e mentre Chiara parlava gli occhi di quel padre erano profondamente partecipi e coscienti dei sentimenti di smarrimento dell’adolescente che invece cercava un “salvagente” per non affondare giù in qualche oscuro abisso. “Chiara – le disse il frate – tu porti il nome di una Santa e Dio ti ha scelto perché hai le spalle larghe e sei in grado di sostenere questo immenso peso. Per favore scrivi un diario, scrivi quello che ti succede affinché le persone possano leggerti e le tue sofferenze alleggerirsi. Già ora che ne parli il tuo cuore e la tua anima saranno più pronti a capire la croce che porti. Tutti ti conosceranno”. Il frate disse poco altro e i due si salutarono. Chiara si voltò e si diresse verso l’uscita della chiesa ma all’improvviso le venne in mente di parlare ancora con il frate, di chiederle ancora un consiglio e anche come si chiamasse. Frettolosamente si diresse verso il confessionale, del resto erano passati pochi secondi da quando i due si salutarono, ma il frate era già andato via. “Padre! – chiamò Chiara ad alta voce – Padre dove siete?”. Subito si affacciò un prete e Chiara gli disse: “Mi scusi, cercavo il frate con cui ho parlato poc’anzi”. Il prete le rispose: “Quale frate signorina? Qui non c’è nessun frate, lei si sbaglia glielo assicuro!”. Quando il padre della ragazza morì un intenso odore di fiori, un misto tra gelsomini e viole le riempì il naso e subito il suo cuore trovò sollievo.

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Castelli Romani

Velletri, con Servadio un nuovo rilancio del centro del storico e delle zone decentrate

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«Al centro del nostro programma elettorale c’è una Città che deve diventare appetibile, vivace, un luogo da mettere in cima alle località da visitare. Oggi il centro di Velletri è una parata di negozi con le saracinesche abbassate, un borgo spento che non richiama quel turismo di qualità che invece merita. Il tessuto economico produttivo di Velletri va ricostruito attraverso il rilancio dell’artigianato e dei mestieri, dei laboratori che possono rimanere aperti per le vie del centro dove chi compra prima ha la possibilità di guardare come viene realizzato il prodotto. Parlo di orafi, pelletterie, ceramisti, norcinerie, insomma botteghe d’arte, di sapori e prodotti che è impossibile trovare nei grandi ipermercati, nei centri commerciali di cui siamo ricchi fuori dal centro storico. La Città, così, potrà godere sia delle aree più commerciali ma anche e di un centro storico con le botteghe artigianali che potranno essere affittate a prezzi calmierati. Soltanto intraprendendo un percorso di qualità è possibile restituire a Velletri l’importanza che merita. È necessario quindi riprogrammare quelle che sono le destinazioni d’utilizzo dei locali nel centro e tornare a prediligere l’artigianato che rappresenta per quest’area una rivalutazione delle tradizioni che caratterizzano la nostra amata e meravigliosa Città. Insieme dobbiamo fin da subito metterci al lavoro per rilanciare la nostra Velletri grazie al borgo ricco di storia, pronto a diventare un salotto all’aperto e ad accogliere un turismo lento e di qualità. E se il borgo deve diventare un prezioso scrigno di bellezze da visitare, abbiamo anche molte idee per le altre zone fuori dal centro. Ognuna avrà la propria vocazione ma ne parleremo strada facendo, insieme, per dare un nuovo volto alla nostra amata Velletri». Così in una nota il candidato Sindaco di Velletri Fausto Servadio

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Ambiente

Altra crisi globale: l’Onu lancia l’allarme acqua

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L’acqua, “linfa vitale” dell’umanità, è sempre più a rischio nel mondo a causa dell’eccesivo sviluppo e del consumo “vampirico”.

A lanciare l’allarme è l’Onu in un rapporto in cui mette l’evidenza come la carenza di acqua sta peggiorando con l’imminente rischio di una crisi globale.

Il mondo sta “ciecamente camminando su una strada pericolosa con l’insostenibile uso di acqua, l’inquinamento e il surriscaldamento climatico che stanno drenando la linfa vitale dell’umanità”, afferma il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres.

Il rapporto dell’Onu arriva in occasione della conferenza sull’acqua che si aprirà nelle prossime ore alle Nazioni Unite. Secondo il rapporto circa due miliardi di persone non hanno l’accesso ad acqua potabile sicura mentre 3,6 miliardi non lo hanno a servizi sanitari affidabili. “La scarsità di acqua sta diventando endemica”, si legge nel rapporto nel quale si osserva come l’uso di acqua sia aumentato a livello globale di circa l’1% ogni anno negli ultimi 40 anni e dovrebbe mantenere tassi di crescita simili fino al 2050.

Il rapporto dell’Onu arriva in occasione della conferenza sull’acqua che si aprirà nelle prossime ore alle Nazioni Unite. Secondo il rapporto circa due miliardi di persone non hanno l’accesso ad acqua potabile sicura mentre 3,6 miliardi non lo hanno a servizi sanitari affidabili. “La scarsità di acqua sta diventando endemica”, si legge nel rapporto nel quale si osserva come l’uso di acqua sia aumentato a livello globale di circa l’1% ogni anno negli ultimi 40 anni e dovrebbe mantenere tassi di crescita simili fino al 2050.

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Primo piano

Mattarella a Casal di Principe parla ai giovani: “Siete la generazione della speranza”

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“La mafia è violenza ma, anzitutto, viltà. I mafiosi non hanno nessun senso dell’onore né coraggio.

Si presentano forti con i deboli. Uccidono persone disarmate, organizzano attentati indiscriminati, non si fermano davanti a donne e a bambini. Si nascondono nell’oscurità”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando da Casal di Principe.

“La Repubblica vi è vicina. Tutte le amministrazioni pubbliche devono far sentire con efficacia la loro presenza accanto ai cittadini. Insieme a tutte le espressioni della società civile. La politica sia autorevole nel dare risposte alle emergenze e ai problemi socio-economici dei territori. L’amministrazione sia efficiente, rapida nelle soluzioni e trasparente, ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando da Casal di Principe.

“Care ragazze e cari ragazzi, Maria e Fabrizio hanno parlato dei preconcetti, dei pregiudizi che registrano sovente. Voi – ha proseguito Mattarella – dovete essere fieri di essere nati in questa terra, che ha saputo compiere questa vera, grande, rinascita. Dovete avvertire l’orgoglio di essere concittadini di Don Diana. Dovete rifiutare, fin dai banchi di scuola, la sopraffazione, la violenza, la prepotenza, il bullismo, che sono un brodo di coltura della mentalità mafiosa. Ricordate sempre che siete la generazione della speranza, quella a cui don Diana ha passato idealmente il testimone della legalità”.

Sergio Mattarella all’istituto Guido Carli di Casal di Principe (Caserta), accolto dai ragazzi della scuola e di due istituti comprensivi della città con le bandierine tricolori; all’interno è stato intonato l’inno nazionale. Mattarella ha già visitato il cimitero di Casal di Principe dove ha incontrato alla cappella della famiglia Diana, gli stretti congiunti del sacerdote ucciso dalla camorra, in particolare i fratelli Emilio e Marisa e consorti e figli; c’era pure Augusto Di Meo, testimone oculare del delitto don Diana.

“La Repubblica Italiana considera prioritaria la lotta a tutte le mafie. Con leggi e strumenti avanzati, grazie all’impegno di inquirenti e forze dell’ordine – ai quali dobbiamo sempre esprimere la nostra vicinanza e la nostra riconoscenza – sono state disarticolate organizzazioni potenti e minacciose, capi arroganti sono stati assicurati alla giustizia, intere aree sono state liberate dalla oppressione mafiosa”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando da Casal di Principe.

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