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Cultura e Spettacoli

RAI, PALINSESTI AUTUNNO: TORNANO SANTORO, LORELLA CUCCARINI E HEATHER PARISI

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Un primo annuncio, che fa quasi sobbalzare sulla sedia, riguarda Mina e Celentano

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Redazione

Musica, informazione, con format rinnovati, e fiction. Oltre, ovviamente, ai programmi di intrattenimento. I palinsesti autunnali della Rai, presentati oggi a Milano, presentano un alto tasso di novità: sono in tutto, come ha precisato il direttore generale Antonio Campo Dall'Orto, 42 di cui 37 nuovi programmi e 5 fiction. Nuovi volti come Virginia Raffaele, Pif, Alessandro Sortino, Gianluca Semprini approdano nelle reti con programmi e strisce quotidiane. Mentre altri ritornano, come Gad Lerner e Michele Santoro.

Un primo annuncio, che fa quasi sobbalzare sulla sedia, riguarda Mina e Celentano. Saranno in tv a presentare il nuovo album. In realtà, la presenza di Mina avverrà "in qualche modo", precisa il direttore di Rai Uno, Andrea Fabiano. Quel che è certo è che l'evento sarà il 5 dicembre. Sempre sulla prima rete, sfida tra due icone della televisione italiana: Heather Parisi e Lorella Cuccarini in 'Nemica amatissima'.

Confermato il ritorno di Michele Santoro. Ilaria Dallatana, direttore di Rai Due, annuncia che è stato trovato un accordo che al momento prevede "due speciali in diretta in prima serata". Si tratta di "un anno di collaborazione con una serie di speciali, non tantissimi, con una cadenza che vogliamo ancora decidere".

La musica sarà la "protagonista assoluta" della nuova stagione di Rai Uno che presenta anche un'altra novità: l'avvio del prime time alle 21.15, dal lunedì al venerdì, mentre il sabato e la domenica dopo il Tg1. Oltre alla diretta della prima del Teatro alla Scala di Milano, alcune serate evento dedicate a Mogol, Zucchero e Renato Zero. New entry con un programma tutto suo Stefano Bollani con 'L'importante è avere un piano', live show con performance inedite. Quiz musicali per l'intrattenimento.

Grande spazio alla fiction. Le grandi serie d'autunno targate Rai saranno 'L'Allieva', 'Braccialetti Rossi', 'Il Confine'; 'I Medici; 'Io ci sono' (Lucia Annibali); 'La catturandi'; 'La classe degli asini'; Lampedusa; 'La mafia uccide solo d'estate'; 'Purché finisca bene'. Torna infine 'Un medico in famiglia'. Carlo Conti a tutto campo con Tale e quale show', la conduzione del festival di Sanremo e l'evento 'Natale e quale'. Ma ci saranno anche Alberto Angela che racconta il vaticano e la serata dedicata al ballerino Roberto Bolle.

Punta su docu-entertainment Rai Due. L'informazione in prima serata è firmata 'Nemo, Nessuno escluso', con Alessandro Sortino, tra filmati immersivi, inviati infiltrati e testimonianze dirette. Torna sulla rete Santoro, mentre il titolo più atteso è 'Pechino Express', l'adventure game reality condotto da Costantino della Gherardesca. Da martedì 8 novembre, in quattro serate, il One man show di Mika.

Rinnova "il 43,8% del palinsesto" Daria Bignardi, direttore di Rai Tre. Gazebo cambia pelle e diventa 'Gazebo social news', trasmesso quattro giorni a settimana in orario pre-serale, mentre Pif, al secolo Pierfrancesco Diliberto, arriva l'anno prossimo con una fascia di 10 minuti, tutti i giorni. "Seguirò l'esempio del maestro Chiambretti che faceva il portalettere negli anni Novanta" anticipa. Conferme per 'Ulisse', 'Chi l'ha visto', 'Mi manda Rai 3' (con un nuovo conduttore, Silvio Sottile), 'Tv Talk', 'Agorà', 'Report' e 'Presa Diretta'.

Ci sarà ancora Corrado Augias, la mattina, con il nuovo programma Quante storie e, sempre la mattina, il nuovo 'Tutta Salute'. Chiuso Ballarò di Massimo Giannini (che, confida Bignardi, forse rimarrà in Rai con un programma che racconta i nuovi volti del potere) alla conduzione arriva, prima volta in Rai, Gianluca Semprini. Nessuna anticipazione sul titolo. Che tempo che fa il sabato sarà condotto da Massimo Gramellini, mentre la domenica torna con la classica conduzione Fazio – Littizzetto in fascia prime time.

New entry all'insegna del divertimento con Virginia Raffaele, che porterà sul piccolo schermo uno show tutto suo a partire dalla primavera 2017. Torna l'atteso 'Rischiatutto' di Mike Bongiorno, con nove puntate il giovedì fra il 27 ottobre e il 22 dicembre. A condurlo Fabio Fazio. Nuovo programma per Lucia Annunziata, che con un gruppo di giovani giornalisti racconterà la realtà internazionale. 'Le ragazze del 68' sarà invece il contenitore delle storie di chi ha contribuito alle trasformazioni del nostro Paese.

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Cultura e Spettacoli

Genzano, Veronica Pivetti alla libreria Mondadori per presentare “Per sole donne”

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Veronica Pivetti alla Mondadori di Genzano per presentare “Per sole donne”

Sabato 18 gennaio appuntamento interessante alla Mondadori Bookstore di Genzano di Roma.

Nella Libreria di Corso Gramsci, infatti, sarà ospite la nota attrice e scrittrice Veronica Pivetti, che presenterà il suo nuovo romanzo “Per sole donne” edito da Mondadori. Un volume spiazzante, con protagonista Adelaide, alle prese con una classica crisi di mezza età. La vena ironica e umoristica dell’autrice guida il lettore in un percorso di confidenze e chiacchierate tra Adelaide e le sue quattro migliori amiche, Benedetta, Tonia, Rosaria e Martina. Profili femminili diversi ma assoluti protagonisti della scena (da qui il titolo del romanzo) che sono accomunati dal disincanto e dalla voglia di vivere, fenomeni solo apparentemente contraddittori. Sesso, amicizia, introspezione sono le tematiche principali.

Per saperne di più l’appuntamento è per sabato 18 gennaio alle ore 18.30 alla Mondadori Bookstore di Genzano. Seguiranno il firma-copie e le foto-ricordo. L’ingresso è, come sempre, libero.

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Costume e Società

“Scrivo nell’aria che vivo”: l’aria che tira a Roma (spesso un’ariaccia) nella raccolta di poesie di Roberto Ciavarro

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Un’intervista con il poeta Roberto Ciavarro per parlare di poesia e romanità.

Ciavarro ha presentato il suo ultimo libro “Scrivo nell’aria che vivo” una raccolta di poesie dove il poeta narra della Roma vissuta tutti i giorni e dell’aria che tira in città, un’aria che a volte, come si sente dire spesso è un’ariaccia.

CLICCARE SULLA FOTO PER GUARDARE LA VIDEO INTERVISTA

L’intervista al poeta romanesco Roberto Ciavarro trasmessa il 9/1/2020 a Officina Stampa

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Cultura e Spettacoli

Il duomo di Orvieto si è ripresentato nel suo splendore al mondo

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L’Opera del Duomo di Orvieto ha recentemente invitato un gruppo di corrispondenti di media esteri accreditati in Italia, guidato dalla coordinatrice del gruppo Cultura dell’Associazione della Stampa Estera in Italia, la giornalista spagnola Carmen Del Vando, ad una visita alla bella città umbra, per due interessanti appuntamenti culturali.

Il primo, un incontro presso il palazzo dell’Opera del Duomo, dove è stato proiettato un video sui restauri dei basamenti e delle statue e la loro ricollocazione, con relazioni di autorevole esponenti del settore,seguito da visita guidata all’interno del Duomo con l’illustrazione del ciclo scultoreo dell’ Annunciazione, degli Apostoli e dei Santi Protettori della città, appena ricollocato, rendendo ancora più splendida imponente edificio sacro. Con il secondo appuntamento , i giornalisti hanno visitato il Museo Claudio Faina (diotato di opere d’arte etrusca, greca e romana), con una attenzione particolare alla collezione attica recentemente donata dall’architetto Mario Lolli Ghetti. La giornata orvietana è stata completata da una visita al Pozzo di San Patrizio, al Museo del Duomo ed al Museo Emilio Greco.

L’occasione principale era costituita dalla ricollocazione, dopo 122 anni di ‘esilio’ ed un trasferimento in quattro diverse sedi, all’interno del celeberrimo Duomo, dell’intero ciclo scultoreo degli Apostoli e dei quattro Santi, l’unico ancora completo e conservato integralmente avviato prima dell’avvento del barocco. Il riposizionamento delle statue all’interno della Cattedrale è la conclusione di un impegnativo percorso sia burocratico sia di restauro, che ha visto collaborare numerosi ed esperti professionisti, oltre che soggetti istituzionali.

Le statue – otto realizzate tra il 1556 e il 1612, la nona nel 1618, la decima nel 1644 e le ultime due tra il 1714 e il 1722 – dal 2006 erano infatti state collocate nella sede distaccata del museo dell’Opera del Duomo di Orvieto.

Il progetto del riposizionamento, già delineato nel 1986 dalla Soprintendenza, era stato presentato agli organi del ministero per i Beni e le attività culturali ed autorizzato dalla stessa Soprintendenza; è stato coordinato dall’Opera del Duomo, presieduta da Gianfelice Bellesini che ha presenziato all’incontro con i giornalisti dei media esteri al quale ha presto parte anche il vescovo, monsignor Benedetto Tuzia, il professor Giuseppe Della Fina, il sindaco Roberta Tardani e la soprintendente alle Belle arti dell’Umbria, Marica Mercalli.

Con il ritorno in Duomo – si stato detto nel corso dell’incontro – le sculture hanno riacquistato dignità di opera d’arte, seppure fuori contesto e scala, e sono tornate al centro dell’interesse, dello studio, del dibattito. Le statue poggiano sui basamenti originali come quelle dei quattro Santi protettori che hanno fatto ritorno nel Duomo di Orvieto, anticipate da quelle dell’Angelo annunciante e della Vergine, realizzate da Francesco Mochi.

Realizzate da vari artisti tra la fine del 16° e l’inizio del 18° secolo, le statue sono collocate ai piedi delle colonne che presentano le iconiche fasce alternate di travertino e basalto. Delle 12 statue degli Apostoli di Orvieto, le prime 8 furono realizzate tra il 1556 e il 1612: S. Paolo da Francesco Mosca detto il Moschino (1556), S. Pietro da Raffaello da Montelupo (1557), S. Tommaso, S. Giovanni e S. Andrea dall’orvietano Ippolito Scalza e collaboratori, S. Giacomo Maggiore da Giovanni Caccini, S. Matteo da Pietro Francavilla su progetto di Giambologna e S. Filippo da Francesco Mochi.
Negli stessi anni venne realizzato anche il gruppo dell’Annunciazione di Francesco Mochi (1603-1608), collocato all’interno del coro della cattedrale, e altre statue che vanno a ornare l’area del transetto e il presbiterio. La nona statua, il San Bartolomeo, venne realizzata da Ippolito Buzi nel 1618. La decima, S. Taddeo, fu consegnata da Mochi del 1644; le ultime due, sono scolpite da Bernardino Cametti, tra il 1714 e il 1722, negli anni in cui altri Apostoli prendevano posizione nella basilica di S. Giovanni in Laterano. Nel 1897 il restauro cosiddetto “di liberazione” di matrice purista volle cancellare la fase artistica manierista-barocca. Le statue vennero dapprima esposte nel museo e in seguito abbandonate nei depositi dove venne a visitarle Federico Zeri che ne chiese il il recupero. Furono quindi rimosse dal Duomo nel 1897 (all’epoca si volle infatti riportare nuovamente alla cattedrale il suo austero aspetto medievale, e furono dunque eliminate le aggiunte barocche, a cominciare dalle statue, che furono spostate) e negli ultimi anni si trovavano esposte in una sede distaccata del Museo dell’Opera del Duomo, la ex chiesa di Sant’Agostino.

Del loro ricollocamento nella sede originaria si parla già dal 1986 (uno dei più accesi fautori del ritorno in Duomo fu Federico Zeri), epoca a cui risale il primo progetto della soprintendenza, ma si è potuto però realizzare solo nel 2019: al risultato hanno contribuito diversi soggetti, ovvero la stessa soprintendenza, l’Opera del Duomo, il Comune di Orvieto, la diocesi di Orvieto-Todi e l’Enea, che ha curato gli aspetti scientifici e di innovazione nella prevenzione del rischio sismico (tutte le statue sono state infatti dotate di basi antisismiche). Il ritorno delle statue ha anche fornito l’occasione per compiere verifiche strutturali degli elementi architettonici della cattedrale e alcuni interventi per migliorare il suo comportamento in caso di terremoti. Adesso il Duomo di Orvieto, un capolavoro unico nel suo genere, è ritornato nella sua veste più bella alla meraviglia dei fedeli e dei visitatori di tutto il mondo.

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