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Ravenna: donna uccisa a bastonate in villa, fermato il marito dopo folle fuga

di Angelo Barraco

Ravenna – Giulia Balistreri era una donna di 40 anni che risultava scomparsa da alcuni giorni, la notte tra domenica 18 e lunedì 19 settembre la sua meravigliosa abitazione in stile Liberty si è trasformata nella scena di uno spettacolo di violenza inaudita e lo scantinato della  sua villa di Ravenna in via Padre Genocchi, zona giardini pubblici è diventata la sua tomba poichè uccisa brutalmente a bastonate. Una casa che da circa vent’anni risultava disabitata per questioni di proprietà tra i parenti, un nido che si è trasformato in luogo di silente morte senza alternativa. La donna non rispondeva alle chiamate dei genitori e del fratello da giorni e domenica hanno provveduto a sporgere denuncia di scomparsa. Sul posto sono accorsi i Vigili del Fuoco, la squadra mobile e successivamente anche la Scientifica. E’ sopraggiunto il procuratore capo Alessandro Mancino che coordinerà l’inchiesta. La donna sarebbe stata uccisa almeno con  quattro colpi di bastone sul volto e sulla testa, gli inquirenti hanno rinvenuto tracce di sangue in diverse stanze della casa e il cadavere è stato rinvenuto con il solo reggiseno addosso inoltre gli inquirenti ipotizzano che dopo essere stata colpita violentemente, sia stata trascinata lungo le scale e abbia battuto la testa sui gradini. 
 
Gli inquirenti hanno fermato il marito della donna, Matteo Cagnoni,  noto dermatologo di 51 anni, spesso ospite in trasmissioni televisive di medicina. E’ sospettato di essere l’esecutore materiale del delitto, cinque anni fa era stato indagato in una vicenda legata alla prescrizione di medicinali. Era stato accusato di aver favorito aziende farmaceutiche produttrici di farmaci biologici in cambio di erogazioni di denaro. Secondo la Procura, quelle industrie farmaceutiche realizzavano profitti girando i guadagni sui bilanci di società che si occupavano di organizzazioni di eventi, controllare da medici destinatari degli utili. L’uomo si è sempre dichiarato innocente ed è stato assolto. L’uomo deve rispondere anche di occultamento di cadavere e si trovava ospite con i tre figli presso l’abitazione del padre, un docente universitario di Medicina. Gli agenti hanno individuato il luogo in cui si era rifugiato Cagnoni ma costui si era accorto della presenza degli agenti grazie alle videocamere e si era cimentato in una rocambolesca fuga. Allorquando gli agenti sopraggiungo per verificare la presenza dell’uomo e chiedono di poter entrare, il professore riferisce di non sapere dove si trovasse il figlio in quel momento, ma un poliziotto nota una sagoma in fuga e allora scatta immediatamente l’inseguimento sembra essersi concluso all’argine di un torrente, quando Cagnoni viene afferrato per la camicia, ma riesce a scappare e far perdere le sue tracce. Due ore dopo è stato bloccato a seguito del suo rientro a casa. La sua rocambolesca fuga l’ha giustificata con una paura sopraggiuntagli alla vista delle volanti. Gli inquirenti non escludono che l'uomo volesse fuggire all'estero con i tre figli. Tale ipotesi risulta attendibile a seguito del ritrovamento di una cospicua somma di denaro e di tutti i passaporti nella tasca dell’uomo. Emergono attraverso i racconti di amiche della vittima che la donna era stanca della vita da casalinga che conduceva e voleva tornare a lavorare con i genitori, inoltre la coppia stava per separarsi e giovedì mattina si erano entrambi recati in tribunale per discutere sulla separazione. Il Sindaco e l’Assessore alle politiche culturali di Ravenna hanno dichiarato “
Siamo addolorati e sgomenti di fronte all’ennesimo omicidio di una donna per mano, quasi certamente, di un uomo. Oggi questa tragedia colpisce la nostra comunità, ma purtroppo drammi analoghi si verificano troppo spesso in Italia e non solo. Ravenna, insieme all’associazione Linea Rosa, è quotidianamente al lavoro per proteggere le donne vittime di violenza e per fare cultura e prevenzione attraverso iniziative che coinvolgono l’intera comunità”. Il Sindaco di Ravenna ha aggiunto “Oggi il dolore ci travolge, ma episodi come questo devono spingerci a proseguire con ancora maggiore impegno e determinazione su questa strada. Confidiamo nelle forze dell’ordine affinché le responsabilità dell’accaduto vengano chiarite al più presto ed esprimiamo la nostra totale vicinanza ai famigliari della vittima”.