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Roma

Referendum Atac, vince il si ma non si raggiunge il quorum: Raggi esulta. Radicali annunciano ricorso al Tar

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Non raggiunge il quorum del 33,3%, necessario secondo il Campidoglio per la sua validità, il referendum per la messa a gara del dei trasporti pubblici di Roma. Alla consultazione promossa dai Radicali, che ha visto vincere largamente i sì (74-75%) partecipano ‘solo’ il 16,3% degli aventi diritto. “Atac resta dei cittadini. I romani vogliono resti pubblica”, esulta la sindaca Virginia Raggi parlando della municipalizzata che oggi gestisce i trasporti in house. Ma la questione è destinata a non finire qui: i Radicali, secondo cui il quorum non serve, annunciano un ricorso al Tar. In serata, a urne chiuse, Raggi promette via Twitter: “Ora impegno e sprint finale per rilanciarla con acquisto 600 nuovi bus, corsie preferenziali, piu’ controlli, riammodernamento metro. Attenzione e rispetto per tutti i votanti”.

OFFICINA STAMPA 8/11/2018 CONFRONTO SU REFERENDUM ATAC TRA RACHELE MUSSOLINI E CLAUDIO CATALANO

Complessivamente l’affluenza alle urne è stata di circa 386.900 cittadini su 2.363.989 iscritti al voto

Il municipio dove e’ piu’ alta, al 25.25%, e’ il secondo di San Lorenzo-Parioli. Al polo opposto il sesto, quello piu’ periferico di Tor Bella Monaca (appena il 9,3%). “Il mancato raggiungimento del quorum è una sconfitta per l’amministrazione della democrazia diretta, per una sindaca che ha fatto fatica a dire una parola sul referendum – attacca il parlamentare radicale Riccardo Magi -. Nelle condizioni date siamo soddisfatti di come i romani abbiano risposto”. Proprio i Radicali nel pomeriggio avevano lanciato l’allarme sul caos ai seggi: “Ci arrivano numerose segnalazioni di fatti gravissimi che stanno impedendo a molti cittadini di esercitare regolarmente il loro diritto di voto. In particolare, molti presidenti impediscono di votare a chi e’ sprovvisto di tessera elettorale, mentre il regolamento afferma con inequivocabile chiarezza che per accedere alle urne e’ sufficiente il documento di identità”. 

Sul fronte del Campidoglio 5 Stelle (che sostiene il no al referendum) la sindaca Virginia Raggi è andata a votare nel pomeriggio, in mattinata si è recato alle urne anche il presidente della commissione Trasporti, il pentastellato Enrico Stefano che ha esortato su Fb: “Al di là di come la si pensi è importante esprimere la propria opinione nei momenti di confronto democratico”. Al voto anche Zingaretti, che non ha mai espresso però il suo orientamento, e Paolo Gentiloni. L’appuntamento di oggi ha diviso l’opinione pubblica cittadina: Pd, FI, industriali di Unindustria ad esempio si sono schierati per la liberalizzazione; M5S, Lega, LeU-SI e sindacati per il no.

Metropoli

Anguillara, Manciuria: “Il commissario recepisca le condizioni dei cittadini per passaggio rete idrica in Acea”

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ANGUILLARA SABAZIA (RM) – “Il countdown del passaggio della rete idrica comunale nonostante la contrarietà delle associazioni e forze politiche locali è iniziato da metà giugno con i rilievi e verifiche tecniche del personale specializzato di ACEA Spa e sembra in procinto di avverarsi addirittura entro la data delle amministrative senza alcuna discussione sulle modalità e garanzie per la gestione dell’acqua pubblica”.

Riferisce così il Presidente di AnguillaraSvolta Sergio Manciuria, l’accelerata impressa dal commissario per il passaggio della rete idrica comunale in ambito gestione Acea Spa.

“Sappiamo benissimo che la mancanza di una legge in difesa di questo bene prezioso, della vetustà delle condotte e la manutenzione nife e piena di forniture incognite di questi ultimi anni di mal governo pentastellato – ironizza Manciuria – non consentono grandi spazi di manovra ma invitiamo e sollecitiamo il Commissario Caroli a dare seguito agli impegni post 7 maggio dove abbiamo ribadito come linea invalicabile tre elementi essenziali : 1) Programmazione puntuale rinnovamento rete idrica entro 36 mesi  2) Mantenimento tariffe attuali per cinque  anni  3) Applicazioni penali  mediante fideiussione bancaria in caso di   disservizi per tempestiva risoluzione “.

“Siamo letteralmente stufi di subire e assistere alle giustificate  lamentele dei cittadini per non potabilità dell’acqua oramai per mesi interi, per l’insufficiente pressione o sospensione fornitura dovuta alle avarie delle pompe di sollevamento – ribadisce il referente sabatino – e non ultimo per l’esternalizzazione del servizio dei filtri dei vari pozzi la cui lacunosità  sarà oggetto di apposita indagine della Procura. Dovendo affidare obbligatoriamente il servizio al colosso Acea Spa queste carenze non saranno più giustificabili grazie ad un contratto blindato e il mantenimento dell’attuale forza lavoro che ringraziamo pubblicamente per la disponibilità e abnegazione nel cercare di ovviare comunque alle innumerevoli criticità”.

“Ora il commissario convochi cittadini e forze politiche per stabilire insieme le condizioni precisando che – conclude Manciuria – la nostra Associazione non si rassegnerà ad assistere passivamente ne al passaggio di routine in barba a quanto richiesto  tantomeno subirà il rinnovo pilatesco dei containers e la mancata  verifica in LC3 dei plessi scolastici in particolare via Verdi, per un capo area inoperoso e distratto dall’emergenza covid. 

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Castelli Romani

Velletri, detenuto muore durante la notte. Il sindacato SIPPE ribadisce la necessità di avere l’assistenza sanitaria h24

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VELLETRI (RM) – Detenuto nel carcere di Velletri muore durante la notte.

Si tratta di un 56enne detenuto italiano di Nettuno che è deceduto improvvisamente questa notte nel letto della propria cella mentre dormiva. Ad accorgersi del fatto è stato il compagno di cella dell’uomo che notando la posizione strana che aveva assunto nel letto il deceduto ha subito dato l’allarme all’l’agente responsabile della sezione, che a sua volta ha immediatamente attivato la macchina dei soccorsi.

Sul posto è giunto il personale Sanitario che ha tentato in tutti i modi di rianimare il detenuto, ma purtroppo, non c’è stato nulla da fare. Il 56enne si presume sia deceduto improvvisamente per arresto cardiaco provocato ad un infarto.

A darne notizia sono i sindacalisti Carmine Olanda e Ciro Borrelli del SIPPE (Sindacato Polizia Penitenziaria) che da sempre denunciano le gravose condizioni in cui si trovano a lavorare tutti gli operatori penitenziari.

“Sembrerebbe che il detenuto deceduto – commenta Borrelli –  assumesse una terapia importante per problemi cardiovascolari, e da circa un mese si trovava ristretto nel penitenziario di Velletri in attesa di giudizio senza avere mai dato fastidio a nessuno”.

Come Sindacato, – dihiara Olanda – questi episodi devono far riflettere attentamente tutte le Autorità che gestiscono il penitenziario di Velletri, perché abbiamo più volte denunciato e sollecitato l’ASL RM6 di Albano Laziale riguardo la necessità di avere l’assistenza Sanitaria h24, o almeno fino alle ore 20, presso il nuovo padiglione Reparto D. Ma a tutt’ oggi i responsabili della ASL RM6 di Albano Laziale del Penitenziario di Velletri continuano ad ignorare l’importanza del servizio”.

Attualmente i ristretti del nuovo padiglione “Reparto D” fanno capo ad un’unica infermeria centrale situata in un altro padiglione adiacente e secondo i sindacalisti del SIPPE la distanza tra i due padiglioni potrebbe essere fatale per i soccorsi in caso di emergenza.

“Auspichiamo che il Garante dei diritti delle persone detenute – aggiungono Borrelli e Olanda – che pochi giorni fa è venuto per verificare lo stato delle condizioni detentive in cui si trovano a vivere i detenuti nel Penitenziario di Velletri e tutte le altre Autorità a cui abbiamo denunciato il disservizio, trovino al più presto una soluzione alla problematica esposta perché non possiamo più accettare che i problemi e la disorganizzazione della ASL RM6 ricadano sugli Agenti Penitenziari e di conseguenza sulla salute dei detenuti”.

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Castelli Romani

Albano Laziale, Orciuoli su formazione e turismo: “Dalle mense scolastiche a una sede universitaria e un nuovo circuito turistico: la dieta mediterranea torni protagonista”

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ALBANO LAZIALE (RM) – “Verdura di stagione e frutta a chilometro zero, cereali, legumi, pesce e carni e dei nostri allevamenti.

Tutto con il giusto bilanciamento. Un sistema nutrizionale che, è risaputo, porta benefici alla salute di ciascuno di noi: la dieta Mediterranea deve tornare la regina delle mense dei nostri ragazzi. Ma non solo, perché nel nostro programma elettorale della coalizione di centrodestra, l’alimentazione nostrana e lo slow food sono al centro di un progetto più grande che comprende anche la formazione.

Abbiamo già preso accordi di massima per l’apertura di una sede universitaria con un ateneo pubblico molto importante per aprire una nuova finestra su Albano. Nella nostra coalizione c’è un gruppo di professionisti che hanno già stilato un progetto cui manca soltanto l’attuazione.  Albano a vocazione enogastronomica con ragazzi che si formano per essere la classe dirigente di domani e dominare un settore di cui la nostra Città dev’essere capofila. Un progetto che coinvolga le realtà produttive del territorio, i ristoratori di Albano e crei anche le condizioni per un futuro solido circuito turistico fondato intorno ai valori della dieta mediterranea e del mangiare sano. Questo significa visitare le nostre aziende ortofrutticole, valorizzare i nostri mercati, degustare prelibatezze nei ristoranti di Albano e ricostruire un settore che non esiste più nella nostra città. Questo si può fare soltanto se si parte dalle scuole, se si sensibilizzano i nostri ragazzi che potranno poi essere sicuri di trovare lavoro e nuove opportunità nella loro Città. Questo è possibile, è necessario ed è il momento di attuarlo. Il centrosinistra pensa troppo mentre noi siamo pronti a realizzare”.  Così in una nota il candidato Sindaco di centrodestra Matteo Mauro Orciuoli

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