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REGIONALI IN FRANCIA: LE PEN VINCE IL PRIMO TURNO. IL PARTITO SOCIALISTA RITIRA LE LISTE

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Front National 27,96%. Les Republicains/UDI 26,89%. Partito socialista 23,33%. Verdi 3,87%. Front de gauche 2,52% Nord-Pas-de-Calais-Picardie, dove è candidata alla presidenza

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di Giuseppa Guglielmino

Parigi – Questi i risultati del primo turno delle regionali in Francia comunicati dal ministero dell'Interno dopo lo scrutinio del 98% dei seggi: Front National 27,96%. Les Republicains/UDI (centrodestra) 26,89%. Partito socialista 23,33%. Verdi 3,87%. Front de gauche 2,52%.

Prime crepe nel Partito socialista dopo la sconfitta alle regionali. Mentre il segretario Jean-Christophe Cambadelis annuncia il ritiro delle liste anche nella regione del Grande Est (Alsazia-Lorena-Champagne-Ardenne), il candidato locale Jean-Pierre Masseret afferma di non accettare la direttiva.

ll Front National in testa in sei regioni mentre Marine Le Pen e Marion Le Pen-Marechal otterrebbero intorno al 40% dei voti nelle rispettive regioni in cui si sono candidate in Francia: Il Nord Pas-de-Calais Picardie e la Provence-Alpes-Cote d'Azur. Le Front National di Marine Le Pen ha ottenuto il 42,1% nella regione Nord-Pas-de-Calais-Picardie, dove è candidata alla presidenza, secondo le stime di iTélé. Nel suo feudo di Hénin-Beaumont dove ha radunato i suoi, esplode l'applauso di alcune decine di sostenitori che attendono il suo arrivo.

Le Pen: "Risultato magnifico" "Un magnifico risultato", così la leader del Front National ha commentato le proiezioni. Poi su Twitter la candidata del Front National e nipote della leader del partito, Marion Marechal-Le Pen ha rivendicato la sua vittoria nella la regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra con il 42% dei voti. "42%! Grazie!" ha scritto la donna che, secondo le proiezioni, ha riportato uno dei migliori risultati di tutta la Francia. Marechal-Le Pen, 26 anni, deputata del Fn all'Assemblea nazionale, viene vista come la delfina della zia Marine Le Pen.

Front National favorito Fin dall'apertura dei seggi era favorito il Front National di Marine Le Pen e della nipote Marion. Erano 44 milioni e 600 mila gli elettori chiamati alle urne per quello che è anche l'ultimo test di rilievo prima delle presidenziali del 2017. Gli elettori hanno scelto 1.757 consiglieri regionali e 153 consiglieri territoriali (Corsica, Guyana e Martinica) votando fra i 21.456 candidati di 171 liste.

Alle alle 19 affluenza del 50,50% Alle 19 il dato della partecipazione è stato del 50,50%, circa 4 punti in più rispetto al corrispondente dato delle regionali del 2010. Lo riporta il sito del quotidiano Le Monde con dati Ipsos-Steria. I sondaggi fin da subito hanno dato per favorito con un successo storico il Front National di Marine Le Pen e della nipote Marion, sulla scia delle stragi di Parigi del 13 novembre. Il Fn vincerebbe stando alle previsioni in sei regioni su 13 con Marine e Marion Le Pen che potrebbero diventare le prime presidenti di regioni dell'estrema destra, rispettivamente nel Nord-Pas de Calais e nella Provenza-Alpi-Costa azzurra. Più arretrati i socialisti di Francois Hollande, nonostante il recupero di popolarità del presidente. Si tratta delle prime elezioni dopo la riforma che ha ridotto da 22 a 13 le regioni.

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Esteri

Hong Kong, blitz della polizia all’Apple Daily: arrestati 5 dirigenti della testata giornalistica

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Il Dipartimento di sicurezza della polizia di Hong Kong ha fatto irruzione questa mattina negli uffici dell’Apple Daily, il tabloid pro-democrazia del tycoon Jimmy Lai, arrestando cinque dirigenti in base alla legge sulla sicurezza nazionale, incluso il suo direttore Ryan Law.
Il blitz è l’ultimo attacco contro la popolare testata che ha sostenuto il movimento a favore della democrazia del centro finanziario.

La polizia ha detto che cinque dirigenti sono stati arrestati “per collusione con un paese straniero o con elementi esterni per mettere in pericolo la sicurezza nazionale”.

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Esteri

Caso Marò, è finita: chiusi tutti i procedimenti a carico di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre

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La Corte Suprema indiana ha ordinato la chiusura di tutti i procedimenti giudiziari nel Paese a carico di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, i due Marò coinvolti nella morte di due pescatori indiani nel 2012. Lo riporta il giornale indiano in lingua inglese The Hindu.

La Corte Suprema indiana aveva rinviato la chiusura del caso lo scorso 19 aprile perche’ l’indennizzo di cento milioni di rupie (circa 1,1 milioni di euro) che l’Italia doveva versare alle famiglie delle vittime non era stato ancora depositato.

Nel corso dell’udienza del 19 aprile, che era stata presieduta dallo stesso presidente della Corte – Sharad Arvind Bobde – il procuratore generale dello Stato, Tushar Mehta, aveva dichiarato che “l’Italia ha avviato il trasferimento di denaro”, aggiungendo però che la somma non era ancora disponibile. Il nove aprile scorso la Corte aveva deciso che il caso sarebbe stato chiuso solo dopo il deposito del risarcimento pattuito. I due militari erano accusati di aver ucciso nel 2012 due pescatori indiani, al largo delle coste del Kerala: i fucilieri, che erano impegnati in una missione antipirateria a bordo della nave commerciale italiana Enrica Lexie, videro avvicinarsi il peschereccio Saint Antony e, temendo un attacco di pirati, spararono alcuni colpi di avvertimento in acqua. A bordo della piccola imbarcazione, però , morirono i due pescatori Ajeesh Pink e Valentine Jelastine, e rimase ferito l’armatore del peschereccio, Freddy Bosco. Dopo un lungo contenzioso, nel luglio del 2020 il tribunale internazionale dell’Aja, che aveva riconosciuto “l’immunità funzionale” ai fucilieri, aveva stabilito che la giurisdizione sul caso spettava all’Italia e aveva disposto il risarcimento alle famiglie delle vittime.

“Chiusi tutti i procedimenti giudiziari in India nei confronti dei nostri due marò, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre. Grazie a chi ha lavorato con costanza al caso, grazie al nostro infaticabile corpo diplomatico. Si mette definitivamente un punto a questa lunga vicenda”. Lo scrive su twitter il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.

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Ambiente

Cina, paura per la centrale nucleare ma per le autorità tutto nella norma

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Uno dei reattori EPR della centrale nucleare di Taishan, nel sud della Cina, ha fatto registrare “un aumento della concentrazione di alcuni gas nobili nel circuito primario”, ha fatto sapere il gruppo francese EDF.

EDF, uno dei gruppi che ha partecipato alla costruzione dell’impianto, “è stata informata dell’aumento della concentrazione di alcuni gas nobili nel circuito primario del reattore n.1 della centrale nucleare di Taishan, gestita dal TNPJVC, joint-venture di CGN (70%) e EDF (30%)”, si legge in un comunicato. Il circuito primario è un circuito sigillato che contiene acqua sotto pressione, che si scalda nella vasca del reattore a contatto di elementi combustibili.

Fra i gas cosiddetti “nobili” o rari, ci sono l’argon, l’elio, il krypton, l’argon o il neon

“La presenza di alcuni gas nobili nel circuito primario – precisa EDF – è un fenomeno noto, studiato e previsto dalle procedure di gestione dei reattori”. La tv americana CNN, sulla base di una lettera inviata da Framatome al Dipartimento per l’Energia americano, ha parlato di una possibile “fuga” nella centrale, dove ci sono due reattori EPR con tecnologia francese. Secondo la CNN, le autorità per la sicurezza cinesi avrebbero rilevato limiti “accettabili” di radiazioni all’esterno del sito per evitare di sospendere l’attività della centrale. 

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