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Cronaca

Revenge Porn: denunciati gli amministratori dei canali telegram LA BIBBIA 5.0 e STUPRO TUA SORELLA 2.0

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La Polizia Postale e delle Comunicazioni ha effettuato, in diverse città del territorio nazionale, una vasta operazione identificando e denunciando gli amministratori di tre canali telegram contenenti le immagini più denigranti e i commenti più offensivi: LA BIBBIA 5.0, IL VANGELO DEL PELO e uno dei canali denominati STUPRO TUA SORELLA 2.0.

L’indagine è stata coordinata dal Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni e ha visto coinvolte le Procure presso il Tribunale Ordinario di Milano, Palermo, Bergamo e la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Palermo. E’ stata colpita una parte del network di revenge porn presente su Telegram, identificando e denunciando gli amministratori dei tre canali contenenti le immagini più denigranti e i commenti più offensivi: LA BIBBIA 5.0, IL VANGELO DEL PELO e uno dei canali denominati STUPRO TUA SORELLA 2.0. Tutti e tre annoverano migliaia di utenti, uno dei quali, 29enne bergamasco, è stato indagato per aver utilizzato i citati canali a scopo di revenge porn nei confronti della ex compagna.

Tra le vittime, anche diversi personaggi del mondo dello spettacolo, che hanno deciso di esporsi in prima persona per dimostrare l’importanza di denunciare questo tipo di fatti.

In particolare, l’amministratore di STUPRO TUA SORELLA 2.0 e di IL VANGELO DEL PELO, 35enne della provincia di Nuoro, è stato trovato nell’atto di operare su Telegram quando gli investigatori hanno fatto accesso alla sua abitazione, mentre l’amministratore di LA BIBBIA 5.0 è risultato un minore di 17 anni, il quale, mettendo in vendita le immagini pornografiche dell’archivio La Bibbia 5.0, aveva raccolto circa 5.000 euro.

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Cronaca

55mila mascherine dalla Cina per le Forze dell’Ordine italiane

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Si è svolta presso l’Ambasciata d’Italia a Pechino la cerimonia di consegna di una fornitura di dispositivi di protezione individuali donata dal Ministero di Pubblica Sicurezza cinese alle Forze dell’Ordine italiane. Si tratta di 55.000 mascherine, 2.000 occhiali e 2.000 tute protettive che sono  state spedite in Italia e sono state distribuite a Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza. 

 “Questa nuova donazione da parte delle Autorità cinesi rappresenta un ulteriore segnale della profonda amicizia tra i nostri due Paesi e dell’eccellente collaborazione tra le nostre Forze dell’Ordine”, ha dichiarato l’Ambasciatore Ferrari nel corso della cerimonia.

 Nel corso dell’evento i rappresentanti della Polizia cinese hanno consegnato una lettera indirizzata al Capo della Polizia italiana, Prefetto Franco Gabrielli, nella quale il Vice Ministro della Pubblica Sicurezza cinese Wang Xiaohong sottolinea i comuni sforzi di Italia e Cina nella lotta contro l’epidemia di Covid-19 e auspica l’ulteriore sviluppo della collaborazione in corso fra le Forze dell’Ordine dei due Paesi.  

 A partire dal 2016 Italia e Cina hanno avviato un progetto che prevede l’impiego, in pattuglie miste, di operatori di polizia italiani e cinesi nelle principali città turistiche di entrambi i Paesi, con funzioni di assistenza al personale di polizia dello Stato ospitante nei servizi sul territorio, al fine di agevolare e facilitare le comunicazioni con i propri connazionali e lo scambio informativo con le rispettive Autorità, nonché con le rappresentanze diplomatico-consolari.

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Cronaca

Svolta nella scomparsa della piccola Maddie: arrestato un pedofilo tedesco

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Una (possibile) svolta investigativa dopo 13 anni di angoscia, disperazione, sospetti, teorie strampalate e qualche calunnia. Ma nessun miracolo. La piccola Madeleine ‘Maddie’ McCann, angioletto biondo britannico svanito nel nulla nel 2007 a 3 anni di età mentre era in vacanza con i genitori in Portogallo, potrebbe essere rimasta vittima di un pedofilo tedesco 43enne in stato di arresto a Kiel, con precedenti penali per delitti sessuali. “Pensiamo che Maddie sia morta”, ha detto, secondo quanto riportato da Skynews, il procuratore tedesco che sta indagando sull’ultima pista nel caso della bambina inglese.

Il 43enne tedesco su cui si indaga attualmente è sospettato di omicidio. L’uomo, che è in stato di arresto a Kiel, ha precedenti penali per delitti sessuali. All’epoca della scomparsa della bambina viveva ad Algarve, in Portogallo. Gli inquirenti sperano adesso di avere segnalazioni e nuovi indizi fra la gente che è entrata in contatto con lui. Il portavoce della Procura ha rilasciato una breve dichiarazione, la stessa di ieri, e non ha risposto a domande, chiedendo comprensione ai giornalisti: nella fase attuale delle indagini non è possibile neppure tenere una conferenza stampa, ha spiegato, secondo quanto riportano i media tedeschi.

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Cronaca

Catania, clan Santapaola Ercolano: sequestrati beni per 1 milione di euro

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CATANIA – La Polizia di Stato di Catania, nell’ambito di specifica attività volta al contrasto della criminalità organizzata, ha dato esecuzione alla misura di prevenzione patrimoniale, prevista dal cd. Codice Antimafia, a due distinti decreti di sequestro, anticipati d’urgenza, emessi a carico di due noti pluripregiudicati, già detenuti, in quanto condannati con sentenza definitiva per associazione mafiosa.

Uno dei due, storico personaggio appartenente all’organizzazione mafiosa “Santapaola-Ercolano”, nella quale ha sempre rivestito ruoli apicali dedicandosi prevalentemente al traffico di stupefacenti ed alle estorsioni, è stato a lungo il responsabile del gruppo c.d. “ottantapalmi”, operante nel quartiere San Cristoforo di questo Capoluogo.

Le indagini patrimoniali, focalizzate nel periodo compreso tra il 1980 e il 2019, hanno permesso di acclarare l’assoluta sproporzione dei beni nella disponibilità dell’uomo rispetto alla capacità reddituale dello stesso e del relativo nucleo familiare.

Il Tribunale di Prevenzione ha quindi disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di numerosi immobili, tra cui 5 appartamenti, 2 motoveicoli e 5 autovetture di piccola/media cilindrata, una società di autonoleggio nonchè diversi rapporti finanziari, per un valore stimato di circa 1 milione di euro, beni tutti riconducibili agli appartenenti al sodalizio criminale.

Un aspetto singolare risaltato nel corso delle operazioni, l’arredamento costoso e appariscente degli appartamenti sequestrati e l’inconsueta presenza, all’interno di alcuni di essi, di 7 tra carrozze e calessi di pregio.

I risultati ottenuti confermano il continuo impegno della Polizia di Stato di questa Provincia nella lotta alla criminalità organizzata e nel contrasto delle attività imprenditoriali, attraverso le quali le organizzazioni criminali reimpiegano i capitali illecitamente accumulati e si mimetizzano nell’economia legale.

In questo ambito la strategia della Procura e della Questura continua a fondarsi sulla sistematica aggressione dei sodalizi sul versante patrimoniale, attraverso attività investigative finalizzate al sequestro ed alla confisca dei proventi e dei beni ottenuti dalle attività delittuose.

Tale sistemica aggressione ad oggi ha condotto ai seguenti complessivi risultati ottenuti nell’ultimo anno, consistenti in nr. 2 confische patrimoniali, per un valore di euro 16.500.000 circa, nr. 4 sequestri patrimoniali, per un valore di euro 2.000.000 circa, nr. 4 proposte di misure di prevenzione patrimoniali, con richieste di sequestro di beni per un valore di circa 4 milioni di euro, nr.1 richiesta accertamenti patrimoniali finalizzati all’applicazione della misura di prevenzione di cui all’art.34 del codice antimafia.

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