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Rieti

RIETI: COMPLESSO SANTA LUCIA NUOVO POLO CULTURALE DELLA CITTA'

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Petrangeli: "La Biblioteca e il Museo, dunque, non chiudono ma raddoppiano".

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Redazione

Rieti – Le culture sono una delle leve che la nuova Amministrazione vuole utilizzare per il rilancio e il riscatto della città e lo straordinario successo del Festival culturale estivo, organizzato insieme a Regione Lazio e Atcl, ne è l'esempio più lampante.

"Siamo talmente convinti di ciò che da tempo abbiamo deciso di investire fortemente sul nostro patrimonio tanto da aver previsto, nell'ambito delle opere pubbliche che si realizzeranno in città a partire dal prossimo autunno, importanti interventi proprio nel complesso di Santa Lucia, sede della Biblioteca Paroniana e del Museo archeologico. – Dichiara il primo cittadino Simone Petrangeli – La sistemazione definitiva del cortile e la realizzazione della sala polifunzionale – prosegue Petrangeli –  faranno del complesso di Santa Lucia un vero e proprio polo culturale collegato alle piazze principali dall'ascensore previsto nei lavori del Plus. Possiamo dire che, a meno di ostacoli nel compimento dei lavori, la prossima estate la nostra città avrà in pieno centro storico un altro polo culturale in grado di potenziare l'offerta, anche dal lato turistico, e che ci permetterà di realizzare e ospitare grandi eventi culturali e artistici. Comprendiamo l'ostinazione di chi, per motivi diversi, ha nostalgia del passato e cerca in tutti i modi di coltivare disinformazione ma la nuova Amministrazione continuerà nella via di far diventare Rieti la città della cultura e dell'innovazione artistica, anche grazie al potenziamento delle strutture pubbliche che devono necessariamente integrarsi con tutto quello che avviene in città. – Il Sindaco conclude –  La Biblioteca e il Museo, dunque, non chiudono ma raddoppiano. Sono e diventeranno l'asse di una politica culturale che ha già ottenuto risultati strepitosi e sta permettendo a Rieti di aprirsi al mondo".

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Rieti, Nucleo Radiomobile dei Carabinieri: dal 1958 ai tempi del Covid sempre pronti a intervenire

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Tra i reparti dei Carabinieri che attraggono l’attenzione dei cittadini, anche dei più piccoli, vi è sicuramente il Radiomobile: nell’immaginario collettivo, sono le “gazzelle” a sfrecciare lungo le strade delle nostre città, pronte a intervenire dove qualcuno ha bisogno, dove si stanno commettendo reati o dove è necessario prestare soccorso a chi è in difficoltà.

Il Radiomobile nel capoluogo è inquadrato nella Compagnia Carabinieri di Rieti e, insieme a tutte le Stazioni limitrofe (Contigliano, Cantalice Monte Terminillo e Rocca Sinibalda), assicura il pronto intervento sulla città e sui comuni limitrofi 24 ore su 24.

Il primo Nucleo Radiomobile dell’Arma dei Carabinieri viene istituito nel 1958 sulla scia della positiva esperienza maturata con il Nucleo Motorizzato Squadriglie, dotato di veicoli muniti di apparati radio ed impiegato a fronteggiare al meglio il diffondersi di forme di brigantaggio e malavita nell’area della Barbagia in Sardegna.

L’esperienza venne, quindi, estesa via via nelle maggiori città italiane fino a tutti i capoluoghi di provincia ed a tutte le città sede di Comando Compagnia assumendo varie denominazioni e posto sotto il diretto comando di un ufficiale subalterno, con l’accrescimento dei compiti ed in particolare di quelli di polizia giudiziaria. I nuclei vennero quindi arricchiti anche con personale operante in abiti civili assumendo la denominazione di “Nucleo Operativo Radiomobile”. La componente investigativa è rimasta fino ad oggi ed è costituita da militari con spiccata attitudine alle attività investigative. 

Analogo servizio viene garantito nei rispettivi territori dai Nuclei Radiomobili delle due Compagnie Carabinieri della provincia, ovvero quella di Poggio Mirteto e quella di Cittaducale. Detti reparti assicurano il pronto intervento h24 su tutto il territorio dei rispettivi Comandi Compagnia.

La Sezione Radiomobile assolve a compiti di prevenzione e ricognizione, assicurando la vigilanza attenta ed ininterrotta di tutto il territorio di competenza del comando da cui dipende, il controllo della circolazione stradale, e garantendo il servizio di pronto intervento sotto il coordinamento della Centrale Operativa, nell’ambito del quale vengono eseguiti numerosi rilievi di incidenti stradali, anche mortali. Il tutto, nel pieno rispetto di quanto previsto dal Piano Coordinato di Controllo del Territorio elaborato dalla Prefettura e già attivo da diversi anni sul capoluogo, che divide la città di Rieti in due settori, attribuiti in alternanza alle due forze di polizia a competenza generale operanti nel capoluogo, al fine di evitare sovrapposizioni e garantire massima tempestività di intervento. A questi compiti “ordinari” si aggiungono anche compiti particolari come le scorte di sicurezza e viabilità a personalità, alle Bandiere e ad autocolonne militari.

Ma com’è cambiato il servizio del Nucleo Radiomobile dei Carabinieri con l’avvento del Covid 19?

I militari si sono ritrovati improvvisamente a dover far fronte, oltre ai quotidiani interventi, anche ad esigenze mai ipotizzate: si è dovuto provvedere a servizi di vigilanza mirati a verificare che non si realizzassero assembramenti nelle strade cittadine, che venissero rispettate le prescrizioni in relazione all’utilizzo di DPI. Non son mancati anche interventi conseguenti a richieste pervenute alla Centrale Operativa sull’utenza 112, che al momento dell’arrivo della pattuglia si è verificato essere solo una richiesta di aiuto e compagnia per scambiare quattro chiacchiere dopo giorni di isolamento.

I Nuclei Radiomobili sono composti da militari particolarmente capaci e addestrati anche per la guida in stato d’emergenza. I militari che ambiscono ad essere impiegati nel particolare incarico devono prima seguire e superare uno specifico corso, durante il quale sviluppano abilità e tecniche per la guida dei veicoli in dotazione anche in condizioni di emergenza. Sin dalla loro istituzione, infatti, i Nuclei Radiomobili sono stati dotati di auto e moto, particolarmente veloci: si ricordano le Alfa Romeo Giulia, Alfetta e 75. Tra le moto sono celebri le Moto Guzzi 850 e le BMW R850T. Proprio per la velocità dei mezzi in dotazione, da cui deriva la rapidità di intervento, trae origine lo scudetto distintivo del Nucleo Radiomobile che raffigura una gazzella che incrocia la Fiamma dei Carabinieri e sormonta una saetta, emblemi di forza, agilità e velocità. Da qui il nome di “Gazzelle” con cui vengono comunemente indicate le pattuglie dei Nuclei Radiomobili. Ultime giunte in servizio a Rieti le Ducati Multistrada 1260 CC da 160 CV”. Per la prima volta, sia sulla Giulietta sia sulla Ducati, sulle livree adesive rifrangenti, è stato introdotto il tricolore per la realizzazione del numero “112”.

Rispetto all’andamento ordinario del servizio dei Radiomobili, anche la natura dell’attività operativa è cambiata: nei giorni del lockdown sono aumentati gli interventi per liti in famiglia tra soggetti costretti ad una convivenza non gradita, per liti tra vicini di casa oltre a quelli per rumori molesti in orario notturno e quelli per atti di vandalismo fine a sé stessi (probabilmente dettati da rabbia interiore e frustrazione) soprattutto da parte dei più giovani. Insomma nell’ultimo periodo quella del Carabiniere è diventata ancor più professione sociale!

Da inizio anno sono state effettuate circa 1.500 pattuglie durante le quali sono stati identificati oltre 2.700 soggetti e controllati oltre 2.100 veicoli e rilevati oltre 100 incidenti stradali di cui 68 sul capoluogo

Ma se importantissimi sono gli interventi repressivi o di soccorso, non bisogna dimenticare l’ancor più fondamentale attività preventiva che viene svolta, vera anima del servizio dell’Arma. Un’attività che non lascia traccia nei riepiloghi statistici, ma che è determinante per la serenità dei cittadini: si pensi a tutto quello che poteva accadere e non è avvenuto perché in un certo momento e in un certo luogo una gazzella dei Carabinieri transitava silenziosa o a sirene spiegate.

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Cronaca

Poggio Mirteto, arrestato 26enne: picchia brutalmente la nonna

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POGGIO MIRTETO (RI) – Questa notte i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Poggio Mirteto hanno arrestato, nella flagranza dei reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni, V.G., ventiseienne disoccupato di Forano.

I militari sono intervenuti a seguito della richiesta d’aiuto, fatta sull’utenza 112, da parte della nonna settantenne, con lui convivente, che all’esito dell’ennesimo litigio, era stata violentemente percossa dal nipote, riportando un trauma cranico e ferite lacero contuse alla testa, escoriazioni ed ecchimosi al viso, alle gambe e alla mano destra.

Alla donna, immediatamente soccorsa dai sanitari del 118 intervenuti sul posto, veniva riconosciuta una prognosi di 7 giorni.

Non è questa la prima volta in cui i Carabinieri si sono visti costretti a intervenire in quell’abitazione a difesa della donna, vittima di un vero e proprio maltrattamento da parte del nipote. Per il giovane, rintracciato subito dopo l’aggressione alla nonna, è scattato l’arresto in flagranza. È prevista per questa mattina, al Tribunale di Rieti, l’udienza di convalida dell’arresto.

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Cronaca

Rieti, mercati e rispetto norme anti Covid-19: i carabinieri intensificano i controlli

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RIETI – I Carabinieri della Compagnia di Rieti, nell’ultima settimana hanno intensificato i servizi di controllo del territorio.

In particolare sono stati predisposti specifici servizi in occasione dei mercati svoltisi nel capoluogo, che hanno visto l’impiego di pattuglie a piedi, automontate, nonché della Stazione Mobile in dotazione al Comando Provinciale di Rieti.

I militari sono stati impiegati al fine di vigilare sul corretto svolgimento dei mercati, prevenendo la commissione di reati predatori come furti e borseggi, ma anche con una particolare attenzione rivolta alla verifica del rispetto del distanziamento sociale e delle altre normative emanate per il contenimento della diffusione del COVID-19.

La presenza della Stazione Mobile rappresenta un segno tangibile di vicinanza al cittadino. Il mezzo, infatti, è una vera e propria Stazione Carabinieri “su ruote”, attrezzata del necessario per consentire di ricevere al suo interno cittadini che debbano rappresentare problematiche, sporgere denunce o anche semplicemente chiedere informazioni.

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