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Cronaca

Rieti, furti in appartamento: presa banda di georgiani

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 La Polizia di Stato ha ulteriormente rafforzato l’attività di prevenzione e repressione dei reati predatori, con particolare riguardo ai furti in appartamento, allo spaccio di sostanze stupefacenti ed 
all’ommigrazione clandestina, attraverso mirati servizi di controllo del territorio programmati dal Questore di Rieti Dott. Antonio Mannoni, con l’impiego degli equipaggi della Squadra Volante e delle 
pattuglie della 
Squadra Mobile.

Tali servizi, nella mattinata di venerdì scorso, hanno permesso agli investigatori della Squadra Mobile di arrestare tre cittadini georgiani con precedenti di polizia per furti in abitazione: G.R. del 1975, T.N. del 
1980 e T.Z. del 1989, sorpresi in flagranza di reato mentre cercavano di depredare un appartamento nel quartiere reatino di Molino della Salce.

L’operazione della Polizia di Stato scaturisce dall’analisi dei furti commessi nel capoluogo, analisi che si basa sul cosidetto sistema di georeferenziazione dei reati, un sistema informatico alimentato 
in tempo 
reale da input concernenti la tipologia di reati – le modalità e luoghi di commissione, recepiti da denunce, interventi delle forze di polizia e segnalazioni dei cittadini. 

Gli Agenti della Squadra Mobile, grazie allo studio dei risultati forniti della georeferenziazione dei reati, già da diversi giorni erano sulle tracce di alcuni stranieri che le evidenze investigative effettuate 
indicavano come probabili autori di numerosi furti commessi negli ultimi mesi in determinate vie del capoluogo reatino.

Dopo numerosi appostamenti e pedinamenti gli Agenti della Questura di Rieti hanno individuato due uomini che si introducevano all’interno di una palazzina nel quartiere di Molino della Salce e li hanno così 
immediatamente bloccati mentre, con degli arnesi professionali, stavano forzando la porta di un appartamento.

I due malviventi, immediatamente arrestati nella flagranza di reato, sono stati identificati per i cittadini georgiani: G.R., colpito da un decreto di espulsione emesso dal Prefetto di Roma nel dicembre del 2018,  e 
T.N., entrato in Italia dopo essere transitato dalla frontiera Schengen dell’Austria lo scorso dicembre; entrambi erano in possesso di numerosi arnesi professionali da scasso, con i quali riuscivano agevolmente 

forzare le serrature delle porte di ingresso degli appartamenti, e di alcune piastrine di metallo utilizzate per isolare i sensori dei sistemi di allarme.

Gli Agenti della Polizia di Stato hanno inoltre individuato un terzo uomo, identificato per il cittadino georgiano T.Z., sprovvisto di titoli di soggiorno, appostato nei pressi ed immediatamente bloccato dagli Agenti 
di una Volante, che a bordo di una autovettura con targa straniera fungeva da “palo” e stava cercando di contattare con il cellulare i suoi complici per informarli della presenza della Polizia. 
Nell’auto custodiva 
altri arnesi atti allo scasso e guanti in lattice utilizzati per non lasciare impronte digitali.

Gli investigatori ritengono che i tre, senza fissa dimora in Italia, pendolari del crimine, gravati da numerosi precedenti per furto in abitazione, siano i responsabili di gran parte dei furti in appartamento 
commessi a Rieti negli ultimi mesi ed al riguardo è in corso un mirata attività d’indagine volta a raccogliere le prove necessarie.

Gli approfondimenti investigativi effettuati nelle banche dati delle Forze di Polizia, con il riscontro delle impronte digitali AFIS, hanno anche evidenziato che  uno dei tre arrestati,T.N., era già noto alle Forze 
dell’Ordine con l’alias di I.A., nato in Lituania nel 1980, nominativo fornito in occasione del suo arresto operato sempre dalla Polizia di Stato in occasione di una rapina commessa a Roma nel 2011 e per 
la quale la 
Corte di Appello di Roma aveva emesso un ordine di cattura per l’espiazione di una pena di anni 1, mesi 2 e giorni 21. Gli Agenti della Questura di Rieti, al momento dell’arresto, hanno quindi eseguito 
anche l’ 
ordine di cattura.

L’individuazione dei tre giorgiani ed il loro arresto, che si aggiunge all’individuazione e alla denuncia di altri due georgiani sorpresi nei giorni scorsi dagli Agenti della Volante e della Squadra 
Mobile della 
Questura di Rieti mentre stavano tentando di introdursi in un altro appartamento reatino, costituisce un risultato operativo di rilievo poiché è stato neutralizzata l’attività di  malviventi 
“pendolari” dediti al 
furto seriale nelle abitazioni reatine.

I tre georgiani arrestati sono stati accompagnati presso la Casa Circondariale di Rieti, a disposizione della locale Autorità Giudiziaria davanti alla quale dovranno rispondere del reato di tentato furto aggravato, 
mentre uno di essi, T.N., dovrà anche scontare la pena comminatagli dalla Corte di Appello di Roma per la rapina commessa nella capitale nel 2011.

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Cronaca

Polfer, il bilancio del I trimestre 2020: 18 kg di sostanze stupefacenti sequestrate, 218 arrestati, circa 4.000 indagati e oltre 515.000 identificati

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218 arrestati, 3.963 indagati e 515.480 identificati: è questo il bilancio dei controlli nei primi tre mesi dell’anno della Polizia Ferroviaria. 49.867 le pattuglie impegnate in stazione e 10.029 a bordo treno, per un totale di 21.049 treni scortati. 3.242 servizi antiborseggio e 2.134 le sanzioni elevate. 551 gli stranieri rintracciati in posizione irregolare; 187 i minori non accompagnati rintracciati dal personale della Specialità e restituiti alle famiglie o collocati in comunità. Circa 18 kg di sostanze stupefacenti sequestrate, tra cocaina eroina e hashish.

In particolare, un cittadino della Libia di 26 anni è stato arrestato a Milano per tentato furto in concorso con un altro soggetto rimasto ignoto. Lo straniero è stato sorpreso da un viaggiatore mentre frugava nel suo zaino. Immediatamente bloccato dalla vittima, è stato poi tratto in arresto dagli Operatori della Polfer, mentre il suo complice si è dato alla fuga.

Sempre nella stazione del capoluogo lombardo è stato arrestato un italiano di 41 anni per spaccio di sostanze psicotrope. L’uomo aveva venduto a un 23enne 30 pastiglie di un potente farmaco ansiolitico e antiepilettico, considerato come la nuova droga da strada o eroina dei poveri, dietro un compenso di 20 euro.

Tre stranieri sono stati arrestati a Bologna per detenzione di sostanze stupefacenti. Gli agenti, insospettiti dal loro nervosismo all’atto del controllo, hanno deciso di approfondire gli accertamenti. Sottoposti ad esami radiografici, ognuno di loro occultava nell’intestino circa cento ovuli di sostanza stupefacente per un totale di 3 chili e 600 grammi di cocaina ed eroina.

Un uomo nigeriano appena maggiorenne, in possesso di regolare permesso di soggiorno e con richiesta di asilo politico, è stato arrestato a Perugia per detenzione di sostanza stupefacente. Lo straniero controllato dalla pattuglia in servizio di scorta a bordo del treno regionale Perugia- Terontola è stato trovato in possesso di 26 ovuli di eroina per un peso complessivo di oltre 300 grammi e un vasetto contenente quasi 30grammi di metanfetamine. Sottoposto ad esami medici, nel suo intestino occultava altri 2 ovuli contenenti circa 30 grammi di eroina.

Un corriere della droga di 31 anni, originario dell’Afghanistan, è stato arrestato a Verona, perché trovato in possesso di circa 1 kg di sostanza stupefacente, divisa in 9 panetti, occultati nel suo zaino.

A Venezia è stato arrestato un cinquantenne pluripregiudicato catanese dedito a perpetrare furti a danno dei passeggeri dei treni notturni a lunga percorrenza.

A Reggio Emilia un cittadino marocchino di 29 anni è stato arrestato poiché responsabile del furto di un bagaglio e dello smartphone di un viaggiatore a bordo di un treno ad alta velocità.

Nella stazione ferroviaria di Roma Termini gli Agenti della Squadra di Polizia Giudiziaria del Compartimento Polfer hanno arrestato un rumeno di 23 anni per una rapina all’interno della farmacia presente nello scalo ferroviario.

Un cittadino somalo è stato arrestato nella stazione di Palermo per resistenza e lesioni. L’uomo, sorpreso dagli Operatori a mendicare e infastidire i viaggiatori nelle prossimità delle emettitrici elettroniche della stazione, alla richiesta di fornire le proprie generalità si è scagliato contro gli Agenti procurando ad uno di essi la frattura dell’avambraccio destro.

In relazione alle disposizioni governative per l’emergenza sanitaria, la Polizia Ferroviaria ha ulteriormente intensificato l’attività di monitoraggio nei principali scali ferroviari, controllando, dal 9 al 31 marzo, oltre 282.000 viaggiatori, di cui 160.000 in partenza e 122.000 in arrivo. Circa 2.500 quelli sorpresi in viaggio senza un giustificato motivo.

Tra le storie “a lieto fine” registrate nel trimestre: quella di una bimba di 9 anni che, rimasta da sola a bordo del treno su cui viaggiava con il padre, sceso un attimo durante una fermata, ha potuto riabbracciarlo grazie al tempestivo intervento degli agenti e quella di un anziano passeggero rintracciato e messo in salvo a Venezia, mentre camminava sul sentiero di servizio presente tra i binari per raggiungere la stazione. Una donna, invece, ha trovato negli Uffici della Polizia Ferroviaria un posto sicuro dove far mangiare il proprio bimbo, stante la chiusura di tutti gli esercizi commerciali nella stazione di Roma Termini.

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Covid-19, il ministero dell’Interno precisa: si a camminata genitore-figli minori purché nei pressi dell’abitazione

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Un solo genitore può camminare con i figli minori “purché in prossimità della propria abitazione”. Lo precisa l’ennesima circolare inviata dal Viminale ai prefetti per fornire “chiarimenti” sul divieto di assembramento e spostamenti. Si tratta di indicazioni, spiega il capo di Gabinetto, Matteo Piantedosi, da trasmettere alle forze di polizia “quotidianamente impegnate nella ricerca di un giusto equilibrio tra l’attenta vigilanza sulla corretta osservanza delle misure e la ragionevole verifica dei singoli casi”. E non sono giorni semplici per gli operatori in divisa che anche ieri hanno controllato ben 222.450 persone e 88.611 esercizi commerciali per verificare il rispetto delle misure per il contenimento del virus.

Quasi 6.500 sono state denunciate, 15 delle quali per aver violato la quarantena (queste ultime ora rischiano il carcere da 1 a 4 anni per aver attentato alla salute degli altri cittadini). Dall’11 marzo sono state controllate complessivamente 3.449.291 persone e 1.566.961 esercizi commerciali. In totale oltre 142mila i denunciati. Negli ultimi 5 giorni 272 sono stati sanzionati per violazione della quarantena. Sono dunque tanti ancora gli italiani che non rispettano le prescrizioni; in diversi casi ci sono poi dubbi sull’interpretazione da dare ai divieti.

Da parte dei cittadini ed anche delle forze dell’ordine. Ed ecco che la nuova circolare prova a chiarire, auspicando “valutazioni ponderate rispetto alla specificità delle situazioni concrete”. Una delle esigenze emerse nel Paese è quella di concedere ‘un’ora d’aria’ ai bambini. Sul punto, il ministero precisa che ad un “solo genitore” è consentito “camminare con i propri figli minori in quanto tale attività può essere ricondotta alle attività motorie all’aperto, purché in prossimità della propria abitazione. La stessa attività può essere svolta, inoltre, nell’ambito di spostamenti motivati da situazioni di necessità o per motivi di salute”.

Il documento del Viminale ricorda poi che restano off limits parchi e giardini e che “l’attività motoria generalmente consentita” non va intesa soltanto “come equivalente all’attività sportiva (jogging), tenuto anche conto che l’attuale disposizione di cui all’art. 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 9 marzo scorso tiene distinte le due ipotesi, potendosi far ricomprendere nella prima il camminare in prossimità della propria abitazione”.

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Donna in gravidanza si presenta in ospedale con sintomi covid-19 e rifiuta il tampone: intervengono i carabinieri

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BOLOGNA – Questa mattina, la Centrale Operativa della Compagnia Carabinieri di Molinella (BO) ha ricevuto una richiesta d’intervento dai sanitari del 118 dell’Ospedale di Bentivoglio (BO), perché si trovavano alle prese con una donna in stato di gravidanza che, giunta al Pronto Soccorso, si era rifiutata di sottoporsi al tampone faringeo per la diagnosi del coronavirus, pur avendo tutta la sintomatologia del caso.

Appresa la notizia, i Carabinieri della Stazione di Bentivoglio (BO), si sono diretti velocemente sul posto e al loro arrivo sono stati sottoposti ad una scrupolosissima e professionale procedura di vestizione dei dispositivi di protezione individuale (DPI) che il personale sanitario è tenuto a usare per proteggersi quando si prende cura di pazienti con affezione o sospetta affezione da Covid-19.

Alla vista dei Carabinieri, stranamente vestiti come da infermieri, ma con gli “alamari in mostra” la donna ha cambiato rapidamente idea e si è fatta sottoporre al tampone. La situazione è tornata alla normalità.

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