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RIETI, PERIFERIA MAFIA CAPITALE: CHI POSERA' LA PRIMA PIETRA DELLO SVINCOLO DI MICIGLIANO?

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Tempo di lettura 2 minuti Ancora ombre su questa opera devastante e… inutile che nonostante tutto va avanti

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Redazione

Rieti – In questo momento, in cui tutti i riflettori sono accesi sulla collusione di politica e malaffare che ormai passa sopra le differenze tra destra e sinistra, forse è opportuno che si faccia una riflessione anche qui, alla periferia di “Mafia-Capitale”, su un apparato politico-decisionale sempre opaco, spesso sganciato non solo dalle norme di legge e procedure di garanzia ma anche dal comune sentire dei cittadini e che, in determinate situazioni, ha già mostrato possibili intrecci con quello malavitoso e di corruttela.

Ci riferiamo in primis all'ormai noto "caso", rigorosamente affrontato dall'inchiesta giornalistica di Enzo Angelini, dello Svincolo di Micigliano che, nonostante ci fosse un'alternativa più economica e meno impattante (l’intersezione a raso proposta dall'Ing. Aldo Riggio dell'Università Tor Vergata e dal Prof. Cecere dell'Università "La Sapienza"), nonostante alla Società appaltatrice fosse stato ritirato il certificato antimafia e un’ordinanza di ripristino dei luoghi della Soprintendenza (in allegato, datata 05/05/2010 e mai resa esecutiva dai Carabinieri di Antrodoco a cui era stato chiesto l'intervento per inadempienza del Comune di Micigliano) ne prevedesse la demolizione, vedrà comunque la luce nella sua nuova veste in rilevato (vedi foto), sommergendo proprio quei piloni del viadotto (il cosiddetto “ottovolante”) che andavano demoliti, continuando ad occultare l’Abbazia dei Santi Quirico e Giulitta (X sec.) e dimenticando le prescrizioni impartite nel 2004 dalla Regione Lazio, di “ottimizzare” lo svincolo “individuando il viadotto piuttosto che il rilevato”, e dell’Autorità di Bacino del Tevere, di "non restringere in alcun modo le attuali sezioni di deflusso del reticolo idrografico”.

Eppure alla fine l’ordinanza della Soprintendenza in modo alquanto “originale” viene presa in considerazione tanto che, nella Determina Dirigenziale dell’Area VIA della Regione Lazio del 12/05/2014 (allegata) finalizzata all'approvazione della Variante sostanziale, si legge: “L’intervento, in seguito all'apposizione del provvedimento di tutela da parte del MIBAC, ha subito modifiche sostanziali rispetto al progetto originario (…), sostituendo l’infrastruttura dello svincolo “su piani sfalsati” con una “rotatoria su rilevato” “. Peccato che il vincolo non è stato apposto in fase di realizzazione dello svincolo come si vuole far credere nella Determina e, comunque, nessuno ha mai chiarito perchè l'ANAS ha sospeso i lavori solo tre anni dopo (il 20/07/2012) l'avvio del procedimento di tutela da parte della Soprintendenza datato 07/04/2009 e un anno e mezzo dopo l'interrogazione parlamentare del 18/01/2011 della Zamparutti.

E poi, se la rotatoria era effettivamente la soluzione ottimale in termini di impatto, fruibilità e sicurezza stradale, come sembra emergere dalla Relazione d'accompagno alla Determina dell'Area VIA, perchè si è insistito tanto per il viadotto, oltretutto più costoso anche in termini di manutenzione ordinaria?

Il dato di fatto è che oggi ci ritroviamo una rotatoria convenzionale all'imbocco del tratto scorrevole della strada statale SS4, che era considerata strategica per ridurre i tempi di percorrenza da Rieti verso l'adriatico, forse più per evitare la demolizione dei piloni (cioè per aggirare l’ordinanza di ripristino dei luoghi) e per abbattere il costo dello smaltimento delle terre e rocce scavate in galleria, come sembra far notare anche il Movimento 5 stelle nella più recente interrogazione parlamentare di questa estate. 

Siamo curiosi di vedere chi avrà il coraggio di presenziare all'inaugurazione, insieme al presidente dell’Anas Pietro Ciucci (che nessuno al Ministero ha pensato mai di mettere in discussione); indimenticabile la foto alla cerimonia simbolica di posa della prima pietra a cui parteciparono, tra gli altri, l’ex presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, l’ex presidente della Provincia di Rieti e oggi deputato Fabio Melilli, il senatore Angelo Maria Cicolani, gli ex assessori del Comune di Rieti Felice Costini e Daniele Fabbro, il sindaco di Micigliano Francesco Nasponi.

Cronaca

Rieti, Nas chiude un ristorante cinese: gravi carenze igienico – sanitarie

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I Carabinieri della N.A.S. di Viterbo, nell’ambito di una campagna di
controllo nel settore della ristorazione e degli alimenti etnici, disposta dal
Comando Carabinieri per la Tutela della Salute di Roma, hanno segnalato
all’A.S.L. di Rieti il gestore di un ristorante cinese.
Il controllo, effettuato unitamente ai Carabinieri della Stazione di Rieti,
infatti, ha consentito di riscontrare nel ristorante gravi carenze igienico-
sanitarie e strutturali e un’attività esercitata in modo non conforme alle norme
sulla sicurezza alimentare.
Il personale dell’ASL di Rieti, in relazione alle criticità rilevate, ha disposto
l’immediata chiusura dell’attività, il cui valore è stimato intorno ai 500.000
euro, fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.
Ammonta a 1000 euro l’importo delle violazioni amministrative contestate al
ristoratore.

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Cronaca

Castel di Tora, operativa la nuova Stazione dei Carabinieri

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CASTEL DI TORA (RI) – Nuova Stazione dei Carabinieri a Castel di Tora. Il nuovo comando è diventato operativo a partire dallo scorso giovedì 5 maggio e ha di fatto sostituito il Comando di Ascrea ereditandone la giurisdizione e cioè i territori dei Comuni di Ascrea, Paganico Sabino e Colle di Tora oltre ovviamente a quello di Castel di Tora.

La nuova Caserma si trova in via Piana nr. 1 ed è già aperta al pubblico secondo gli orari stabiliti per Ascrea, esposti all’ingresso della Stazione.

In orario di apertura, è possibile contattare telefonicamente i Carabinieri di Castel di Tora, comandati dal Maresciallo Maggiore Alberico LUPI, all’utenza telefonica 0765/723113 oltre che al 112, Numero Unico di Emergenza Europeo.

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Cronaca

Cantalice, 50enne arrestato quattro volte nel giro di due settimane

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Ruba una moto da mini cross e sfreccia per il paese

CANTALICE (RI) – Arrestato per la quarta volta nel giro di sole due settimane un 50enne di Cantalice. L’uomo, che si trovava già sottoposto alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel proprio comune, è stato arrestato in flagranza di reato dai Carabinieri di Cantalice e della Stazione di Rivodutri per il furto di una mini-moto da cross.

I militari, durante un servizio sul territorio hanno notato il 50enne sfrecciare alla guida di una mini moto da cross. Lo stesso, veniva immediatamente fermato e al controllo il mezzo presentava il blocchetto di accensione forzato in quanto era stato appena sottratto al legittimo proprietario, che ne ha successivamente denunciato il furto.

L’uomo, dopo il foto segnalamento, è stato denunciato in stato di arresto per il reato di furto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Rieti.

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