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RIFORMA DELLA SCUOLA: E' SCONTRO TRA MINISTRI E SINDACATI

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Tempo di lettura 2 minuti Il ministro si sarebbe dimostrato nettamente serrato nei confronti di alcune questioni delicate come precariato e prerogative dei dirigenti scolastici

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di Christian Montagna

Roma- Si è concluso senza nulla di fatto l’incontro tra il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini e i sindacati di categoria che ammettono di essere delusi e amareggiati. Il ministro secondo le dichiarazioni dei sindacati infatti si sarebbe dimostrato nettamente serrato nei confronti di alcune questioni delicate come precariato e prerogative dei dirigenti scolastici. Una piccola apertura verso la discussione è stata riscontrata unicamente per la presenza di genitori e studenti nel meccanismo di valutazione dei docenti.

Anche per il segretario generale della Flc Cgil, Domenico Pantaleo, "non c'e' stata alcuna risposta concreta, quindi continueremo la nostra battaglia anche con le manifestazioni che si terranno in tutto il Paese il prossimo 5 giugno. Questa riforma e' inaccettabile, incostituzionale e non apporta alcun cambiamento vero nel mondo della scuola. Anzi, con questo provvedimento la scuola pubblica ritorna indietro, ad un modello autoritario”.

D’altra parte invece le reazioni del ministro Giannini che si appella al senso di responsabilità dei sindacati. "L 'impianto generale del disegno di legge va salvaguardato nel passaggio al Senato perché autonomia, valutazione e merito per noi restano centrali“ dice e ancora “crediamo che il nostro provvedimento proponga un ribaltamento di paradigma perché, a differenza del passato, non si effettuano tagli ma si stanziano fondi, si affronta il tema del precariato dando una risposta importante attraverso un piano di assunzioni straordinario e si ripristina quanto previsto dalla Costituzione con l'accesso all'insegnamento per via concorsuale”.

Una posizione che non convince nessuno, neppure i parlamentari del Movimento 5 stelle che reputano la riforma poco costruttiva e per nulla innovativa. Da Sinistra Ecologia Libertà di Nichi Vendola un altro attacco sferrato su Twitter “"Se il governo non #cambiaverso sulla scuola, noi raccoglieremo le firme per un referendum contro la cattiva scuola di Renzi”. Nel frattempo, i sindacati continuano a minacciare il blocco degli scrutini.

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Super green pass, prime multe a Roma: “Mi sarei vaccinato a giorni”

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Un nuovo record di Green pass scaricati, esattamente 1.310.001 tra quelli ‘base’ e ‘rafforzati’, è stato registrato nelle ultime 24 ore.

Le misure sul certificato verde ‘rafforzato’ (ottenibile solo con vaccinazione o avvenuta guarigione) entrano in vigore da oggi fino al 15 gennaio.

A spingere i download sono soprattutto le vaccinazioni: in particolare, secondo quanto emerge dai dati del sito del governo, sono stati 968.069 i Green pass scaricati ieri per avvenuta vaccinazione, 336.563 quelli per l’effettuazione di un tampone e 5.369 per guarigione dal Covid.

Primo multato nella Capitale durante i controlli del Green pass per i passeggeri di bus e metro. A sanzionare l’uomo gli agenti della polizia locale alla fermata dei bus di piazzale Flaminio. L’uomo era appena sceso dall’autobus quando gli agenti gli hanno chiesto di esibire il certificato verde. “Non ce l’ho perché volevo vaccinarmi nei prossimi giorni” si è giustificato il 50enne romeno. Per lui è scattata una sanzione di 400 euro.

Nel giorno in cui entra in vigore l’obbligo di Green Pass per accedere sui mezzi pubblici, a Milano i controlli non sono solo su metropolitana, bus e tram, ma anche nelle stazioni dei treni. A Porta Garibaldi, questa mattina, una pattuglia di 8 agenti assistenza e sicurezza, sei di Fs e due di Trenord, controllavano che i passeggeri fossero in regola. Controlli anche sul passante ferroviario, sempre a Porta Garibaldi, con alcuni agenti a presidiare l’ingresso del sotterraneo. A Napoli verifiche nella linea 2 della Metropolitana di Napoli (gestita dalle Ferrovie dello Stato) e, nella stazione di Piazza Garibaldi, sulle linee della Circumvesuviana. Lunghe code si sono registrate ai tornelli della linea 1 della Metropolitana, gestita dalla Azienda napoletana mobilità dove al momento per l’accesso non è stato ancora richiesto agli utenti di mostrare oltre al biglietto anche il green pass. Treni affollati come sempre nelle ore di punta anche lungo la tratta della metropolitana che va dalla stazione di Piscinola a piazza Garibaldi.Anche nello Stretto di Messina da stamani non si viaggia senza Green pass, tutti i viaggiatori tra Messina e Villa San Giovanni per passare da una sponda all’altra, dovranno essere muniti della certificazione verde. Già dalla prima corsa alle 6.40 decine di persone sono in fila e, oltre ad acquistare il biglietto, devono mostrare il Green pass agli addetti della Caronte & Tourist al molo San Francesco. Molti viaggiatori hanno accolto bene la novità. Giovanni, che viaggia con moglie e due figli ed era venuto per una breve vacanza in Sicilia, commenta: “Il provvedimento lo trovo giusto, noi siamo tutti vaccinati in famiglia e visto l’aumento dei contagi c’era la necessità di più controlli”. Dello stesso avviso Claudio e Francesco, studenti pendolari: “Siamo felici di questa decisione almeno si viaggia più tranquilli, non era normale che solo qui non ci fossero controlli”. Tutti i passeggeri vengono controllati all’imbarcadero dei privati come a quello delle Ferrovie. Qualcuno non sapeva della novità e arrabbiato afferma: “Ora andrò a farmi il tampone. Ma da domani mi faccio il vaccino non è possibile farsi un tampone al giorno, ormai è come ci fosse l’obbligo vaccinale”.

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Covid, ecco come cambia il green pass

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Chi è vaccinato o è guarito dal Covid negli ultimi 6 mesi resterà libero di andare al ristorante, al cinema, allo stadio.

Non sarà necessario scaricare nuovamente il Green pass rafforzato: il Qr code resterà infatti lo stesso, anche se durerà non più 12 ma 9 mesi, e verrà aggiornata la App ‘Verifica C19’ per i controlli.

Da lunedì si ridurranno, invece, gli spazi per gli oltre 6 milioni di italiani non vaccinati: scatta la nuova stretta e anche per prendere i mezzi pubblici sarà necessario avere almeno il Green pass “base”, che si ottiene con il solo tampone. Con il test negativo si potrà continuare ad andare a lavoro, in palestra, pernottare in albergo e poco altro. Non ci si potrà sedere al tavolo al bar, andare al ristorante al chiuso o a teatro. Il mancato rispetto delle regole comporta una multa da 400 a mille euro. Di seguito le principali novità.    

COME CAMBIA IL GREEN PASS – L’obbligo di Green pass fino al 15 gennaio 2022 viene esteso a ulteriori settori: alberghi; spogliatoi per l’attività sportiva; servizi di trasporto ferroviario regionale e interregionale; servizi di trasporto pubblico locale. E dal 6 dicembre arriva il Green pass rafforzato: vale solo per coloro che sono o vaccinati o guariti e serve per accedere ad attività che altrimenti sarebbero oggetto di restrizioni in zona gialla ma deve essere utilizzato a partire dalla zona bianca per spettacoli, eventi sportivi, ristorazione al chiuso, feste e discoteche, eventi pubblici. Per matrimoni, battesimi e comunioni basta il pass base mentre per feste di compleanno e di laurea servirà quello rafforzato. In caso di passaggio in zona arancione, le restrizioni e le limitazioni non scattano, ma alle attività possono accedere i soli detentori del Green pass rafforzato. Tranne che all’aperto: per pranzare fuori al ristorante anche in zona arancione non servirà alcun pass.    

CONTROLLI RAFFORZATI – E’ previsto anche il rafforzamento del sistema dei controlli, con dispositivo messo a punto a livello locale dai prefetti, sentiti i Comitato provinciale ordine e sicurezza. Una circolare del Viminale ha tracciato la cornice. I controlli sui mezzi pubblici devono essere attuati in modo tale da garantire la fluidità del servizio e da “scongiurare” possibili “assembramenti ed eventuali ricadute di ordine pubblico” e andranno potenziati anche nelle zone della movida.    In generale, la polizia municipale e la Guardia di Finanza svolgeranno le verifiche nei ristoranti e negli esercizi pubblici mentre quelle su autobus e metropolitane sono affidate in modo prioritario a polizia e carabinieri, supportati dai vigili urbani e dal personale delle aziende di trasporto, e saranno a campione e nelle maggior parte dei casi verranno effettuate alle stazioni e alle fermate.    MASCHERINE – In zona bianca la mascherina non è obbligatoria all’aperto, anche se diversi sindaci sono intervenuti con proprie ordinanze, prevedendole in tutto il centro storico o nelle zone dello shopping. La mascherina va indossata, sempre, in tutti i luoghi chiusi diversi dalla propria abitazione, compresi i mezzi di trasporto pubblico (aerei, treni, autobus) e in tutte le situazioni in cui non possa essere garantito il distanziamento interpersonale o siano possibili assembramenti.    E’ invece obbligatoria all’aperto e al chiuso in zona gialla, arancione e rossa.    TAMPONI E CERTIFICATO – Ai fini del Green pass sono confermate sia le tipologie che la durata dei test. Il Certificato resta valido in caso di un tampone molecolare negativo effettuato nelle 72 ore antecedenti o rapido nelle 48 ore precedenti.    

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Costume e Società

Regali di Natale: “Spese frenate dalla paura della pandemia”

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Quest’anno per i regali di Natale si spenderanno in termini pro capite 158 euro rispetto ai 164 euro dello scorso anno, -8% rispetto al 2019 e oltre il 36% in meno rispetto al 2009, nel complesso 6,9 miliardi rispetto ai 7,4 miliardi dello scorso anno, con l’inflazione e i rincari delle bollette che rischiano di ridurre ulteriormente la quota di tredicesima destinata a queste spese.

E’ quanto emerge da un’analisi di Confcommercio.

In totale “per il mese di dicembre si stima un valore di circa 110 miliardi di euro di spese per consumi (inclusi affitti, utenze, servizi), valore inferiore di circa 10 miliardi a quanto speso nel 2019”, spiega Confcommercio.

Nel mese la spesa media per famiglia si attesta a 1.645 euro, lo 0,5% in più rispetto all’anno scorso, ma ancora molto al di sotto rispetto al 2019 (-7,5%), aggiunge Confcommercio, sottolineando che crescono le tredicesime complessive destinate ai consumi:32,6 miliardi nel 2021 contro i 29,7 miliardi nel 2020.    “La crescita dei consumi a Natale rischia di essere fenata dai timori per la pandemia, dall’inflazione e dai costi dei consumi obbligati. Per rilanciare la fiducia occorre accelerare il previsto taglio delle tasse, a cominciare da Irpef e oneri contributivi a carico delle imprese”. Così il Presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli. 

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