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RIFORMA SCUOLA: INSEGNANTI SUL PIEDE DI GUERRA: "NON VOGLIAMO ANDARE AL NORD"

di Angelo Barraco
 
Oggi per gli insegnanti precari è un giorno decisivo poiché è l’ultimo giorno per presentare domanda per far parte del piano assunzioni presentato dal governo Renzi. Molti insegnanti precari hanno tempo fino alle 14 per decidere se abbandonare la propria terra natia e trasferirsi altrove poiché le cattedre disponibili sono sparse su tutto il territorio nazionale. Così il mondo della scuola è pronto a cambiare, ad assumere una nuova forma, una nuova veste che potrebbe portare stabilità a chi invece ha vissuto sempre nell’instabilità. Le cattedre disponibili sono 48.812 e le cattedre di sostegno sono 6.446. Ma molti insegnanti non accettano lo spostamento, non accettano il dover abbandonare tutto e tutti e c’è il rischio di boicottaggio della riforma a causa della mobilità forzata.
 
Intanto i docenti fino alle 14 posso presentare domanda, se non presentano domanda entro quell’ora non potranno lavorare per i prossimi anni. Risulta come un consiglio ma anche come una minaccia, ma dal Miur hanno riferito che le graduatorie ad esaurimento non saranno cancellate e coloro che non faranno domanda rimarranno iscritti. La riforma invece ha totalmente ignorato la questione del personale ATA, adesso i collaboratori scolastici rischiano di perdere 6 mila posti previsti dal turnover. Intanto il sito del Miur, la settimana scorsa, la pubblicato le Faq per dare una guida ai docenti sull’assunzione e ha chiarito che tante immissioni in ruolo arriveranno durante l’anno in corso, quindi scatterà l’assunzione da settembre 2016.
 
Un altro masso da spostare è la permanenza delle GaE, liste in cui ci sono iscritti i precari storici, lista che dovrebbe essere svuotata dal governo in maniera definitiva. Molti docenti non voglio spostarsi dalla sede vicino casa, non voglio lasciare ciò che hanno costruito e non vogliono presentare la domanda nell’attesa di un incarico in una sede vicina. Il governo sperava di assumere il prossimo anno tramite concorso, ma il Miur ha confermato che la graduatoria resterà in vigore. La rinuncia comporta comunque rischi perché l’assunzione diventa difficile perché i primi scorrimenti arriveranno dal 2017.2018 con un limite di 36 mesi di supplenza. L’ultima parola spetta agli insegnante, le domande presentate al Miur sono 57mila e 8mila sono in fase di elaborazione. Se non verranno coperti 55mila posti di potenziamenti svuotando le graduatorie il piano sarà un flop. 

Riforma della scuola:  E’ stata approvata in via definitiva la riforma della scuola, adesso è legge. La riforma è stata approvata con 277 voti dei deputati a favore, contro 173 e vi sono stati quattro astenuti.
Il ddl scuola. Libertà nella gestione degli edifici, della didattica, dei progetti formativi e dei fondi a disposizione di ogni singola scuola. L’organico sarà gestito direttamente dal dirigente scolastico che potrà proporre le cattedre ai docenti (a partire dall'anno scolastico 2016/2017) e i posti utilizzando gli albi territoriali che – dal 2016 – racchiuderanno le Reti di scuole. La chiamata degli insegnanti sarà, dunque, senza più graduatorie ma sulla base degli albi (o ambiti) a cui si accederà per concorso pubblico oppure tramite il Piano straordinario di assunzioni 2015.
 
L’autonomia. Con l'articolo 1 viene ribadita l'autonomia scolastica da attuare attraverso alcuni strumenti: la possibilità di rimodulare del monte ore annuale di ciascuna disciplina; il potenziamento del tempo scuola anche oltre i modelli e i quadri orari; la programmazione plurisettimanale e flessibile dell'orario complessivo. Le scuole dovranno dunque garantire “ l'apertura pomeridiana delle scuole e la riduzione del numero di alunni e di studenti per classe” o potrà prevedere “articolazioni di gruppi di classi, anche con potenziamento del tempo scuola o rimodulazione del monte orario rispetto a quanto indicato al decreto del presidente della Repubblica 89 del 2009”. Infine, le scuole potranno rimanere aperte anche d'estate. Nei periodi di sospensione dell'attività didattica, infatti, gli istituti e gli enti locali promuoveranno 'attività educative, ricreative, culturali, artistiche e sportive' da svolgersi negli edifici scolastici.