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Risorse idriche, Italia a più velocità: dal territorio una precisa indicazione di priorità al governo Draghi

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Massimo Gargano (Dir. Gen. ANBI): Una situazione ripetutamente denunciata nel corso degli anni

È l’Emilia Romagna a ben rappresentare il paradosso di un’Italia idricamente a più velocità, dove l’assenza di un’inadeguata infrastrutturazione potrà far rimpiangere, nei prossimi mesi, la ricchezza d’acqua, che si registra in queste settimane: infatti, ai fiumi appenninici Taro e Trebbia con flussi abbondanti nel piacentino e nel parmense si contrappongono i fiumi centro-orientali (Savio, Reno, Secchia) sotto media mensile, seppur con livelli superiori allo scorso anno.

È soprattutto il Sud a marcare una forte discontinuità con il siccitoso trend dello scorso anno: i bacini della Basilicata hanno ricominciato a crescere (+177 milioni di metri cubi sul 2020), mentre quelli pugliesi registrano, in una settimana, +28 milioni di metri cubi, raggiungendo +105 milioni rispetto a 12 mesi fa.

Permane confortante la situazione idrica della Calabria, mentre la Sardegna segna 100 milioni di metri cubi in più negli invasi isolani rispetto all’anno scorso e pare indirizzata a raggiungere il massimo autorizzato.

I principali fiumi della Campania (Sele, Volturno, Liri- Garigliano) restano superiori alla media del recente quadriennio, seppur le portate siano in discesa a causa dell’ondata di freddo che ha fermato le precipitazioni in montagna, consentendo alle piene di defluire; stabili i volumi del lago di Conza della Campania e degli invasi del Cilento.

L’andamento è confermato da fiumi (Tevere, Sacco) e laghi del Lazio (Bracciano, Nemi), tutti in crescita così come i corsi d’acqua (Esino, Tronto, Potenza, Sentino) nella Marche.

Diverso l’andamento fluviale in Toscana, dove Arno, Sieve ed Ombrone sono sotto media a differenza del Serchio.

Risalendo l’Italia, permane buona la situazione delle portate del fiume Po (superiori ai livelli dello scorso anno e con un +22% sulle medie di lungo periodo), così come quella dei fiumi veneti (Adige, Bacchiglione, Piave, Livenza, Brenta) al top del recente quinquennio.

C’è leggero aumento del quantitativo di neve su tutto l’arco alpino ed anche sull’Appennino; gli accumuli nevosi rimangono stabilmente attorno ai valori massimi di periodo.

Si conferma buona la condizione del fiume Adda in Lombardia, mentre sono in calo i principali fiumi piemontesi (Maira, Tanaro, Sesia, Pesio, Stura di Lanzo); emblematica è la situazione della Dora Baltea che, ad una performance eccezionale in Valle d’Aosta (portata: 38,7 milioni di metri cubi contro una media di 3!) contrappone un andamento piemontese che, con 27,4 milioni di metri cubi, è inferiore anche allo scorso anno.

Buona, infine, è anche la condizione dei grandi laghi del Nord (complessivamente +16% sui livelli del periodo) con Lario ed Iseo addirittura al doppio della media storica. Il totale della riserva idrica trattenuta in tali bacini, negli invasi artificiali e sottoforma di SWE (Snow Water Equivalent) risulta superiore alla media del periodo 2006-2020 (+54.1%).

“E’ una situazione in continuo divenire, fortemente condizionata dagli eventi meteo quest’anno particolarmente significativi – commenta Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) – L’attuale condizione fa ben sperare per i mesi più caldi, ma suggerisce qualche preoccupazione per la tenuta della rete idraulica di fronte agi apporti idrici, che potrebbero derivare dal prossimo innalzamento delle temperature.”

“L’inadeguatezza della rete idraulica del Paese di fronte alla crisi climatica è stata da noi ripetutamente denunciata nel corso degli anni – conclude il Direttore Generale di ANBI, Massimo Gargano – Abbiamo fondate speranze che la sistemazione del territorio sia realmente una priorità per il nuovo corso illustrato dal premier, Draghi.”

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Lotta alle ecomafie e sicurezza ambientale, sanitaria, alimentare: l’Ancri accende i riflettori

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Il Corretto ciclo di recupero dei rifiuti e loro possibile seconda vita, ripercussioni sulla sicurezza ambientale, sanitaria ed alimentare, transizione verso un’economia circolare, l’ottimizzazione del ciclo dei rifiuti attraverso la minimizzazione delle quantità che pervengono in discarica, bonifica e la messa in sicurezza delle discariche esistenti, la bonifica e la messa in sicurezza delle discariche abusive e dei cosiddetti siti orfani, riduzione dell’’impatto sul territorio degli inquinamenti, il risanamento delle aree critiche, controlli sugli impianti di gestione dei rifiuti, prevenzione e contrasto del traffico delle ecomafie.

Sono questi i temi trattati nel corso dello speciale di approfondimento Monitor condiviso dalla presidenza dell’Associazione Nazionale insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (Ancri) con l’Editore e il Direttore Generale di Italia7.

Nel corso della trasmissione condotta da Gaetano D’Arienzo sono emerse risposte significative di grande coesione interistituzionale per la sicurezza.

“I cittadini – ha detto il prefetto Francesco Tagliente –  chiedono di essere garantiti nel diritto alla sicurezza della salute e gli operatori economici, i titolari delle attività commerciali ed imprenditoriali rivendicano il diritto di investire sul territorio senza timore di subire condizionamenti ambientali o una concorrenza sleale.

A fronte di queste richieste le istituzioni, le amministrazioni, gli enti istituzionali hanno il dovere di promuovere ogni consentita iniziativa legislativa, amministrativa ed operativa per garantire una risposta il più rispondente possibile alle aspettative della gente.

E dalle risposte ascoltate dai tanti ospiti eccellenti pel programma Monitor di Italia 7, i telespettatori hanno potuto cogliere lo spessore professionale e la determinazione istituzionale a fare il massimo per garantire la sicurezza anche sanitaria, ambientale e alimentare.

Sul punto il Prefetto Tagliente, ha chiarito che Il progetto “itinerari della sicurezza” avviato dall’ANCRI, insieme con l’ANFP, rientra nella più ampia campagna di comunicazione dell’ANCRI: “Viaggio tra i valori e i simboli della Repubblica” e “Decoro del Tricolore” con momenti di pubbliche riflessioni sui i grandi valori richiamati dalla Costituzione repubblicana. Per parlare e promuovere la cultura della sicurezza condivisa declinata alle emergenze del momento – ha proseguito Tagliente – l’ANCRI fa tappa virtuale nelle varie città e sui vari territori interessati dall’emergenza del momento, con una sua squadra di insigniti coniugando il sapere del mondo accademico della ricerca con quello operativo dei massimi esperti del settore.”

L’ing. Paolo Ghezzi, responsabile scientifico del Master in Gestione e controllo dell’Ambiente: economia circolare e management efficiente delle risorse (GECA) alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ha evidenziato che il “sistema italiano nella gestione dei rifiuti, sia urbani che speciali, è generalmente trasparente e virtuoso anche se non è esente da storture e rischi di malagestio. Per questo è necessario intensificare gli sforzi per preservare la parte sana dell’imprenditoria del settore e che ne è sicuramente parte maggioritaria.

Per quanto riguarda i rifiuti urbani, a fianco di un’azione preventiva e di controllo puntuale da parte dei soggetti istituzionali è evidente la necessità di colmare il gap impiantistico che ancora caratterizza parte del nostro Paese anche al fine di raggiungere gli obiettivi di recupero imposti dall’Europa e limitare gli smaltimenti in discarica. Mancano, infatti, ancora diversi impianti ricollegabili al ciclo di gestione dei rifiuti urbani che risultano indispensabili per una corretta valorizzazione delle frazioni merceologiche raccolte in modo differenziato: in primis impianti di valorizzazione della frazione organica.

Il recupero di materia -uno dei pilastri del pacchetto “economia circolare” – è prassi già ampiamente diffusa, anche per i rifiuti speciali ma esistono ampi spazi di intervento per prevenire gestioni poco virtuose sia nel settore pubblico, in particolare dei rifiuti indifferenziati, che in quello privato.

La gestione dei rifiuti è certamente un settore economicamente rilevante che, al pari di altri, può generare attenzioni indesiderate da cui la parte sana del sistema imprenditoriale deve prendere le distanze sapendo di dover mettere al centro del proprio operato la qualità, la trasparenza e il rispetto delle regole. Resto, comunque convinto, che il sistema nel suo complesso abbia anticorpi sviluppati per prevenire, accertare e reprimere le distorsioni messe in atto anche dalla criminalità organizzata ed auspico che il Paese, anche alla luce degli investimenti previsti nel settore della circolarità dal PNRR, possa incrementare le risorse umane dedicate al controllo e la loro professionalità.”

Il dott. Carlo Corazza responsabile e portavoce del Parlamento europeo in Italia, ha ricordato i grandi meriti dell’Unione Europea e in particolare del Parlamento Europeo a tutela dell’ambiente. Ma anche le politiche relative alla green economy ed all’economia circolare.

Il Prefetto Stefano Laporta, presidente dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) e del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente ha sottolineato che ”La transizione verso un’economia circolare richiede un cambiamento culturale e strutturale, oltre alla profonda revisione e innovazione dei modelli di produzione, distribuzione e consumo ed un’economia in cui i prodotti di oggi sono le risorse di domani e il valore dei materiali viene il più possibile mantenuto o recuperato. Il piano d’azione europeo per l’economia circolare ha infatti l’obiettivo di costruire un’Europa più pulita e competitiva, in stretta collaborazione con gli operatori economici, i consumatori, i cittadini e le organizzazioni della società civile, per accelerare il profondo cambiamento richiesto dal Green Deal europeo.”

Il conduttore si è collegato anche con il sindaco del Comune di Bracciano Armando Tondinelli per avere il punto di vista di un amministratore sul problema dei rifiuti. Il sindaco ha dimostrato come l’economia circolare diventa concretezza nell’interesse dei cittadini non solo dal punto di vista ambientale ma anche monetario. Ha parlato del compostaggio di prossimità per evitare che il rifiuto organico possa essere portato in discarica. Ha parlato della differenziata spinta che ha consentito di trasformare il problema in risorsa. Ha fatto riferimento all’impulso alla raccolta differenziata passata dal 40 all’80% che gli ha permesso di abbassare la tassa ai cittadini.

L’Ing. Valeria Frittelloni, Responsabile del Centro Nazionale dei rifiuti e dell’economia circolare dell’ISPRA   ha sottolineato che “Tra il 2019 e 2020, nonostante le problematiche connesse all’emergenza sanitaria da Covid-19, il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente con il coordinamento di ISPRA, ha portato a termine 350 controlli su altrettanti impianti di gestione dei rifiuti. Di questi, circa il 56% ha interessato gli impianti in procedura semplificata (con particolare riguardo alle attività di stoccaggio e messa in riserva), circa il 28 % gli impianti di trattamento dei veicoli fuori uso e circa il 17% gli impianti di trattamento RAEE.  Dalle verifiche condotte il 42% degli impianti sono risultati conformi”

L’Ing.Daniele Fortini Presidente di Reti Ambiente SPA gestore unico del ciclo rifiuti dell’ATO costa (Pisa, Livorno, Massa Carrara e Lucca) ha detto che la corretta gestione del ciclo integrato dei rifiuti urbani consente già oggi il recupero di materia attraverso impianti dedicati e molto diffusi: carta, plastiche, alluminio, sono solo alcuni degli esempi di un sistema, anche consortile, capace di creare valore dalla Raccolta differenziata. Il problema serio, e aperto alle possibili gestioni poco virtuose, è legato alle percentuali, ancora significative, di rifiuto indifferenziato che solo in parte subisce pretrattamenti significativi. Là dove mancano impianti, anche le strategie di raccolta differenziata, hanno valore parziale.

Per il dott. Giuseppe Sardu Presidente di Acque Spa un’azienda che ha oltre 500 dipendenti, estesa in 55 Comuni in cinque aree provinciali (Pisa, Lucca, Pistoia, Firenze e Siena) la salvaguardia della risorsa idrica è fondamentale per la tutela ambientale e della salute dei cittadini. In questo senso la fitta rete di verifiche, che un gestore pubblico come Acque Spa affianca a quelli degli Enti di controllo istituzionali, contribuisce a garantire una adeguata qualità della risorsa.

Per il vice direttore del Corriere della Sera Fiorenza Sarzanini il settore dei rifiuti, come la sanità, porta tanti soldi. La criminalità si muove dove ci sono i soldi che arrivano dallo Stato e dove pagando delle tangenti e più facile riuscire ad ottenere gli appalti. E dove gli affari sono remunerativi, la criminalità cerca di appropriarsi di sfruttare il denaro pubblico per i propri interessi. Per le organizzazioni criminali tutto quello che gira intorno ai rifiuti diventa una merce preziosa.

Ha poi ricordato il problema dei rifiuti di Napoli ma anche di Roma diventato un caso anche per la gestione delle discariche. Tutto quello che deve essere fatto a livello di impianti e di tecnologia subisce un condizionamento che coinvolge anche la politica. Ha citato le difficolta ad aprire una nuova discarica o un nuovo impianto nella Capitale perché ognuno non vuole vicino casa.

Il Generale dei Carabinieri Giuseppe Vadalà, Commissario Straordinario di Governo per la bonifica delle discariche abusive  ha sottolineato che “L’ottimizzazione del ciclo dei rifiuti attraverso la minimizzazione delle quantità che pervengono in discarica e quindi attraverso il riutilizzo, il recupero, i processi di end of waste e la diminuzione degli imballaggi, rappresentano le azioni virtuose al fine del raggiungimento della quota del 10% entro il 2030 quale quota limite da avviare in discarica prevista dalla recente direttiva UE; in questo contesto la bonifica e la messa in sicurezza delle discariche esistenti, ancorché di quelle abusive o dei cosiddetti siti orfani è attività indispensabile per diminuire l’impatto sul territorio degli inquinamenti, il risanamento dello stesso per gli altri utilizzi da parte delle collettività, e l’aumento del benessere per i cittadini”

Generale di Corpo d’Armata della Guardia di Finanza Ignazio Gibilaro, Comandante interregionale dell’Italia meridionale ha rimarcato come “la gestione del ciclo dei rifiuti rappresenti anche un comparto economico-produttivo di grande rilevanza; da ciò la necessità di assicurare una sua adeguata tutela, mediante mirate investigazioni economico-finanziarie volte al contrasto degli illeciti “appetiti” di una variegata serie di soggetti interessati ad infiltrarlo e condizionarlo per finalità illecite o criminali.”

Sull’azione di contrasto alle mafie il Prefetto Francesco Tagliente, rispondendo ad una domanda del conduttore Gaetano D’Arienzo “se da prefetto di Pisa dal 2012 al 2014 aveva percepito il pericolo infiltrazioni mafiose in Toscana, ha risposto che “conoscendo la realtà economica della Toscana, (avendo fatto il Questore a Firenze per ben 3 anni e mezzo), quando è arrivato a Pisa, una delle sue prime attenzioni professionali è stata proprio quella della difesa e protezione della economia legale. Dopo appena 16 giorni dal suo insediamento ha chiesto e ottenuto l’istituzione di un desk antimafia preso la Procura Distrettuale di Firenze, in analogia a quanto già fatto a Roma due anni prima nel 2011.

Finalità di quel tavolo –  ha precisato Tagliente – era quello di consentire di raccogliere valutare anche “i sentito dire, i parlottii, i pettegolezzi, i chiacchiericci” ritenuti insufficienti per una informativa di reato.

Questo naturalmente risale a 8 10 anni fa – ha sottolineato l’ex Prefetto di Pisa – nel frattempo sono cambiate tante cose anche dal punto di vista normativo. Peraltro sono stati istituiti nuovi organismi come il Servizio Centrale Anticrimine, diretto dal Dirigente Superiore della Polizia di Stato Giuseppe Linares, che si occupa della lotta economica alle mafie, coordinando tutte le attività di prevenzione e sequestro dei beni da parte dei Questori, E recentemente Ministero dell’Interno è stato istituito anche l’Organismo Permanente di Monitoraggio chiamato a fare una ricognizione e prevenzione a tutto campo dell’infiltrazione mafiosa nell’economia.”

Il Dirigente superiore della Polizia di Stato Giuseppe Linares Direttore del Servizio Centrale Anticrimine che si occupa della lotta economica alle mafie ha ricordato che “L’amministrazione della Pubblica Sicurezza indirizza il contrasto alla economia illegale  che talora può infiltrare il ciclo  dei rifiuti in una nuova prospettiva che vada oltre le tradizionali indagini giudiziarie finalizzate al giudizio penale  per il reato di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti (per cui era stata in origine prevista la confisca penale del prezzo e del prodotto del reato oltre che quella dei proventi).

Occorre, favorire l’utilizzo di tutti gli strumenti normativi allo stato vigenti per il contrasto alle organizzazioni criminali spesso di stampo mafioso interessate al tema del trattamento illecito dei rifiuti: raramente veniva attivato lo strumento del sequestro di prevenzione previsto dalla normativa antimafia, che, peraltro consente, di estendere gli accertamenti a una serie di soggetti direttamente o indirettamente collegati all’imprenditore.

 L’attivazione delle prerogative del Questore sulle indagini patrimoniali antimafia del questore consente di anticipare le investigazioni finalizzate alla ablazione alla soglia più prossima possibile della investigazione giudiziaria delle procure, anche con la soluzione della “proposta congiunta” Questore / procuratore.

Una strategia di controllo sulle risorse economiche illecite accumulate ossia quindi sulla provvista illegalmente accumulata che viene ottenuta nelle manipolazione illecita delle varie fasi del ciclo dei rifiuti (spesso attraverso una frode sistemica sulla pubblica fornitura sulla filiera …stoccaggio.. sversamento e trattamento) e reimpiegata in attività di impresa (che viene così contaminata geneticamente si dice in giurisprudenza)

Si opera attraverso gli strumenti di ablazione previsti dal codice antimafia e che puntano alla neutralizzazione della pericolosità nell’ordine pubblico economico e al ripristino della libera concorrenza nel settore dei rifiuti.”

Il Presidente dell’ANCRI Tommaso Bove dopo aver ascoltato con particolare interesse e ammirazione  gli autorevoli relatori molti dei quali soci ANCRI ( Ing. Paolo Ghezzi, Prefetto Francesco Tagliente, Generali Ignazio Gibilaro e Giuseppa Vadalà) ha ringraziato l’Editore Giovanni Sciscione, il Direttore Generale della TV Italia 7 Fabrizio Manfredini e il conduttore e Gaetano D’Arienzo per aver ospitato un momento di riflessione così importante per la salute dei nostri concittadini, argomento peraltro espressamente previsto tra le finalità statutarie dell’ANCRI. “Mi sento privilegiato – ha concluso il presidente Tommaso Bove – di condividere temi di così alto spessore sociale con rappresentanti di vertice delle nostre istituzioni”

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Focus sul corretto ciclo di recupero dei rifiuti per la sicurezza ambientale, sanitaria e alimentare

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Proseguono gli “Itinerari della sicurezza” dell’ANCRI. Un viaggio condiviso con l’ANFP per promuovere la cultura della sicurezza condivisa anche in ambito di sicurezza ambientale, sanitaria e alimentare.
Anche di recente sono venuti alla luce clamorosi sviluppi di indagine sul tema del corretto ciclo di recupero dei rifiuti e, di conseguenza, sulla concreta sostenibilità del modello di circolarità nel nostro paese che riguarda anche il tema delle discariche abusive e della loro bonifica o messa in sicurezza.
Basilicata, Campania, Lazio, Puglia, Sicilia, Toscana sono solo alcune delle ultime Regioni che si trovano a interrogarsi sulle fragilità del complesso sistema di gestione e recupero dei rifiuti e della loro possibile seconda vita e della minimizzazione del loro smaltimento in discarica come l’ultima Direttiva europea prevede.
L’Associazione nazionale insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (ANCRI) ha promosso un approfondimento tematico nel corso della puntata di martedì 4 maggio del programma Monitor condotto da Gaetano D’Arienzo grazie alla disponibilità dell’Editore di Italia 7 Giovanni Sciscione e del direttore generale dell’emittente e regista Fabrizio Manfredini.
Per trattare un tema così complesso sono stati coinvolti autorevoli relatori: dalle istituzioni europee a quelle italiane, dal mondo della Comunicazione alle Forze di Polizia, dal Mondo della Ricerca alle Aziende di Servizi Ambientali.
Attraverso contributi multidisciplinari, saranno tracciate le possibili relazioni tra gli indirizzi normativi, i cicli di gestione, il controllo pubblico e i ruoli tecnici operativi sul mercato, ma anche il grande business prodotto dalla gestione dei rifiuti speciali e le indesiderabili “attenzioni” del malaffare che si possono creare in un contesto fragile.
Un corretto ciclo di gestione dei rifiuti, soprattutto speciali, e un virtuoso sistema di controllo pubblico e privato, sono alla base di un patto solidale tra le Comunità che se intriso di illegalità, può avere dirette ripercussioni sulla sicurezza ambientale, sanitaria ed alimentare.
Sarà anche una opportunità per conoscere lo spessore professionale e l’impegno dei rappresentanti delle varie articolazioni nell’azione di prevenzione e contrasto del traffico delle ecomafie.

Interverranno il dott. Carlo Corazza responsabile e portavoce del Parlamento europeo in Italia, il dott. Daniele Fortini Presidente di Reti Ambiente SPA gestore unico del ciclo rifiuti dell’ATO costa (Pisa, Livorno, Massa Carrara e Lucca), l’ingegnere Valeria Frittelloni Responsabile del Centro Nazionale dei rifiuti e dell’economia circolare dell’ISPRA  e consulente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti,  l’ingegner  Paolo Ghezzi, responsabile scientifico del Master in Gestione e controllo dell’Ambiente: economia circolare e management efficiente delle risorse (GECA) alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, il Generale della Guardia di Finanza Ignazio Gibilaro, comandante interregionale dell’Italia meridionale che ha competenze su Campania, Puglia, Basilicata e Molise, Prefetto Stefano Laporta Il presidente dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) e del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, Dirigente Superiore della Polizia di Stato Giuseppe Linares Direttore del servizio Centrale Anticrimine che si occupa della lotta economica alle mafie, coordinando tutte le attività di prevenzione e sequestro dei beni, il dott. Giuseppe Sardu Presidente di Acque Spa un’azienda che ha oltre 500 dipendenti, estesa in 55 Comuni in cinque aree provinciali (Pisa, Lucca, Pistoia, Firenze e Siena), la giornalista  Fiorenza Sarzanini vice direttore del Corriere della Sera, il Prefetto Francesco Tagliente,  Generale dei Carabinieri Giuseppe Vadalà Commissario straordinario per la realizzazione degli interventi necessari all’adeguamento alla normativa vigente delle discariche abusive presenti sul territorio nazionale e il presidente dell’ANCRI Tommaso Bove, il Sindaco di Bracciano Dott. Armando Tondinelli, esperto in diritto dell’Amministrazione.

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Consorzi di bonifica, atteso il webinar di giovedì: verrà annunciato il protocollo d’Intesa con Banca Progetto e l’Anbi nazionale

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Anbi Lazio ha approvato il proprio bilancio consuntivo. Un bilancio lusinghiero, come lo ha definito, la presidente Sonia Ricci, che con il direttore della struttura Andrea Renna ha fatto il punto delle attività in essere e di quelle in programma nel breve periodo.

Come Anbi Lazio, ha tra l’altro commentato Sonia Ricci, attendiamo con molto interesse e curiosità il webinar della sede nazionale in programma giovedì prossimo 6 maggio.

Si tratta di una attività che, al di là del titolo: “INVESTIRE NELL’ACQUA PER UN’AGRICOLTURA PIU’ REDDITUALE, TERRITORI PIU’ SOSTENIBILI, PER LA TRANSIZIONE ECOLOGICA”, presenterà un protocollo d’Intesa molto atteso con Banca Progetto e la stessa Anbi nazionale, l’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue.

Il parterre degli intervenuti registra presenze di primo piano: insieme al Presidente, Francesco Vincenzi ed al Direttore Generale ANBI, Massimo Gargano, interverranno, coordinati da Nicola Saldutti, Caporedattore Economia Corriere della Sera, Giuseppe Pignatelli, Responsabile Divisione Imprese Banca Progetto; Dalila Nesci, Sottosegretaria Presidenza Consiglio Ministri; Francesco Battistoni, Sottosegretario Mi.P.A.A.F.; Claudio Durigon, Sottosegretario M.E.F; Paolo Fiorentino, Ceo Banca Progetto.

Il protocollo d’intesa con Banca Progetto è atteso in tutto il Lazio e non solo per poter pianificare delle attività di accesso al credito facilitato che i consorzi di bonifica avevano reclamato e richiesto da tempo.

Il momento è molto particolare per le nostre strutture – ha detto ancora Ricci – che non si sono mai fermate come tutti gli altri servizi essenziali ed hanno bisogno di facilitazioni finanziarie per contrastare il periodo attuale che insieme a qualche pregresso pesante ha bisogno di nuovi percorsi. Bene ha fatto quindi il direttore Gargano a volere realizzare questo impegno. Durante la riunione di venerdì scorso di Anbi Lazio, oltre ad approvare il proprio consuntivo, si è provveduto ad analizzare le opportunità di accentrare servizi per tutti i consorzi di bonifica laziali così come avvenuto con successo per la piattaforma telematica unica e la comunicazione. Anbi Lazio insieme a tutte le sedi associate deve riuscire a dare quel ruolo centrale per concertare scelte ed obiettivi a tutti i livelli. Lavorando insieme sui temi comuni – ha aggiunto il direttore Andrea Renna – rafforziamo il nostro ruolo e ci poniamo nei confronti degli Enti decisori con un piglio più adeguato alle risposte che dobbiamo avere inaugurando quelle intese che rappresentano la svolta per raggiungere in sinergia e collaborazione risultati nel settore della prevenzione e nella salvaguardia idrogeologica del territorio approfittando di assi e misure a vantaggio del settore irriguo.

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