Connect with us

Primo piano

ROBERTA RAGUSA: OMICIDIO VOLONTARIO E SOPPRESSIONE DI CADAVERE, CHIUSE INDAGINI

Clicca e condividi l'articolo

La uccise volontariamente per poi sopprimerne il corpo "al fine di assicurarsi l'impunità per l'omicidio"

Print Friendly, PDF & Email

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

di Chiara Rai

Pisa – Arriva la conclusione delle indagini sulla scomparsa di Roberta Ragusa Antonio Logli la notte del 14 gennaio 2012 costrinse "con violenza la moglie Roberta Ragusa a salire in auto" e poi la uccise volontariamente per poi sopprimerne il corpo "al fine di assicurarsi l'impunità per l'omicidio" e impedire "in modo permanente il ritrovamento" del cadavere. Lo scrivono il procuratore Ugo Adinolfi e il suo sostituto Aldo Mantovani nell'atto di notifica dell'avviso di chiusura indagini nei confronti dello stesso Logli.

Una convinzione è dunque quella della Procura rispetto all'accusa avanzata ad Antonio Logli i cui legali, adesso, dovranno acquisire tutti gli atti e preparare una strenua difesa.  

La certezza è soltanto una: Roberta Ragusa è scomparsa e il corpo non è stato ritrovato.

Esistono dei testimoni , Lozi, Campisi, Giovanna, i quali sostengono di avere visto e sentito la coppia discutere in strada e quindi è probabile che Roberta sia stata trascinata in macchina con violenza. La Procura parla di auto riferita a Logli probabilmente perché sono state rinvenute delle tracce rilevanti che non lascerebbero dubbi alcuni sulla dinamica di quella tragica notti di circa due anni e mezzo fa. 

Dopo quel momento regna il buio e l’incertezza. 

Inoltre i carabinieri dedicano particolare attenzione alla testimonianza di Silvana Piampiani. Casalinga, 58 anni, la donna vive con la mamma in via Gigli, la strada che più di via Dini, dove abitano i Logli, sembra conquistare un ruolo di luogo cruciale per la messa in scena di azioni su cui si poggia la tesi dell’accusa nei confronti di Logli.

 Silvana Piampiani, una vicina di casa e Filippo Campisi, vigile del fuoco hanno riferito ai carabinieri di avere visto Logli in via Gigli intorno all'1 di notte. Campisi, che stava tornando a casa dal suo turno di lavoro, ha riferito di aver sentito anche un urlo di donna. Tutto questo si aggiunge ai risultati dei test a cui sono stati sottoposti i cani molecolari che hanno fiutato la presenza di Roberta tra la sua abitazione e un punto preciso di via Gigli nei pressi della ferrovia.

La tenuta di Coltano (Pisa) ove in passato sono stati ritrovati diversi cadaveri. Si presta bene all'occultamento di un corpo poiché molto vasta, c'è un torrente che corre lungo i campi e non è molto frequentata. La frazione di Coltano è un piccolo borgo agricolo, antico possedimento mediceo, e costituisce una delle storiche Tenute in cui è suddiviso il Parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli.

Cinque cadaveri sono stati ritrovati in passato in quella zona, ma si è sempre trattato di prostitute. Può darsi anche che chi abbia ucciso Roberta, sempre che Roberta sia morta, abbia voluto nasconderla in quella zona boscata e abbandonata e far credere che anche la povera Ragusa sia stata vittima di un maniaco serial killer che ancora si trova in giro. Sui cordoni dunosi, che un tempo emergevano dalle paludi, si trovano le uniche fasce boscate della Tenuta. Non sembrerebbe quindi difficile occultare un cadavere da quelle parti

La scomparsa

Roberta Ragusa è svanita nel buio della notte fra il 13 e il 14 gennaio 2012, un venerdì e un sabato, da Gello di San Giuliano, alle porte di Pisa: con sè non ha portato nulla, né un cappotto, né la borsa con soldi e documenti, né un cellulare, né, tantomeno, i suoi gioielli più preziosi, due ragazzi che adorava, Daniele, all’epoca della scomparsa sedicenne, liceale al classico, e Alessia, undici anni. L’ultimo a vederla in quella gelida notte, la stessa in cui naufragò la Concordia al Giglio, è il marito, Antonio Logli, 49 anni, elettricista alla Geste, una partecipata del Comune di San Giuliano, e socio con lei ed il padre Valdemaro dell’autoscuola di famiglia, la Futura, una società in accomandita semplice.

Print Friendly, PDF & Email

Editoriali

Una democratura sovrana

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

Il fattaccio

L’Esecutivo pentastellato sopravvive e il Paese esala i suoi ultimi respiri. La sanità langue in stato pietoso, l’economia è in terapia intensiva e della giustizia è rimasto solo il ricordo. Il governo Conte canta vittoria e i cittadini piangono miseria.

La “sfiducia” rimane sempre in agguato

Il Senato ha votato e Conte ha avuto la sua fiducia di Pirro. La dissennata scelta di tirare dritto caparbiamente, nonostante l’esito risicato, conduce alla sconfitta finale e allora non basteranno i voti di Ciampolillo e Nencini a salvare la sua completa disfatta. Dalla votazione il governo Conte è uscito più debole di quanto si  pensasse. Inspiegabilmente i renziani si sono astenuti nella votazione ed il risultato finale di 156 Sì e 140 No, politicamente avrebbe dovuto convincere Conte che il suo esecutivo era arrivato a destinazione. Si deve, da oggi in poi, tirare semplicemente a campare senza mai abbassare la guardia perché la “sfiducia” rimane sempre in agguato.

Infortunio alla quarta gamba del governo Conte

A prova di ciò la notizia che Lorenzo Cesa, segretario generale dell’Udc, risulta indagato nell’ambito di una maxi operazione contro la ‘ndrangheta, condotta dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catanzaro. Ciò vuol dire che la probabile “quarta gamba” sulla quale confidava Conte è andata storta mentre il peggio incombe sempre dietro l’angolo. La Commissione Giustizia di palazzo Madama, prevista per mercoledì prossimo, non fa presagire nulla di buono per Conte. Turbolenze e vuoti di decisioni fanno tremare il transatlantico, facendo crollare certezze, inducendo PD a miti consigli.

Non un governo “grande” ma un “grande governo”

Recitava un vecchio spot pubblicitario: “Non un pennello grande ma un grande pennello”. In questo caso, anagrammando lo spot pubblicitario, con tranquillità si può asserire che in questa contingenza non ci vuole un governo grande, allargato, con quattro o più gambe. Ci vuole un grande governo, grande come qualità, come personaggi, veri politici capaci di un progetto per il Paese, grandi conoscitori. Tutto il contrario di quanto si sente parlare tra pseudo politici, deputati e senatori dell’ultima ora e cronisti e giornalisti allineati.

Conte errante tra la task force Colao e il “costruttore” Ciampolillo

Alfonso “Lello” Ciampolillo, fino ad ora ai più uno sconosciuto, si è rivelato essere un signore prestato alla politica, classe “politico dell’ultima ora”. Un personaggio che poco può contribuire, sembra, alla soluzione della crisi attuale. Di idee originali, poco tecniche e molto controverse, come la sua negazione della Xylella, quel batterio che ha messo in ginocchio i coltivatori della Puglia.

Ciampolillo “avrebbe salvato” gli uliveti semplicemente con “sapone e onde elettromagnetiche”. Il “costruttore” di cui si parla tanto questi giorni, fa sentire la sua, anche a proposito della mascherina anti-covid: “La mascherina è obbligatoria per limitare la diffusione del coronavirus ma in realtà blocca solo quello dell’influenza. Non vi sentite neanche un po’ presi in giro?” In contrasto con le raccomandazioni del governo, al riguardo delle vaccinazioni, il “responsabile Lello” si dichiara contrario alla  vaccinazione in quanto, secondo  lui,  “ci sono evidenze di danni collaterali, paralisi facciali, morti”. In alternativa alla vaccinazione suggerisce una dieta vegana. Questi ed altre “idee progressiste” formano il programma del succitato “costruttore responsabile”.

Qualcuno potrebbe obiettare dicendo: sono affari suoi, è libero di pensarla come vuole, siamo in democrazia. No, no e poi no perché al presente soggetto il governo Conte deve, al suo voto, anche se giunto oltre il “90esimo minuto”, la fiducia ottenuta al Senato. Importa e come ai cittadini perché il signor transfugo avanza certe pretese, stando a quanto si dice, a riguardo di una sua candidatura al Ministero dell’Agricoltura al posto di quello lasciato vacante dalla Bellanova. Se questa dovesse risultare la scelta di Conte, la conclusione non potrebbe essere che una, cioè: “Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei, e se so di che cosa ti occupi saprò che cosa puoi diventare. (Goethe)

Print Friendly, PDF & Email

Continua a leggere

In evidenza

ANCRI, un anno di impegno per le Pari Opportunità

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

*di Eliana Tagliente

Oggi ricorre per me un anno di Delega Nazionale alle pari opportunità ANCRI (da maggio 2019 sono anche membro del Comitato Pari Opportunità Regione Lazio del Gruppo FS). E’ un giorno di riflessioni su un anno difficile per tutti, che ci ha impedito di incontrarci e ci ha distratto dagli obiettivi.

Ripenso come a un episodio lontanissimo, ma che risale poi a solo un anno fa, a quando in tempi non sospetti con l’ANCRI abbiamo attirato l’attenzione della Commissione Pari opportunità Rai e la COMMISSIONE DI VIGILANZA DEI SERVIZI RADIOTELEVISIVI ottenendo la condivisone del Presidente della RAI – Marcello Foa – sulla necessità di evitare linguaggi che in qualche modo istighino alla violenza contro le donne nelle trasmissioni televisive.

Abbiamo portato l’attenzione sulle difficoltà che la burocrazia pone i disabili, mettendo sul piatto lo snellimento dell’accesso nelle ZTL alle persone disabili; focalizzato l’attenzione sul rinnovo delle patenti speciali e messo le basi perché si pensi ad agevolazioni alle aziende che lasciano lavorare serenamente, garantendogli parità di trattamento, persone affette da disabilità (anche per non pesare sui sussidi assistenziali).

Di questo ringraziamo Officina Stampa e la conduttrice Chiara Rai per il supporto

Eliana Tagliente ospite a Officina Stampa del 10/12/2020


L’Emergenza sanitaria ci ha frenati senz’altro ma non fermati


Da qui però una riflessione, l’emergenza sanitaria non ha fermato noi con i progetti, ma non ha fermato neanche la violenza contro le donne.Con il pensiero a chi in questo anno oltre alle difficoltà di tutti ha subito violenza, oggi la giornata non può che essere celebrata con la riflessione che mi ha lasciato la lettura di “un anno di Codice Rosso, reati spia e femminicidi” pubblicato nel 2020 dal Ministero dell’Interno in celebrazione del 25 novembre, giornata istituita dall’ONU (Risoluzione 54/134 del 17 dicembre 1999) come Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, considerando tale fenomeno una violazione dei diritti umani.
il 9 agosto 2019 (a 6 mesi dal lockdown totale che ha caratterizzato il 2020) è entrato in Vigore il Codice Rosso, che ha introdotto nuove fattispecie di reato e perfezionato meccanismi di tutela delle vittime, attraverso il potenziamento di strumenti d’indagine e dell’azione giudiziaria.

I Nuovi reati introdotti:

  1. Violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa (art. 387-bis c.p.);
  2. Costrizione o induzione al matrimonio (art. 558-bis c.p.), volto a contrastare il fenomeno dei cosiddetti matrimoni forzati e delle spose bambine;
  3. Diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, cosiddetto revenge porn (art.612-ter c.p.), che punisce, chi “dopo averli realizzati o sottratti, invia, consegna, cede, pubblica o diffonde, immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate”. La stessa pena si applica anche nei confronti degli eventuali condivisori che, avendo ricevuto o acquisito le immagini, le diffondano al fine di creare danno alle vittime. Aggravanti specifiche sono previste se il reato viene commesso all’interno di una relazione affettiva, se vengono usati strumenti informatici e se i fatti vengono commessi nei confronti di soggetti in stato di inferiorità fisica o psichica.
  4. Deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso (art. 583-quinquies c.p.), per cui è previsto l’ergastolo se dal fatto consegua un omicidio.
    Dal monitoraggio effettuato sul primo anno di vigenza del nuovo codice Rosso, che comprende appunto tutto il periodo di lock down totale (periodo considerato agosto 2019-agosto 2020), emerge che nella Regione Lazio sono stati commessi 46 delitti ex art. 612 ter c.p. (Revenge porn -diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti) con un’incidenza del 73% su vittime di sesso femminile (primato alla Lombardia con 141 casi ed un’incidenza femminile dell’82%, 209 delitti ex art. 387 bis c.p., (violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla per-sona offesa), più del Lazio solo la Sicilia con 231 casi.
    Un’analisi particolare è stata dedicata però ai cosiddetti reati spia, vale a dire tutti quei delitti che sono indicatori di violenza di genere, espressione dunque di violenza fisica, sessuale, psicologica o economica diretta contro una donna in quanto tale: gli atti persecutori o stalking (art. 612-bis c.p.), i maltrattamenti contro familiari e conviventi (art. 572 c.p.) e le violenze sessuali (art. 609-bis, 609- ter, e 609-octies c.p.). Analizzando il numero di reati commessi nel periodo gennaio-settembre 2020, confrontato con l’analogo arco temporale del 2019, è emerso che, nel periodo 2020 l’andamento è altalenante, con numeri comunque inferiori rispetto a quelli del 2019, ad eccezione dei maltrattamenti, che ha però subito un aumento a partire dal mese di maggio.
    Un approfondimento sull’età delle vittime dei reati di specie, evidenzia come la maggior parte delle donne vittime di violenza abbia un’età compresa tra 31 e 44 anni.
    Le donne uccise in ambito familiare/affettivo sono vittime, nella maggior parte dei casi, di partner o ex partner, negli altri casi risultano uccise per mano di genitori o figli.
    Il trend dei due periodi (gennaio-settembre 2019 e gennaio-settembre 2020) mostra invece un aumento dell’incidenza delle vittime donne in ambito familiare/affettivo (dal 62% al 70%).
    Soprattutto il primo periodo di lockdown totale ha costretto molte donne alla convivenza prolungata con i propri aggressori, lì dove la violenza avviene proprio tra le pareti domestiche.
    La Presidente Carnieri Moscaelli del Telefono Rosa parla di ben 86 femminicidi nel 2020, 10 in più rispetto al 2019.
    Certamente la convivenza forzata con gli aggressori, spesso proprio parte del nucleo familiare, non ha aiutato le vittime, spesso impossibilitate anche a raggiungere le forza dell’Ordine o a chiedere aiuto alle tante associazioni presenti sul territorio.
    Sempre la Presidente Moscatelli, in un’intervista riportata lo scorso 2 gennaio su “La Provincia di Crema”, riferendosi proprio agli effetti del lockdown sugli episodi di violenza ha detto: “Durante il lockdown abbiamo assistito a un climax elevato di odio nei confronti delle donne, sfociato in ripetuti atti di violenza, vessazioni, abusi e femminicidi. Le donne sono state il bersaglio più colpito, senza esclusione di colpi. Lasciate purtroppo sole e indifese a combattere una battaglia dura”……”quello che vogliamo come Telefono Rosa, come donne, come madri e figlie è un impegno concreto, un programma a lungo termine che con interventi seri e mirti possa davvero sconfiggere la violenza. Per farlo serve che tutti e soprattutto le Istituzione e la politica abbiano la voglia di collaborare attivamente. Dobbiamo creare tavoli di lavoro, formare giovani educare al rispetto.
    L’educazione al rispetto credo parta proprio dalla conoscenza del problema.

*Delegata Nazionale alle Pari Opportunità dell’Ancri

Print Friendly, PDF & Email

Continua a leggere

Salute

Covid-19, varianti inglese e sudafricana: potenziale maggiore mortalità e timori scientifici (non confermati) di maggiore resistenza ai vaccini esistenti

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

Non sono solo le nuove evidenze riferite da Londra di una potenziale maggiore mortalità della cosiddetta variante inglese del coronavirus a preoccupare sul fronte degli ultimi sviluppi dell’emergenza Covid. Matt Hancock, ministro della Sanità del governo di Boris Johnson, ha infatti evocato nelle ultime ore anche il timore scientifico – non confermato, ma possibile – che un’altra variante recente, quella sudafricana, possa rivelare maggiore resistenza ai vaccini esistenti, fino “al 50%” rispetto al ceppo originario dell’infezione.

La cosiddetta variante inglese del Covid non è solo più contagiosa del ceppo originario, ma stando agli ultimi dati e “segnali” elaborati dagli esperti potrebbe essere anche più mortale.

Lo ha detto nella conferenza stampa di giornata a Downing Street il premier britannico Boris Johnson, citando un’indicazione corretta da parte degli scienziati a questo proposito, sulla base di alcune prime evidenze registrate in questo senso.

Il video servizio sulla variante brasiliana del Covid19 trasmesso a Officina Stampa del 21/01/2021

Biden: ‘Crisi si sta aggravando, agire è un obbligo morale’ – “La crisi si sta aggravando, non possiamo e non consentiremo che la gente diventi affamata, sia sfrattata o perda il lavoro per una colpa non sua. Agire è un obbligo morale, un imperativo economico”: lo ha detto il neopresidente Joe Biden presentando due nuovi ordini esecutivi. “I benefici degli aiuti saranno superiori di gran lunga ai loro costi”, ha aggiunto.

La Germania ha superato la soglia dei 50.000 morti dall’inizio della pandemia di coronavirus. Lo ha comunicato l’Istituto Robert Koch, l’ente di stato che si occupa del controllo delle malattie infettive, nel suo bollettino quotidiano.
“In Italia sono stati vaccinati prima i sanitari, e questo funziona più velocemente”. Lo ha detto il ministro della Salute Jens Spahn, in conferenza stampa a Berlino, in un passaggio dedicato al confronto con altri paesi sulla velocità delle vaccinazioni anti-covid. Spahn ha sottolineato che la Germania ha iniziato invece con i pazienti molto anziani e le case di cura. Nei giorni scorsi la stampa tedesca ha tessuto le lodi della velocità con cui l’Italia sta procedendo alla vaccinazione della popolazione. E’ stato registrato il primo caso di variante brasiliana in Germania. Lo hanno reso noto le autorità locali.

Usa -“La mancanza di sincerità e di fatti sul fronte della pandemia è costata molto probabilmente vite umane”: è il nuovo affondo del virologo Anthony Fauci contro l’amministrazione Trump. “Non è un segreto”, ha affermato l’immunologo che ha fatto parte della task force anti-Covid della Casa Bianca di Trump: “Ci sono state molte divisioni, c’erano dati di fatto molto, molto chiari che sono stati messi in discussione. Così la gente non si è fidata di quello che le autorità sanitarie andavano dicendo”. Il numero dei decessi per Covid negli Stati Uniti è pari, fino a giovedì, a 405.400 ed ha superato i 405.399 morti americani fra militari e civili nella Seconda Guerra Mondiale, secondo quanto emerge dal conteggio della Johns Hopkins University.

La Francia ha annunciato stasera che a partire da domenica a mezzanotte tutti i viaggiatori all’interno dell’Unione europea dovranno avere – prima della partenza per la Francia – il certificato di un tampone molecolare negativo effettuato 72 ore prima della partenza. Il tampone sarà obbligatorio – si apprende dall’Eliseo – per “tutti i viaggi non essenziali”. Restano esentati dall’obbligo i lavoratori transfrontalieri e quelli del trasporto via terra.

La Danimarca, che richiede un test negativo al Covid-19 nelle 24 ore precedenti per tutti i viaggiatori che arrivano in aereo, ha sospeso i voli dagli Emirati per cinque giorni. Il motivo: il sospetto di irregolarità nei test. Lo ha annunciato il governo danese. Mentre altre destinazioni turistiche applicano pesanti restrizioni per controllare la crisi sanitaria, Dubai sta tenendo le sue porte spalancate ai turisti. Il paese nordico, con i suoi 5,8 milioni di abitanti, ha imposto restrizioni drastiche dalla fine di dicembre per combattere la nuova ondata della pandemia ed è particolarmente preoccupato per le nuove varianti del coronavirus.

L’Ungheria ha firmato un accordo per acquistare “grandi quantità” di vaccino russo, sebbene non sia stato ancora esaminato dalle autorità sanitarie europee. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Peter Szijjarto, in visita a Mosca, in un video pubblicato sul suo account Facebook. “I dettagli verranno forniti più tardi”, ha aggiunto. Ieri il Russian Direct Investment Fund (il fondo sovrano russo) aveva annunciato l’approvazione dello Sputnik V da parte dell’Istituto Nazionale di Farmacia e Nutrizione dell’Ungheria (OGYÉI). L’Ungheria è diventata così il primo paese dell’Unione Europea ad autorizzarne l’uso.

In Russia sono stati registrati 21.513 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore. Lo fa sapere il centro nazionale per la lotta al Covid. I casi totali salgono così a quota 3.677.352. I morti sono stati invece 580, per un totale ufficiale di 68.412 vittime. Lo riporta la Tass.

Il centro di Pechino è coinvolto in un ciclo di test di massa anti Covid-19 per un totale di quasi 2 milioni di persone. Il distretto di Dongcheng ha organizzato un programma per controllare tutti i suoi 790.000 residenti tra oggi e domani. Quello vicino di Xicheng, che conta circa 1,14 milioni di abitanti, si è organizzato per completare un piano simile nello stesso periodo di tempo, allo scopo di contrastare i rischi dei casi importati di coronavirus. Lo stesso distretto, secondo i media locali, aveva in precedenza condotto quattro round di test sulla popolazione considerata più ad alto rischio. Sui social media in mandarino circolano numerosi video con le lunghe file fatte di centinaia di persone in fila in attesa del test, ad esempio in Wangfujing Street, nel distretto di Dongcheng. Pechino ha finora organizzato i controlli agli acidi nucleici sugli 1,71 milioni di residenti del distretto di Daxing e sugli 1,23 milioni di quello di Shunyi, rispettivamante a sud e a nordest della capitale, entrambi vicini agli aeroporti. La capitale, intanto, ha registrato giovedì tre nuovi casi di Covid-19 di trasmissione domestica, tutti nel compound residenziale di Ronghui, a Daxing. In aggiunta, la Commissione sanitaria municipale ha menzionato un ulteriore asintomatico e due contagi importati.

Il Messico, quarto Paese al mondo più colpito dalla pandemia di coronavirus, ha registrato un nuovo record di morti e contagi, secondo le autorità sanitarie locali. Nelle ultime 24 ore sono stati conteggiati 1.803 decessi, portando il bilancio totale delle vittime a 146.174 nel Paese nordamericano da 128 milioni di abitanti. Solo gli Stati Uniti, il Brasile e l’India hanno registrato più morti per Covid-19. Il numero di nuovi contagi tra mercoledì e giovedì si è attestato a 22.339, portando il totale in Messico a oltre 1,711 milioni dall’inizio della crisi sanitaria.

Ancora una giornata con oltre mille morti di Covid-19 in Brasile: le vittime nelle ultime 24 ore sono state 1.335, che fanno salire il bilancio totale a 214.228. Quasi decuplicati i decessi in Amazzonia, rispetto a dicembre: sono passati da 12 a 118 in media al giorno. I nuovi contagi da coronavirus in Brasile sono stati 59.946 in 24 ore, per un totale di 8.699.814 dall’inizio della pandemia.

La Colombia ha superato oggi la soglia dei 50.000 morti per la pandemia da coronavirus. Lo ha reso noto il ministero della Salute a Bogotà. L’ultimo rapporto quotidiano ministeriale, infatti ha segnalato il decesso di 395 contagiati, per cui il numero totale dei morti da marzo è arrivato a quota 50.187. Per quanto riguarda invece i contagi, i positivi delle ultime 24 ore sono stati 15.366, portando il bilancio generale a 1.972.345 casi riscontrati su tutto il territorio nazionale. Le zone più colpite dalla pandemia, segnala infine la nota ministeriale, sono Bogotá (576.011 casi) seguita dai dipartimenti di Antioquia (312.640), Valle del Cauca (159.546) e Atlántico (108.352).

Print Friendly, PDF & Email

Continua a leggere

I più letti