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Castelli Romani

Rocca di Papa, migranti al Mondo Migliore: il sindaco Crestini scrive a Papa Francesco

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ROCCA DI PAPA (RM) – A fornire aggiornamenti sulla situazione migranti a Rocca di Papa è direttamente il sindaco Emanuele Crestini: “Nelle prime ore di questa mattina, abbiamo appreso dalle agenzie di stampa e dai telegiornali che circa cento dei migranti a bordo della nave Diciotti, per volontà della Santa Sede, saranno ospitati a “Mondo Migliore”, Centro di Accoglienza Straordinaria (CAS) che si trova qui a Rocca di Papa.

Quella della Diciotti rappresenta l’ennesima tragedia umanitaria che è stata oggetto di un braccio di ferro politico a livello nazionale ed europeo. Le persone a bordo della nave sono state ferme lì, senza conoscere il proprio destino per giorni. Finalmente, la situazione si è sbloccata. Non abbiamo ricevuto comunicazioni ufficiali del Ministero degli Interni o della Prefettura, ma la decisione di ospitare i migranti a “Mondo Migliore” è una precisaindicazione personale di Papa Francesco. Sua Santità ha infatti dichiarato che i migranti verranno inseriti immediatamente in un percorso di integrazione, focalizzato sull’apprendimento della lingua italiana. “Mondo Migliore”  è un centro di accoglienza autorizzato dalla Prefettura ed è il fiore all’occhiello a livello internazionale, così come riconosciuto più volte da figure di spicco, specialmente sotto il profilo della sicurezza.

Rispetto la decisione del Santo Padre, che ha lavorato assieme al Ministro degli Interni per risolvere una questione politicamente difficile. Per quanto riguarda Rocca di Papa, ci stiamo già attivando, in coordinamento con la Prefettura e la cooperativa che gestisce il centro per continuare a garantire il massimo controllo sul territorio, per evitare eventuali disagi alla cittadinanza.

Questa mattina ho inviato una lettera al Santo Padre, con la quale ho ricordato che Rocca di Papa è sempre stata pronta ad accogliere e a sostenere coloro che si trovano in una situazione di difficoltà. In particolare, il mio pensiero si posa sui tanti minori che abbiamo avuto modo di aiutare e collocare in strutture sicure, dove hanno trovato un luogo dove crescere sereni. In questo, si è creata una rete di solidarietà, formata da cittadini e associazioni locali, sostenuta dall’Amministrazione Comunale, grazie alla quale è stato possibile attivare numerosi progetti di inclusione. Nella lettera ho anche avuto il piacere di invitare Papa Francesco nella nostra cittadina”.

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Rocca di Papa, migliorano le condizioni del sindaco

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ROCCA DI PAPA (RM) – “Le condizioni dell’apparato respiratorio del Sindaco Emanuele Crestini sono migliorate e ciò permetterà venerdì ai chirurghi di portarlo in sala operatoria per interventi di rimozione dei tessuti necrotici ed iniziale copertura con cute proveniente dalla banca della pelle”. Lo comunica in una nota la Asl Roma 2 in merito alle condizioni del sindaco di Rocca di Papa ricoverato presso il Centro Grandi Ustioni dell’ospedale Sant’Eugenio.

Nel tardo pomeriggio di oggi era circolata la notizia, poi rivelatasi falsa, che il sindaco fosse deceduto.
Crestini, è rimasto coinvolto nell’esplosione avvenuta lo scorso 1giugno sul corso di Rocca di Papa a causa della rottura di una tubatura del gas durante alcuni lavori della Italgas. Distrutta la facciata del Comune e diversi feriti .

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Albano Laziale, contrasto alla violenza: nasce il progetto “Pharos”

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ALBANO LAZIALE (RM) – Conto alla rovescia per la presentazione ufficiale del progetto “Pharos” mirato al contrasto della violenza, a cura delle associazioni “Gens Albana” e “In Medias Res”.

Il prossimo 21 giugno alle 20 a Roma presso il Golf Club Fioranello di via della Falcognana, un gruppo di professionisti presenteranno il progetto pilota in occasione dell’evento organizzato dall’associazione “Gens Albana” per il terzo anniversario di attività.

“Le professioni d’aiuto spesso sono rivolte alle vittime, a coloro che non sono in grado di gestire autonomamente un vissuto di dolore, a chi disperatamente si trova inserito in un vortice confusivo e disarmante, a chi non è in grado di trovare una via d’uscita. – Dichiarano gli organizzatori dell’evento – Chiunque – proseguono – può vivere un momento di empasse, chiunque può trovarsi coinvolto in vissuti disarmanti la cui direzione spesso disorienta e porta a vissuti inaspettati. Spesso si ragiona per categorie e ruoli: vittime, autori di reato, maltrattante, maltrattato dimenticando che ciascuno di “noi“ è frutto di una storia, la “propria“ storia il cui esito è sconosciuto e le cui origini sono spesso inconsapevoli. L’approccio che ci si pone è quello di portare avanti una visione poliedrica degli eventi violenti che gravitano intorno al nostro vivere quotidiano. Lavorare sul maltrattante significa ridurre i maltrattamenti, da ciò si deduce che i due aspetti sono strettamente connessi. Quanti di noi si sono domandati che cosa accade nell’animo di un “uomo“ che agisce violenza su un altro uomo? Il limite che abbiamo ravvisato, ciascuno nel nostro profondo, e che spesso sviluppiamo una maggiore sensibilità nei confronti delle persone che subiscono violenza, quasi mai o raramente, l’attenzione è rivolta a chi agisce violenza, al vissuto che gli si agita dentro, e alle storie personale che gli appartengono, spesso costellate da altrettanti vissuti di violenza. Tale riflessione non è assolutamente orientata a sminuire o giustificare i comportamenti violenti, la cui manifestazione è da condannare senza “se“ e senza “ma“. Si intende far riflettere su quanto sia importante non perdere di vista ciò che c’è oltre il comportamento violento per evitare che esso venga messo in atto. Chi agisce violenza è stato spesso vittima di violenza. Cosa sarebbe potuto accadere se si fosse intervenuti in maniera tempestiva su quella persona? È possibile evitare che i comportamenti violenti vengono messi in atto!? È possibile prevedere e/o prevenire la manifestazione di comportamenti violenti? La risposta a queste domande è da ricercarsi nel senso di responsabilità comunitaria per la quale, ciascuno ha il dovere di riconoscere eventuali fattori di rischio onde evitare la manifestazione dell’atto violento. Quindi riteniamo sia importante creare una comunità “competente” capace di intercettare il rischio, segnalarlo e consentire un possibile trattamento. Questo l’obiettivo di Pharos, un gruppo di professionisti che presenteranno un progetto pilota in occasione dell evento organizzato dall associazione “Gens Albana” per il terzo anniversario di attività”.

“E’ un progetto ambizioso – dichiara Cinthia Vercelloni presidente di Gens Albana – che insieme all’ Associazione “In Medias Res” stiamo cercando di portare avanti. Sino a quando gli interventi riguarderanno solo le vittime di violenza, non potremmo pensare che il problema sia risolto, ma sarà solo spostato. Credo fortemente che sia una battaglia da farsi. “Una tutela per le vittime”. Ringrazio tutto il gruppo di lavoro per la professionalità, l’impegno e la disponibilità profuse nelle persone della dottoressa Maria Cecilia Russo, specialista in scienze criminologiche, il mediatore penale Clementina Iuculano, il dottor Alfredo De Risio docente di psicopatologia forense preso la LUMSA, la dott.ssa Rosj Guido psicoterapeuta Ctu e perito e l’avvocato Francesca Andreani”.

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Castelli Romani

Rocca di Papa, gas Radon a villa Barattolo: si trasferiscono i Guardiaparco

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ROCCA DI PAPA (RM) – È emergenza gas radon nella sede del Parco dei Castelli Romani a Rocca di Papa dove i valori registrati sono addirittura superiori del 600 percento circa rispetto al limite stabilito per legge. Si trasferiscono in altra sede i guardiaparco per permettere la messa in sicurezza di villa Barattolo che ospita gli operatori regionali.

Giovedì 20 giugno 2019 a Officina Stampa l’approfondimento sul gas Radon. Ospite in studio l’ing. Corrado Colizza

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