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Rocca Priora, elezioni: Intervista a 360° ad Antonio Fioritto

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Antonio Fioritto, classe 1967, sposato papà di Federica e Flavio, candidato al consiglio comunale di Rocca Priora per la lista Fare Rocca Priora per Claudio Fatelli sindaco.
Un incontro davvero piacevole intervallato tra mille strette di mano ed abbracci: sono anni che ci metto la faccia sia nel mio lavoro sia nella politica, ci dice con grande enfasi.
E già: dopo quattro mandati consecutivi da consigliere comunale si ripresenta per continuare a fornire la sua esperienza, la sua professionalità ed aggiunge: a chi dice che sono “vecchio” rispondo: e meno male. Ma se ancora sono uno tra i più votati è perché le persone si fidano e si affidano a me.
Da questa sua affermazione prendiamo spunto per la prima domanda: Antonio venti anni di consiglio comunale, cosa ti spinge ancora oggi a farlo?
Il mio amore per la città – ci dice con il sorriso – un amore per questo territorio. Sono animato da una voglia di FARE per la mia città per i miei concittadini.
Qualcuno imputa alle vecchie amministrazioni un immobilismo ma tu che oltre ad essere un rappresentante delle istituzioni cittadine sei anche uno dei più affermati professionisti di Rocca Priora, e non solo, cosa rispondi?
Rocca Priora ha avuto uno sviluppo davvero massiccio. È cambiata in meglio, certo esistono ancora alcune lacune da colmare, alcune strutture da potenziare ma rendiamoci pure conto che negli ultimi 30 anni è passata da poco più di 8000 abitanti a quasi 13000. Quindi parlare di un “non sviluppo” partendo da dati che provengono dall’ISTAT è davvero non voler vedere quanti sacrifici e quanto lavoro si sia prodotto dentro Palazzo Savelli.
In un incontro dove mi hai invitato come moderatore hai incentrato la serata su tre temi davvero importanti: Sicurezza, strade e presenza sul territorio. Ci dici anche qui quali sono le tue idee in tale ambito?
La presenza, come hai visto qui oggi, te la evidenzia il numero di persone che ogni giorno mi contatta ed io ho la voglia di ascoltare e di mettermi ogni volta in gioco con loro.
Lo faccio animato da uno spirito di servizio a cui sono stato educato da una sana politica. Avrai pure visto che ho creato un gruppo di lavoro con a capo quello che io definisco in modo scherzoso “il mio erede politico” Pier Matteo De Lucia, un ragazzo di 32 anni laureato in economia che frequenta un master in management aziendale. Da questo gruppo di lavoro conto di creare e di mettere a disposizione di Rocca Priora uno strumento capace di creare la classe dirigente del futuro.

Un’idea davvero eccezionale e per gli altri due punti, sicurezza e strade?
Con Claudio Fatelli (il candidato sindaco della lista Fare Rocca Priora nds) ci siamo presi un impegno solenne: completare le opere di fognature a Rocca Priora. Un impegno serio, diretto da completare in questi cinque anni. Non una sfida ma un lavoro programmato che deve essere compiuto con attenzione e rispetto nei confronti di tanti, troppi cittadini che ancora attendono l’ultimazione dei lavori.
E poi la sicurezza: oggi noi politica, noi amministratori abbiamo il dovere di garantire alle cittadine, ai cittadini, alle loro famiglie di sentirsi sicuri dentro casa e per le strade.
Terremo alta la guardia e metteremo in campo ogni strumento per aumentare i livelli di sicurezza nella nostra città.

Una provocazione, me la consenti? E se ti dico Ospedale Cartoni che mi rispondi?
Ti rispondo secco: deve tornare ad essere Ospedale vero e proprio con un suo Pronto Soccorso.
È una struttura antica ma è stata in grado per decenni di garantire a migliaia di persone una assistenza superlativa. Deve tornare ad esserlo.

Si parla tanto di Valle Latina: tu ci vivi, ci lavori quale deve essere le linee guida per questa espansione?
Al di là dell’attenzione doverosa al territorio bisogna mettere in atto ogni strumento tale da garantire innanzitutto luoghi di aggregazione, luoghi di commercio, ogni struttura che consenta un rapido collegamento con il centro storico. Compito nostro, come amministrazione, sarà quello di fare in modo che Rocca Priora venga percepita e considerata come una sola città. Centro Storico, Colle di Fuori e la Piana debbono diventare ancora di più una città unita e capace di produrre ricchezza per tutti.
Tu, nell’ultima amministrazione, sei stato assessore al Bilancio e con Claudio Fatelli, assessore ai Lavori Pubblici, avete messo in cantiere molte opere che rientrano nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, meglio noto come PNRR. Una perla il nuovo complesso scolastico. È stato difficile?
Abbiamo dovuto rimboccarci le maniche ma abbiamo messo in moto un meccanismo che consentirà a molte famiglie di poter avere una scuola all’avanguardia e che risponde a criteri di sicurezza estremamente avanzati.
Lo sai io sono un geometra e, nei limiti del possibile, ho seguito le varie progettazioni e ti posso garantire che tutto quello che è stato messo in atto lo abbiamo fatto con un solo ed unisco scopo: Rocca Priora merita il meglio e lo meritano i suoi cittadini.

Sai bene che alla fine delle domande io ti presto qualche minuto la bacchetta magica e ti concedo due desideri, uno per te e per la tua famiglia ed uno per Rocca Priora. Che mi dici?
Guarda ho letto qualche tua intervista e ti rispondo così: Rocca Priora è la mia famiglia e quindi voglio regalare questi due desideri alla mia città, per i miei cari l’augurio che mi faccio è la serenità e non credo ci sia qualcosa di più da poter chiedere. Mentre per Rocca Priora vorrei poter dire un giorno: è al top dei Castelli Romani. E come secondo desiderio, ma sul quale sto già lavorando, vorrei poter regalare uno sportello di ascolto per i cittadini in grado di poter recepire le loro richieste in modo immediato.
Hai detto “ci sto già lavorando”, cosa vuoi dire?
Pier Matteo sarà la persona che seguirà tale progetto perché il mio impegno per Rocca Priora vuole essere concreto come lo è da sempre.

Un grazie immenso ad Antonio Fioritto per l’energia e la carica che mi ha trasmesso ma mentre sto chiudendo l’intervista con lui arriva Pier Matteo De Lucia, quello che lui definisce “il suo erede” ed ovviamente non potevamo farci scappare la domanda: Pier Matteo hai una grossa responsabilità, l’erede politico di questo “vulcano” che è Antonio Fioritto.

Pier Matteo De Lucia

Ne vado orgoglioso perché è l’ennesima riprova della volontà di proseguire un progetto politico che ha rilanciato la nostra città. Lo faccio davvero con l’animo carico di energia perché Rocca Priora ha bisogno di persone in grado di FARE.

Il mio grazie si raddoppia: un grazie immenso ad Antonio Fioritto ed un grazie a Pier Matteo.

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Frascati, Libri in Osteria: Michele Bovi presenta “Anche Mozart copiava”

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Nel raccontare i pomeriggi di Libri in Osteria c’è sempre un carico forte di emozioni.
Piazza dell’Olmo e l’Osteria, già da soli, ti portano in una dimensione onirica davvero speciale.
Poi appaiono dietro i tavoli “spartani”, li chiama cosi la sempre elegante e sorridente padrona di casa, Emanuela Bruni, due giganti della musica e della televisione, Paolo Dossena e Michele Bovi: stasera (ieri per chi legge nds) l’incantesimo è completo.
Si parte dal titolo del libro che, lo stesso Michele Bovi, presenta a Frascati: Anche Mozart copiava e plagiava i Beatles.
“Infatti, spiega Bovi, è sempre difficile capire chi copia chi” e la conclusione della tesi che emerge dal libro, grazie al fattivo contributo di due avvocati, Giorgio Assumma e Gianpietro Quiriconi, del criminologo, Vincenzo Mastronardi, del musicologo, Girolamo De Simone e del cosiddetto “melomanipolatore” Nicola “DjBatman” Battista è semplice: “fascinazione, spiega un sorridente Michele Bovi, in fondo se guardiamo il mondo della musica, anche nelle stesse posture di molti esecutori, si nota con estrema chiarezza l’essere affascinati da chi li ha preceduti”.
Cita a proposito la somiglianza nella gestualità tra Victoria de Angelis dei Måneskin e la bassista del gruppo punk inglese The Killjoys, Ghislaine “Gil” Weston ed aggiunge “tra queste due bravissime bassiste c’è una gestualità simile segno sicuro di una fascinazione avvenuta su Victoria da parte di Gil”.
La simpatica chiacchierata prosegue raccontando un Mozart copione “in fondo ai suoi tempi sui pezzi c’era scritto alla maniera di, e prosegue, anche i Beatles e Paul Mc Cartney vennero fascinati da Mozart”.
Il racconto diventa sempre più interessante: “George Martin, racconta Bovi, in un video pubblicato sulla pagina facebook dei mitici Abbey Road Studios racconta di un divertito Paul Mc Cartney che sullo spartito originale di Yesterday, dapprima mise il suo nome poi quello di John Lennon, di seguito quello di George Martin stesso e, ridendo, aggiunge il nome di Mozart”.
Un applauso deciso accompagnato dalle risate saluta questa perla raccontata dal “papà” di Techetechetè e di altri fantastici spettacoli di Mamma Rai.

Michele Bovi mostra una pagina del Corriere della Sera

Ma nel clamore generale tira fuori una pagina del Corriere della Sera dove legge un simpatico avvenimento: “sapete qualche giorno fa uno studente della Bocconi è stato scoperto a copiare. È stato bloccato per 6 mesi durante i quali non potrà sostenere alcun esame ma nel caso in cui dedicasse il suo tempo ad opere di bene pentendosi del fatto la pena sarebbe ridotto a tre mesi. Ma volete sapere il perché di tutto cio? La Bocconi riconosce come grave illecito il plagio. Ovvio, aggiunge, sembra più la solita storia del colpisci uno per educarne cento ma sfido chiunque oggi a non copiare o non farsi fascinare da chi lo ha preceduto.”
La serata prosegue con le “ispirazioni sanremesi”, le chiama così, passando ad un Tony Renis che nel 1963 venne denunciato per plagio. “Sapete cosa disse, aggiunge Bovi, dopo tanti anni è difficile scrivere qualcosa di originale. Potete immaginare ora con altri 60 anni di musica leggera.”
Emanuela Bruni, che stasera torna a vivere, per sua stessa ammissione, i ricordi della musica della sua giovinezza chiede: Ma pure Claudio Baglioni è stato accusato di plagio?
Qui l’istrionico Michele Bovi dona il meglio di se: “Certo Emanuela e sai chi lo salvò? Il sindaco di Ariccia che nella causa scaturita dalla denuncia di Ricky Gianco affermo che l’anno prima della pubblicazione lo stesso Baglioni, al festival della Porchetta di Ariccia aveva presentato il brano e che quindi le accuse di Gianco dovevano ritenersi completamente non veritiere”.
Poi Paolo Dossena, uno dei più grandi produttori italiani, oggi patron dell’etichetta Compagnie Nuove Indye (Almanegretta, Agricantus, Radiocanto, etc) apre il cassetto dei ricordi e racconta: “… ero un giovane dirigente in RCA. Gli americani hanno sempre preteso un successo immediato dei pezzi che producevano. Un giorno mi chiamano e mi chiedono perché stavamo continuando a produrre due artisti che con i primi due album non avevano avuto ancora successo. Mi chiesero di “tagliarli” ma sapete chi erano? Lucio Dalla, che aveva iniziato la carriera come sassofonista di Gino Paoli, e Renato Zero. Per fortuna che non gli ho dato ascolto”.
L’atmosfera che si respira in piazza dell’Olmo è di certo un continuo ricordare geni e personaggi che hanno lasciato una traccia indelebile nel panorama musicale nazionale ed internazionale.

nella foto da sinistra Michele Bovi e Paolo Dossena

Paolo Dossena ha collaborato con artisti del calibro di Dalida, Charles Aznavour, “l’armeno” ricorda lo stesso Dossena.
E poi ancora Alain Barriere, Sylvie Vartan “donna straordinaria e soprattutto di una delicatezza e raffinatezza unica, ci ha legato un’amicizia profondissima” racconta commosso Paolo Dossena.
La parola poi torna a Michele Bovi che racconta il Far West dei diritti d’autore italiani negli anni sessanta: “gli artisti ci hanno rimesso e la responsabilità forte, dice, ricade nelle case di produzione che grazie a ciò hanno fatto miliardi” e cita i casi di Gino Paoli “i suoi pezzi venivano firmati da Mogol” e di Guccini “ci ha messo più di trent’anni per tornare ad essere proprietario dei diritti d’autore di Auschwitz”.
“Ma, aggiunge, ciò deriva da una cattivissima abitudine nata già nei primi del ‘900 negli Stati Uniti: la musica italiana, i classici italiani sono stati prodotti, negli Stati Uniti, da Cosa Nostra facendole firmare da americani. Pezzi come Santa Lucia che facevano parte della tradizione melodica italiana diventano brani americani che poi tornano in Italia e noi ne facciamo una cover con Celentano, roba davvero incredibile”.

l’elegantissima Emanuela Bruni con la copia del libro “Anche Mozart copiava” e Michele Bovi

Ed in fondo, spiega poi Paolo Dossena, autore tra l’altro di molti brani di Patty Pravo, tra tutti Pazza Idea e I giardini di Kensigton, spiega che ormai la comunicazione invasiva sta creando una situazione di cui origine stessa è proprio questa totale contaminazione che è figlia di una globalizzazione mondiale: “scoprire oggi chi è l’autore della scintilla che genera un brano è diventato davvero quasi impossibile proprio sono migliaia le contaminazione a cui tutti siamo soggetti.”
E poi ci racconta come nacque l’album Pazza Idea: “10 tracce ma non me ne piaceva nessuna. Mi chiudo con Patty Pravo in un piccolo studio ed in una notte buttiamo giù Pazza Idea. Arriva Ulli (Giovanni Ulli paroliere italiano nds) al quale il testo non piace minimamente. Fui gentile: lo invitai ad andarsene!”
Un grande applauso sommerse un sorridentissimo Paolo Dossena che si emoziona a questo ricordo.
In conclusione della serata si ricordano i 100 anni dalla morte di Giacomo Puccini e Michele Bovi chiude raccontando due aneddoti: “Sapete Sir Andrew Lloy Webber, autore di musical come Fantasma dell’Opera, Jesus Christ Superstar, Evita, Cats, è uno degli autori che ha attinto a mani basse dalle opere pucciniane ma non è mai stato oggetto di una causa di plagio, sapete perché? Agli eredi di Puccini non importa” e chiude ricordando il finale di Turandot scritto da Franco Alfano ma aggiunge: sapete qualche tempo una azienda che si occupa di intelligenza artificiale disse di avere realizzato grazie ad essa il finale dell’opera. Sapete quale fu la risposta a tale azienda … ve la lascio solo immaginare”.
Si conclude davvero con estrema simpatia questo pomeriggio con queste due colonne della storia della musica e della televisione italiana, Paolo Dossena e Michele Bovi.
Ma nel salutare Paolo Dossena ripercorriamo con lui i momenti splendidi della sua collaborazione con Iolanda Gigliotti, Dalida.

un emozionatissimo Paolo Dossena

C’è emozione nei suoi occhi ed è palpabile ed il ricordo va ad un altro grande amico di Dossena, Luigi Tenco, “scomparso troppo in fretta”, ci dice e poi insieme chiudiamo gli occhi rivedendo Dalida che ogni volta che canto dopo la morte di Tenco Ciao amore, ciao “lo faceva ad occhi chiusi perché, ci racconta Dossena, Iolanda così cantava abbracciando ancora un volta il suo Luigi”.

nella foto, tra gli altri, Mario Gori, CEO di Miss Italia Lazio, e l’ex sindaco di Frascati, Stefano Di Tommaso

Grazie a Libri in Osteria, grazie all’ospitalità di Remigio Sognatesori e della sua Osteria dell’Olmo, un grazie alla Libreria Cavour Ubik, ma soprattutto un grazie amichevole e fraterno a Michele Bovi e Paolo Dossena, veri giganti della nostra storia.

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Frascati, Alessandro Mulieri ha presentato il suo libro “Contro la democrazia illiberale”

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Non è facile raccontare l’Europa a poche ore dalle elezioni che hanno visto impegnate le 27 nazioni che la compongono.
Ed è ancora più difficile farlo quando, per la prima volta in Italia, il numero dei votanti è minore di quelli chiamati ad esercitare il proprio diritto/dovere al voto.
Nella splendida cornice della Sala degli Specchi di Palazzo Marconi a Frascati provano a chiarire questo apparente mistero Alessandro Mulieri, autore del libro “Contro la democrazia illiberale, storia e critica di un’idea populista”, Francesca Sbardella, sindaca di Frascati, Daniele Archibugi, economista del CNR, assieme a Lisa di Giuseppe, giornalista; moderatore dell’incontro Stefano Milano, direttore di Collettiva.
I primi ringraziamenti per questa iniziativa provengono dal consigliere comunale della città di Frascati, Michele Arganini, organizzatore della settimana dell’Europa che presenta una commossa Elisa Longobardi, neodelegata dalla sindaca Sbardella alle Relazioni con le Istituzioni Europee.
“Il mio ruolo riveste una importanza focale: un ponte tra l’amministrazione locale e l’Europa in seno alla più grande Assemblea Democratica al Mondo” sono le sue parole commosse ed aggiunge “tante lingue, tante culture ma c’è un pensiero a cui tengo moltissimo UNITI NELLE DIVERSITÀ ed oggi essere europei non è più una scelta come avvenne decenni orsono, ma un dato di fatto portatore di una serie di diritti di cui l’Europa è garante”.
C’è un pensiero estremamente attente nelle parole della dottoressa Longobardi circa l’importanza dell’Europa che è oggi lo spunto vivo a circa il 60% delle leggi approvate dal nostro parlamento.
L’ Europa, spiega, non è solo PNRR, è diritti, è agricoltura, è una intuizione che ci permette di poter vivere all’interno della più grande area di sviluppo e di pace dell’occidente.
Ed, aggiunge, quello che diventa necessario per noi italiani è far si che la nostra rappresentanza parlamentare europea non venga più utilizzata come un “cimitero degli elefanti”
Poi la parola passa ad Alessandro Mulieri, docente all’università Ca’ Foscari di Venezia, autore del libro “Contro la democrazia illiberale, storia e critica di un’idea populista” che dapprima ringrazia l’amministrazione di Frascati per questo evento e ricorda di essere legato a Frascati, sede del primo lavoro di suo padre.
Il suo pensiero è lucido e diretto “Democrazia illiberale è un termine abusato e super ambiguo in quanto non esiste una democrazia liberticida”
“Una democrazia illiberale, spiega, uccide i fondamenti stessi che la compongono” ed in più aggiunge “una democrazia al 50% è una democrazia in crisi e quindi diventa necessario recuperare il valore autentico che la caratterizza”.
Un attenzione “attenta”, la sua, alla necessità di coinvolgere, in questa iniziativa, sia gli intellettuali, sia i docenti che gli insegnanti, ruoli che sappiano mostrare e far comprendere l’importanza vera della parola “democrazia”.
Poi la parola passa a Daniele Archibugi, economista italiano e studioso dell’economia e delle politiche dell’innovazione e della teoria politica delle relazioni internazionali.
Spiega in modo semplice e diretto che le ultime elezioni europee “hanno punito i governi dell’austerità”.
Quello che i cittadini europei hanno recepito in questo ultimo quinquennio è stata una “Europa distante ed assente alle problematiche che investono molti cittadini europei”, parla, insomma, di “un’assenza di risposte” .
Bisogna ricordarci, spiega, che “la democrazia è un sistema fragile e minacciato” e propone, come prima soluzione a questa “Europa distante, un politica dei redditi capace di un aumento degli stipendi ed in grado di lavorare ad una attenta politica salariale”.
Cita poi Benjamin Costant con la “Libertà degli Antichi e la Libertà dei Moderni”:
i primi vivono la virtù nella partecipazione ed è li, quindi la libertà.
I moderni
, invece, delegano nella democrazia rappresentativa per poter avere “più tempo, dice, per il loro privato”.
La virtù quindi non è solo il votare ma riaffermare questa libertà degli antichi nella partecipazione e si sofferma, con estrema attenzione, al mondo dei giovani capace ancora di “partecipare e, quindi, essere libero”.
Una lectio suprema quella che arriva in questa ora di narrazione lucida e soprattutto in grado di centrare, con estrema attenzione, i problemi che l’Europa porta nel proprio DNA.
E poi, Lisa di Giuseppe, in un video trasmesso agli organizzatori dell’incontro, compie una analisi del voto che dimostra, oltre la buona tenuta del governo, un ottimo risultato del Partito Democratico di Elly Schlein che mettendoci la faccia ha garantito la tenuta ma soprattutto ha messo in campo una forte pattuglia di amministratori del PD che hanno conseguito ottimi risultati.
Perdono i centristi ma nel contempo perde quel Movimento Cinque Stelle che ancora oggi non ha una sua collocazione all’interno delle correnti in cui è diviso il parlamento europeo.
La forte affermazione di Giorgia Meloni dimostra che il voto giunto a Fratelli d’Italia è principalmente un voto alla leader che dimostra di essere un valore aggiunto.
Interessante la valutazione compiuta dalla sindaca Francesca Sbardella “il PD che ha governato in Italia non vincendo le elezioni in quel frangente si è, purtroppo, allontanato dal paese reale”.
Una analisi attenta che fa comprendere come oggi essere all’opposizione nel paese consenta alla segreteria di Elly Schlein di misurarsi con le difficoltà reali della nazione e, la riprova, è il risultato ottenuto in queste Elezioni Europee.

nella foto da sinistra il professor Daniele Archibugi, l’autore del libro, Alessandro Mulieri, il direttore di Collettiva, Stefano Milano, e la sindaca di Frascati, Francesca Sbardella

Infine la Francia di Macron: è pur vera l’onda lunga del Rassemblement National, spiega Alessandro Mulieri, ma se si somma tutta la cosiddetta destra francese si ritrova quel 41% di consensi che la pone ancora oggi come minoranza del paese.
Lo scioglimento del Parlamento Francese da parte di Macron, aggiunge Mulieri, è un appello alle forze progressiste e liberali del paese.
La riflessione che giunge da questo incontro è chiara: “occorre tornare ad una partecipazione attiva all’azione politica ove le forze politiche stesse debbono ancorarsi, dice il professor Archibugi, ai problemi locali”.
Quindi alla fine, conclude “parlare di Democrazia illiberale”, conclude Mulieri, è sottolineare un ossimoro, una contraddizione piena, che oggi, i regimi autocratici elettorali, come quello di Orban, vogliono trasmettere al mondo per ricreare quel principio di democrazia che invece non gli appartiene.

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Frascati, Libri in Osteria: giovedì 13 giugno con Paolo Dossena e Michele Bovi

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Torna, come ogni settimana, l’appuntamento con il salotto letterario di Libri in Osteria.
C’è una “Pazza Idea” dietro a questo incontro di giovedì 13 giugno sempre alle ore 18,00 nella splendida cornice di Piazza dell’Olmo a Frascati davanti ad un bicchiere di vino della storica Osteria dell’Olmo di Remigio Sognatori: raccontare i plagi musicali.
E già! Alzi la mano chi di noi non abbia mai detto, ascoltando un brano, “mi ricorda quel pezzo di …”.
Paolo Dossena, storico paroliere di brani come Pazza Idea ed I giardini di Kensington, autore tra l’altro di Techetechetè, e Michele Bovi, giornalista e scrittore, indosseranno i panni degli investigatori musicali alla ricerca del plagio.
Da Mozart fino ad arrivare ai Beatles, dai canti sacri alle canzoni politiche, Faccetta Nera e Bella Ciao in testa, dalle filastrocche ai brani di Sanremo.
Ampio spazio alla ormai celebre querelle tra Albano e Michael Jackson.
Quindi se anche tu sei uno di quelli che è capace di affermare: questo brano assomiglia a … non perdere tempo e ricordati l’appuntamento giovedì 13 giugno ore 18 piazza dell’Olmo a Frascati.
Emanuela Bruni, la straordinaria padrona di casa, Remigio Sognatesori, l’oste, Libreria Ubik Cavour Frascati ma soprattutto Paolo Dossena e Michele Bovi, autore di Anche Mozart copiava e plagiava i Beatles, ti aspettano per questa indagine sulla musica “al di sopra di ogni sospetto”.

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