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Cultura e Spettacoli

Roma, a Villa Lante la conferenza su “Fatidiche Sorores”: le gemelle nell’antica Roma

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Nella suggestiva Sede dell’Institutum Romanum Finlandiae (che, come noto, si dedica alla cultura classica, con particolare riferimento alla ricerca e all’insegnamento delle antichità romane) di Villa Lante al Gianicolo, la direttrice Arja Karivieri ha introdotto la professoressa Laura Chioffi (ha retto la cattedra di Storia ed Epigrafia della facoltà di Lettere e Filosofia della Seconda Università degli Studi di Napoli della quale si ricordano i forti legami ed il proficuo rapporto con l’Università di Helsinki) la quale ha svolto una lezione sulle relazioni tra le gemelle (Clodiae) e il culto gestito da sorelle, praticato ad Anzio.

Laura Chioffi ha iniziato la conferenza analizzando una nota iscrizione romana su marmo, scoperta nel 1983 ad Anzio in una necropoli, e ha esposto in dettaglio quali potrebbero essere i significati delle parole declinate gemellae (gemella) e sorori (soror) in essa contenute.

In occasione di un parto gemellare, considerato ben augurante dal mondo romano antico, se femminile, veniva imposto ad una il nome Gemella. Immediato il riferimento ai gemelli Romolo e Remo e al mito del loro fortunato salvamento. Il culto mirava a ottenere, anche attraverso parti multipli, una maggiore prolificità nella casa del praticante. Nella targa sepolcrale, del I secolo d.C., è intuibile che ad una delle due Ge, in vita (riconoscibile da una V aggiunta, incisa debolmente accanto al nome), toccò il triste compito di provvedere alla sepoltura della gemella e di predisporre la propria per il futuro.

Ha quindi evidenziato le fonti letterarie, in particolare degli storici Marziale e Svetonio, per stabilire una connessione tra le Clodiae (così chiamate in quanto liberte vissute durante la dinastia Clodia) e il culto esercitato nella città a sud di Roma da sorores, citate da Marziale. Inoltre, scrive Svetonio, la loro capacità profetica connota le sorores come Fortunae Antiatinae e che l’errata comprensione di una profezia fatta da sorores rese inaspettato l’assassinio dell’imperatore Caligola.

Anzio era sotto la protezione della Dea Fortuna. La duplicità insita nel termine Fortunae potrebbe riscontrarsi anche nella monetaria dell’imperatore Augusto dove in una, coniata per celebrare le vittorie sui Parti, è osservabile il doppio profilo della medesima Dea (uno con elmo e veste che la copre, l’altro senza elmo e con le spalle scoperte).

Ha poi proseguito citando ulteriori fonti riguardanti lo stesso collegamento interpretativo per concludere che le giovani sorelle gemelle, da liberte divenute profetesse, intermediarie tra i richiedenti l’oracolo e il volere della divinità interrogata, avrebbero potuto avere un diretto riscontro nella bellissima statua femminile, recuperata ad Anzio e conservata presso il Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo a Roma; la cosiddetta “Fanciulla di Anzio”. La statua decorava la Villa di Nerone, in riva al mare, allora eretta nella stessa città laziale ove l’imperatore nacque.

La Fanciulla, dall’abbigliamento e dall’acconciatura particolari che suscitano alta considerazione, osserva estatica un vassoio contenente oggetti per eseguire pratiche divinatorie (rotolo per scrittura, ramo di alloro, zampette di gatto, altro), attribuibili con ogni probabilità al culto del Dio Apollo. L’alloro, nella mitologia, è legato alla metamorfosi di Dafne in albero, supplicata della ninfa, per evitare che nella fuga fosse afferrata da Apollo attratto dalla sua straordinaria bellezza (raccontato da Ovidio, il mito è rappresentato dallo stupendo gruppo scultoreo, capolavoro del Bernini, visitabile al Museo di Villa Borghese in Roma).


Ecco il testo della targa latina rinvenuta ad Anzio

Ampia partecipazione alla conferenza. Al termine, molte richieste di chiarimenti.

di Edoardo Caielli

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Castelli Romani

Rocca Priora, l’arte al centro: Magritte è protagonista

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“Leggiamo l’Arte”, il 22 gennaio letture e laboratorio creativo dedicato a Magritte. Evento gratuito online dedicato a tutte le età

A Rocca Priora tornano gli appuntamenti con “Leggiamo l’Arte”, il format con cui il Museo
Benedetto Robazza e Biblioteca Comunale di Rocca Priora ci accompagnano alla
scoperta di grandi personalità artistiche attraverso la lettura di libri illustrati e laboratori.

Venerdì 22 gennaio, alle ore 17:30, conosceremo Magritte e il suo surrealismo leggendo
insieme “La mela di Magritte” di Klaas Verplancke (MoMa, Fatatrac) e sperimentando la
tecnica del collage con un laboratorio creativo dedicato ai bambini e alle bambine.

L’evento sarà gratuito e si terrà online su Google MEET. Per partecipare basterà collegarsi
il 22 gennaio alle 17,30 su https://meet.google.com/tfv-mdfi-upq , e procurarsi riviste,
giornali o volantini da ritagliare, forbici, colla, fogli e colori.  

Per tutte le info: https://www.facebook.com/events/214929110272471

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Cultura e Spettacoli

Bracciano, Trevignano, Allumiere: quei “tesori” conservati nelle biblioteche

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“La memoria storica, le testimonianze della vita quotidiana e delle tradizioni sono uno dei nostri tesori più importanti”. A dirlo è la consigliera regionale del Pd Lazio, Michela Califano: “Ecco perché abbiamo deciso anche quest’anno di contribuire a far sì che chiunque possa usufruirne dando un sostegno sia agli archivi storici sia alle biblioteche comunali, luoghi importantissimi di aggregazione e cultura.

Tra i più importanti ai quali abbiamo dato un sostegno sono l’Archivio storico e la biblioteca comunale di Bracciano che abbiamo sostenuto con quasi 13mila euro, l’archivio storico e la biblioteca di Trevignano (13.500 euro) ma anche Allumiere (10mila euro) luogo storico importantissimo della nostra Regione, Canale Monterano (4500 euro) e Tarquinia con circa 8mila euro di cui 3 mila per l’archivio e 5mila per la biblioteca. E ancora Tivoli che abbiamo sostenuto con 10.500 euro, l’archivio storico e la biblioteca di Formello (14.000 euro), Monterotondo (7mila euro per l’archivio storico) e anche Mentana (anche qui 7mila euro per l’archivio storico). Un contributo per mantenere viva la nostra storia e la nostra cultura che continuano a essere i più importanti patrimoni che possediamo”.

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Cultura e Spettacoli

Pomezia, istituito il primo coro polifonico della città: 40 elementi diretti dal Maestro Roberto Bonfè

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POMEZIA (RM) – Promuovere e valorizzare il territorio attraverso la diffusione della cultura musicale. Con questo spirito nasce il “Coro della Città di Pomezia”: il primo coro comunale cittadino. 

A guidare i 40 elementi, appartenenti all’associazione Nisi Vox, il Maestro Roberto Bonfè. Ricco il repertorio musicale del coro, che abbraccia principalmente lo stile della polifonia contemporanea.

Sono il blu e il rosso, i colori dello stemma comunale di Pomezia, a identificare i componenti del coro grazie ad una coccarda bicolore che indosseranno in occasione delle varie esibizioni in Città. 

“Pomezia apre la porta dei sogni alla musica – ha affermato la Vice Sindaco Simona Morcellini – il suono, le note e le voci come vibrazioni di luce che illuminano i cuori. È una grande emozione presentare il primo coro della nostra Città, un progetto importante che fa parte di un più ampio percorso di valorizzazione culturale di Pomezia che stiamo portando avanti con passione. Abbiamo deciso di istituire un coro che testimoniasse la nostra Città, nelle sue tradizioni come nel suo slancio verso il futuro, spartito di unione delle frequenze della comunità. Ci tengo a ringraziare tutti coloro che hanno risposto al bando pubblico manifestando la propria disponibilità a collaborare”. “Siamo molto contenti di questo riconoscimento – ha commentato il Maestro Bonfè – segno tangibile dell’apprezzamento per il lavoro svolto negli anni nell’ambito della musica e della cultura a livello amatoriale. Crediamo nelle associazioni corali e nell’importanza di mantenere una cultura musicale, fonte di aggregazione e di stare bene insieme”.

“Siamo lieti di accogliere il primo coro comunale cittadino – ha sottolineato il Sindaco Adriano Zuccalà – composto da 41 elementi, tutti pometini. L’associazione Nisi Vox e il Maestro Bonfè sono ben noti sul nostro territorio per le loro doti artistiche, capaci di emozionare il cuore del pubblico. Avremmo voluto assistere ad una loro esibizione già durante queste festività natalizie, ma la pandemia da Covid-19, e le conseguenti restrizioni in vigore per contenere il contagio, ce l’hanno impedito. Auspichiamo che in questo 2021 ci sia modo di arricchire gli eventi cittadini con la loro bravura”.

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