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ROMA, ALLAGAMENTI LITORALE NORD: I GEOLOGI LAZIO TORNANO A DENUNCIARE L'INERZIA DELLE ISTITUZIONI E IL RISCHIO IDROGEOLOGICO

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Tempo di lettura 3 minuti "Utilizzate il meno possibile i locali seminterrati e interrati, se posti in zone che si allagano. Meglio far conto di non averli che dover contare ogni volta i danni”.

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Redazione

Roma / Litorale nord – Il Presidente e segretario dell’Ordine, Roberto Troncarelli e Tiziana Guida, tornano a denunciare l’inerzia delle istituzioni e il rischio idrogeologico nelle aree colpite dal nubifragio del 27 novembre: “Una data da segnare in rosso sul calendario”

“Di nuovo il litorale a nord di Roma completamente allagato, la differenza stavolta è che se ne è parlato pochissimo e non perché l'evento sia stato poco impattante, ma perché ormai quasi non fa più notizia, tanto è diventato ordinario”. Questo il commento del presidente dell'Ordine dei geologi del Lazio, Roberto Troncarelli, in merito al nubifragio, che si è abbattuto tre giorni fa a nord di Roma. “Ricordo che tutta la fascia litoranea laziale, compresa tra Fiumicino e Santa Marinella, è altamente vulnerabile al rischio idrogeologico – denuncia Troncarelli -. I piccoli fossi che solcano l’intero settore costiero non riescono a contenere i grandi quantitativi d’acqua che giungono in breve tempo dalle colline circostanti. Infatti, questa zona è stata interessata anche dagli eventi alluvionali del 31 gennaio scorso”. Per fortuna l’ultimo evento del 27 novembre, a fronte di una recentissima serie di interventi manutentivi sugli alvei messi in atto dal Comune di Santa Marinella non ha visto esondazioni importanti degli stessi: “Gli allagamenti, ad esempio del quartiere Le Quartacce di Santa Marinella – specifica il presidente dei Geologi – sono stati di contro causati dalla cronica insufficienza delle reti di collettamento e smaltimento delle acque bianche e grigie, con nauseabondi rigurgiti delle fogne, grandemente sottodimensionate, perché datate rispetto alle accresciute necessità urbanistiche, talora messe in atto senza una seria programmazione, quando non addirittura abusive, che avrebbe dovuto condurre ad opere di adeguamento delle stesse”.

A ciò va aggiunto il crollo di una sezione del rilevato autostradale della A12, lato valle, nella tratta tra i caselli di Santa Marinella-Santa Severa e Civitavecchia Sud, a completare “un’altra giornata – rimarca Troncarelli – da segnare in rosso sul calendario, perché ha trovato nuovamente e incredibilmente ancora impreparate le istituzioni”. E qua l’incuria e l’assenza di monitoraggio, di presidi sul territorio, di verifiche delle condizioni di conservazione e tenuta delle opere infrastrutturali, non consentono alibi: senza controllo la natura non fa sconti”. Che fare, dunque? Per i geologi la ricetta è sempre la stessa: “Occorre tornare ad “occupare” il territorio, istituendo squadre di sorveglianza, presidi di controllo e monitoraggio, da impiegare in “tempi di pace”, perché quando scoppia la “guerra” è già troppo tardi”. Ultimamente si parla di molti fondi stanziati per il contrasto al dissesto idrogeologico “Speriamo non si tratti dell’ennesima propaganda, senza base, senza programmazione, e soprattutto con risorse solo virtuali”, si augura Troncarelli. 

Questa, infine l’analisi di Tiziana Guida, segretario dell'OGL, sui due ‘flash flood’ che hanno interessato Cerveteri, Ladispoli e Santa Marinella: “Il 10 novembre sono caduti circa 150 mm di pioggia in 8 ore, di cui oltre 40 mm in un’ora e più di 100 mm in 3 ore. Nel pomeriggio del 27 novembre invece, nell’area di Santa Severa – spiega la geologa – sono caduti circa 55 mm in soli 30 minuti, più di 85 mm in un’ora, per un totale a fine evento di oltre 120 mm. Si tratta di quantitativi pluviometrici che determinano forti impatti sul territorio in un’area fortemente antropizzata e ciclicamente soggetta a questo tipo di fenomeni, tipici del periodo autunnale. Dobbiamo rilevare – prosegue Guida – che Santa Marinella non è nuova a questi eventi. Il 2 ottobre del 1981 si ebbero 6 vittime, oltre a ingentissimi danni e la chiusura della ferrovia e dell’Aurelia, per una devastante alluvione causata da quasi 200 mm di pioggia caduti in quattro ore”. Il segretario, poi, conclude ricordando “che i segni dei dissesti idrogeologici in questa zona arrivano molto più indietro nel tempo: lungo il Fosso di Castelsecco, tra S. Marinella e S. Severa, una stele di epoca romana ricorda la ricostruzione del “Ponte di Apollo” lungo la via Aurelia, ad opera dell’imperatore Settimio Severo, distrutto dalla violenza del mare e dei corsi d’acqua nel 205 d.C”. I geologi del Lazio, dunque, invitano i cittadini ad intraprendere azioni di autotutela, senza aspettare l'intervento ‘dall'alto’ che, se arriverà, non potrà comunque evitare del tutto il ripetersi di tali danni. “E allora – concludono i geologi Lazio – utilizzate il meno possibile i locali seminterrati e interrati, se posti in zone che si allagano. Meglio far conto di non averli che dover contare ogni volta i danni”.

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Castelli Romani

Nemi, cemento sulle sponde del lago. Cortuso: “Aggressione e disprezzo di un ecosistema fragile”

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Dopo la manifestazione dello scorso sabato e l’interrogazione regionale arriva il commento del candidato sindaco per la “Lista Civica Nemi”

NEMI (RM) – “Cemento. È questo quello che è accaduto nel Centro Canoa in riva al Lago di Nemi: una enorme colata di cemento.” Questo un primo commento del candidato sindaco di Nemi Carlo Cortuso riguardo la piattaforma in cemento armato realizzata sulle sponde del lago di Nemi su un’area, vincolata e protetta, situata in pieno Parco Regionale dei Castelli. “Betoniere – prosegue Cortuso – che si sono alternate, per giorni e giorni, per riempire le casseformi dei terrazzamenti e delle strutture previste da un progetto che nessuno conosce. È possibile che oggi possa ancora accadere questo? È possibile che un’opportunità come la rinascita del Centro Canoa, che doveva essere un esempio di buone pratiche e sostenibilità ambientale a partire dalla sua realizzazione, si trasformi in un incubo di aggressione e disprezzo di un ecosistema fragile come quello del Lago di Nemi? Quanta ignoranza, quanta incompetenza sono necessarie per realizzare questo scempio. Noi sognavamo il Centro Canoa come una risorsa per la collettività, un centro di promozione degli sport acquatici, di educazione ambientale e di monitoraggio dell’ecosistema lacustre e del suo delicato equilibrio. Sognavamo un centro di aggregazione all’interno di una struttura rispettosa dell’ambiente, conforme alle più moderne pratiche di ingegneria ambientale. E invece ci ritroviamo di fronte all’ennesimo disastro da parte di chi sta cercando disperatamente bandierine da appuntare nella prossima campagna elettorale. Non è questa la Nemi che vogliamo.”

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Roma

Roma, accoltella il padre e aggredisce la madre perchè non gli consegnano i soldi: arrestato 38enne

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Le anziane vittime sono state soccorse dal personale del 118 e trasportate presso il pronto soccorso dell’ospedale “Sant’Eugenio”

ROMA – Maltrattamenti contro i suoi familiari, lesioni personali aggravate e estorsione. Queste le accuse per un 38enne arrestato dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma.

Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma

I militari sono intervenuti in via Colle di Mezzo, nel quartiere della Cecchignola, in seguito alla richiesta di soccorso pervenuta al 112, presso l’abitazione dove l’uomo vive con gli anziani genitori. E proprio i genitori, entrambi 76enni, hanno riferito ai Carabinieri di aver subito un’aggressione da parte del figlio per non avergli consegnato i soldi che pretendeva. Al loro diniego, infatti, il 38enne li avrebbe prima minacciati con un coltello da cucina e poi, nel corso di una colluttazione avrebbe colpito il padre con un fendente all’addome che, tuttavia, non è riuscito a penetrare.

Le immediate ricerche hanno consentito ai militari di rintracciare il 38enne presso uno sportello bancomat poco distante dall’abitazione, dove aveva appena prelevato dei contanti utilizzando la carta bancomat portata via ai propri genitori, appena dopo l’aggressione; nel corso della perquisizione personale, i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma lo hanno trovato in possesso di un coltello da cucina, immediatamente sequestrato.

Le anziane vittime sono state soccorse dal personale del 118 e trasportate – l’uomo in codice rosso ma non in pericolo di vita e la donna in codice giallo – presso il pronto soccorso dell’ospedale “Sant’Eugenio” dove sono state ricoverate per essere medicate e per eseguire ulteriori accertamenti.

L’indagato, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stato portato presso il Reparto Psichiatria del carcere di “Regina Coeli”. L’arresto è stato convalidato e, in attesa del processo, nei confronti del 38enne è stato disposto l’obbligo di presentazione alla P.G.

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Castelli Romani

Nemi, una piattaforma in cemento sul lago: si scatenano i residenti. C’è anche una interrogazione in Regione

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“L’area si trova nella fascia di rispetto delle coste lacuali ed è sottoposta a vincolo ambientale e paesaggistico”

NEMI (RM) – Una piattaforma in cemento realizzata nel centro canoe, lungo le sponde del lago di Nemi, scatena manifestazioni e una interrogazione a firma del Consigliere regionale di Europa Verde Marco Cacciatore.

La vicenda ha scosso non solo i verdi ma anche diversi residenti di Nemi e Genzano che sabato scorso hanno dato vita a una manifestazione abbastanza animata.

Difficile immaginare che tale costruzione non goda delle dovute autorizzazioni. Ma è proprio questo il punto di domanda collettivo: ci sono le autorizzazioni? E quale ente avrebbe rilasciato un nulla osta per realizzare una struttura in cemento sul lago di Nemi?

Adesso i residenti dell’area vogliono vederci chiaro, soprattutto perché l’intervento insiste su un’area, vincolata e protetta, in pieno Parco Regionale dei Castelli.

Cacciatore nell’interrogazione ha chiesto: “Se i lavori di realizzazione del centro canoe potevano essere autorizzati, tenuto conto del fatto che l’area si trova nella fascia di rispetto delle coste lacuali ed è sottoposta a vincolo ambientale e paesaggistico e se sia stata rilasciata l’autorizzazione paesaggistica come previsto dall’art. 146 del D.lgs. 42/2004; se l’Ente di Gestione del Parco dei Castelli Romani abbia rilasciato il nulla osta all’esecuzione dei lavori, ai sensi dell’articolo 28 della LR 29/1997 alla luce del fatto che, all’interno dell’area protetta, in vigenza delle misure di salvaguardia, come indicato dall’articolo 44 comma 11 della LR 29/1997, sono vietati interventi di nuova costruzione nelle aree individuate dal PTPR come Paesaggio Naturale di Continuità; se in caso di difformità nei permessi rilasciati, o tra permessi ed effettiva realizzazione del progetto, sia il caso di procedere alla verifica e alla quantificazione dell’eventuale danno ambientale, avviando le procedure per il ripristino dello stato dei luoghi.”

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