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Roma, camorra e ‘ndrangheta tra San Basilio e il litorale: in manette 19 persone

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ROMA – Dalle prime luci dell’alba, nelle province di Roma e Napoli, circa 200 Carabinieri del Comando Provinciale di Roma, con l’ausilio dei colleghi di Napoli, di elicotteri e di unità cinofile dell’Arma, stanno dando esecuzione ad un’ordinanza emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Roma, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, con la quale si dispone la custodia cautelare per 19 persone (16 in carcere e 3 agli arresti domiciliari).

Per gli arrestati, tra i quali c’è anche una donna e alcuni soggetti di origine albanese, le accuse rivolte sono, a diverso titolo, di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti del tipo “cocaina”, aggravata dall’uso delle armi, spaccio di droga e a due di essi viene contestato il reato di lesioni gravi, commesse con arma da fuoco e con modalità mafiose.

L’indagine, dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma, ha consentito di documentare l’operatività di due distinte organizzazioni criminali, entrambe armate e dedite al narcotraffico, in stretta sinergia tra loro, di cui una di tipo mafioso, a connotazione camorristica, capeggiata dai fratelli Salvatore e Genny Esposito e l’altra con a capo Vincenzo Polito, che si avvaleva della collaborazione di esponenti delle cosche di ‘ndrangheta della provincia di Reggio Calabria, le famiglie Filippone e Gallico, presenti nella Capitale.

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Pomezia, chiusura hotel Selene: raggiunto accordo tra Regione Lazio, sindacati e curatore fallimentare

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Ritirati i licenziamenti per 30 lavoratori coinvolti

Buone notizie per i lavoratori dell’ex Hotel Selene. Pochi giorni fa è stato firmato un accordo tra Regione Lazio, curatore fallimentare della struttura ricettiva e organizzazioni sindacali, che di fatto ritira i licenziamenti per i 30 dipendenti coinvolti. Ricordiamo che il polo alberghiero è stato oggetto di chiusura definitiva e conseguente avvio della procedura fallimentare e che i lavoratori non percepiscono sussidi dal 13 ottobre.

Lunedì scorso una delegazione di lavoratori ha svolto un presidio autorizzato davanti la sede romana dell’Inps ed è poi stata ricevuta dalla direzione per fare il punto sull’erogazione della cassa integrazione, procedura che sarà sbloccata nei prossimi giorni.

“Con l’accordo firmato in Regione – dichiara l’Assessore al Turismo della Regione Lazio, Valentina Corrado –  facciamo un ulteriore passo in avanti affinché i trenta lavoratori dell’ex Hotel Selene di Pomezia, rimasti senza sussidi, possano finalmente ricevere la cassa integrazione, una volta sbloccata la procedura dell’Inps, ma possano avere anche la continuità occupazionale. Ringrazio il Sindaco di Pomezia Adriano Zuccalà, e il mio collega Assessore al Lavoro della Regione Lazio, Claudio Di Berardino, con i quali ci siamo attivati già da ottobre per risolvere il problema di queste famiglie che, a seguito della chiusura definitiva della struttura ricettiva e l’avvio della procedura fallimentare, si sono ritrovate senza un’entrata economica e senza alcun sussidio. L’auspicio è adesso che l’ex Hotel Selene venga rilevato con una nuova gestione che darebbe respiro ai lavoratori, garantendo la ricollocazione per loro, e anche alla città di Pomezia che ha avuto ricadute pesanti, anche in termini di indotto, dalla chiusura di una delle sue più grandi, storiche e rinomate strutture ricettive. Continuiamo a unire le nostre forze per fare in modo di non disperdere il grande patrimonio di esperienza dei lavoratori e l’attrattività turistica di strutture come l’ex Hotel Selene”.

“Vogliamo ringraziare l’Amministrazione comunale di Pomezia e la Regione Lazio – commentano i lavoratori – per l’attenzione che ci hanno dedicato sostenendo le nostre istanze fin dal primo momento”.

“L’accordo firmato in Regione è un passo avanti importante – evidenzia il Sindaco Adriano Zuccalà – che tutela i lavoratori coinvolti scongiurando i licenziamenti collettivi. Secondo quanto previsto dall’intesa, sono ammessi solo i licenziamenti sulla base della non opposizione del lavoratore, lasciando aperta la possibilità a chi lo vorrà di ricorrere alla Naspi. Una volta sbloccata la procedura dell’Inps, i 30 lavoratori riceveranno finalmente anche la cassa integrazione. Ringraziamo la Regione Lazio, e in particolare gli Assessori Valentina Corrado e Claudio Di Berardino, per la sensibilità con cui stanno affrontando questa vicenda. L’hotel Selene rappresenta un punto di riferimento importante del nostro territorio e il nostro auspicio è che a settembre, quando si terrà l’asta fallimentare, ci potrà essere un lieto fine per i lavoratori garantendo loro una continuità occupazionale. Ricordiamo infatti che l’asta coinvolge l’attività alberghiera nella sua interezza, ossia struttura e dipendenti, e riteniamo che le famiglie coinvolte meritino un po’ di serenità”.

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Ostia, aggressioni e cattive frequentazioni: chiuso il chiosco a Toscanelli

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OSTIA – I Carabinieri di Ostia hanno dato esecuzione alla chiusura temporanea (ai sensi dell’art.100 del T.U.L.P.S.) di un noto chiosco balneare di Ostia, ubicato sul lungomare Paolo Toscanelli, notificando il provvedimento al gestore. La misura scaturisce dalla proposta avanzata dagli stessi Carabinieri che, dando anche seguito alle numerose lamentele espresse dai cittadini residenti nelle vicinanze all’esercizio commerciale, hanno avviato un’attività di analisi, consistita inizialmente in un controllo documentale e successivamente nella valutazione del materiale ottenuto all’esito dei servizi di osservazione. È emerso che lo stabilimento si era trasformato, con il tempo, in luogo di abituale ritrovo di persone pregiudicate e pericolose per l’ordine pubblico, per la moralità e il buon costume, oltreché per la sicurezza dei cittadini.

A riprova di ciò, anche i numerosi interventi dei Carabinieri effettuati nell’esercizio, tra cui si rammenta quello del pomeriggio del 16 giugno scorso, dove un giovanissimo avventore aveva dato inizio ad una furiosa lite, per dei banali motivi. Nell’occasione i Carabinieri avevano rintracciato, in breve tempo, l’aggressore il quale, insieme ad un suo giovanissimo amico -entrambi con precedenti penali e in evidente stato di alterazione psicofisica per l’assunzione di sostanze alcoliche- sin da subito avevano avuto un comportamento non collaborativo con i militari. I due, che precedentemente avevano anche importunato pesantemente con tono molesto due che si trovavano nel locale provocandone la loro reazione, erano stati denunciati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma.

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Civitavecchia, accoltella il collega di lavoro per difendere il figlio

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CIVITAVECCHIA (RM) – Nel primo pomeriggio di ieri, gli agenti della Polizia di Stato hanno denunciato un 59enne di origini calabresi, responsabile di aver accoltellato un collega di lavoro durante una lite.

Nel corso delle indagini condotte dagli investigatori del commissariato Civitavecchia, diretto da Paolo Guiso, è emerso che l’uomo, insieme al figlio e ad un altro collega, tutti appartenenti ad una ditta appaltatrice di lavori di manutenzione lungo la tratta autostradale A12, si trovava a bordo del furgone di servizio all’altezza del km 44, direzione Grosseto, quando il figlio del 59enne e l’altro collega hanno iniziato a litigare.

Dopo aver accostato il mezzo lungo la corsia d’emergenza, l’uomo di origine calabrese è intervenuto in aiuto del figlio accoltellando il collega, per ben sette volte, alla schiena ed al fianco sinistro.

La vittima, ferita ma non colpita in parti vitali, è stata accompagnata da un altro collega presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale San Paolo di Civitavecchia:  qui  i poliziotti che presidiano l’ospedale hanno appreso le prime informazioni, grazie alle quali gli investigatori, nel giro di poche ore, hanno rintracciato il responsabile e, con la collaborazione della Polizia Scientifica a seguito di sopralluogo sul luogo dei fatti, hanno recuperato e sequestrato l’arma utilizzata dall’aggressore.

L’uomo è stato denunciato in stato di libertà per lesioni aggravate e porto d’arma bianca.

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