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Roma

ROMA, CAMORRA: MAXISEQUESTRO DI 49 MILIONI DI EURO A 3 IMPRENDITORI

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L’operazione che ha portato all’ingente confisca è stata denominata “Bad Brothers 2”

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Redazione
 
Roma – La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Roma ha sequestrato beni mobili ed immobili per un valore di 49 milioni di euro a Giuliano, Michele e Luigi Ascione. Fratelli imprenditori “accreditati” dal noto clan camorrista “Mallardo” con quale avevano messo in piedi una cellula economica che operava nel basso Lazio. L’operazione che ha portato all’ingente confisca è stata denominata “Bad Brothers 2” e tale confisca è stata disposta dalla sezione Penale del Tribunale di Latina e tale intervento avviene a distanza di tre anni da una misura di prevenzione patrimoniale e personale nei confronti dei fratelli Ascione. L’indagine di carattere economico-finanziario nei riguardi dei fratelli Ascione ha fatto luce sulla loro vorticosa ascesa nel campo dell’imprenditoria insieme al noto clan camorristico Mallardo. 

Castelli Romani

Nemi, 732 euro per 2 cartelli della Città del Vino

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Secondo molti residenti i 732 euro forse sarebbero risultati più utili per dei cartelli riportanti la scritta “Vietato scaricare rifiuti”

NEMI (RM) – Ben 732 euro per acquistare 2 cartelli stradali recanti la scritta “Nemi Città del Vino” utilizzati poi per qualche giorno e subito tolti di mezzo. Questo quanto impegnato dalle tasche comunali a favore dell’Associazione Città del Vino per l’acquisto delle due insegne.

Lo scorso mese di giugno, all’ingresso di Nemi sulla via Nemorense, era apparso un bizzarro cartello riportante la scritta “Benvenuti a Nemi Città del Vino”. Subito si era scatenata una valanga di critiche, da parte dei nemesi e dei residenti del paese, riguardo il fatto che con un colpo di spugna si era cancellata la tradizione di quello che da decenni viene definito “il paese delle fragole” o delle “fragole e fiori” e che improvvisamente ci si appropriava di un’altra identità: città del vino.

Fatto sta che dopo qualche giorno il cartello è sparito, probabilmente riposto in qualche magazzino e secondo molti residenti i 732 euro forse sarebbero risultati più utili per dei cartelli riportanti la scritta “Vietato scaricare rifiuti” vista la pesante situazione di degrado e incuria che interessa in particolare modo via della Radiosa e la zona intorno allo stadio comunale dove quotidianamente vengono depositati rifiuti e di fatto l’area è sempre più considerata come una discarica a cielo aperto a servizio anche degli altri comuni limitrofi. Una situazione che va avanti ormai da anni in presenza di un pozzo di acqua situato nelle vicinanze che dovrebbe essere tutelato dalla legge ma che ad oggi ancora appare come abbandonato a se stesso, nonostante le innumerevoli denunce fatte dai cittadini.

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Roma

Roma, crolla un grosso Platano e si sfiora la tragedia. Santori/Picone (Lega): “Intervenga la Procura”

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“Un’altra emergenza affrontata in maniera superficiale dalla giunta Raggi”

ROMA – Rischiata l’ennesima tragedia a Roma per la caduta di un grosso albero di platano in via Ozanam nel quartiere di Monteverde Vecchio-Gianicolense.

“Gli alberi ora cadono anche con il caldo e non solo quando piove, si allaga o se soffia il vento” commentano in una nota congiunta Fabrizio Santori, dirigente romano della Lega e Giovanni Picone, capogruppo della Lega al Municipio XII.

Un episodio – proseguono – che fa emergere con forza come sia stata affrontata in maniera superficiale la mappatura della vegetazione pericolosa per automobilisti e pedoni. In questi anni abbiamo assistito al crollo di alberi che hanno schiacciato auto e messo in pericolo la vita di decine di romani causando centinaia di richieste di risarcimento danno che stanno pesando come un macigno sui bilanci capitolini. Un’altra emergenza affrontata in maniera superficiale dalla giunta Raggi che è stata capace di lasciare in piedi alberi poi caduti e allo stesso tempo essere sotto l’occhio del ciclone di associazioni ambientaliste che hanno contestato il taglio indiscriminato di alberature che risultavano sane. Come Lega solo qualche settimana fa abbiamo depositato un esposto dettagliato su quanto è avvenuto in questo ultimo anno su cui ancora non abbiamo ricevuto risposte chiare e comprensibili. La Capitale sul verde non merita una vita fatta di sopravvivenza a causa della mancata manutenzione di uno dei più belli e imponenti patrimoni arborei d’Italia . Intervenga la Procura – concludono – almeno fino a quando ci sarà tempo e non dovremmo piangere sulla prossima tragedia.”

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Metropoli

Bracciano, furti in appartamenti: in manette il capo di una banda di malviventi che operava sul territorio sabatino

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E’ caccia agli altri componenti

BRACCIANO (RM) – I Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Bracciano hanno arrestato un 53enne del posto, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Civitavecchia, sospettato di essere a capo di una banda dedita ai furti in appartamento e gravato da precedenti per reati dello stesso genere.

I Carabinieri, a seguito di alcune denunce sporte da cittadini dei comuni di Bracciano e Manziana, vittime di furto, hanno creato un gruppo di lavoro con i Comandi Stazione di Anguillara Sabazia, Trevignano Romano, Manziana e Bracciano, che da subito ha permesso di raccogliere solidi elementi info-investigativi, poi analizzati dalla Sezione Operativa, deputata all’espletamento di indagini ad ampio spettro nel territorio di competenza della Compagnia di Bracciano.

L’attività di raffronto delle immagini acquisite, unitamente all’analisi dettagliata del modus operandi, nonché ai servizi di osservazione esperiti, hanno permesso di individuare alcuni elementi comuni nei furti perpetrati da maggio a giugno, portando all’identificazione certa di uno dei componenti della banda, ritenuto peraltro il leader della stessa.

L’uomo, ottimo conoscitore della zona, era solito individuare villette isolate di famiglie benestanti, attendendo poi che venissero lasciate incustodite prima di intrufolarvisi insieme a dei complici, per l’identificazione dei quali vi sono tuttora indagini in corso.

Raggiunte le abitazioni, mediante effrazione di porte e finestre, consistita nella maggior parte dei casi nel divellere le grate poste a protezione delle stesse, l’uomo si impossessava dei beni di valore facilmente trasportabili (gioielli, orologi, contanti) dandosi poi alla fuga, insieme al complice che rimaneva all’esterno a fare da palo.

L’impegno dei Carabinieri per prevenire e reprimere il fenomeno dei reati predatori, soprattutto nel periodo estivo, rimane costante, grazie ai servizi straordinari di controllo del territorio realizzati nelle aree ritenute maggiormente esposte a questa tipologia di reati e all’attività investigativa conseguente ogni episodio criminoso, per la quale la collaborazione dei cittadini costituisce un fondamentale elemento di supporto.

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