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Roma

Roma, carabinieri al cimitero di Prima Porta: sanzioni e sequestro di un’area

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I Carabinieri della Compagnia Roma Cassia, coadiuvati dai colleghi del Nucleo Antisofisticazione e Sanità di Roma, del Nucleo Ispettorato del Lavoro della Capitale e quelli del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale di Roma, hanno proceduto ad una serie di controlli sull’igiene e la sicurezza nell’ambito dei luoghi di lavoro presso il cimitero Flaminio di Prima Porta.

L’attività ha consentito di controllare 76 persone e 36 veicoli e di elevare 4 sanzioni per la violazione delle norme antiCovid-19.

I controlli, che non si sono limitati alle sole contestazioni in materia di contenimento dell’emergenza epidemiologica in atto, hanno portato anche ad una denuncia in stato di libertà nei confronti di un uomo ed il contestuale sequestro di un’area adibita a deposito irregolare di materiali inerti.

I Carabinieri hanno anche sospesa l’attività di un imprenditore, sanzionato per 8.400 euro, per aver impiegato due operai senza regolare contratto di lavoro presso un cantiere adibito alla costruzione di una cappella.

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Ambiente

Acilia, da “Serra Madre” l’idea per rilanciare il florovivaismo

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Il florovivaismo come settore strategico sul quale Coldiretti sta lavorando per la sua valorizzazione, attraverso una serie di azioni concrete, che vanno dalla semplificazione burocratica, al potenziamento del comparto fitosanitario, fino all’importanza strategica della corretta informazione ai consumatori sull’origine dei prodotti. Sono solo alcuni dei temi affrontati nel confronto “Dal verde privato alla foresta urbana”, che si è svolto nell’azienda agricola Serra Madre ad Acilia di Stefano Mangiante.

Presenti il presidente nazionale di Coldiretti, Ettore Prandini, con il suo vice e presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri. Al dibattito ha preso parte anche Romano Magrini, Capo Area Gestione del Personale, Lavoro e Relazioni Sindacali di Coldiretti, Nada Forbici, presidente di Assofloro, Andrea Pellegatta, presidente della Società Italiana di Arboricoltura, ma anche agronomi e tecnici del settore e Massimo Marzoni, presidente di Anaci Lazio.

Ad aprire i lavori è stata Sara Paraluppi, Direttore di Coldiretti Lazio. E proprio Coldiretti Lazio insieme ad Assofloro ha voluto questo confronto che ha tracciato una linea su quanto è stato fatto fino ad ora e fissato gli obiettivi per il futuro.

“L’iniziativa nasce dall’esigenza di Coldiretti Lazio – ha detto il presidente David Granieri – di occuparsi con particolare attenzione dell’attività vivaistica, che è e rimane un’attività agricola. Le esigenze del settore florovivaistico sono anche le nostre e crediamo fortemente nella sua evoluzione, che può vincere una serie di scommesse, come quella della manutenzione urbana. L’amministrazione comunale di Roma Capitale per la prima volta nel dipartimento di manutenzione del verde ha istituito l’albo della multifunzionalità. E dunque le aziende agricole possono lavorare senza bando, ma ad incarico diretto, fino alla soglia di 50 mila euro per le ditte individuali e 250 mila euro per le società. Non è una soluzione, ma è un buon inizio”.

Il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri, ricorda poi un altro risultato raggiunto. “Abbiamo lavorato affinché venisse attivata nel bilancio regionale una misura molto importante – prosegue – riferita principalmente alla grande distribuzione, ma anche ai commercianti, che varrà per tutti i vivaisti della regione che avranno un ristoro del 30% per l’acquisto di prodotti Made in Lazio”.

Una misura che segue il solco tracciato da Coldiretti come il bonus ristorazione fortemente voluto dal presidente nazionale, Ettore Prandini.

“Ci tenevo ad essere presente per sottolineare l’impegno che Coldiretti sta mettendo in un settore strategico come è quello florovivaistico – spiega il presidente Ettore Prandini – Abbiamo presentato un piano legato al Recovery Plan per quanto riguarda le piantumazioni di 50 milioni di piante, partendo dalle città metropolitane, fino ad arrivare alle città con un minor numero di residenti. Quello che stiamo chiedendo al ministero dell’Agricoltura e dell’Ambiente è di coltivare e produrre le piante in Italia, partendo dalla valorizzazione di quelle autoctone”.

La forma naturale per combattere l’inquinamento è utilizzare il verde come risorsa, ha ricordato il presidente nazionale di Coldiretti, che ha citato anche alcuni studi realizzati sui benefici che le piantumazioni possono apportare in termini positivi per l’abbattimento delle temperature nel periodo estivo, fino ad arrivare all’abbassamento di tre gradi e dunque ad un maggior risparmio energetico. Stessa cosa per il periodo invernale.

“Dobbiamo fare ancora tantissimo per il florovivaismo – ha aggiunto Prandini – siamo solo all’inizio di un percorso che comunque ci ha portato ad ottenere dei risultati notevoli che vanno dal bonus verde, alla defiscalizzazione, alla decontribuzione e a tutto quello che concerne le figure professionali o il lavoro che si sta facendo in Europa anche su temi più vasti. Una delle cose che vorremmo cercare di attuare è una maggior valorizzazione dei certificati sulle attività inquinanti”.

E sull’importanza delle figure professionali è intervenuta anche Nada Forbici, presidente di Assofloro. “Gli alberi cadono spesso a causa dell’incuria – spiega – ecco perché bisogna avere figure all’altezza di curarli. Qualche anno fa abbiamo intrapreso un lungo percorso per il riconoscimento giuridico del manutentore del verde. Questo ha fatto si che nel collegato agricolo 2016, fosse scritto l’art 12, che determina quali sono i parametri tecnici per ricoprire questo ruolo professionale. Da quel momento non ci si può improvvisare manutentore del verde”.

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Roma

Roma, Appio Latino: 19enne entra in una clinica e si mette a rubare. Fermato da due dottori che lo fanno arrestare

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ROMA – Era riuscito ad introdursi, senza essere visto, in una clinica della zona dell’Appio Latino e ad entrare nello spogliatoio del personale, dove aveva arraffato un telefono cellulare, due portafogli e 90 euro in contanti, ma il ladruncolo, un cittadino romeno di 19 anni nella Capitale senza fissa dimora, è stato “pizzicato” da due medici in servizio nella struttura.

Dopo un vano tentativo di fuga, il giovane è stato fermato dai due dottori mentre altri colleghi hanno allertato il “112”, facendo arrivare sul posto una pattuglia dei Carabinieri della Stazione Roma Tuscolana.

La refurtiva è stata interamente recuperata e restituita ai legittimi proprietari mentre il 19enne, arrestato con l’accusa di furto aggravato, è stato trattenuto in caserma in attesa del rito direttissimo.

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Metropoli

Guidonia Montecelio: nonno 82enne, pusher recidivo, finisce nuovamente in manette

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Sorpreso dai Carabinieri con numerose dosi di cocaina e hashish in casa dove si trovava ai domiciliari

GUIDONIA MONTECELIO (RM) – E’ finito nuovamente in manette, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, un “allegro” nonno 82enne, pensionato e originario di Città di Castello (PG), già sottoposto agli arresti domiciliari per pregressi reati inerenti lo spaccio di droga.

L’uomo, nonostante la sua veneranda età e il provvedimento restrittivo a cui era sottoposto, non ha voluto cedere il passo a quella che è, da sempre, la sua specialità: lo spaccio di droga. Infatti, l’82enne è stato sorpreso dai Carabinieri della Stazione di Guidonia Montecelio, impegnati nel controllo delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, in possesso di 39 dosi di cocaina e una ventina di grammi di hashish, di materiale per il taglio e il confezionamento della droga e della somma di circa 400 euro ritenuta provento della sua illecita attività.

La droga è stata sequestrata insieme a tutto il materiale e il denaro requisiti durante la perquisizione, mentre il nonno-pusher è stato sottoposto ad un nuovo arrestato, restando ai domiciliari, in attesa delle decisioni dell’Autorità Giudiziaria.

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